Il popolo degli imbecilli

cai cosenza

Il manifesto del Cai Cosenza trasmesso via Twitter

19 luglio 2016 – CN24Tv

[…] L’iniziativa del Parco (della Sila, N.d.A.) nasce dalla consapevolezza che i sentieri subiscono quotidianamente atti di vandalismo che mettono a repentaglio la sicurezza di chi fruisce della preziosa risorsa della Sila legata al trekking (con l’eliminazione, ad esempio, di frecce, tabelle di località ed addirittura a volte anche dei tabelloni di inizio sentiero) e si propone di favorire la fruizione, la valorizzazione, la promozione e la tutela dei sentieri realizzati dal Parco attraverso la partecipazione e il coinvolgimento attivo degli stakeholders territoriali. […]

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16 luglio 2016 – Corriere delle Alpi

BELLUNO. Un albero sradicato. Cartelli lungo i sentieri divelti. Bivacchi impraticabili e distrutti. È ripresa l’ondata di vandalismi in montagna, specie nella zona della Schiara, ma non solo. Era già successo, qualche anno fa, e allora le denunce sui giornali erano state sufficienti a far desistere gli autori. Stavolta il Cai ha deciso di fare un passo in più: sono già state presentate denunce contro ignoti e si sta valutando un sistema per controllare i sentieri. […]

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20 aprile 2016 – Il Messaggero

AMATRICE. Atto vandalico, contro le nuove tabelle segnavia Cai installate lungo i sentieri amatriciani. I vandali hanno dapprima spezzato le tavole a metà, poi divelto i supporti di sostegno delle paline e, infine, hanno abbandonato entrambi nelle vicinanze.
L’episodio è l’ultimo, in ordine temporale, di una lunga serie di danneggiamenti compiuti dapprima a scapito delle vecchie tabelle in legno e poi contro le nuove, prodotte in materiale plastico e messe a dimora da qualche mese. […]

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9 aprile 2016 – Gazzetta di Reggio

COLLAGNA. Il bivacco danneggiato, sfregiato all’interno e all’esterno, le mensole e i rivestimenti esterni usati come combustile per la stufa. È un vandalismo che racconta di una scarsissima consapevolezza della montagna, quello compiuto da qualche escursionista al bivacco Rosario sul monte Nuda, la vetta che domina sopra Cerreto Laghi. Il bivacco è una piccola costruzione in legno a quota 1.700 metri, costruito nel 1984 dal Cai di Fivizzano. […]

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29 dicembre 2015 – Messaggero Veneto

[…] Il tema della cura dei sentieri è molto sentito nel Maniaghese, soprattutto alla luce degli atti vandalici segnalati non soltanto sui rilievi della città del coltello, ma anche all’interno del comune di Frisanco.
A Maniago, sono stati denunciati casi di tracciati sbarrati con ramaglie, grossi massi e pure filo installato all’altezza delle caviglie.
In Val Colvera, invece, la segnaletica dei sentieri è stata divelta e danneggiata in più punti. A denunciare la situazione era stata l’amministrazione guidata da Sandro Rovedo, che ha inoltrato segnalazione degli atti vandalici alla guardia forestale e al comando di polizia intercomunale.
L’esecutivo ha annunciato un rafforzamento dei controlli per scongiurare il ripetersi di simili episodi. (g.s.)

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Nel tardo pomeriggio ferragostano stavo rientrando da Forno Alpi Graie (Val Grande – Valli di Lanzo), dopo aver visto la mostra sul soggiorno di Umberto II di Savoialanzo, avvenuto nel 1930. Tra una buca e l’altra della provinciale dell’alta Val Grande cercavo di intercettare tutti i cartelli indicatori posizionati, negli ultimi anni, dal Cai per indicare i sentieri che partono dal fondovalle. Lungo i cigli sostano innumerevoli auto affiancate da nugoli di pedoni. Tento un giochetto: provo a contare quelli non obesi. Lasciamo perdere. Proviamo con quelli con zaino e scarponcini da trekking? Non ne conto. Montagna?
Peccato penso, sapendo perfettamente che tutte quelle frecce centrifughe sono un meraviglioso viatico per immergersi nella libertà. Peccato dover immaginare, in questo assalto gommato alle Valli di Lanzo, l’immane lavoro dei volontari del Cai che nel cuore hanno la montagna. E con essa l’amore per chi cammina.
Troppo spesso sono rimasto amareggiato nell’accorgermi che questa forma di volontariato non sia assolutamente compresa e nemmeno valutata adeguatamente, non solo dai comuni cittadini ma anche dalle istituzioni locali. Ma allora se un qualcosa non ha valore semplicemente non esiste e diventa bersaglio dell’imbecillità umana. D’altronde questa è un’epoca in cui lo status di “esistenza”, sia per gli esseri viventi, quanto per le cose, può essere guadagnato solo ed esclusivamente se può essere misurato, quantificato, monetizzato.
Quanto vale un sentiero? E il lavoro speso da chi si alza alle 6 di mattina per andare a riaprire cammini? E quello di chi fa gratuitamente manutenzione alle strutture ricettive in quota?
Chissà se il popolo degli imbecilli sa quantificare, misurare, valutare. Non credo, se no saprebbe misurare la propria imbecillità e capirebbe che può essere parecchio deleteria. E allora cercherebbe un limite al proprio agire. Magari partendo dalla ricerca del significato profondo della parola “gentilezza”.
Mentre smetto di contare arriva una notifica sullo smartphone. E’ una mail del presidente del Cai Lanzo:

bache 254 viùIl 2016 si sta rilevando un anno pieno di gente che va in montagna ma non la rispetta per niente.
Al bivacco Molino tre mesi fa è stata forzata la cassetta delle offerte per la manutenzione.
Oggi (15 agosto 2016, N.d.A) ci viene segnalato che pure al bivacco Gandolfo è successa la stessa cosa…
La bacheca grande in legno ad inizio del sentiero natura “Antica strada per Viù“, posizionata al Ponte del Diavolo, è stata divelta e completamente bruciata per fare costine arrosto…
Non sappiamo più cosa fare!

Gino Geninatti

Per dovere di informazione segnalo che il sentiero “Antica strada per Viù” era già stato oggetto di post da parte di Ezio Sesia (Lettera al Sindaco di Germagnano).

Qual è la malattia del pensiero più pericolosa oggi?
«L’imbecillità e non da oggi, da sempre, perché è connaturata all’essere umano».
(Intervista del quotidiano La Stampa al filosofo Ferraris).

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

20 Responses to Il popolo degli imbecilli

  1. paologiac says:

    Purtroppo la constatazione della forzatura al Bivacco Gandolfo è toccata a me. Avevo appena letto una settimana fa di quella al Bivacco Molino.
    Ci siamo illusi che il popolo che frequenta montagne e sentieri avesse un etica che impedisse episodi del genere. NON E’ COSI. Rassegnamoci. Un’amica ha commentato: “Non ci sono più persone oneste”. Non sono daccordo. Semplicemente la percentuale di disonesti e cretini presente nella nostra società si stà distribuendo equamente in tutti gli ambienti compreso quello dei frequentatori della montagna. E’ un segno evidente del degrado morale della nostra società.
    Devo aggiungere che non è così dappertutto. In Baviera sono diffusi i “campi” di fiori. isolati, lontani da case, dove puoi raccogliere i fiori che vuoi e lasciare il corrispettivo in una cassetta ai bordi del campo. In Scozia ci sono strade a pedaggio non presidiate dove sei semplicemente invitato a depositare la somma richiesta in una cassetta di legno. Lo immaginate da noi?

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    • Beppeley says:

      Credo che qualcosa in più si sarebbe potuto fare dal punto di vista culturale, per far conoscere la montagna, soprattutto dai mass media. Ma mi sembra che oltre ai reality non ci sia molto di più in quel deserto della tv pubblica.

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  2. Ercole Perucca says:

    Mi spiace contraddirti ma purtroppo gli idioti sono sempre esistiti. Episodi del genere ed anche molto peggiori li ho visti oltre 20 anni fa, e con l’aumento degli escursionisti aumentano anche loro. Come diceva B.Brecht : la madre deli idioti è sempre gravida.

