Alla scoperta delle Valli di Lanzo

vallidilanzoLe Valli di Lanzo attraversano il cuore della catena alpina, dove affiorano oggi le rocce che si trovavano sul fondo del mare che tra 150 e 50 milioni di anni fa separava l’Europa dall’Africa, prima che i movimenti della crosta terrestre portassero alla chiusura dell’oceano, alla collisione dei due continenti e alla formazione delle Alpi.

Gli itinerari lungo le valli consentono di osservare i relitti preservati degli antichi fondali dell’Oceano Ligure-Piemontese, come viene indicato in geologia questo antico mare, oltre ad alcune porzioni dei margini che lo orlavano sul lato africano e sul lato europeo.

Il paesaggio attuale delle Valli di Lanzo è anche il prodotto degli agenti di modellamento recente: gli effetti dei processi morfo-genetici connessi a ghiacciai, corsi d’acqua, movimenti franosi e eventi alluvionali possono essere riconosciuti nelle forme e nei depositi che si osservano lungo le valli”. (Le Valli di Lanzo – vol. 1 – Aspetti geologici – Arpa Piemonte).

Cartina estrapolata dal Video Valli di Lanzo

Cartina estrapolata dal Video Valli di Lanzo

Le Valli di Lanzo si trovano a Nord-Ovest di Torino e appartengono alle Alpi Graie meridionali. Verso Ovest confinano con la Val Moriana, in territorio francese.

Sono quattro: Valle di Viù a sud, la Val d’Ala nel centro, la Val Grande a nord e la Valle Tesso e Malone nella Bassa Valle.

Alle testate delle Valli sopravvivono sofferenti ghiacciai, sempre più di dimensioni ridotte per l’innalzamento della temperatura globale.

Sono state definite “il giardino di Torino”. Importante luogo alpino di villeggiatura della ricca borghesia ad inizio Ottocento, hanno dato i natali all’alpinismo torinese.

Sebbene prive di collegamenti stradali con la Francia, non sono mai state isolate dalla Savoia. Gli spostamenti a piedi attraverso i colli erano frequenti, sia per scambi commerciali e sia per quelli culturali. Ciò che lega ed unisce ancora oggi, gli uni agli altri, è la lingua  franco-provenzale e simili usi e costumi.

Gli anni 60 del Novecento hanno lasciato sul territorio esempi di speculazione edilizia copiati dalla vicina metropoli ma ultimamente si è fatta strada la valorizzazione ed il recupero architettonico usando pietra e legno.

Non sono vallate turistiche alla moda ricche di comprensori sciistici, non sono montagne-divertimento simili ai luna-park ma montagne intime e selvagge, dove il concetto della wilderness, oggi così di moda, si può vivere facilmente. Percorrendo a piedi i sentieri, soprattutto al mattino presto, non è raro incontrare caprioli, camosci, stambecchi, volpi, tassi, scoiattoli, aquile, grifoni e magari anche qualche traccia di lupi.

Forse qualcuno di voi avrà già visto in rete, o alla presentazione ufficiale del 5 marzo di quest’anno, i video promozionali sulle Valli di Lanzo. Il progetto è stato sostenuto dalla Compagnia di San Paolo con il  Programma Strategico Triennale “Torino e le Alpi”  ma il promotore è stato il Club Alpino Italiano sezione di Lanzo Torinese.

Girati nell’arco di poco più di un anno, toccano le stagioni e gli aspetti invitanti di ognuna di esse: l’esplosione di colori e di vita a primavera, la calda estate, il romantico foliage dell’autunno e l’inverno con la natura silente sotto il bianco tappeto della neve.

Quattro video di presentazione di pochi minuti ed altri quattro integrali di 10 minuti circa ciascuno. C’è anche la versione in Inglese.

Qui il video promozionale:

Compaiono informazioni sul sentiero percorso (segnavia, difficoltà escursionistica, quota di partenza e di arrivo, tempo di percorrenza, dislivello, equipaggiamento utile e periodo consigliato). La storia e la cultura dei luoghi visitati, la montagna e gli aspetti naturalistici, il territorio osservato e brevi interviste ai protagonisti si fondono e si integrano amabilmente con i cammini escursionistici mostrati.

Nella sapiente regia vediamo Umberto Diecinove Ferrero e nell’accompagnarci all’interno delle Valli vediamo Andrea Mantelli, amico ed accompagnatore naturalistico della zona nonché uno tra i fondatori di questo blog.

