Dialogo tra TomadiLanzo (Tuma) e il Genius Loci (Genio)

Testo di Laura Chianale* (per la traduzione delle parole in patois, cliccate sul numero che trovate subito a fianco: si apre un file a parte in pdf con le note al testo)

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Mi chiamo TomadiLanzo, ma quelli di qua mi dicono Tuma. Sono centinaia di anni che vivo da queste parti, conosco ogni sasso, ogni prato, ogni mucca, ogni fiore, ogni filo d’erba, ogni stalla, ogni margaro, ogni catapecchia, ogni veilin(1), ogni gerla, ogni garbin(2), ogni reirola(3). Sono stata su tutti i tavoli delle valli, li ho visti cambiare commensali e cibo, ho visto nascere e morire decine di generazioni, ho visto costruire case, ho visto le piene più devastanti della Stura, ho visto ogni tipo di neve, ho visto fulmini assassini, ho visto matrimoni e funerali, ho visto sparare e uccidere e morire, ho visto crudeltà ed eroismi, ho visto processioni e risse. Ho visto la fame e la miseria, ho visto la dignità, ho visto e vissuto tutti i cambiamenti, lo spopolamento, per me tanto doloroso che mi ha quasi uccisa, ho visto rinascite e ricadute, ho visto passione e testardaggine.

Ho però avuto a fianco un grande amico, il Genius Loci, io lo chiamo Genio, anche se non gli piace tanto. Genio è più vecchio di me, infinitamente più vecchio, abita qua da migliaia di anni. E’ difficile da descrivere, sembra impalpabile a volte, ma allo stesso tempo molto solido, un concentrato di energie. E’ un gran lavoratore, instancabile, giorno e notte. Leggi il resto dell’articolo