Non c’è pace per il patrimonio escursionistico delle Valli di Lanzo

Gli amministratori del blog “I camosci bianchi”, d’intesa con l’autore Sig. Ivo Reano, hanno deciso di sospendere questo post.

Appena ci saranno aggiornamenti in merito, provvederemo a pubblicarli tempestivamente.

Ci scusiamo con tutti i lettori per il disguido.

Cordialmente,

I camosci bianchi

Brucio anch’io

Per dare voce alla vita del bosco che arde in silenzio

Mostra artistica a Lemie (To) 2 agosto – 30 agosto 2020

Testo e foto di Luca Giunti

Domenica 22 ottobre 2017 un incendio probabilmente doloso è stato appiccato alle spalle di Bussoleno, nella media Val Susa. Complice la prolungata siccità e il forte vento, il materiale vegetale accumulato al suolo in decenni di abbandono ha costituito un facile innesco ed il fuoco si è rapidamente propagato per valli e canaloni. In oltre una settimana di devastazione ha percorso 3500 ettari di prati e boschi, superando quota 2000 e annerendo vaste porzioni della montagna di Bussoleno, Mompantero, Chianocco. Altri focolai negli stessi giorni colpivano Caprie e diversi comuni della collina e della cintura torinese. Centinaia di persone hanno lavorato giorno e notte per contrastare le fiamme e limitare i danni. In gran parte, ci sono riusciti: nessun ferito, o peggio; nessuna abitazione danneggiata. Alcune seconde case, nelle antiche borgate alpine, sono invece state distrutte dal fuoco, direttamente, o dai tetti in legno bruciati e crollati, o ancora dalle bombole del gas esplose per il calore elevatissimo. Continua a leggere “Brucio anch’io”

Saggezza della natura e cattivi pensieri

Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte
per paura degli automobilisti, dei linotipisti,
siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri,
e non abbiamo da mangiare.
Lucio Dalla, 1977

Testo di Luca Giunti

Una raccomandazione ripetuta fino al lavaggio del cervello recita: «Non mettere le dita su bocca, naso, occhi e orecchie». Giusto. Non bisogna fare come le tre scimmiette «non vedo non sento non parlo». Anzi. Proprio perché vediamo meglio di prima senza la folla sfuocante, perché udiamo meglio nel silenzio inusuale, perché annusiamo odori puliti, proprio per questo parliamo. E prima pensiamo.

1. A febbraio ho pensato gli stessi brutti pensieri dell’ottobre 2017 per gli incendi o del giugno 2018 per l’alluvione. Una certa fatalistica disillusione, una cinica soddisfazione per tutti i disastri ambientali e sanitari ampiamente preveduti e descritti che ci colgono sempre impreparati e soprattutto sempre ciecamente decisi a non cambiare nulla per evitarli definitivamente («Mi vengono in mente pensieri che non condivido» scrisse il meraviglioso Altan). Continua a leggere “Saggezza della natura e cattivi pensieri”