I sentieri coinvolti sono legati ad un progetto di recupero e di valorizzazione della rete sentieristica da parte della Commissione Pulizia Sentieri del C.A.I. di Lanzo. I volontari, da diversi anni, lavorano  su un’area che si estende per oltre 1.100 km e si prendono cura gratuitamente dei sentieri: dal ripristino alla manutenzione dei percorsi, dalla segnatura con bolli rosso-bianchi alla posa di bacheche illustrative e didattiche, alla messa in sicurezza: un lavoro immane che non può fermarsi mai.

Nel dettaglio:

La Decauville è una ferrovia a scartamento ridotto su binari mobili e facilmente trasportabili e montabili, per il trasporto di materiali in miniere, cave, industrie.

Questa piccola ferrovia smontabile collegava il fondo valle di Usseglio con il cantiere per la costruzione della diga di Malciaussia.

Partenza: Margone – frazione di Usseglio- (1458 m); arrivo: Malciaussia (1800 m)

Il percorso, nel periodo invernale, è sconsigliato in quanto pericoloso a causa tratti di terreno ghiacciato.

Si percorrono le mulattiere costellate da piloni votivi e cappelle, segno di religiosità popolare, e si raggiunge il Santuario di Santa Cristina (1340 m). La vista che si gode da lassù è impagabile nonostante la modesta quota.

Partenza ed arrivo: Ceres (703 m) o Cantoira (750 m).

Alla scoperta delle leggendarie fate alpine e della loro “Balma” e delle “pere a ciapel” (“pietre con il cappello”) monoliti creati dall’erosione dell’acqua e del vento nel corso dei millenni alcuni alti più di 10 m. Per intenderci, gli stessi fenomeni sono detti “camini delle fate” in Cappadocia in Turchia o “ciciu ‘d pera” a Villar San Costanzo -Dronero –CN-).

Partenza: Vonzo – frazione di Chialamberto (1232 m)

Percorso di fede e di cibo sacro, il pane. La mulattiera, nel suo tragitto, tocca dei mulini utilizzati dagli abitanti sia di Coassolo che di Monastero per produrre la farina e tre edifici religiosi di notevole importanza: la Chiesa parrocchiale di Coassolo San Nicolao, la Cappella della Grata e la Chiesetta di San Sebastiano a Monastero di Sotto.

Nell’edificio più grande del “Mulino d’barot” si vedono ancora le macine usate per la molitura del grano e del granoturco, e in quello più piccolo c’è il torchio per la spremitura delle noci dalle quali si ricavava un olio dal sapore particolare.

Partenza: Chiesa parrocchiale di Coassolo San Nicolao (730 m) Arrivo: Monastero di Sotto nei pressi della Chiesetta di San Sebastiano (715 m)

Per muoversi agevolmente a piedi sul territorio consigliamo di consultare anche le mappe escursionistiche:

I “fantastici quattro” sono scaricabili dal canale Youtube del Cai di Lanzo.

Qui la galleria fotografica del progetto creata da Umberto Diecinove

Il miglior complimento che è stato fatto su questi video, dopo la presentazione ufficiale, è che “sono lenti”.

In questo caso non è da considerare un aspetto negativo, anzi possiamo serenamente sostenere che l’escursionismo è attività lenta.

Come ci racconta Reinhold Messner (qui un’intervista interessante e condivisibile):

In Tibet si usa un’espressione, soprattutto quando qualcuno lascia un campo per andare in altitudine. Si dice Kalipé. Il significato è “sempre con il passo lento”. Perché in montagna bisogna regredire, non c’è spazio per la fretta. Bisogna tornare alla stasi e poi muoversi…“.

Kalipé. È così che viviamo la montagna ed è così che ci soffermiamo sul paesaggio plasmato dai montanari di un tempo abili a lavorare la pietra e ad addomesticare una montagna mai facile da vivere; come forestieri in un territorio conosciuto, “camminato” diverse volte ma osservato con occhi sempre nuovi, perché è sempre ora di imparare, passo dopo passo.

Gli stranieri che si affacciano per la prima volta sulle nostre Valli sono entusiasti di ciò che vedono: montagne imponenti, estese foreste (alleate preziose per combattere il CO2), silenzio, ricchezza di flora e di fauna selvatica.

Il video, più che le foto, cattura e trasmette sensazioni ed emozioni impagabili. Ben venga se riesce a catturare un turismo non solo “mordi e fuggi”.

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

2 Responses to Alla scoperta delle Valli di Lanzo

  1. anonimo says:

    Conservazione e stato dei senteri a Ceres, Valli di Lanzo

    https://www.facebook.com/groups/1390422907888712/?fref=ts

  2. Anonimo says:

    Ma perché (a parte un piccola parte del Col del Lys) non ci sono parchi regionali in Val di Lanzo?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: