Una storia semplice

La Blinant (1300 m) in Val Grande di Lanzo

Una storia semplice

Un uomo e un villaggio delle Valli di Lanzo

Testo e foto di Ariela Robetto  (da Panorami-Vallate Alpine n. 124 del 2007)

Quattro case e una cappella in altura: la Blinant.
In anni ormai lontani, dal Boschietto di Cantoira vi salivano gli armenti per il pascolo estivo. Poi fu l’abbandono.
Vi giunsi la prima volta, più di vent’anni or sono, lungo uno splendido sentiero, affacciato sull’aspra rupe di Santa Cristina, già in parte invaso dalla vegetazione, dopo l’incuria causata dalla costruzione della più comoda carrozzabile sterrata. La Blinant era sprofondata nel silenzio, le case grigie di pietra stavano rovinando, ortiche e cespugli spinosi ostruivano gli stretti passaggi fra le abitazioni. La bianca chiesetta, priva di campanile, vegliava dall’alto del pendio un mondo in penosa agonia.
Ritornai lassù sei anni dopo, seguendo la sterrata che si origina dal Colle di San Giacomo, nella Valle del Tesso, e poi scende in Val Grande sino alla Blinant, ridivenendo sentiero nel suo ultimo tratto, in un maestoso bosco di faggi, dopo il Pian d’Aoudjou dove le masche ballano il venerdì notte. Quando arrivammo in vista delle abitazioni, notai da subito che il panorama era cambiato: la cappella ed alcune baite erano ristrutturate, i passaggi ripuliti; a valle del villaggio scorgemmo pure una presenza umana che iniziò a guardare verso di noi con la diffidenza che sempre accompagna la solitudine. Ci dirigemmo verso l’uomo per rassicurarlo. Fu così che conoscemmo Linu dal Busiët: un viso scavato, magrissimo, due occhi vivaci e penetranti; un fisico asciutto, scattante, la statura bassa di quei larici costretti ad affondare le radici nella pietra che non li rende imponenti e maestosi, ma straordinariamente resistenti e forti.

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