Il mio primo bivacco nella neve

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Rosanna Bandieri

Amo camminare da sola.
Amo il silenzio della natura, degli spazi aperti. Amo il suono del bosco, il rumore del vento, gli alberi, i versi lontani degli animali, quando giungono fino a me.
Mi piace arrivare dove si può, soltanto con fatica, camminando. Evito i luoghi che si possono raggiungere con le auto o altri mezzi a motore.

In Val d’Aosta al passo del Gran San Bernardo (2449 m), in partenza per la Via Francigena.

I miei “posti del cuore” devono essere sudati, e lontano dai giorni e dai luoghi in cui altri turisti o escursionisti li raggiungono.

Mi sono comprata una tendina, piccola, per poter salire e restare una notte, ad aspettare l’arrivo dell’alba, in compagnia di me stessa, delle stelle e della luna. Ho la grande passione per la fotografia, e la mia piccola fotocamera la porto sempre con me. Ho immortalato tramonti infuocati e albe rosate, cascate di ghiaccio e paesaggi innevati.

Sono un’apprensiva, ma non una paurosa. Programmo, preparo, analizzo, metto in conto tutte le variabili che potrebbero interferire, e cerco di avere pronta una soluzione agli imprevisti, prima della partenza. In montagna, nei boschi, nei luoghi che amo la paura non la provo per niente. L’unica paura che provo è quella di cadere, di subire una distorsione. Nella mia tenda, davanti a un lago, o in mezzo alla neve, mi sento mille volte più sicura e tranquilla che in centro a Reggio Emilia.

Oggi racconterò la notte in tenda del 22 gennaio scorso sull’Alpe di Succiso, a 2070 metri sul livello del mare. Nell’Appennino reggiano.

Sono partita dal Passo della Scalucchia, un valico a 1367 metri, situato nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il mio zaino da 40 litri era carico all’inverosimile: tenda, materassino, telo termico, piumino, guscio antipioggia, fornelletto e bombola, ramponi e piccozza, due sacchi a pelo (mai scelta fu più azzeccata), cavalletto fotografico, obiettivi, batteria. Non dimentico mai la luce frontale e un carica telefono. Spesso invece dimentico il cibo.

All’arrivo ho faticato ad individuare un punto protetto per poter sistemare la tenda almeno un po’ riparata dal vento; lassù può soffiare anche ai 70 km orari.

La mia tendina protetta dalle rocce, a 2000 metri.

Non è neppure stato semplice riuscire a stenderla, dovendomici sdraiare sopra, in mezzo alla neve fresca; il vento me la portava via. Essendo la mia prima esperienza di bivacco con neve (alta 60 centimetri) ho scoperto, a mie spese, che i soliti picchetti non servono a nulla. Ho dovuto improvvisare, inventandomi dei punti di ancoraggio con pietroni che ho trovato sotto alla neve, cercando di utilizzare tutto quello che avevo: i bastoncini e la piccozza, come punti di ancoraggio.

Finalmente la tenda è pronta, posso cominciare a salire fino all’ Alpe per aspettare il tramonto.
Il tramonto, come l’alba, sono i due momenti più freddi della giornata, ma anche i momenti in cui sembra che tutto l’universo si unisca per cantare una lode al Creato: arriva il grande silenzio, e immersa in questa dimensione avverto qualcosa di mistico.

Alba verso il monte Casarola.

Ritorno in tenda e faccio tentativi, quasi sempre vani, di dormire… Allora mi rialzo, esco dal tepore del sacco a pelo, mi rivesto come posso a meno 15 gradi ed esco sprofondando nella neve a fotografare le stelle. Così, tra un piccolo sonno e tante foto, arriva l’alba, annunciata da un forte vento e dal verso, lontano, di un lupo. Esco di nuovo, mi arrotolo nel piumino, mi siedo su una piccola roccia scoperta dalla neve e aspetto.

È l’alba, finalmente.

Alba verso il Golfo dei Poeti.

Il sole mi saluta, dopo essersi palesato dolcemente, giocando a nascondino tra le nuvole. Benvenuto giorno! Ora si smonta tutto, rifaccio lo zaino, e scendo, prima che altre persone salgano: per potermi godere questa meravigliosa montagna, tutta per me.


Rosanna Bandieri, 15 maggio 2022


Biografia:

Mi definiscono “fotografa impressionista” e anche la mia vita è un po’ così: vivo di sentimenti, impressioni, e sensazioni. Mi commuovo e amo tutti gli animali, mi piace il bricolage, amo dipingere, ho gestito una boutique di abiti da sposa per quasi 40 anni, ho vestito i sogni di migliaia di donne. Ora sono stanca, ma non di emozionarmi nella natura. Ho 63 anni, una figlia, due meravigliose nipotine. E ancora tante cose da fare. 

11 pensieri su “Il mio primo bivacco nella neve

  1. Luisa

    Tutto quello che fai è stupendo però non dimenticare mai la prudenza. Una mia cara amica era appassionata ,libera e solitaria come te,qualche anno fa,il giorno di Natale era sul Gran Sasso e non è scesa viva come tante altre volte. Era attesa per il pranzo di Natale….nel pomeriggio cominciarono le ricerche…..era scivolata (forse) nel fare una foto.

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    1. emanuela_provera

      Grazie Luisa per aver ricordato la tua amica, che ha messo in gioco la sua libertà proprio nel giorno in cui il mondo sembra fermarsi e le persone appaiono ‘immobili’, il Natale (nascita, nuova nascita).

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      1. Anonimo

        Emanuela libertà e responsabilità devono camminare insieme sempre, la vita non merita di essere messa ” a rischio ” . La vita è un dono e merita di essere custodita con buon senso e rispetto. Nel mondo di oggi tanti giovani e meno giovani la mettono in gioco con avventure estreme, questo è “disprezzare la vita”.

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        1. È un tuo credo, non la verità scesa in Terra. Ogni individuo ha una sua personale percezione del rischio e della responsabilità. Non è detto che chi rischia di più sia anche meno bravo e quindi la sua “verità” del mondo forse è meglio della tua. La stessa concezione della vita (che per te è un dono), per qualcuno potrebbe essere diversa dalla tua. Probabilmente per qualcuno la vita è un inferno.
          La libertà la si può solo amare, con tutti i suoi difetti. È inutile e presuntuoso tentare di pontificare, creando mentalmente ideali di vita, dove la libertà è una teoria, con tanto di dimostrazione. La libertà è meravigliosa perché ci parla dell’imperfezione umana ed ognuno di noi la incontra sulla sua personalissima strada.

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  2. La prima cosa che metto sempre davanti a tutto il resto è : la SICUREZZA! Ho rinunciato a tantissime uscite, a tante escursioni, anche a poche centinaia di metri dalla vetta, se le condizioni non erano più che sicure! Certo, l’attenzione, gli accorgimenti, non bastano se ci si mette di mezzo il fato. Ho scalato di notte, sempre sicura, ma di notte.. con vento forte, con neve e ghiaccio, a meno 20 e a più 40.. .Faccio attenzione e non rischio senza senso..Mai successo nulla.Lo scorso luglio, in un sentiero piatto, senza difficoltà, ho messo un piede in un buco celato dall’erba e mi sono rotta una caviglia. Sono ferma da tre mesi Credo che il nostro Destino sia segnato al momento della nascita, poi sta a noi fare in modo di non farsi del male, di evitare le situazioni senza senso, del non rischiare inutilmente…ma la tua amica ( in risposta a Luisa) doveva abbandonare la vita terrena in quel luogo e in quel momento..era scritto 😦 ❤

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