Un disastro annunciato

Il fuoco inizia a divampare nella mia mente il giorno prima degli incendi scoppiati in Val di Susa. Durante un’escursione sulle mulattiere di pietra assetate incontriamo due signori in divisa. Gli chiedo a quale corpo appartengono: “Siamo ex guardiacaccia della Città Metropolitana di Torino. Ora facciamo parte della Vigilanza Faunistica-Ambientale“. Mi spiegano, poi, che controllano i cacciatori e ultimamente sono stati anche a verificare la presenza del lupo nelle Valli di Lanzo. “Ce ne sono tanti, le tracce si trovano!“.
Non mi ricordo di aver mai incontrato durante le mie uscite in montagna queste persone che hanno certamente un compito importante: “sorvegliare e conservare il patrimonio naturale e l’assetto ambientale“, come scoprirò su internet.
Domando quanti sono in forze.
Eravamo in 86. Ora siamo rimasti in 17 e dobbiamo interessarci di tutto l’ambiente della ex Provincia di Torino“.
Diciassette… Penso alle Alpi di Torino… Val Pellice, Val Chisone e Germanasca, Valle di Susa, Valli di Lanzo, Valle Orco, Valle Soana, quella di Ribordone, di Traversella… Un territorio enorme e ricco di natura lasciato praticamente abbandonato!
Ma attenzione, oltre ad essere rimasti in pochi, abbiamo solo 100 euro al mese per la benzina! Quando finisce, e succede in fretta, rimaniamo in ufficio in mezzo alle scartoffie“.
Sento il sangue gelarmi mentre di fronte a me si dispiegano immense e stupende foreste ricche di ossigeno. Do un’occhiata alla loro Panda e capisco perché non li ho mai incontrati in centinaia di escursioni. Diciassette sorveglianti della sconfinata natura di Torino con in tasca cento euro al mese di benzina.
Un senso di solitudine abissale, amplificato dagli ampi e silenziosi panorami alpini, mi cattura l’anima. Mi sento un cittadino impotente. Anzi, nemmeno un cittadino che può vantare dei diritti. Sarà giusto poter godere di un po’ di aria delle Alpi sapendo che queste sono sorvegliate e tutelate dai criminali della natura?
E’ sabato 21 ottobre quando divampa nella mia testa l’incendio, preludio, inconsapevole, di quanto capiterà nei giorni seguenti, inconsapevole anche della massima pericolosità per gli incendi boschivi decretata dalla Regione Piemonte il 9 di ottobre.
La domenica successiva (22 ottobre), come ci racconta Giovanni Vighetti di Bussoleno nella sua lettera pubblicata da La Stampa il 31 ottobre scorso, verso le 9 parte il primo incendio. L’allarme viene dato alle 9:40 ma in due ore, complici le correnti ascensionali, le fiamme diventano incontrollabili. Di tutto questo, e della sua gravità, ne prendo coscienza solo martedì 24 quando Graziella, con un messaggio via Twitter, mi fa cadere dalle nuvole, ripiombando improvvisamente in quella solitudine percepita di fronte ai due guardiacaccia.

Ciao, scusa Beppe ma a chi bisogna chiedere rinforzi x l’incendio che c’è qui a Rubiana… la situazione sta peggiorando, grazie. Ciao.
P.S. La vicina Francia e Svizzera non ci possono dare una mano?

Le rispondo che i Vigili del Fuoco e l’A.I.B. dovrebbero sapere il fatto loro. Poi, pensando alle risorse di Twitter, le dico di tentare di inviare richieste di aiuto agli account @emergenzavvf@_Carabinieri_ e anche a Luca Calzolari che so essere molto attivo nella Protezione Civile mentre i Forestali non so che fine abbiano fatto e nemmeno che divisa hanno. Non so cosa fare, sono smarrito ed impaurito per quanto sta vivendo la popolazione della Val di Susa. Non mi ero assolutamente accorto della gravità della situazione. Sono trascorsi già due giorni dai primi incendi. Possibile che sia stato tutto sottovalutato dalla autorità competenti?

