Trekking dell’Avisio, 45 km lungo il fiume

In Valle di Cembra l’idea di un percorso fluviale per un turismo soft basato sull’escursionismo

Natura selvaggia lungo il corso dell’Avisio

Testo e foto di Alessandro Ghezzer

Il torrente Avisio nasce dalla Marmolada, la Regina delle Dolomiti, sul versante trentino. Nel suo lungo viaggio di 90 km verso il fiume Adige, attraversa tre valli: la Val di Fassa, la Val di Fiemme e la Val di Cembra.
Negli ultimi 40 km l’Avisio, dopo la diga di Stramentizzo, si incassa in spettacolari forre di porfido, ai piedi della Catena del Lagorai, formando anse, lagune, spiagge, piscine naturali, golene di sabbia e pietre, mentre sulle rive una boscaglia quasi “amazzonica” cresce rigogliosa. Un paradiso terrestre dove trovano rifugio molte specie di animali: cervi, caprioli, camosci, volpi, aironi cinerini, cormorani, aquile, poiane, falchi, tassi, rane, rospi, salamandre. Nelle sue acque regna la trota marmorata.

Paesaggio tipico della Val di Cembra coi vigneti terrazzati

Nei pressi di Pozzolago, una delle poche possibilità di passare da una sponda all’altra con una passerella costruita nei pressi della centrale

Una delle tante splendide anse del fiume

Castagno secolare lungo un’antica mulattiera che scende verso l’Avisio

Fino a 50 anni fa gli scoscesi versanti della Val di Cembra erano estesamente coltivati, con chilometri di muretti a secco che sostenevano, e sostengono ancor oggi dopo secoli, una fitta serie di terrazzamenti. Un tempo lungo il fiume la vita era febbrile: contadini, boscaioli, cacciatori, mugnai, carbonari, ambulanti, commercianti.

L’Avisio, un paradiso terrestre ancora integro

Nel dopoguerra quasi tutte le attività sul fiume furono abbandonate, e con esse i masi, le case contadine, le piccole frazioni, i mulini, le segherie. La disastrosa alluvione del ‘66 ha dato il colpo di grazia all’economia fluviale distruggendo campi, case, strade, ponti, perfino un intero paese come Ischiazza, che oggi è un paese fantasma.

L’Avisio si incassa in stretti canyon

Solo la parte alta e più soleggiata della valle di Cembra ha mantenuto i terrazzamenti oggi coltivati a vigneto. Il fondovalle e il fiume sono stati lentamente inghiottiti da una vegetazione lussureggiante.

Nei pressi di Maso Ponte, dove un tempo si passava da una riva all’altra. Il ponte è stato distrutto dall’alluvione del 1966

 Nelle golene una spettacolare vegetazione che ricorda quasi a giungla amazzonica...

Nelle golene una spettacolare vegetazione che ricorda quasi a giungla amazzonica…

Quando è nata l’idea di percorrere a piedi i 45 km da Molina di Fiemme a Lavis, alla foce con l’Adige, io e Gigi Zoppello, giornalista del quotidiano “L’Adige”, ci siamo detti che dovevano per forza esistere i sentieri e mulattiere che mettevano in collegamento i campi coltivati coi paesi che si trovano a quota più elevata rispetto al fiume. Si trattava di scoprire cosa era rimasto di quella antica viabilità dopo mezzo secolo di abbandono.

Il paese fantasma di Ischiazza, distrutto dall’alluvione del ‘66 e quindi abbandonato

Il paese fantasma di Ischiazza, distrutto dall’alluvione del ‘66 e quindi abbandonato

Abbiamo raccolto tutte le mappe disponibili, incluse le vecchie IGM, e abbiamo fatto a tavolino una specie di inventario dei sentieri, delle strade, delle tracce, delle antiche mulattiere, studiando i vari punti di accesso al fiume in base alla viabilità oggi esistente.

Un ecosistema fluviale di grande ricchezza naturalistica

Un ecosistema fluviale di grande ricchezza naturalistica

Pensavamo di cavarcela, essendo buoni camminatori, con 2-3 uscite al massimo: in realtà sono state necessarie ben 10 giornate esplorative, percorrendo 15-20 km alla volta su entrambe le sponde del fiume. Probabilmente saranno necessarie altre esplorazione perché l’Avisio scorre spesso in canyon con rive spesso inagibili, con strettoie di roccia verticale impossibili da passare a piedi. Abbiamo volutamente escluso i guadi, in teoria possibili, perché la portata del fiume è molto variabile e quindi avrebbero potuto essere pericolosi. Nei tratti impercorribili abbiamo quindi ipotizzato la realizzazione di ponti tibetani per passare da una sponda all’altra.

Il ponte tibetano nei pressi di Pra, usato dagli arrampicatori per raggiungere la falesia sull’acqua

Il ponte tibetano nei pressi di Pra, usato dagli arrampicatori per raggiungere la falesia sull’acqua

In alcune uscite esplorative abbiamo potuto contare su dei rinforzi di altri escursionisti appassionati, che si sono uniti a noi: in questo modo abbiamo potuto fare due squadre per esplorare contemporaneamente entrambe le sponde.

