Meno

La strada deve essere tracciata verso un futuro turistico con meno emissioni, meno consumi energetici, meno traffico, meno consumi idrici e una crescente consapevolezza del valore dei luoghi naturali e delle aree tecnicamente “non sviluppate”.

Lo sostiene il Dr. Tobias Hipp (geografo fisico con un dottorato di ricerca sugli effetti dei cambiamenti climatici sul permafrost alpino ed appassionato alpinista e sciatore del Club alpino tedesco) in una breve ma intensa intervista che trovate su di un sito della Convenzione delle Alpi che tratta del Piano d’azione per il clima 2.0.

Qui l’intervista: https://alpineclimate2050.org/2022/04/27/caretaker-for-mountain-forests-the-alpine-region-should-remain-one-of-the-green-hearts-of-our-continent-2/

Invece l’umanità continua imperterrita a percorrere a testa bassa la strada del “più”: aggiungere, costruire, impiantare, elevare, lo vediamo anche in montagna. Un + che cela un’aberrante necessità di calmare la nostra oceanica ansia verso il futuro che non può esistere, nella nostra misera mente, se non aggiungendo. Qualsiasi cosa.

La strada urgentissima da seguire, senza chiedere al cielo ancora vittime, è meno, meno ed ancora meno. Non lo dico io bensì tutti i più grandi studiosi e ricercatori del pianeta. Meno consumi energetici, meno traffico, meno consumi idrici, meno infrastrutture inutili (piccole o grande che siano e che sfregiano soprattutto il paesaggio asciutto e sincero delle Alpi, da salvare senza se e senza ma).

Sono eternamente grato al vecchio sentiero di montagna per avermi fatto comprendere che nella vita bisogna saper togliere, disfarsi del superfluo, asciugarsi, sottrarre, come facciamo con lo zaino. L’ho imparato sentendo scorrere il sudore sulla mia fronte arrancando su erti pendii. Ascoltando l’affanno del mio respiro e il tambureggiare del cuore nel mio petto, un cuore prigioniero delle infinite vie ed orizzonti disegnati dai vecchi montanari.

Se non fosse stato per quei “meno”, non avrei mai avuto il coraggio di guardare francamente negli occhi di uno stambecco, riflesso della coscienza di un uomo.

Senza regioni allo stato naturale non può esistere la storia.
Edward O. Wilson (Metà della Terra).

3 pensieri su “Meno

  1. gbaccolo

    Grazie Beppe, condivido ogni sillaba di questo breve e preciso pensiero. La via della rinuncia è l’unica che porta da qualche parte, le altre sono binari morti. Binari morti per noi, per il pianeta e per la cultura.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie a te per aver commentato. Sono d’accordo, la via della rinuncia in verità, nel XXI secolo non vuol dire tornare a vivere nelle caverne ma semplicemente fare una vita più a misura, pur sapendo che disponiamo di tecnologie e conoscenze che ci possono fare vivere bene comunque, ma senza distruggere. La bella notizia è che gli italiani sono pronti a fare queste rinunce (es. meno energia, meno auto, ecc.) pur di fare una vita verde.

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