Non faccio in tempo a terminare la mia risposta che Graziella mi gira una notizia del quotidiano ValsusaOggi:

++ AGGIORNAMENTO INCENDI / RUBIANA ANCORA IN FIAMME: “ABBIAMO BISOGNO DI RINFORZI” ++

RUBIANA / 24 OTTOBRE, ORE 13.15 – La situazione nelle borgate di Rubiana è peggiorata nelle ultime ore. L’incendio non accenna a diminuire, coinvolgendo le borgate San Mattia e Cogerino, oltre ai boschi sul monte Gioran. “Ci sono diversi punti dove le fiamme sono ancora forti – spiegano gli Aib di Rubiana – siamo malmessi, servirebbero rinforzi e più personale in supporto, con le forze aree…nella situazione attuale non riusciamo a domarlo”. Elicotteri e Canadair sono impegnati in altre zone dove in proporzione gli incendi sono maggiori, mentre quello di Rubiana è considerato tecnicamente un “incendio medio”. Sul posto ci sono gli Aib di Rubiana e i Carabinieri forestali: i volontari stanno presidiando soprattutto borgata San Mattia: le fiamme sono a distanza, dietro il centro abitato.

L’Orrido di Foresto in fiamme. E’ il 23 ottobre (Foto di Luca Giunti su ValsusaOggi)

Quello che succederà dopo è cronaca recentissima. Da quel messaggio di Graziella per me è iniziato il dovere di informare il più possibile sui social su quanto stava capitando, terrorizzato dal gravissimo rischio che stavano correndo gli abitanti e i soccorritori, senza un adeguato supporto.

La domanda “La vicina Francia e Svizzera non ci possono dare una mano?” era una domanda corretta e tempestiva che forse qualcuno di più importante e potente di noi si sarebbe dovuto porre, monitorando con estrema attenzione gli incendi scoppiati domenica 22 ottobre alla luce del fatto che la Regione Piemonte aveva emesso lo stato di massima pericolosità già il 9 di ottobre!

L’impegno dei Vigili del Fuoco e la loro stanchezza dopo giorni di lotta (foto https://twitter.com/emergenzavvf)

Due Canadair arriveranno dalla Croazia solo il 29 ottobre mentre altri aerei antincendio partiranno dalla Svizzera il 30 diretti in Lombardia. E’ trascorsa una settimana dai primi gravi incendi in Val di Susa!

Nell’epoca delle emergenze ambientali ricorrenti, dovrebbe essere un imperativo categorico dotarsi di adeguate sentinelle, preparate ed attrezzate. La tempestività nel segnalare un incendio è fondamentale per combatterlo, così come avere l’umiltà di chiedere aiuto: chi sorvegliava notte e giorno le nostre foreste dal 9 di ottobre? Forse i diciassette ex guardiacaccia della Città Metropolitana di Torino con 100 euro al mese di benzina?

Ringrazio sentitamente il quotidiano indipendente ValsusaOggi (che non riceve fondi pubblici) per la loro formidabile opera di informazione fatta ora per ora sugli eventi drammatici della Valle di Susa. E soprattutto ringrazio con un immenso abbraccio tutti coloro che hanno lottato contro il fuoco: non ci sono parole per descrivere il vostro impegno e coraggio.

Domenica prossima conoscerò con grande gioia Graziella e i boschi di Rubiana che saranno incerottati come lo sono io, dopo aver preso contatto con gli abissi della solitudine, abitante di un mondo abbandonato e in via di dissolvimento. Ma finché Dio vorrà combatterò con tutto me stesso affinché la Vita sia sempre al primo posto nei miei orizzonti escursionistici.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

10 Responses to Un disastro annunciato

  1. Anonimo says:

    OTTOBRE 2017 AL NORD-OVEST ITALIANO:
    CALDO, SICCITA’ E INCENDI

    http://www.nimbus.it/clima/2017/171101SiccitaIncendiNordOvest.htm

    Mi piace

  2. Anonimo says:

    Sì, un disastro annunciato:
    http://www.futuro-europa.it/24352/economia/incendi-prevenire-meglio-curare.html
    Ma la Vita di cui parli non può non essere sempre più nel nostro cuore, nella nostra mente, nelle nostre azioni.

