Piste agro-silvo-pastorali: confronto

il-risveglio-17-11-2016

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Postiamo l’articolo del settimanale “Il Risveglio” uscito giovedì  17 novembre 2016 che sintetizza ottimamente la serata di mercoledì 9 novembre organizzata dal CAI Torino avente titolo: “Le piste agro-silvo-pastorali nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro. Un caso attuale: il Vallone di Sea”.

Riporto di seguito qualche mia personalissima considerazione in merito.

Incontro ricco di relatori e di temi interessanti. Peccato, nonostante gli interventi stringati, sia saltato il dibattito causa tarda ora. Mi sarebbe piaciuto sentire le opinioni dei presenti.

Dal pubblico, qualcuno ha fatto notare che la serata dovrebbe essere riproposta nelle Valli di Lanzo per agevolare la partecipazione dei valligiani.

Spero che la voglia di condividere le notizie delle Valli di Lanzo continui e non capiti che, di ritorno da un’escursione, chiedendo all’avventore del bar cosa sono quei segni arancio fosforescenti sul sentiero, picchetti piantati e nastri bianchi-rossi sui rami degli alberi non conosca la risposta (nuove piste in arrivo? Colle di Crosiasse, Urtirè, Piano di Vassola, ecc.?) Siamo stati accolti dal Presidente del CAI Torino, Roberto Ferrero, che presenta la serata e ringrazia i relatori e da Enrico Matteo (CAAI) che meglio espone l’agenda.

Paolo Ghisleni sintetizza il “Programma di Sviluppo Rurale (2014-2020) Bando 2016” relativo alle infrastrutture per l’accesso e la gestione delle risorte forestali e pastorali. Pro e contro delle piste con diverse simulazioni ed in sostanza, si è sempre in perdita. Parlando della pista Pera Berghina – Castello mi piacerebbe sapere se il Comune di Groscavallo ha incassato i 63.000,00 Euro previsti dalla vendita del legname radicato su proprietà comunali e messi come voce di finanziamento alla spesa complessiva della stessa strada (316.000,00 Euro).(Verbale di Groscavallo – deliberazione della Giunta Comunale n.9 del 14/2/2014 – Sindaco Giacomelli)

Marco Blatto si avvale di slide per raccontarci “Etica ed estetica del paesaggio” nel Vallone di Sea, dove una mente visionaria come quella di Gian Piero Motti, che non ha mai scalato a Sea, ha battezzato le lisce pareti, nella parte bassa del Vallone, con nomi pescati dalla mitologia nordica e dal mondo egizio.

Beppe Leyduan ribadisce il concetto dell’importanza dei sentieri visti come bene culturale da tutelare. La pista incompiuta qualche anno fa del Monaviel (Comune di Ceres) – con danni sulla provinciale per il Pian della Mussa – dimostra, come le ultime in Val Grande, come sia troppo facile appestare la montagna di opere inutili e dannose, magari utilizzandi i soldi degli ignari contribuenti europei. Forse pochi sanno che siamo in ritardo nel parlare di piste in montagna. Già nel lontano 1994 Pro Natura pubblicò un quaderno “Piste o Peste? Una riflessione sul problema delle strade agricole e forestali in montagna” di Balocco, Gubetti, Perotto, denunciando, tra l’altro, la costruzione di centinaia di piste già negli anni ’80! E la fantomatica filiera del legno con i pellets venduti nelle Valli che arrivano dalla Russia?

Fabio Santo espone il rilancio della Valle tra nuove opportunità turistiche ed il recupero intelligente di alpeggi come quello di Gias Nuove Fontane di proprietà della Città Metropolitana di Torino. E’ al limitare della pista che parte dai Rivotti, possiede un panorama incantevole sul Vallone della Gura. La pista, che risale agli anni ottanta, è già sfruttata da margari, ciaspolatori, escursionisti, bikers. L’alpeggio si può anche raggiungere con un incantevole sentiero (n.319) che parte da Borgo (1117 m – frazione di Groscavallo) oppure con il sentiero balcone delle Valli di Lanzo (BV) poco dopo Forno Alpi Graie.

Ugo Manera scorre -ahimè- velocemente le sue foto sulla storia alpinistica del Vallone e suoi scopritori: Motti, Grassi e Meneghin. Peccato non averlo sentito raccontare i suoi aneddoti legati a quei luoghi perché è un grande affabulatore.

Enrico Matteo racconta, supportato da foto, del progetto di recupero di alcune pareti e itinerari grazie al contributo stanziato dal CAAI.

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Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

2 Responses to Piste agro-silvo-pastorali: confronto

  1. teo says:

    Un vero peccato che il sindaco di groscavallo non abbia partecipato seppur invitata. Non si trincei dietro il fatto che non era stata invitata tra i relatori,è una scusa che non sta in piedi. Il tono della lettera mi sembra molto rabbioso,e si commenta da sé. Una domanda:perché il sindaco non hai mai risposto alla lettera del presidente del Cai Piemonte?Matteo Enrico

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  2. Teo says:

    Vorrei inoltre portare a conoscenza le delibere recenti del Comune di Groscavallo. Leggete quelle sulle piste forestali e sull’elettrodotto. Quella su Sea è stata tolta dall’Albo Pretorio, in quanto è terminato il termine di legge per la pubblicazione. Ma comunque ce l’abbiamo.
    http://www.servizipubblicaamministrazione.it/servizi/saturnweb/Pubblicazioni.aspx?Tipo=3&CE=grscvll297
    Ragionando sulle spese di consulenza, francamente, per un Comune piccolo così, resto, come dire, molto perplesso. Ma gli abitanti di Groscavallo cosa dicono? E i villeggianti?
    Matteo Enrico

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