On Trails (Sui Sentieri) – Robert Moor

Per molti indigeni, i sentieri non erano solo un modo per viaggiare; erano le vene e le arterie della vita culturale. Per le culture orali, il territorio era una biblioteca che raccoglieva le conoscenze di botanica, zoologia, geografia, etimologia, etica, genealogia, spiritualità, cosmologia ed esoterismo. Guidando le persone attraverso questo meraviglioso archivio, i sentieri divennero una ricca creazione culturale e una fonte di conoscenza. Malgrado quel sistema di saperi sia stato ampiamente inglobato nell’imperialismo e sepolto nell’asfalto, è ancora possibile individuare le tracce perlustrando le foreste. Basta sapere dove guardare.

La citazione è una delle innumerevoli che ho annotato nel bellissimo libro “Percorsi – Chi cammina non si perde” di Robert Moor. Il titolo originale in inglese però è molto più diretto e significativo: “On tralis – An Exploration” (Sui sentieri – Un’Esplorazione).

Un’esplorazione nel tempo e nello spazio germogliata dopo che l’autore ha percorso il sentiero degli Appalachi, dalla Georgia al Maine, 3500 chilometri in un colpo solo. Poi non si è fermato più, andando alla ricerca del significato profondo dei percorsi creati dagli uomini, dagli animali, dagli insetti e anche dalle primissime forme di vita che ci hanno lasciato sentieri fossili, 565 milioni di anni fa.

Ma questo libro è anche soprattutto una raccolta di domande che tutti coloro che inseguono tracce molto probabilmente si sono poste. A molte di esse Moor fornisce risposte profonde e autorevoli, così come lo sono le persone che incontra lungo il suo intenso peregrinare. Con un finale inaspettato e stupefacente, dove la libertà viene eretta a monumento per coloro che la cercano in cammino. Leggi il resto dell’articolo