    Piace a 1 persona

  3. Anonimo says:

    Sì, un disastro annunciato:
    http://www.futuro-europa.it/24352/economia/incendi-prevenire-meglio-curare.html
    Ma la Vita di cui parli non può non essere sempre più nel nostro cuore, nella nostra mente, nelle nostre azioni.
    Francesco

    Piace a 1 persona

  4. souleiado says:

    Caro Beppe in occasione degli incendi ero a casa mia a Meana di Susa e purtroppo ho vissuto molto di ciò che è accaduto. Un disastro immane. Ho visto gente piangere in strada con le ciabatte ai piedi e le chiavi strette nel pugno della mano perché aveva dovuto abbandonare la propria casa. Ho fatto foto che non avrei voluto fare. Respirato fumo acre e avuto le lacrime agli occhi per il bruciore della cenere che mi scendeva anche addosso come polvere….
    la Francia ci ha concesso senza esitazioni l’uso del Lago del Moncenisio per il flottaggio dei Canadair italiani (abbassando anche il livello dell’acqua per consentire la planata ottimale), perché il sindaco di Val Cenis ha dichiarato che era “un dovere farlo” (ma non prima che le autorita italiane ne facessero ufficiale richiesta, e si sa che l’orgoglio é una brutta bestia).
    i vigili del fuoco di briançon hanno invano aspettato l’ordine di partire (erano allertati) per venire a darci una mano, ma nessuna autorita’ italiana ha voluto farlo.
    Tengo a precisare che esiste una normativa europea di reciprocità per aiuto tra Paesi membri in caso di emergenze ambientali ed umanitarie…ebbene, la Regione Piemonte non ha voluto usufruirne ed ha preferito la distruzione parziale di una porzione di valle di Susa.
    Quindi, a Chiamparino che sabato 28 ottobre é venuto a fare la marchetta di presenza per le elezioni al governatorato della prossima primavera, urlo: non avrai il mio voto, str…o!
    Souleiado

    Mi piace

  5. Anonimo says:

    Ps: dimenticavo di menzionare le varie polemiche, su No Tav e Si Tav…tutti hanno dato una mano. Quello che ha scritto Filippo Facci su Libero qualche giorno fa é pura immondizia di destra, che scritta da uno come lui, sempre alla Corte di chi può offrirgli visibilità, vale ancora meno di quello…Inoltre, la comunità ha aiutato tanto sia i vigili del fuoco che gli aib, ed ha offerto ospitalità a chi momentaneamente ha dovuto lasciare casa propria (ospitando anche animali domestici e da allevamento, entro i limiti del possibile). A Meana di Susa domenica scorsa é stato organizzato un brunch che ha raccolto 600 euro per comprare (presso un negozio di Susa), panini imbottiti e bibite per vigili, aib e volontari vari. Una goccia nel mare, ma che in QUESTO “mare” non è stata affatto disprezzata.
    Insomma…abbiamo dovuto aspettare una settimana perché i Canadair anziché a viverone caricassero acqua in Francia (combinazione perché doveva venire Chiamparino a lodare Susa ed i valligiani del LORO impegno, perché secondo lui i piemontesi sono gente tosta che se la cava benissimo da sé, senza avere bisogno di nessuno)….ed invece avevamo bisogno di di tutti.
    Ora non si sente più il sibilo del fuoco tra i boschi che complice il vento aveva un che di sinistro e soprannaturale: ma abbiamo perso specie endemiche ed areali s.i.c. che erano tutelati a livello europeo…io spero che negli anni tutto si ricomponga, anche se io (che ora ho 50 anni) non potrò ri-vederlo.
    Souleiado

    Mi piace

  6. Beppeley says:

    DA VEDERE.

    Valsusa, la montagna di cenere (documentario della tv svizzera del 2/11/17; 5 min.).

    https://rsi.ch/play/tv/rsi-news/video/valsusa-la-montagna-di-cenere?id=9737104

    Mi piace

  7. Pingback: Qui nasce il Po | I camosci bianchi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: