Parchi naturali, sono davvero utili?

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Parco del Monviso

Testo e foto di Toni Farina

Provate a immaginare un neo-ministro della difesa che all’atto del suo insediamento esordisca con queste parole: “L’Arma dei Carabinieri non si deve limitare a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini ma, pattugliando le strade, deve anche tappare le buche (sempre più numerose). Nel volgere di qualche ora il neo-ministro sarebbe sommerso da critiche e richieste di dimissioni provenienti dall’intero arco politico/parlamentare. Il compito primario della Benemerita non è infatti in discussione, e nessuno accampa dubbi in merito. Nel caso dei parchi naturali questo però non avviene, anzi il loro ruolo primario, ovvero la tutela dell’ambiente naturale (si badi bene, ruolo stabilito dalla LEGGE) è continuamente in discussione e deve essere sempre ribadito. Tant’è che ogni neo-ministro (o neo-assessore regionale) all’atto del suo insediamento ripete come un mantra: “i parchi non si devono limitare alla tutela (dell’ambiente naturale) ma devono al contempo promuovere lo sviluppo economico”. Leggi il resto dell’articolo

Piste agro-silvo-pastorali: confronto

il-risveglio-17-11-2016

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Postiamo l’articolo del settimanale “Il Risveglio” uscito giovedì  17 novembre 2016 che sintetizza ottimamente la serata di mercoledì 9 novembre organizzata dal CAI Torino avente titolo: “Le piste agro-silvo-pastorali nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro. Un caso attuale: il Vallone di Sea”.

Riporto di seguito qualche mia personalissima considerazione in merito.

Incontro ricco di relatori e di temi interessanti. Peccato, nonostante gli interventi stringati, sia saltato il dibattito causa tarda ora. Mi sarebbe piaciuto sentire le opinioni dei presenti.

Dal pubblico, qualcuno ha fatto notare che la serata dovrebbe essere riproposta nelle Valli di Lanzo per agevolare la partecipazione dei valligiani.

Spero che la voglia di condividere le notizie delle Valli di Lanzo continui e non capiti che, di ritorno da un’escursione, chiedendo all’avventore del bar cosa sono quei segni arancio fosforescenti sul sentiero, picchetti piantati e nastri bianchi-rossi sui rami degli alberi non conosca la risposta (nuove piste in arrivo? Colle di Crosiasse, Urtirè, Piano di Vassola, ecc.?) Leggi il resto dell’articolo

Un paradiso chiamato Calanques

calanquesTesto e foto di Carlo Crovella

Nonostante il mio indiscusso amore per le vette immacolate, per i 4.000, per le creste affilate dai venti gelidi, per me il paradiso si trova in riva al mare. Le Calanques costituiscono un tratto di costa mediterranea, rimasta “selvaggia” e compresa fra Marsiglia e Cassis: alte pareti calcaree, che variano dal bianco al giallo all’ocra, si contrappongono al blu del mare, spruzzato dalla spuma delle onde; tutto intorno, stridìo di gabbiani e profumo di macchia mediterranea; e poi sudore dell’arrampicata e sapore metallico del Pastis bevuto alla taverna con i pescatori. Non è l’estate la stagione migliore per le Calanques, arroventate dal sole e arse come deserti. Alla primavera, meglio ancora l’autunno che offre giornate terse e mare caldo per fantastici bagni. I ponti dei Santi e dell’Immacolata sono appuntamenti ideali per “spedizioni” in Calanques, ed anche le vacanze di Natale, se le Alpi non sono impreziosite dalla neve. Tutti gli arrampicatori possono godere di questo immenso paradiso, sgranato su ogni livello di difficoltà. Ma anche chi non arrampica ne può beneficiare fino in fondo: una fitta rete di sentieri, più o meno impegnativi, soddisfa i desiderata di ogni camminatore. Esite una “Alta Via” che si percorre in tre o quattro tappe, con alcuni passaggi obbligati e qualche problema logistico (non si trova acqua fuori dai paesini). Sono però assicurati bivacchi in spiagge isolate (formalmente vietati…): di notte sarete coperti solo dalle stelle, con lo sciabordìo della risacca che culla i vostri sogni. In più si possono effettuare splendide escursioni in giornata, con zaino leggero e spirito lieve, sapendo che, alla sera, tornati nella civiltà, vi aspetta un cous-cous algerino o una saporita bouillabaisse (zuppa di pesce), innaffiati da un bianco freddo e pungente. Calanques: non è detto che per raggiungere il paradiso, si debba necessariamente “salire” verso i 4.000 metri.

Le piste nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro

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Soci e simpatizzanti sono invitati a partecipare all’incontro – dibattito che si svolgerà mercoledì 9 novembre, alle ore 21, presso la Sala degli Stemmi del Centro Incontri “Monte dei Cappuccini” del CAI Torino – Salita al CAI Torino, 12 sul tema:

Le piste agro-silvo-pastorali nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro. Un caso attuale: il Vallone di Sea

Interventi:

Presentazione della serata e dei relatori da parte di Roberto FERRERO (Presidente CAI Torino)

La posizione del GR Piemonte da parte di Osvaldo MARENGO (CAI Piemonte)

Inquadramento del problema e presentazione degli interventi da parte di Matteo ENRICO (CAAI);

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