Angolo di bellezza: le acque calme formano delle fantastiche lagune

Angolo di bellezza: le acque calme formano delle fantastiche lagune

Chiaramente esplorare alla cieca avrebbe richiesto uno sforzo enorme, perciò abbiamo cercato aiuto tra gli indigeni: anziani, esperti di storia locale, ma soprattutto chi frequenta abitualmente il fiume, cacciatori e pescatori. Questi ultimi però frequentano il fiume con una “logica verticale” diversa dalla nostra: il pescatore infatti cerca l’accesso più rapido e diretto all’acqua, per poi risalire spesso per la stessa via dell’andata. Noi invece cerchiamo lo sviluppo orizzontale, assai più difficile vista la natura impervia del terreno.

Durante una delle esplorazioni lungo l’Avisio

Durante una delle esplorazioni lungo l’Avisio

L’Avisio in Val di Cembra scorre in profonde forre rocciose di porfido, ai piedi della Catena del Lagorai

Nelle nostre esplorazioni abbiamo percorso oltre 150 km a piedi, mappando tutto col GPS. Come immaginavamo, una buona parte della vecchia viabilità vicino al fiume è scomparsa: andata in disuso, franata o spesso inghiottita dalle piene e poi dalla vegetazione, quindi impraticabile. Ma per molti tratti consistenti ancora c’è, sepolta nel bosco o coperta di rovi: basterebbe dargli una bella ripulita per ripristinarla.

Uno dei rari tratti attrezzati con cordino tra Maso Ponte e Maso Conti: alcuni brevi tratti sono stati ripristinati dalla Rete delle Riserve della Val di Cembra

Uno dei rari tratti attrezzati con cordino tra Maso Ponte e Maso Conti: alcuni brevi tratti sono stati ripristinati dalla Rete delle Riserve della Val di Cembra

Le forre sono frequenti lungo l’Avisio e sono punti obbligati di passaggio che possono essere superate con una serie di ponti tibetani per poter passare da una sponda all’altra. Ci sono inoltre molti tratti di riva scoscesi o rocciosi, canaloni, colatoi, valloni, dove sarebbe necessario allestire ex-novo dei passaggi attrezzati con cordini, staffe, protezioni, parapetti, qualche agile passerella come è già stato fatto per l’ottimo ripristino del “Sentiero degli antichi mestieri” tra le località di Piscine e Sover.

Nelle anse si formano meravigliose piscine naturali

Una delle più grandi difficoltà è stata quella di cercare i vecchi sentieri vicino al fiume: buona parte di quelli ancora percorribili oggi hanno l’inconveniente di essere troppo distanti dall’alveo o troppo in quota nel bosco fitto, e quindi di “fluviale” hanno poco.

Il torrente alterna tratti di rapide con corrente impetuosa ad altri dove l’acqua scorre placidamente

Il torrente alterna tratti di rapide con corrente impetuosa ad altri dove l’acqua scorre placidamente

Dopo le 10 giornate esplorative possiamo dire che il Trekking dell’Avisio si può fare. Gli interventi necessari sarebbero davvero minimi, più che altro di pulizia dei vecchi sentieri. Anche per lasciare intatto un paesaggio veramente spettacolare che deve essere assolutamente salvaguardato e tutelato.

Le spiagge di pietre dai mille colori: qui è concentrata tutta la geologia del Trentino orientale dopo un viaggio di 90 km

Le spiagge di pietre dai mille colori: qui è concentrata tutta la geologia del Trentino orientale dopo un viaggio di 90 km

In un certo senso, una volta compreso che il percorso è fattibile, il difficile viene adesso: bisogna spiegare anzitutto l’idea alle varie amministrazioni poiché, a meno di non pensare di fare una cosa abusiva, il loro appoggio è indispensabile.

L’esplorazione è stata molto difficile e tormentata ed ha richiesto oltre 10 giornate: l’Avisio è un torrente difficile da domare

L’esplorazione è stata molto difficile e tormentata ed ha richiesto oltre 10 giornate: l’Avisio è un torrente difficile da domare

Un altro problema è la burocrazia, immancabile in questo paese e che spaventa molto più che fare un trekking da 45 km. Il trekking attraversa il territorio di oltre 10 comuni, per non parlare dei fondi privati. Chi fa la passerella? Chi la paga? Chi risponde in caso di problemi? Chi realizza il percorso? Chi fa la manutenzione, come e quando, chi cura la segnaletica? Di chi sono eventuali responsabilità nel malaugurato caso di incidenti?

 Natura incontaminata dove regna un magico silenzio

Natura incontaminata dove regna un magico silenzio

In più c’è anche il problema, non banale, dello sfruttamento idroelettrico, per cui occorre il benestare della società di gestione dello sfruttamento del fiume, o perlomeno la disponibilità a non mettere i bastoni tra le ruote.