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  3. Pingback: Il popolo degli imbecilli – solosimo

  4. Dove aver letto questo post, mi sono chiesta per l’ennesima volta: perché la gente compie simili gesti…? Questo forse perché io non ne sarei capace…
    Iniziano a girarmi in testa le domande: perché? non sanno più cosa fare? non conoscono più il valore delle cose? ed i casi continuano ad aumentare rispetto ad una volta, anche in montagna…!
    Questa volta, decido di prendere il pc di fianco a me ed inizio una ricerca!
    Trovo diverse informazioni in merito che vi citerò e poi trarrò le mie conclusioni insieme a voi.

    “Il vandalismo è un disturbo del comportamento tipico dell’età adolescenziale, che porta i ragazzi a unirsi in branco e, per creare un diversivo alla vita monotona di tutti i giorni, devastare quello che incontrano sul loro cammino. Spesso ciò che spinge a questi atti è la noia e l’incapacità di gestire la solitudine, un modo per distrarsi dal senso di vuoto che oggigiorno accomuna molti giovani. I ragazzi si trovano in branco e vivono queste “missioni” come un diversivo”

    Come dice Ercole sicuramente casi di vandalismo ci sono sempre stati perché ci sono sempre stati giovani che si annoiano e stupidi per il mondo…
    Con l’arrivo dell’era digitale la solitudine è in aumento, perché anche se si è sempre in contatto, ma ci si incontra sempre di meno….è questa non una bella cosa. Da sempre io sono una persona convinta che l’innovazione e la tecnologia possa portare molti benefici, riavvicinare e mettere in contatto le persone, poi però le persone devo posare il telefono per imparare di nuovo a incontrarsi e parlare dal vivo! La noia e il senso di vuoto si combattono solo stando insieme alle persone, parlando, facendo cose interessanti, che ci piacciono e che ci fanno stare bene….eccc..
    Anche perché l’eccitazione di compiere un atto di vandalismo passa dopo poche ore, una bella serata in compagnia magari la ricorderai per anni.

    La seconda cosa che mi viene in mente dopo aver letto questo articolo è…. ma allora se è un comportamento tipico….va capito, non è colpa sua…
    Dopo un attimo mi riprendo e penso, ma va! se io avessi fatto una qualsiasi cosa di questo genere ed i miei genitori lo avessero scoperto, cosa mi avrebbero detto o fatto?? sicuramente dopo la prima ‘grande tempesta’, avrebbero trovato il modo per farmi RISARCIRE il danno a chi di dovere (non avrebbero risarcito il danno) Questo è molto importante perché nella vita ti insegnerà un pò di più il giusto valore delle cose..

    ‘Tutte le persone conoscono il prezzo delle cose, ma soltanto alcune ne conoscono il vero valore’ cit Oscar Wilde

    Questo è un altro punto importante. In una società dove tutto ha un prezzo: si da ancora il giusto valore alle cose? Temo di no….
    Quando una cosa oltre che comprarla, come si faceva una volta la pensavi, la costruivi (te la sudavi), ci mettevi del tuo tempo… lì avevi la reale idea del valore delle cose dettata dal tempo, la pazienza e la cura che ci avevi messo dentro per farla…e se non eri capace quanti giorni dovevi lavorare per poter comprare una cosa….
    Oramai prendi il portafoglio, consegni la carta magnetica…e hai quello che vuoi…o ripaghi quello che hai fatto…
    E’ sicuramente comodo, ma come ogni comodità, dopo tanto tempo non si apprezza più, diventa la routine, ti lamenti se non ce l’hai e toglie il valore della cosa.

    Una volta non c’era l’acqua corrente, la luce e il gas…ora se ti dovessero mancare 10 minuti, il caos e lamentele a non finire….
    C’erano meno soldi, ed era più felici per quello che avevano.
    Ora hai i soldi o addirittura le carte di credito, puoi comprarti un sacco di cose (che spesso finiscono appoggiate da qualche parte), dovresti essere molto felice…. Sei felice?
    E se non ti bastano? Ti lamenti perché non ne guadagni abbastanza o hai tutto quello che vorresti….

