Quando la corda si spezza

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo di Chiara Ravera. Foto di C. Ravera, V. Lauthier, D. Antonucci

Avevo circa 30 anni quando al semplice camminare si sono affiancate attività alpinistiche via via più impegnative: l’arrampicata, lo scialpinismo, le cascate di ghiaccio, le grandi salite alpinistiche in quota, le lunghe vie di roccia sulle Alpi e nelle Dolomiti, a picco sul mare e nel deserto.

Arrampicando. Falesia del Ponte del Diavolo (Lanzo). Foto di V. Lauthier.

Se l’amore per la montagna è un retaggio di famiglia, la mia vita alpinistica è nata e cresciuta in coppia.
Ho vissuto tutto questo con il mio ex compagno e convivente: sempre e comunque, all’altro capo della mia corda, c’era lui.
Il 2020, famigerato anno del Covid, ha segnato anche la fine della nostra cordata, uno strappo improvviso e doloroso.

Contemplando il Cervino dal Monte Pancherot (Valtournenche, Aosta).

La corda si è spezzata e io sono caduta. Per un po’ ho creduto di essere morta.
La terra, l’orto e i miei animali sono stati i primi salvagenti nei lunghi mesi del primo lockdown. Ma non appena sono stata libera di uscire, la montagna è stata la corda che mi ha tirato fuori dal crepaccio buio e gelido in cui ero caduta.
Non c’era nessuno, tuttavia, all’altro capo della mia corda, se non un’incrollabile e piena fiducia nel potere terapeutico della bellezza che la montagna mi donava a piene mani.

Felice dopo una salita di scialpinismo (Cheneil, Aosta). Foto di D. Antonucci.

Ho passato anni a sciare, arrampicare, scalare montagne in Italia e all’estero, ma non ho mai camminato tanto come durante l’estate del 2020.
Dall’alba al tramonto, quasi senza meta, nello zaino il minimo indispensabile, una giacca e una barretta. In completa solitudine, macinando dislivello e concatenando vette, gli occhi sempre rivolti verso l’alto.
La pesantezza delle gambe, alla sera, era inversamente proporzionale alla leggerezza del cuore. Lunghi sonni ristoratori per poi ripartire, e piano piano guarire.
Non ho mai incontrato tanti animali come quell’estate, in cui la natura si è espressa in tutta la sua generosità.

Ho goduto della libertà di camminare con i miei ritmi e i miei tempi, correre quando volevo oppure sdraiarmi al sole per ore. Niente orari, relazioni, difficoltà tecniche da superare, nessun timore di non farcela o di sbagliare, nessuna ansia da prestazione, solo fatica e bellezza.
Talvolta, quando ho camminato in montagna da sola, la natura è stata particolarmente generosa nel rivelare le sue bellezze. Forse perché, inevitabilmente, si è più silenziosi e attenti. L’estate scorsa sono partita da Torgnon per raggiungere la Cima Bianca, 3009 metri, meraviglioso balcone sulla Valtournenche, in Valle d’Aosta. Scendendo, poco sotto la vetta, mi sono fermata di colpo prima di calpestare una strana pietra… Perfettamente mimetizzata tra i calcescisti del pendio, una pernice si ostinava a non volare via né spostarsi al mio passaggio! È stato quasi commovente scoprire che nascondeva sotto le ali e la pancia i suoi pulcini, implumi e indifesi.

La montagna è stata il mio medico e la mia terapia.
Durante l’autunno e l’inverno successivo ho ripreso a frequentare gruppi di amici con cui ho ricominciato a sciare e a scalare, via via sempre più regolarmente.
Dalla scorsa estate all’altro capo della mia corda si è legato il mio attuale compagno, che il destino ha voluto sia un fortissimo alpinista.
Considero questo legame l’ennesimo regalo che mi fa la montagna, ma non dimenticherò mai l’infinita bellezza e la preziosa solitudine di una lunga, strana estate in cui appesa alla mia corda c’ero solo io.


Biografia
Ho 44 anni, vivo da sola a Val della Torre, in provincia di Torino, con un cane e una dozzina di gatti. Qui, nei momenti che non trascorro in ufficio (dove mi occupo di pratiche assicurative) o tra i monti, amo coltivare il mio orto, che insieme alla montagna è la mia grande passione. Da una decina d’anni faccio parte del Soccorso Alpino di Lanzo e partecipo come istruttrice ai corsi CAI di arrampicata, alpinismo e scialpinismo della Scuola Ribaldone.
Ho una formazione classica e una Laurea in Storia della Lingua Tedesca, e alla lettura dedico i rari ma preziosi momenti di quiete.

Chiara Ravera, 25/03/2022

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