Una culla tutta piemontese per il Gipeto

Foto di Francesca Serafino. Cliccare e osservare al centro

Il 26 ho fatto una passeggiata dai Rivotti all’alpe Gias dei Signori e abbiamo visto un rapace che volteggiava nella vallata avvicinandosi molto a noi. Davvero emozionante! Pensi possa essere un gipeto?“.

Nel messaggio su WhatsApp di Francesca, il 26 è un giorno di dicembre dell’anno scorso. Giro subito le sue foto a Maurizio Chiereghin che ci confermerà che il maestoso avvoltoio che domina lo spazio alpino dell’alta Val Grande, regalando emozioni indescrivibili, è proprio un Gypaetus barbutus!

Le foto di Francesca sono un ottimo spunto per fare quattro chiacchiere con Maurizio su WhatsApp che mi informerà che trattasi di un giovane di due-tre anni di età (non riesce bene a vedere il piumaggio). L’osservazione è stata fatta alle 12:26: un dato che servirà per fare la scheda degli avvistamenti di questo meraviglioso avvoltoio che ama nutrirsi esclusivamente di carcasse di animali, soprattutto delle loro ossa.

Nel 2019 Maurizio ha fatto ben 108 osservazioni di gipeto nelle Valli di Lanzo, praticamente una ogni tre giorni!

Incuriosito dalla sua intensa attività, gli chiedo se per caso hanno fatto il nido proprio nelle Valli di Lanzo.

Si, quest’anno c’è stata la prima nidificazione con successo di gipeto in Piemonte! In assoluto!“.

Di getto, senza riflettere, rispondo su WhatsApp: “Nel Gran Paradiso, vero?”. Il 20 marzo del 2019 in effetti è venuto al mondo un piccolo di gipeto, nascita splendidamente documenta dal Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il video qui sotto (30 secondi) è il primo degli otto episodi che potete vedere qui.

Maurizio parla di territorio piemontese, mentre quella sopra in verità è avvenuta nel territorio valdostano del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Appunto. Un’area protetta. E in che luogo poteva nidificare un rapace estinto in Italia dal 1969, se non proprio dove qualcuno si occupa di difenderlo?

Invece mi sono sbagliato.

Foto di Francesca Serafino. Cliccare e osservare al centro

No! Nelle Valli di Lanzo!“, ribatte prontamente Maurizio.

Che notizia fantastica!“.

Stento a credergli. Se non fosse per la sua comprovata e straordinaria passione per i volatili, la prenderei sicuramente per una fake news. Ma poi, oltre a tutto questo, vengo a sapere che a gennaio e a febbraio del 2020 usciranno degli articoli, uno sulla Rivista Italiana di Ornitologia (RIO) diretta dal Prof. Giuseppe Bogliani e l’altro su Infogipeto del Parco delle Alpi Marittime.

Non immaginate quanto avrei voluto diffondere immediatamente la notizia, ma non potevo farlo prima dell’uscita dell’articolo su RIO che però ad oggi non è ancora avvenuta.

Impronte selvatiche in alta Val Grande di Lanzo dove amano volteggiare i gipeti

Il tempo passa e arriviamo a febbraio. Dopo una bellissima escursione in alta Val Grande di Lanzo (proprio dove Francesca ha incontrato il gipeto), contatto Luca Giunti per chiedergli una valutazione in merito a delle interessanti tracce sulla neve che abbiamo fotografato. Saranno di lupo? Osservando anche le foto degli escrementi incontrati lungo la pista, Luca esclude questa possibilità. Dallo scambio di mail, escono fuori anche le osservazioni di gipeto, tanto che mi conferma di aver fotografato un esemplare con un ramo in bocca, dalle parti del Rocciamelone, a pochi chilometri di distanza, in linea d’aria, da qui.

Se interessa, sabato 14 marzo il Parco organizza un seminario su avvoltoi a Salbertrand“.

Qui il Parco a cui fa riferimento il Dr. Giunti è l’Ente di Gestione delle aree protette delle Alpi Cozie, sul cui sito internet riesco a rintracciare il programma completo. Sfogliando il programma scopro che, tra i vari interventi, c’è anche quello di Maurizio Chiereghin, proprio sulla prima nidificazione con successo in Piemonte!

La pagina web dove trovare tutte le informazioni per partecipare all’incontro Sulle ali degli avvoltoi – Gipeto e altri avvoltoi sulle Alpi occidentali, che si terrà a Salbeltrand (To) il 14 marzo prossimo, è questa: www.parchialpicozie.it/event/detail/14-03-2020-sulle-ali-degli-avvoltoi/ (richiesta la conferma della presenza).

E’ una gioia immensa sapere che in Piemonte un rapace, che era ormai scomparso (il progetto di reintroduzione risale al 1986), abbia scelto proprio le Valli di Lanzo per procreare. Ed è altrettanto entusiasmante accorgersi che se questo è avvenuto in un’area non protetta, allora lo si deve a tutti coloro che amano la natura selvaggia e straordinariamente ricca di queste vallate. E’ l’amore che qui vince, come quello di Maurizio Chiereghin, che da anni si impegna per una corretta divulgazione naturalistica. Passione che vince, passione che si trasmette. Passione che apre la strada alla vita.

[…] Bisogna amare veramente le valli i pendii che si frequentano, sentirli propri; anzi, è importante sentirsi completamente in sintonia con i luoghi; solo così ci si accorge di poter conoscere a livello quasi individuale molti degli animali che li abitano. Poco per volta sembra quasi che sentano che sei uno di loro, che fai parte del loro stesso mondo. Talvolta si può percepire in modo quasi epidermico la loro tranquillità, la disponibilità ad accettare la nostra presenza discreta ma piena di passione; e allora ci si rende conto che non li si può tradire, e che non si può più assolutamente fare a meno della loro esistenza! […]

Foto di Maurizio Chiereghin

[…] E oggi, dopo tutti questi anni passati in giro per le Alpi piemontesi, mi sento di affermare che le Valli di Lanzo sono uno dei luoghi più belli e selvaggi del Piemonte, con zone, come ad esempio i dintorni della Ciamarella o del Monte Lera, veramente fantastiche! Luoghi che, anche grazie al fatto che sono difficili da raggiungere, sono rimasti ancora pressoché incontaminati.
Mi sembra ancora importante consegnare a questo libro il mio pensiero riguardo alla relazione fra l’uomo e la natura: ognuno di noi ha il dovere di rispettarla e difenderla così che possa continuare ad esistere al meglio; ogni volta che prendiamo una decisione, dobbiamo sempre chiederci se quella nostra azione possa influire negativamente nell’immediato o nel futuro. […]

Maurizio Chiereghin, Aquile e Gipeti delle mie valli – diario di una passione (2010, Neos Edizioni)

Il mio pensiero corre a tutti coloro che si sono battuti e si battono per difendere la natura. Il gipeto è un tassello di quello sconfinato mosaico che è la Montagna. Come il lupo, l’aquila, lo stambecco, la marmotta, la salamandra… Come gli alberi. Ritornare da un’escursione dopo essersi imbattuti in un animale, anche se si trova a distanze notevoli (anzi, meglio così), è una grandissima soddisfazione e una fonte di appagamento. Una gioia indescrivibile e sono immensamente grato a tutti coloro che nei loro sogni c’era – è c’è tuttora – un omino con lo zaino che vagava liberamente su sentieri, circondato da pura bellezza. Penso a Videsott, a Verrecchia a Giunti. A Chiereghin e a tutti i guardiaparco di oggi e di ieri, quando ieri voleva dire sopportare privazioni e fatiche che oggi sarebbero inaccettabili.

Un libro che amo tantissimo è Diario del Gran Paradiso di Anacleto Verrecchia. Negli anni Cinquanta (lo ieri) fece per tre anni il guardiaparco nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, quando ormai il gipeto era in via di estinzione e infatti nelle sue pagine non c’è alcun accenno all’Avvoltoio degli agnelli.

Arriverà mai il giorno in cui non avremo più bisogno di aree protette per far prosperare la natura? Il gipeto, come il lupo, potrà continuare a ritrovare spazi vitali, come quelli delle Valli di Lanzo, senza bisogno che qualcuno lo sorvegli e lo protegga?

Verrecchia non sapeva, forse, che un giorno il gipeto sarebbe tornato a nidificare nel Parco Nazionale del Gran Paradiso e poi anche nelle Valli di Lanzo, dove non ci sono guardiaparco. Di certo però si chiedeva qual è il senso di un parco.

Fine febbraio 1951

Lunga discussione con un professore di Aosta, il quale diceva che nessun paese può vantare un parco come quello del Gran Paradiso. Gli ho risposto che un parco, di per sé, non è indizio di civiltà, ma se mai del contrario. Infatti, come le galere sorgono dove ci sono i delinquenti, così i parchi sorgono dove ci sono gli assassini della natura. Se tutti, qui e altrove, avessero una visione morale delle cose e non ci fossero né bracconieri né cacciatori, non ci sarebbe alcun bisogno di istituire un parco e di proteggere gli animali che ci vivono. Allo stesso modo non ci sarebbe alcun bisogno di istituire lo Stato, se tutti gli uomini fossero buoni e onesti.

Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso

E se proprio nelle Valli di Lanzo, a due passi da Torino, e dopo 70 anni da quel Diario, ci fosse il nido della visione morale delle cose?

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

3 Responses to Una culla tutta piemontese per il Gipeto

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  2. Beppeley says:

    Segnalo che l’incontro “Sulle ali degli avvoltoi. Gipeto e altri avvoltoi sulle Alpi occidentali” previsto per il 14 marzo p.v. è stato rinviato a data da destinarsi.

    "Mi piace"

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