Buon 2018 (e brigate per la montagna…)

Foto di Verglas (vale la pena ingradirla cliccandoci sopra)

Quando andiamo in montagna, lungo sentieri o pareti, noi crediamo di portare solo noi stessi, i nostri compagni di cordata e lo zaino. In verità, quando entriamo in questo Luogo, ci portiamo tante altre persone di cui la montagna ci chiede di esserne responsabili.

Pensate a quanto è grande la Montagna.

Quando ci andiamo si forma silenziosamente una lunga cordata composta da tutti coloro che la amano come se fosse una parte noi stessi, vitale e fondamentale.

Pensate a quanto ci fa sentire importanti la Montagna.

Perché quando posiamo piede su di essa ci chiede di essere responsabili, verso di noi ma soprattutto verso gli altri, quelli che si legano a noi. Anche se non sono con noi fisicamente. Anche se sono invisibili.

Ma ci sono. Leggi il resto dell’articolo

Buone Feste

Quando la vita ti dà mille ragioni per piangere, dimostra che hai mille ed una ragione per sorridere.
Benite Costa Rodriguez

Milioni di persone nel mondo al posto di Giuseppe non riuscirebbero a sorridere. Anzi, non sarebbero nemmeno lì, nella tormenta, a cercare una via.

Quella che segue è una foto di Montagna tra le più belle che abbia mai scattato, tra centinaia di migliaia.

Il nostro miglior augurio che desideriamo porgervi è quello di incontrare sui vostri sentieri sorrisi così veri e spontanei, che possano farvi vedere la speranza tra le mille difficoltà della vita.

Ed è anche il sorriso che vogliamo donare a tutti gli amici dei Camosci bianchi – tanti – che tutti i giorni apprezzano con entusiasmo il nostro modo di vivere la Montagna.

Grazie di cuore.

Tanti auguri di Buone Feste.

P.S.
Se non sapete cosa sta facendo Giuseppe con suo figlio Daniele, scopritelo con questo post oppure su Facebook.

L’oblio di Balmavenera

Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa.
(Cesare Pavese)

Un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.
(Antonio Tabucchi)

Un sopralluogo per l’organizzazione di una delle prossime uscite del CAI Lanzo, volte al recupero dei vecchi sentieri, mi ha permesso di chiarire dubbi sulla toponomastica e scoprire fatti che ignoravo su di un luogo coperto dall’oblio. Leggi il resto dell’articolo

Tra Valle Tesso e Val Malone

Il tratto di cresta Rocca Rubat-Bric Castello (in primo piano) visto nei pressi di Punta Prarosso

In bassa Val di Lanzo, tra la Valle Tesso e la Val Malone, stanno rinascendo antichi sentieri che consentono di fare escursionismo tutto l’anno. Un lavoro straordinario è svolto dall’Associazione Sentieri Alta Val Malone (ASAVM) che, tra ottobre e novembre, insieme al Cai di Lanzo e ai volontari di Coassolo, ha deciso di riaprire il tratto di cresta tra Pian di Rossa (1307 m) e Punta Prarosso (1499 m), da anni impraticabile. Un’ultima fatica dell’ASAVM per chiudere in bellezza un anno intenso di lavori sulla rete sentieristica.

Si sviluppa tra gli 850 e i 1500 metri la bellissima escursione ad anello che abbiamo inventato grazie a questi interventi, con un affascinante e divertente percorso in cresta, ricco di panorami a 360°. Si parte da Vietti (849 metri, frazione del Comune di Coassolo), si tocca il Pilone del Merlo (1044 m, con stupendo panorama sulle Valli di Lanzo), immersi in boschi magnifici, per poi decollare verso la cresta passando da Pian di Rossa (1307 m, altro bellissimo colpo d’occhio verso ovest). Si rientra a Vietti passando da Saccona (900 m) con breve percorso su strada asfaltata.

Leggi il resto dell’articolo

Una transumanza nella bufera

Nevica forte nelle Valli di Lanzo, molto di più di quanto previsto.
Tutti rimangono molto sorpresi dalla tanta neve caduta nella notte e al mattino continua a fioccare incessantemente.
Progredire con le ciaspole nello spesso strato di neve (quasi un metro…) è faticosissimo ma fantastico.

Anche Giuseppe non si aspettava tutti questi fiocchi. Le sue caprette, ricoverate a 1600 metri all’Alpe Arbösetta, sono bloccate dalla tormenta a monte di Balme (1450 m), in alta Val d’Ala.
Con suo figlio Daniele affronta la bufera per riportarle a valle. Noi siamo davanti che battiamo la traccia e non ci accorgiamo che loro ci seguono senza le racchette da neve. Sarà un grande piacere, appena si uniranno a noi, deviare dal nostro tragitto programmato per battere traccia fino all’Alp dove le capre stanno attendendo il loro pastore per mettersi al sicuro.

Giuseppe e il figlio Daniele sono due montanari veri delle Valli di Lanzo. Giuseppe (82 anni portati magnificamente) ha un sorriso meraviglioso. Sincero e genuino. Come le Alpi. Leggi il resto dell’articolo