Non c’è pace per il Vallone di Sea

Il torrente Sea nei pressi dell’area individuata per la captazione a scopo idroelettrico

Informiamo che c’è una richiesta di costruzione di una centrale idroelettrica, con derivazione ad acqua fluente sul Torrente Stura di Sea localizzata nel Vallone di Sea a 1340 metri di quota. Siamo nel territorio del Comune di Groscavallo (Val Grande – Valli di Lanzo – Città Metropolitana di Torino).

Il proponente è la Nord Idra srl, una società con sede legale a Marostica (VI).

In questa fase del progetto chiunque può dare il proprio contributo in merito consultando e valutando la documentazione ed inviando le osservazioni scritte sul progetto entro il 7 maggio 2018. Come?

Le date importanti da ricordare:

  • 7 maggio 2018: termine ultimo per trasmettere osservazioni e/o contributi sul progetto che chiunque può fare (leggere oltre per ulteriori dettagli);
  • 29 maggio 2018 ore 10:30: visita locale di istruttoria – alla quale potrà intervenire chiunque vi abbia interesse – con ritrovo presso il Municipio del Comune di Groscavallo. La suddetta visita locale è propedeutica alla Conferenza dei Servizi. Si evidenzia che nel caso di ammissione di domande concorrenti, la visita potrà essere rinviata ad altra data (informarsi prima allo Sportello Ambiente su eventuali modifiche della località dell’incontro);
  • 5 giugno 2018 alle ore 9:30: Conferenza dei Servizi con ritrovo presso la sede della Città Metropolitana di Torino, Corso Inghilterra 7, Piano 5 Stanza 30.

Modalità per consultare gli incartamenti:

fino alla data fissata per la Conferenza dei Servizi (5/6/2018) il progetto è a disposizione degli interessati presso lo Sportello Ambiente (cliccando sul link qui a fianco si è direttamente collegati alla pagina informativa dello Sportello Ambiente, con orari e modalità di accesso dell’ufficio) della Città Metropolitana di Torino in Corso Inghilterra, 7 – piano terra – 10138 Torino, esclusivamente previa richiesta indirizzata al responsabile del procedimento Dott. Massimo Dragonero.

La documentazione relativa allo Studio di Impatto Ambientale è a disposizione sul sito web della Città Metropolitana di Torino, con il codice via 300 e proponente Nord Idra srl, all’indirizzo:

http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/valutazione-depositati

Nel circoletto rosso la zona ove si andrebbe a costruire l’opera di derivazione ad acqua fluente sul Torrente Sea (ritaglio della carta n. 8 della Fraternali Editore)

Nel circoletto rosso approssimativamente la zona (1340 m) ove verrà costruita l’opera di derivazione ad acqua fluente (Vallone di Sea)

Nel cerchio piccolo si intravede il santuario di Nostra Signora di Loreto di Forno Alpi Graie mentre in quello più grande la zona dove verrebbe costruito l’impianto di presa.

A questo punto del procedimento di Valutazione Impatto Ambientale, ed entro e non oltre il 7 Maggio 2018, tutti i portatori di interessi (anche e soprattutto in qualità di semplici e comuni valligiani/cittadini, visto che il bene “ambiente” e un bene comune di tutti) possono presentare le proprie osservazioni in forma scritta in merito al progetto, fornendo nuovi o ulteriori elementi valutativi e conoscitivi, ed inviandoli a:

Servizio Tutela e Valutazioni Ambientali all’indirizzo PEC (Poste Elettronica Certificata) della Città Metropolitana di Torino: protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it

oppure:

Ufficio di Deposito dei Progetti della Città Metropolitana di Torino presso lo Sportello Ambiente – corso Inghilterra, 7 – 10138 Torino a mezzo raccomandata.

Evidenziamo che l’intervento si colloca in area di repulsione con riferimento alle seguenti categorie:

aree caratterizzate da frane attive, conoidi attivi a pericolosità molto elevata (Fa, Ca e Cp del PAI e Sistema Informativo Prevenzione Rischi), valanghe e aree in zone di esondazione e dissesto morfologico di carattere torrentizio di pericolosità elevata (Ee del PAI e Sistema Informativo Prevenzione Rischi) e aree inserite in classe III dalla Carta di sintesi della pericolosità geomorfologica allegata agli strumenti urbanistici adeguati al PAI.

Le informazioni sopra citate sono riportate sull’Ordinanza del Dirigente del Servizio Risorse Idriche di concerto con il Dirigente del Servizio Tutela e Valutazioni Ambientali Prot. n. 38610 – Posizione n. 285/5 – VAL 300 emessa dalla Città Metropolitana di Torino. Qui il documento completo.

Ancora alcune informazioni tratte dalla “Relazione paesaggistica” (elab-N-relazione-paesaggistica) scaricata dal sito della Città Metropolitana Torino.

La nuova concessione prevede una derivazione media di 577.7 l/s e massima di 1500.0 l/s dal Torrente Stura di Sea per produrre, sul salto legale di metri 129.5, la potenza nominale media complessiva (potenza legale) di 733.9 kW. La potenza complessiva installata risulta pari a 1800 kW.

La durata del prelievo è estesa a tutto l’anno. Qualora le condizioni ambientali (siccità ecc.) non siano favorevoli si potranno avere periodi di non funzionamento dell’impianto.


Alcune notizie recenti sulle centraline idroelettriche:

Segnaliamo anche il dossier di Legambiente “L’idroelettrico, impatti e nuove sfide al tempo dei cambiamenti climatici” pubblicato a giugno 2017:

I mutamenti climatici in atto ci obbligano ad un’attenta valutazione del contesto ambientale in cui operiamo. Per quanto concerne le risorse idriche e i corsi d’acqua il tema si fa ancora più delicato, specialmente nell’arco alpino. Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi: più del doppio della media globale dell’intero pianeta. In un contesto instabile come quello che si va delineando è quindi indispensabile rivedere l’uso delle risorse naturali montane con una particolare attenzione all’acqua. Gli eccessivi prelievi a scopo idroelettrico di questi ultimi anni hanno comportato pesanti ripercussioni sui corsi d’acqua tanto da indurre a un ripensamento della gestione complessiva della risorsa (qui il link diretto per scaricare il file in pdf).

Una decina di anni fa ci siamo impegnati per evitare uno scempio nel Vallone di Vassola (sempre centrale idroelettrica). Per chi vuole farsi un’idea in proposito, il tag da seguire (etichetta assegnata ai post) è questo: https://camoscibianchi.wordpress.com/tag/vallone-di-vassola/ (i post vengono presentati dal più recente).

Un video del 19 febbraio 2018 che tratta di questo problema (diffuso in tutto il Piemonte e non solo) per il caso del Verbano-Cusio-Ossola:


Credo che basterebbe osservare lo stato pietoso in cui versano i ghiacciai della testata della Val Grande di Lanzo (soprattutto confrontandoli con le foto di qualche decennio fa) per farsi una chiara opinione in merito a queste captazioni idroelettriche. Se può esservi utile, per farvi un’idea in proposito, qui di seguito trovate un confronto (scusate se per qualche foto non abbiamo la data precisa).

Alto Vallone di Sea con i ghiacciai di Sea e di Tonini (che alimentano il torrente Sea):

Da sinistra (nei circoletti rossi): ghiacciaio di Sea e ghiacciaio Toni (foto agosto 2014)

Foto anteriore al 2014 presa sempre dalla medesima posizione (purtroppo non abbiamo il nome dell’autore e l’anno di scatto)

Non dovrebbe risultare difficile immaginare lo stato di questo ghiacciai a fine estate 2017, anno terribile per il protrarsi delle anomale ondate di caldo che hanno interessato anche i primi mesi autunnali.

Da sinistra: ghiacciaio di Sea, Uja di Ciamarella (3676 m con la cresta E) e la parete N (una via classica di alpinismo, un tempo tappa obbligata per diventare provetti alpinisti). Foto del 23/08/2017. Fate il confronto con le foto sopra.

Quello che rimane della parete N dell’Uja di Ciamarella (23/08/2017)

Per visualizzare foto più recenti dell’alto Vallone di Sea potete dare un’occhiata a questa galleria foto su Gulliver (passate il mouse sulle immagini per visualizzare descrizione e data scatto).

Sebbene non interessi la portata del torrente Sea (ma sicuramente quella del torrente Stura Val Grande), può essere interessante osservare anche le condizioni  drammatiche dei ghiacciai della testata della Val Grande di Lanzo (gruppo Gura-Martellot e Levanna Orientale) fotografati ad agosto 2017 durante un’escursione sul sentiero n. 318 per il Colle della Piccola (punto di osservazione straordinario):

Ghiacciaio Sud del Mulinet (gruppo Gura-Martellot, testata Val Grande di Lanzo), foto del 23/08/17

Zoom sul ghiacciaio Sud del Mulinet (gruppo Gura-Martellot, testata Val Grande di Lanzo), foto del 23/08/17

Ghiacciai della Levanna Orientale:

Ghiacciaio della Levanna Orientale (23/08/17)

Ghiacciaio della Levanna Orientale (1930 ca.)

Me secondo voi, se uno sta morendo, gli si va a succhiare il sangue fino al suo ultimo respiro?

4 Responses to Non c’è pace per il Vallone di Sea

  1. Anonimo says:

    apéro Che lascino tutti com e

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  2. Anonimo says:

    Non ci sarà mai pace per il vallone finché ci sarà quell’amministrazione a Groscavallo, insensibile al patrimonio naturalistico del proprio comune.

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  3. serpillo1 says:

    Eccesso di sfruttamento idroelettrico in montagna? Il Club Alpino Italiano ne discute a Bologna.

    Il 16 giugno 2018 verrà organizzato un convegno dalla Commissione centrale tutela ambiente montano del Club alpino italiano (CCTAM): “Idroelettrico e montagna”.

    Verranno valutati i probabili impatti ambientali e i limitati benefici energetici dell’ulteriore sviluppo del mini-idroelettrico

    Qui maggiori dettagli:
    http://cia.mailnewsletter.it/newsletter//sys_templates/viewinhtml.html?FCT=80709494353SX741384640RU7184842512MB36614001111TD9613290526131I&action=allpreview&heading=preview_template&t=1&vb=&FORMAT=&dnc=

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  4. Segnaliamo che c’è un altro progetto per la realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico sul torrente Stura di Sea nel territorio comunale di Groscavallo. Proponente: BBC Energy s.r.l di Mondovì.

    La centrale idroelettrica in progetto deriva parte della portata del torrente Stura di Sea tramite una presa a tramoggia, realizzata a valle delle sorgenti derivate dall’Acquedotto Generale delle Valli di Lanzo, posta circa 110 m a monte del guado esistente e la restituisce circa 50 m a valle del ponte in legno che dà accesso al Santuario della Nostra Signora di Loreto (tratto dalla 02_Relazione_tecnica.pdf)

    Qui il link dalla Città Metropolitana di Torino: http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/valutazione-depositati/val305

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