La montagna indorata

Quando scende la neve, come quella che ha fatto cadere la depressione Dora, è davvero oro in montagna.

Pensate a quante cose contiene un fiocco di neve: stupore, meraviglia, acqua, gioia, denaro, paura (se cade esageratamente), fanciullezza, ghiacciai, pulizia, silenzio, avvenire…

La domanda a questo punto sorge spontanea: dipendiamo più dal petrolio o più da un cristallo di neve?

Dora ha sconquassato per benino le Alpi Graie, Valli di Lanzo comprese. Nei fondovalli vento e secchiate d’acqua hanno provocato qualche danno mentre in quota si contano metri di neve.

Sabato scorso è grand beau in Val d’Ala. La neve, sui versanti a solatio, la si trova dai 1100-1200 metri in su, giusto per calzare le racchette da neve a Martassina e sparire nel manto nevoso che si diverte a cambiare pelle continuamente, obbligandoci – insolitamente – anche a togliere le ciaspole per progredire nei traversi dei pendii più ripidi.

Ma la pillola è davvero indorata. Sebbene siano ricomparsi i candelotti di ghiaccio dai tetti (non ne vedevamo da tempo), i torrenti rumoreggiano come se fosse primavera. Non illudiamoci di questo finto e strampalato inverno, soprattutto se pensiamo che solo due mesi fa (o poco più) la Valle di Susa bruciava dentro ad una siccità infinita.

Nel frattempo noi prendiamo quello che viene per continuare a gioire del silenzio caduto dal cielo che sabato si specchiava in un cielo blu indaco. Cosmico.

Finché c’è neve, c’è speranza.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

8 Responses to La montagna indorata

  1. Giovanna Bruna says:

    Come si può non sperare quando la nostra anima si disseta di questo spettacolo!

    Piace a 1 persona

    • Beppeley says:

      Soprattutto si tocca davvero con mano quanto ci stiamo giocando. La speranza è importante ma lo è ancora di più la ferma consapevolezza che molto dipende da noi.

      “Immaginare è scegliere l’avvenire” (Jean Giono).

      Mi piace

  2. Anonimo says:

    Fotografie stupende per luoghi magnifici.
    Come invidio i silenzi della vostra giornata fra Lajetto e Tea!
    Il primo gennaio ero a Monginevro (di passaggio): belle piste innevate, nugoli di sciatori sulle piste, bar stracolmi…
    Mi sono detta :”Non è questa la montagna!”
    Le foto di Beppe rappresentano la “mia” montagna. Quella della solitudine e dell’incontro con se stessi.
    Grazie di cuore
    Ariela

    Piace a 1 persona

    • Beppeley says:

      E’ vero, c’era un bel po’ di silenzio sebbene dal fondovalle giungesse il rumoreggiare insolito del torrente Stura, carico d’acqua. Mi sono chiesto se a gennaio non dovrebbe essere un po’ più ghiacciato e un po’ più silezioso. Fa un certo effetto pensando agli inverni di qualche decennio fa…

      Grazie per i tuoi apprezzamenti. Fanno tanto bene perché ci aiutano a continuare a credere in quello che facciamo, ai nostri pensieri, alle nostre fatiche e ai nostri sogni. Alla nostra immaginazione.

      Un grande abbraccio.

      Mi piace

  3. Sergio says:

    Bellissime foto e bellissimo anche l’articolo. Il 26 dicembre ho tentato di arrivare in ciaspole al Bivacco Molino, sopra Mondrone, ma il tempo che peggiorava e la nebbia che saliva mi hanno costretto a rinunciare à quota 1900 metri…300 metri circa dalla meta. Ci riprovero’ quest’estate.

    Piace a 1 persona

    • Beppeley says:

      Grazie, sono contento che hai apprezzato anche l’articolo.
      Ti suggerisco di riprovarci prima dell’estate, magari verso la primavera, anche senza ciaspole. E’ un paradiso. Davvero un percoso magnifico che con il manto nevoso sa donare panorami indimenticabili. Occhio come sempre alle condizioni della neve (segui i bollettini nivologici e quelli meteo).
      Fammi sapere!

      Piace a 1 persona

  4. marina girardi says:

    Luoghi che toccano il cuore. La vera montagna è quella che Beppe vive e ci racconta con narrazioni poetiche e foto cristalline. Sempre grazie!

    Piace a 1 persona

    • Beppeley says:

      Grazie di cuore Marina. Non immagini quanto coraggio mi trasmetti per continuare a raccontare la montagna, nel bene come nel male. Sono commosso.

      Spero tanto che questi racconti e le foto aiutino anche te ad immaginare per scegliere l’avvenire (Jean Giono).

      Grazie ancora!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: