In ricordo di Carlo e Marina

Testo di Agostino Testa. Foto “I camosci bianchi”.

Domenica 22 maggio, la sezione CAI “Monviso” di Saluzzo ha organizzato una gita sociale al Rifugio Alpetto in Valle Po. Questa escursione è stata dedicata in modo particolare al ricordo dei nostri cari amici Carlo Mattio e Marina Zambelli, che ci hanno lasciato dieci anni fa.

Motivati dall’occasione speciale e rassicurati dal bel tempo, alle 9:00 iniziamo a salire dalle meire Bigorie (quota 1500 m) seguendo il sentiero che nelle settimane scorse abbiamo provveduto a risistemare con cura pulendo, installando cartelli e tinteggiando le tacche segnavia ormai troppo sbiadite.
Siamo in 36 a godere della bella vista sul Monviso che ci accompagnerà per tutta la giornata. Molti di noi hanno ancora in mente le innumerevoli escursioni fatte con Carlo e Marina; in particolare ripensiamo ai molti insegnamenti che Carlo (cofondatore della Scuola di Escursionismo “Monviso”) ci ha saputo trasmettere con tono pacato, ma fermo, su come andare in montagna attenti soprattutto alla sicurezza, così da poter godere al meglio di questo territorio tanto ricco di bellezza, cultura e storia.

Verso Croce Bulè (1813 m) con il Monviso che domina l’orizzonte.

Il caldo si fa sentire, mentre saliamo nel verdeggiante alpeggio ricco di fioriture novelle, tanto che già alle 9:20 ci concediamo un attimo di pausa per bere. Alle 9:35 percorriamo l’ampio pianoro detto “Pian Paladino” per poi raggiungere alle 10:00 la Croce Bulè (1813 m) dove ci concediamo una breve sosta per la colazione.

Croce Bulè (1813 m).

Ripreso con lena il cammino, seguiamo il piccolo sentiero che ci avvicina sempre di più al punto critico della gita (?!). Di fronte a noi, possiamo ora osservare il grande taglio nella austera parete rocciosa che ci divide dal piano superiore dove si trova la nostra meta. Affascinati dal panorama, osserviamo l’abbondante acqua che fuoriesce dal medesimo taglio e che da vita a numerose suggestive spumeggianti cascatelle… oh, come siamo contenti! Ma subito un po’ di timore: l’evidente sentiero che sale in quota, si trova proprio di fronte a noi, ma è dall’altro lato del torrente che dobbiamo gioco forza attraversare. Fortunatamente un’ardito numero di accompagnatori (quelli del gruppo “Sentieristica” che hanno risistemato il sentiero) ci ha preceduto formando una rassicurante “catena umana” che consente a tutta la banda l’attraversamento dell’ampio guado con solo piccole annaffiature degli scarponi (piccole = eufemismo!).

Guado Rio dell’Alpetto (1868 m).

Sono le 11:00, saliamo svelti sul sentiero sovrastato ora da possenti pareti rocciose e, corroborati da un leggero venticello, raggiungiamo in breve quota 2000 (ore 11:15) per poi raggiungere il piano superiore (2170 m) alle 11:50. Scattiamo foto in quantità alla cascata ed alla verde valle sottostante, per poi proseguire nel falso piano che, sempre costeggiando il Rio dell’Alpetto, ci porterà al rifugio.

Verso il Rifugio Alpetto.
Il primo rifugio del Club Alpino Italiano “Alpetto” del 1866 ora ospitante un piccolo ma emozionante museo.

Alle 12:20 siamo finalmente all’Alpetto “nuovo” (2268 m) inaugurato nel 1998, con annesso il piccolo museo ricavato dal primo ricovero, datato 1866, che fu la prima struttura ricettiva del Cai, e naturalmente il grande lago, bello bello! Con nostra sorpresa il rifugio è aperto anche se non ancora completamente funzionante, cosa che non ci impedisce di apprezzare le fresche bibite e birre che il gentile rifugista ci dà volentieri. Pranzo e chiacchiere a volontà sotto il bel sole, con commenti, fotografie ed anche, per finire, un goccio di Genepì che non guasta mai!

Rifugio Alpetto “nuovo” (2268 m).

Prima di prendere la via del ritorno, il caro amico Enrico Lerda di Busca (Cn), ricorda Carlo e Marina con poche significative parole:

Carlo e Marina non hanno avuto figli, ma hanno avuto una grande famiglia che siete voi!”.

