Un selfie al capezzale

Un selfie al capezzale non è da tutti, specialmente con il sorriso smagliante. Bisogna avere la giusta dose di cinismo ed essere freddi come ghiacciai bollenti. Forse anche un tantino nichilisti. Forse un po’ folli e disumani.

La banda suona mentre il Titanic affonda – ormai non ci facciamo più caso – e noi simulacri di alpinisti-escursionisti facciamo festa in cima alle vette, inondando i social con selfie di visi sorridenti, felici ed entusiasmanti per le “imprese” di poveri falliti, mentre intorno a noi i ghiacciai muoiono, le pareti franano e gli stambecchi devono raggiungere quote sempre più elevate per sopravvivere durante le scalate da brividi delle zero termico di un’estate allucinante, inimmaginabile solo 20-30 anni fa: 4000 metri, 4500, 5000…

Voi riuscireste a farvi un selfie a fianco del capezzale di un parente, di una persona cara, di un amico mentre sta morendo?

Posso credere che rispondereste di no, vero?

Ma allora che cavolo andiamo a fare sulle vette quando tutt’intorno muore?

Quale narrazione spediamo sui social?

E poi, cosa amiamo in montagna? Noi o la montagna?

31 luglio 2005, ore 6:00. Ghiacciaio del Rocciamelone
11 settembre 2022, ore 10:07. Ghiacciaio del Rocciamelone

3 pensieri su “Un selfie al capezzale

  1. martellot

    Beppeley, l’ “animazione” che mostra la situazione del Glacier du Rochemelon nel 2005 e nel 2022 è davvero chiara e angosciante allo stesso tempo. Se fino ad alcuni anni fa si stimava la scomparsa dei ghiacciai al si sotto dei 3500 m nei prossimi decenni, alla luce dell’estate 2022 si ipotizza la (drammatica) fusione dei ghiacci fino alla quota di 4200 m. Se così sarà, avremo il Granpa senza ghiacciai! Non voglio pensarci….

    Piace a 1 persona

    1. Angosciante.

      Hai detto tutto.

      Dietro alla fotocamera che ha fatto la foto del 2005 c’è un gruppo di amici, alcuni stranieri, che hanno bivaccato in cima al Rocciamelone, dopo aver attraversato il suo ghiacciaio arrivando dal Rifugio Tazzetti. E’ così che vivemmo momenti di gioia straordinaria, camminando su di un ghiacciaio ed estasiandoci poi osservando dalla punta un paesaggio vitale, ricco d’acqua.

      Tutti questi ricordi sono inevitabilmente feriti.

      E’ tutto allucinante.

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