Il tratto sotto la diga dopo la Forra dei Camini: qui si potrebbe realizzare un ponte tibetano per passare sull’altra sponda verso il paese fantasma di Ischiazza

Il tratto sotto la diga dopo la Forra dei Camini: qui si potrebbe realizzare un ponte tibetano per passare sull’altra sponda verso il paese fantasma di Ischiazza

Realizzare il percorso di circa 45 km, fare le passerelle e mettere in sicurezza i punti critici, non avrebbe costi proibitivi perché buona parte della viabilità esiste già, si tratterebbe solo di ripristinarla. Poi esiste probabilmente un altro problema, forse il più importante: in un progetto come questo c’è poca “ciccia”: muove cioè pochi soldi per chi cerca il business fatto di infrastrutture, grandi opere, scavi, sbancamenti. Girando in valle, abbiamo orecchiato progetti piuttosto preoccupanti: nuove strade, piste ciclabili, nuovi ponti, magari a poca distanza uno dall’altro. Qualcuno sta pensando addirittura di rispolverare il vecchio progetto della Diga di Valda, una ipotesi catastrofica per il fiume.

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Un tratto di foresta lungo il fiume

Il Castello di Segonzano circondati dai vigneti

Il Castello di Segonzano circondati dai vigneti

In una valle in parte compromessa dallo scempio delle cave di porfido, oggi in crisi profonda, e con un’economia asfittica con incerte prospettive, questo sarebbe un progetto territoriale bellissimo basato sul turismo soft dell’escursionismo, in grado di valorizzare il territorio, dare una svolta all’economia e al futuro della valle, una volta tanto senza interventi impattanti o peggio ancora devastanti, come per esempio la nefasta e ipotizzata ferrovia che colleghi Trento con Canazei, una follia che comporterebbe l’ennesima distruzione di paesaggio con la scusa della “mobilità alternativa”.

Le foreste lussureggianti di vegetazione

Ogni paese e frazione lungo il percorso del trekking fluviale potrebbe trarre beneficio: sull’asse portante del percorso principale infatti, possono essere sviluppati dei percorsi più brevi e circoscritti, in grado di collegare le varie attrattive del territorio, le riserve naturali, i biotopi, le bellezze naturalistiche, culturali, artistiche e storiche. Si creerebbe lavoro per la manodopera locale, operai, artigiani, forestali. Occorrerebbero probabilmente nuove strutture turistiche e ricettive come agritur, B&B, punti di ristoro e di vendita dei prodotti locali: vini soprattutto, ma anche formaggi, insaccati, frutta e verdura, prodotti artigianali.

Nella anse più ampie le golene formano delle isole di sabbia

Lavorerebbero le guide e gli accompagnatori di territorio. Tutte attività che svilupperebbero un indotto interessante creando nuove opportunità di lavoro. Grazie alla bassa quota, tra i 1000 metri e i 200, il trekking può essere affrontato praticamente tutto l’anno.

Nei pressi del Ponte di Cantilaga

Il Trekking dell’Avisio è, nel suo genere, un percorso fluviale unico in Italia e probabilmente in Europa: per la notevole lunghezza, per l’eccezionale bellezza naturalistica e, non ultimo, per il contesto sociale ricco di storia, arte, cultura.

Val di Cembra

Val di Cembra

La Val di Cembra con il percorso fluviale lungo l’Avisio, nel Trentino orientale

La Val di Cembra con il percorso fluviale lungo l’Avisio, nel Trentino orientale

Alessandro Ghezzer
Fotografo, cameraman, viaggiatore. Appassionato di montagna da sempre, ha creato e gestisce il forum di esursionismo in Trentino girovagandoinmontagna.com
aghezz@gmail.com

Gigi Zoppello
Giornalista del quotidiano L’Adige, amante della montagna e del camminare, nel tempo libero si occupa di eventi culturali, letteratura e poesia. Ha scritto “In lungo, in largo. Due traversate del Trentino. A piedi” (Valentina Trentino Editore)

Tutte le foto sono di A. Ghezzer

Aiutanti esploratori
Maurizio Fernetti, Angelo Spadaro, Alessio Zanol, Ivo Cestari, Nicola Pagano, Camillo Nardelli, Enzo “Cic” Marcon

Riferimenti

2 Responses to Trekking dell’Avisio, 45 km lungo il fiume

  1. Agh says:

    update: c’è una novità, in negativo. Di recente abbiamo incontrato i responsabili della sentieristica SAT (il nostro Cai locale) per un parere riguardo al nuovo sentiero. Ci hanno dipinto un quadro fosco a causa delle normative. Tutto l’alveo dell’Avisio è “zona rossa” a rischio idrogeologico secondo il PUP, dove in teoria non si può spostare un sasso. Dico in teoria perché poi alla foce, nel conoide che tra l’altro sarebbe anche biotopo, esistono due cave di estrazione di ghiaia… In sostanza, secondo loro, nessuna amministrazione si prenderà mai la responsabilità di autorizzare un sentiero lungo l’Avisio. Perché se qualcuno si fa male, o peggio… non si sa come va a finire. Eppure un beve tratto è stato realizzato proprio da due comuni, il “Sentiero degli antichi mestieri” (molto bello tra l’altro). Quindi come si vede la burocrazia ingabbia qualsivoglia iniziativa, e chi fa qualcosa forse forzando e “interpretando” le leggi, corre in definitiva dei grossisimi rischi…

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