Il Re è nudo

Re delle Alpi: cosí è stato definito lo stambecco. Nonostante il nome, di origine chiaramente tedesca (Steinbock), si tratta di un re tutto nostro. Gli stranieri ce lo invidiano: forse questo fiero cornuto ci rappresenta meglio di tanti papaveri della politica e della vita ufficiale. In un paese di lacché e di pappataci come il nostro, lo stambecco è l’unica figura veramente nobile e fiera. Lo dimostra già il fatto che non si è mai lasciato addomesticare, come se avesse a disdegno gli uomini e il basso mondo. Chissà che la natura non lo abbia posto in Italia per legge di compensazione. Morirebbe di fame, piuttosto che scendere a valle e limosinare il cibo dalla mano dell’uomo, per il quale è difficile dire se abbia più disprezzo o diffidenza.

Così scrisse nel 1950 dello stambecco (leggete il post Re delle Alpi) Anacleto Verrecchia nel suo Diario del Gran Paradiso. Guardaparco come il suo capo (il grande Renzo Videsott), ha consegnato fino a noi un magnifico cornuto che Homo sapiens stava per disintegrare definitivamente. Uomini che hanno lottato per un futuro vivibile e possibile, come oggi non riusciamo a capire, nemmeno leggendo i loro scritti. Leggi il resto dell’articolo