    La conclusione purtroppo è che la realtà in cui viviamo non aiuta la diminuzione di questi comportamenti, perché la noia è tanta, l’educazione civica sia a casa, sia nelle scuole non è un argomento molto sentito in Italia e spesso, sopratutto in famiglia, c’è la tendenza comune a dover difendere a spada tratta il comportamento di una persona a cui vogliamo bene, senza essere obiettivi.
    Il rispetto delle regole è importante a tutte le età e insegnare a rispettarle anche!
    Forse l’educazione civica non è una materia da sottovalutare….

    Spero di non avervi annoiato, Buonagiornata a tutti!

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    • Beppeley says:

      Ciao Annalisa, grazie tante per le tue importanti riflessioni.
      Mi ricordo che alle superiori mi avevano fatto acquistare il testo di educazione civica ma è rimasto sempre chiuso in un cassetto perché non si facevano lezioni in merito.

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      • io non ho avuto neanche il libro.., perchè l’ora di educazione civica non esiste più.
        Quindi forse questo tipo di comportamento non dovrebbe stupirci…

        cit articolo http://www.agoravox.it/Educazione-Civica-la-sola.html

        “Diversi anni fa in Italia, nelle scuole medie e superiori, vi era l’obbligo di insegnare l’Educazione Civica. L’ora di educazione civica fu introdotta da Aldo Moro nel 1958 e fu soppressa d’improvviso durante l’anno scolastico 1990/91.
        Le motivazioni addotte all’epoca a supporto dell’eliminazione dell’ora di Educazione Civica furono veramente incoerenti o comunque, prive di significato. Si disse “semplicemente” che nella società ormai “evoluta” (…) l’insegnamento di ciò che è o dovrebbe essere il comportamento di ogni singolo cittadino nei confronti della nazione che abita, a cominciare dallo studio approfondito di cosa sia la nazione, le sue istituzioni e la Costituzione che ne è il libretto di istruzioni fondamentale, non fossero prioritari…
        …tutto ciò cui stiamo assistendo oggi, è anche frutto di questo diritto / dovere negato agli italiani che, inconsapevoli ormai di un senso civico condiviso, non sono più in grado ormai da anni di avere netto in mente il senso del bene e del male, con la conseguenza aberrante che – la maggior parte della popolazione – non è più in grado di poter porre veti a metodi e azioni che proprio dalle istituzioni partono contro la popolazione stessa che non è stata così più in grado di essere consapevole di cosa sia concesso fare e cosa non lo sia. Rendendo possibile ogni misfatto.
        Chi conosce, chi ha cultura civica, sa come rispettare le regole per farle rispettare di conseguenza a proprio vantaggio. Creando così un vantaggio per tutta la comunità. E’ un anello infinito che non si spezza o meglio: non si sarebbe spezzato.”

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  5. Spesso le questioni ambientali sono descritte solo quando raggiungono l’apice dell’emergenza per poi essere riposte nello scaffale della dimenticanza; le periferie si raccontano solo se diventano l’occasione per fatti di cronaca nera o di conflitto sociale: quanti sono, in Italia, i giornali che dedicano pagine all’ambiente, alle città, all’urbanistica?

    http://andreaferraretto.blogspot.it/2016/08/non-serve-celebrare-cederna-occorre-il.html

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  6. Veramente incredibile, io direi che bisognerebbe condividere sempre meno su internet, sui social; vedi Facebook con gruppi dedicati alle vallate di ogni dove in cui tutti i giorni vengono postate decine centinaia di foto( il solo scopo è un like o cosa?) con indicazioni di luoghi fauna e altro così arriviamo a questi risultati mi dispiace ma la vedo proprio così…tra i tanti che sicuramente ne fanno buon uso di queste informazioni ci sarà buona parte che con lo spirito della montagna ha poco a che fare…

    Francesco

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  7. paologiac says:

    Scusate ma sono poco d’accordo con la maggior parte dei commenti, ma soprattutto con quello di Francesco. Condividere di meno? Tenere nascoste le bellezze? Non cercare di divulgare la passione per la montagna? Vogliamo chiuderci in una torre d’avorio e guardare gli dall’alto in basso come un’elite arrivata ai suoi ultimi giorni?
    Ripeto: è evidente la deriva ed il degrado morale della nostra società. Non mi pare che i frequentatori della montagna siano aumentati negli ultimi anni…magari! (l’unico caso di aumento è quello dell’arrampicata sportiva, ma qui stiamo parlando di altri ambienti).
    Un paragone banale ma illuminante: sulle strade, da dieci anni a questa parte non sono aumentati gli automobilisti, ma purtroppo sono aumentati gli episodi di inciviltà e di disprezzo delle regole. Purtroppo quello che manca è l’educazione e l’esempio da parte dei genitori e di altre figure che dovrebbero essere di esempio (politici ma non solo), Non parliamo di Educazione Civica (io l’ho avuta a scuola ma ben poco mi ricordo), ma di Educazione.
    Perchè altrove non si osserva questo degrado? Proprio ieri leggevo di un genitore che ha staccato con un morso l’orecchio ad un animatore che in spiaggia aveva ripreso il figlio perchè si comportava male! La cronaca è piena di episodi simili. Con quali valori crescerà quel ragazzo?
    Prendo poi un caso specifico: quanto accaduto al Bivacco Molino. E’ una salita impegnativa. Il vandalo perditempo non si sobbarca la fatica di raggiungerlo per rubare pochi euro dalla cassetta! E’ stato uno di noi, un appassionato di montagna che, passata li la notte, non ha visto niente di male, non si è fatto nessuno scrupolo nel dirottare quei pochi euro nelle sue tasche.
    Ripeto ancora una volta, non è così ovunque, tutti hanno le loro magagne, ma questo grado di inciviltà ci porta ai vertici della classifica.

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  8. Guglielmo says:

    Imbecillità e ignoranza non ha limiti la montagna frequentata da merendero non ci sono parole che posso descrivere anche da parte mia prima alpinista e rocciatore e volontario ispettore rifugi ho visto delle cose che l’essere umano non è degno di appartenere , purtroppo non sono più in condizioni per andar per Monti bloccato da Sclerosi Multipla da 15 anni ma leggo e sento che i veri amanti della Montagna per fortuna non cambiano mettendo il massimo impegno per lavorare sempre da volontari , mentre gli altri distruggono per il piacere di essere ignoranti di non apprezzare il lavoro altrui . Un saluto a tutti quelli che di impegno fanno una virtù. COFFANO Guglielmo

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    • Beppeley says:

      Caro Guglielmo, spero che la ricerca scientifica in ambito sanitario possa presto farti tornare tra le montagne che ami: te lo auguro con tutto il cuore!

      Ti ringrazio per il tuo commento.

      Domenica scorsa siamo andati al bivacco Molino per posizionare i bigliettini con il numero IBAN per le offerte.
      Abbiamo anche risistemato la cassetta delle offerte ma il CAI Lanzo (http://www.cailanzo.it/ – mail: info@cailanzo.it) invita coloro che intendono farle ad utilizzare esclusivamente il seguente IBAN:

      CAI LANZO

      IBAN: IT16K 03268 30560 053858461490

      Si può verificare l’esattezza di tale codice sul seguente sito: http://www.mutuissimo.it/iban.asp

      La pagina del Cai Lanzo dove trovare l’IBAN è la seguente:http://www.cailanzo.it/joomla/index.php?option=com_k2&view=item&layout=item&id=3&Itemid=160&lang=it

      Un caro saluto e in bocca al lupo!

      P.S.
      Se hai piacere di vedere pubblicato su questo blog un tuo intervento in merito, o su altri temi attinenti la tua esperienza con la montagna, lo facciamo volentieri.
      Grazie.

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  9. Anonimo says:

    Ma chi l ha detto che sono stati escursionisti?magari erano cacciatori,pastori..chissà..Non condivido di certo il gesto ma tirare sempre fuori i soliti luoghi comuni mi sembra una chiacchera da bar. La gente in montagna oggigiorno è più civile anche solo di 30 anni fa. Ricordo cosa trovai 25 anni fa quando,ragazzino,contribuii a pulire dai rifiuti la conca sotto il gastaldi. Episodi così ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno.

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