Con un po’ di nodo in gola e tanta nostalgia nel cuore, alle 13:50 iniziamo la discesa che ci vede ora percorrere il sentiero non osservando più il Monviso che ci è alle spalle, ma l’ampia verde valle sottostante, segnata dalla linea del Rio dell’Alpetto che la percorre zigzagando allegro e brillante, panorama super! Alle 14:40 , prima di svoltare verso la Croce Bulè, mentre osserviamo con malcelata preoccupazione l’incombente guado (!!), salutiamo con calore Ezio Boschiazzo (Cai Bardonecchia) che ci ha fatto oggi compagnia in questa salita. Quindi, senza alcun timore reverenziale (N.B. si fa per dire!) ci fiondiamo sul guado che superiamo con ardimento nonostante la quantità di acqua sia pure aumentata… che forti che siamo! Osservando le numerose fioriture, alle 15:25 raggiungiamo Croce Bulè per poi scendere veloci alle auto che raggiungiamo alle 16:00.

Rientrando a Meire Bigorie.

Un caro saluto a tutti gli amici che oggi hanno voluto percorrere con noi la Val Po, tanto amata da Carlo e Marina! Un abbraccio in ordine sparso a: Luigi, Marisa, Bartolo, Dona, Mary, Maikol, Beppe, Monik, Riccardo, Franco, Lidia, Manu, Enrico, Ester, Marco, Mario, Lucia, Fabio, Luisa, Mauro, Alessandra, Sonia, Aldo, Ermerina, Paola, Simona, Giorgio, Eliana, Valeria, Gabriele, Franca, Luciana, Guido ed in particolare a Cristiana e Beppe del Cai di Lanzo.

Foto di gruppo al Rifugio Alpetto “nuovo” (2268 m).

Ciao da Ago.

P.S.
Al termine dell’escursione, non manca la canzoncina di gita (sull’aria di “non ti fidar d’un bacio a mezzanotte”).

Non ti fidar del Cai che fa la gita, se passi dalla Croce Bulè
poi su all’Alpetto che caldo in salita, siamo sudati dalla testa ai piè!
C’è pure il fiume con l’acqua da guadare, ma tu non ti scoraggi anche se
non sai già più dove si può passare… ti sei bagnato fino al “darè”!
Marina e Carlo a noi piace pensare, che ancora oggi ci guardan da lassù
ci danno aiuto per non farci inciampare, e nessun guaio ci succede più!


Grazie di cuore ad Ago e agli amici delle Sezioni Cai Monviso di Saluzzo, Carmagnola e Racconigi.

Cliccare qui per visualizzare la galleria foto dell’escursione su Google Foto.


Escursione al Rifugio Alpetto (2268 m)Valle Po

Note: un sentiero storico, che parte da Meire Bigorie (Valle Po, provincia di Cuneo), è stato ripristinato e dotato di segnaletica dalla Sezione Cai “Monviso” di Saluzzo; permette di raggiungere il primo rifugio del Club Alpino Italiano (edificato nel 1866) con percorso diretto fino a Croce Bulè (1813 m) e poi a quota 1895 m dove si innesta nel sentiero V6c/GTA, che proviene da Dacant, dopo aver attraversato il Rio dell’Alpetto a quota 1866 m (guado che potrebbe risultare difficoltoso dopo piogge prolungate o a seguito di forte disgelo; suggeriti scarponi alti, bastoncini telescopici ed eventualmente ghette).

Partenza: località Meire Bigorie (1495 m, fraz. di Oncino).

Dislivello : 770 m.

Difficoltà: “E” (escursionistico).

Tempo di salita: 2 h 30 min. (escluse le soste).

Segnavia: V48 + assente + V6c/GTA con bolli bianco-rossi e cartelli.

Cartografia: carta n. 10 “Valle Po, Monviso” in scala 1:25.000 della Fraternali Editore.
N.B: il tratto di sentiero Croce Bulè – quota 1895 (innesto su V6c/GTA, che arriva da Dacant) non risulta indicato sulla carta.

In giallo il sentiero per raggiungere il Rifugio Alpetto da Meire Bigorie. Elaborazione su carta digitale Fraternali Editore n. 10 (Valle Po, Monviso). Cliccare sull’immagine per ingrandirla.

Una dettagliata ed interessantissima descrizione di carattere storico-culturale del tratto di percorso “Meire Bigorie – Croce Bulè” si può leggere cliccando qui (documento in pdf).

Un sentito ringraziamento a Beppe Mulassano del Cai “Monviso” di Saluzzo per tutte le informazioni essenziali per poter studiare.

Perché fare escursionismo fondamentalmente vuol dire studiare e conoscere un mondo meraviglioso, sempre e comunque. E così poter aprire la mente.

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