Non dateci del “Voi”

È tempo di contagi, di restrizioni, di sofferenza, di lontananza. Lontananza dalle persone e dai luoghi cari. Ad ognuno sta mancando qualcosa di davvero importante, ma chi ha espresso la propria nostalgia ed il proprio Amore verso la montagna, come me, è stato spesso catalogato con un inappropriato “Voi”. Come se fossimo una categoria di incoscienti capricciosi nel voler desiderare la consueta corsa o camminata tra i nostri monti.
Voglio raccontarti cosa racchiude questo “Voi” del mio mondo vitale (che è anche tuo), chiamato montagna.

La montagna ha un suono tutto suo che regala uniche emozioni per le quali a volte ho ferito affetti, ho lasciato andare via sentimenti per poterla camminare, correre e camminare ancora. Non sono di un popolo a parte; “noi” siamo persone che trovano nella loro solitaria solitudine la loro energia. Perché è così che fa la montagna, ti nutre di energia. Nel cammino ho imparato a vedere, ascoltare il tempo e come tutto può cambiare anche in una giornata di sole. Nella nebbia, quella fitta, che ti obbliga a fermarti in mezzo ad un sentiero e non in una piazzola di sosta dentro un veicolo, ho imparato a prendere decisioni vere ed importanti e non quelle dettate da un falso indottrinamento mentale. E poi la pioggia che mescola l’odore naturale della mia pelle al profumo della terra bagnata. Ed ancora la forza che emanano le gambe quando sento la voce del ghiaccio sotto i ramponi; la vitalità della neve, la commovente maestosità dell’alba dopo aver camminato per tutta la notte. Leggi il resto dell’articolo