“Avvicinare le montagne”

“E intanto il conflitto tra ambiente e ski-business aumenta in modo drammatico. Servono piste sempre più lisce e veloci, così si lavora a colossali sbancamenti e si prosciugano interi fiumi per l’innevamento artificiale. E c’è di peggio: la monocultura dello sci finisce per “cannibalizzare” tutte le altre opzioni (albergo diffuso, mobilità alternativa ecc.) perché distrugge i luoghi. Vedi Recoaro, dove le gloriose terme sono in agonia, ma si finanzia un impianto a quota mille, dove nevica un anno su cinque.”

(Paolo Rumiz, 2009)

Quando si cercano soldi per impianti sciistici si trovano subito. Vi siete mai chiesti perché? Personalmente una risposta ce l’ho: perché portano voti.

Ad esempio, la piccola stazione sciistica di Ala di Stura (Valli di Lanzo), che si sviluppa tra i 1200 e i 1800 metri di altitudine (una di quelle condannate dai cambiamenti climatici), ha visto il pieno appoggio da parte del neoeletto alla Presidenza della Commissione Ambiente alla Camera, onorevole Alessandro Benvenuto. A proposito, sapete che per produrre l’innevamento artificiale delle piste di Ala di Stura si succhia l’acqua da un incantevole lago alpino per “armare” i cannoni? Qui potete vedere con i vostri occhi.

Adesso sotto il tiro dei cannoni si trova la zona dell’Alpe Devero, alle porte del Parco Naturale Veglia e Devero, sempre in Piemonte. Il Club Alpino Italiano ha già espresso la sua posizione, ribadita di recente con un comunicato stampa (qui potete leggerlo). Ecco un passaggio significativo ed importante:

[…] Nonostante la dichiarata volontà di perseguire la “ecosostenibilità”, il Club alpino italiano sottolinea come, allo stato attuale della documentazione resa pubblica, il progetto “Avvicinare le montagne” confligga in maniera evidente con alcuni target della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, approvata dal Governo il 2 ottobre 2017 in ottemperanza della Agenda 2030 sottoscritta dallo Stato Italiano. In particolare il 15.1 (Entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e dell’entroterra nonché dei loro servizi, in modo particolare delle foreste, delle paludi, delle montagne e delle zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali) e il 15.4 (Entro il 2030, garantire la conservazione degli ecosistemi montuosi, incluse le loro biodiversità, al fine di migliorarne la capacità di produrre benefici essenziali per uno sviluppo sostenibile). […]

Ma torniamo ad Ala di Stura ed avviciniamoci (a piedi) alle montagne della Val d’Ala. Prendiamo il sentiero Cai-Regione Piemonte n. 238 e raggiungiamo il bellissimo alpeggio “Alpe d’Attia” a 1741 metri di quota, nel versante a solatio, e a sole due ore di cammino. Questo alpeggio, oltre ad essere stupendo, è ancora attivo e quindi la sua importanza non è solo paesaggistica.

Ora, dopo aver visto le foto che seguono (scattate il 24 giugno 2018), chiediamoci come mai per gli impianti di risalita arrivano sempre soldi mentre per la salvaguardia del paesaggio – importantissimo bene comune di tutti – non si trova mai 1 euro.

Un piccola notazione: i teli di nylon colorati che vedete servono per coprire il tetto che fu edificato interamente in pietra (copertura in lose), fondamentale e bellissimo elemento architettonico del paesaggio delle Valli di Lanzo.

Si esce dal bosco percorrendo il sentiero n. 238 con partenza da Ala di Stura (1075 m)

Alpe d’Attia in lontananza a 1741 m (alpeggio ancora attivo)

L’Alpe d’Attia (diff. E) è sovrastato dal versante sud del Monte Doubia (2463 m), la cui vetta è una bellissima escursione e molto frequentata (diff. EE dal Colle d’Attia alla cima)

Purtroppo da qualche anno il caratteristico tetto in lose (pietra) della stalla è in pessime condizioni e così si è dovuto ricorrere a teli di nylon per coprire i buchi. Il tetto in lose è molto costoso ma è un elemento architettonico fondamentale e bellissimo del paesaggio delle Valli di Lanzo, di origini antichissime

Siamo a monte delle baite e sul versante oppost (nord) potete vedere le piste da sci di Ala di Stura (del Karfen) il cui innevamento artificiale è garantito dall’incantevole lago Lusignetto (2171 m)

Il paesaggio deturpato dagli impianti del Karfen. Quanto costa mantenere un comprensiorio sciistico (sia in termini economici che ambientali) e quanto costerebbe rifare un tetto in lose?

…divertimento e voti assicurati…

Subito a monte dell’Alpe d’Attia ci attendono straordinarie ed incantevoli fioriutre di inizio estate…

Rododendro

Maggiociondolo

Paesaggio salendo al Monte Doubia sempre sul sentiero n. 238 (Ala di Stura – Colle d’Attia). Si nota il colore giallo e blu dei teli che sopperiscono alle lose

Proviamo ad osservare come risultava il paesaggio prima che si danneggiasse il tetto delle baite dell’Alpe d’Attia:

Arrivando all’Alpe d’Attia nel maggio 2006. A destra la baita con il tetto interamente in lose

Maggio 2006. L’Alpe d’Attia salendo verso il Monte Doubia (2463 m); sentiero Cai-Regione Piemonte n. 238 (Ala di Stura – Colle d’Atta)

A sinistra della foto si nota lo sfregio provocato dalle piste da sci degli impianti di Ala di Stura. In basso al centro si osserva l’Alpe d’Attia, stupendo alpeggio

Panorama dall’Alpe d’Attia (maggio 2014)

Maggio 2014

Paesaggio versante nord Val d’Ala dall’Alpe d’Attia

Potremmo provare a domandare al neoeletto alla presidenza della Commissione Ambiente della Camera, onorevole Alessandro Benvenuto (originario di Venaria, alle porte delle Valli di Lanzo), cosa pensa del progetto dei nuovi impianti di risalita all’Alpe Devero e magari chiedere anche la sua opinione sul valore del paesaggio delle Alpi, pensando proprio ad Ala di Stura, dopo aver manifestato la sua piena approvazione al rinnovamento degli impianti sciistici (“L’inaugurazione della nuova sciovia di Ala di Stura deve essere un punto di partenza, non di arrivo, per le Valli di Lanzo…“).

Oppure potremmo più semplicemente porgergli la domanda iniziale, ovvero come mai si trova sempre il denaro per progettare e costruire mega comprensori, ma anche piccole stazioni sciistiche (che, come ci informano autorevoli climatologi, a bassa quota sono condannate dai cambiamenti climatici), ma ben difficilmente si riesce ad investire su di un bene preziosissimo come lo è il paesaggio, che comunque porta soldi, basta “chiederli” a chi apprezza, specialmente all’estero.

Già, ma non si possono prendere i voti dei soliti nordeuropei (che camminano, apprezzano e portano un turismo di qualità che indirettamente tutela) per una poltrona nostrana.


Torniamo all’Alpe Devero, all’estremo nord del Piemonte, nelle Alpi Lepontine. Un titolo più idiota (“Avvicinare le montagne”) non lo si poteva dare ad un “progetto” che potrebbe rovinare per sempre il paesaggio e sconvolgere l’ambiente di uno dei luoghi alpestri più incantevoli di tutto l’arco alpino piemontese.

Ai confini del Parco naturale Veglia Devero si fanno strada nuovi impianti di risalita e piste da sci: salviamo l’Alpe Devero!

L’Alpe Devero è un ambiente alpino meraviglioso: montagne aspre e dolci, orizzonti sconfinati. Larici, acque e pascoli. Un ambiente ospitale e accessibile a tutti. Gestori e pastori offrono accoglienza e prodotti tradizionali con un modello sostenibile e in espansione. In molti la amano e frequentano, estate e inverno.

Tra gli aderenti al “Comitato Tutela Alpe Devero” sono Mountain Wilderness, Legambiente VCO, Italia Nostra VCO, Salviamo il Paesaggio Valdossola, Pro Natura Piemonte, che difendono il Devero. Anche il CAI dichiara: “Come CAI siamo impegnati per lo sviluppo sostenibile delle Terre alte e per porre fine alla devastazione dell’ambiente montano operato nel secolo e nei decenni scorsi. Siamo contrari alla realizzazione di nuove infrastrutture, nuovi impianti o all’ampliamento degli esistenti”. (E. Quartiani, Vicepresidente CAI, Montagne360, maggio 2018).

La Natura è anche tua: FIRMA ORA LA PETIZIONE

Il Devero è minacciato dal progetto di un comprensorio sciistico denominato “Avvicinare le Montagne”. Un piano proposto dalla società privata San Domenico Ski, in accordo con la Provincia e quattro Comuni, che porterebbe al degrado di questa meravigliosa regione delle Alpi.

  • Il progetto danneggia per sempre il paesaggio e l’ambiente: invece che bellezza, silenzio e biodiversità si vogliono impianti permanenti e invasivi. Seggiovie a sei posti con cupole in plastica, alti piloni, stazioni di 60 metri di lunghezza, bar e punti panoramici in cemento, bacini e cannoni per la neve artificiale, nuove piste da sci e slittini.
  • Il piano mira a collegare Devero a San Domenico tramite una funivia di 60 posti, con grandi piloni e due enormi stazioni: un impianto nuovo, non consentito in un’area tutelata, che diverrebbe però “inevitabile” una volta realizzato il resto.
  • Un progetto proposto in gran parte in zone protette: l’area confinante col Parco Veglia Devero è tutelata dal Piano Paesistico Regionale approvato nel 2017 e riconosciuta dall’Unione Europea tra le “Zone Speciali di Conservazione” di grande interesse comunitario per garantire habitat, flora e fauna rari.
  • Se si inizia qui, quanti altri ambienti verranno calpestati?
  • Un complesso sciistico fuori tempo, basato su un modello turistico in calo per motivi economici, climatici e culturali. Ogni anno noi contribuenti spendiamo milioni di euro per ripianare le perdite delle stazioni sciistiche.
  • Un investimento privato di 130 milioni di Euro che ha come condizione una spesa pubblica di quasi 43 milioni di Euro.
  • Un progetto che porterebbe forse benefici per pochi e certamente danni irreparabili e permanenti per tutti

Vogliamo consegnare ai nostri figli un ambiente unico nelle Alpi: l’incanto del Devero che è giunto fino a noi.

Per questo chiediamo di respingere il Piano Strategico “Avvicinare le Montagne”.

Salva anche tu l’Alpe Devero: firma e diffondi la petizione

Piccola informazione: su Twitter abbiamo fatto girare questa petizione e il precedente presidente della Commissione Ambiente, onorevole Ermete Realacci, non ha indugiato a ritwittare a sua volta la petizione (per chi non conosce Twitter, ritwittare vuol dire diffondere ai propri contatti).

Grazie caro Ermete, il tuo operato ha lasciato un segno profondissimo e serbo un bel ricordo quando lo scorso anno hai raggiunto Lanzo per il convengo sul turismo del rispetto. Ti auguro grandi cose, sempre in prima linea a difesa dell’ambiente.

Panorama tardo autunnale dall’Alpe d’Attia verso ovest

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

6 Responses to “Avvicinare le montagne”

  1. Paolo Astrua says:

    Mi piacerebbe rebloggare il tuo articolo sul mio blog Filosofia Vegetale. Ti farebbe piacere? Trovo giusto e interessante quello che scrivi. Per favore se sei interessato fammi sapere. Vorrei tenerlo come articolo ospite per tutto il mese di luglio con la speranza che le persone che mi seguano possano leggerti (e leggere I Camosci Bianchi ovviamente). Complimenti anche per tutte le fotografie molto belle. Da appassionato della natura quale sono non posso che apprezzare. Grazie. Paolo

    Piace a 1 persona

  2. Beppeley says:

    Caro Paolo, mi fa molto piacere se fai il reblog.
    Ti ringrazio molto per i tuoi apprezzamenti, molto graditi.
    Ti pregherei di avvisarmi appena lo posti sul tuo blog.
    Grazie!

    Mi piace

  3. Paolo Astrua says:

    Perfetto Beppeley grazie. Ti dico già che lo vorrei programmare per domani e lo pubblicizzerei anche sulle mie pagine IG e FB così da aumentare le visualizzazioni. Mi segue molta gente appassionata di botanica, natura e rapporto con essa. Mi piacerebbe riuscire a diffondere sempre di più contenuti come quelli che affronti tu. Ciao. Paolo

    Piace a 1 persona

  4. Paolo says:

    Buongiorno Beppe, come ti avevo preannunciato ho condiviso sulla mia pagina degli ospiti il tuo articolo. Grazie per la tua gentilezza, continuo a seguirti e mi trovo d’accordo con tutte le tue affermazioni. Ecco il link per vedere il reblog sul mio blog👉https://filosofiavegetale.wordpress.com/ospite-del-mese/

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  5. Pingback: Avvicinare le montagne - GognaBlog

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