Non basta dire lupo

Se guardiamo in basso, vediamo piedi, non radici.
Marco Aime, antropologo

Io mi ricordo di voi, della vostra specie. Quando avete cominciato a staccarvi dal cespuglio dei vostri parenti, duecento millenni fa, noi ci eravamo separati dai nostri già da un milione di anni. Potremmo spiegarvi perché si è estinto quel ramo dei vostri cugini che oggi chiamate Paranthropus. Erano promettenti, avevamo scommesso sul loro successo. Stavano quasi per scoprire il fuoco, come avete fatto voi. Ma poi si sono infilati in un vicolo cieco e hanno lasciato solo qualche ossicino fossile. Quando siete usciti dall’Africa, stupiti e invidiosi, ci avete trovato ovunque vi portassero i vostri piedi e la vostra ingordigia, perché noi abbiamo colonizzato i continenti prima che voi nasceste. Solo da poco avete scoperto gli incroci dei vostri antenati con i Neanderthal in Libano e con i Denisova in Siberia. Non ci avete capito niente e ancora ne discutete ma noi possiamo raccontarvelo: li abbiamo visti in diretta. E non vi dico i commenti… Dall’Anatolia all’Atlantico abbiamo misurato la velocità delle vostre invasioni: cinquemila chilometri in cinquemila anni, un miserevole chilometro l’anno come i topi. I nostri occhi ambrati hanno osservato ogni gradino della vostra evoluzione, quelli su cui avete inciampato e quelli che avete saltato a due a due. Perché quando voi eravate ancora soltanto una tra le tante scimmie arboricole indecise tra bipedismo e quadrimania, noi eravamo già Noi, i Lupi.


Sabato 7 agosto alle ore 17:00, ad Usseglio, presso la Chiesa dell’Antico Complesso Parrocchiale, di fronte al Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti”, (Valle di Viù, Città Metropolitana di Torino) il Dott. Luca Giunti ha presentato il suo libro Le conseguenze del ritorno. Storie, ricerche, pericoli e immaginario del lupo in Italia.

Grazie di cuore al Direttore del Museo Arch. Emanuela Lavezzo e a tutti i suoi collaboratori per aver organizzato questo interessantissimo incontro su un tema ambientale molto importante per il nostro Paese.

Di seguito il video dell’incontro.

Cliccare qui per leggere in pdf abstract e biografia dell’autore.

Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti”
Usseglio, Piazza Cibrario 1
Telefono 0123 756421 – 0123 83702 – 340 7292527
www.vallediviu.it
museocivicousseglio@vallediviu.it

Lupo a Rochemolles – Foto Luca Giunti.

Il Dott. Luca Giunti ci ha donato delle meravigliose foto di lupi, scattate durante le sue attività come Guardaparco nelle aree protette delle Alpi Cozie, in Provincia di Torino ⇒ qui la galleria su Google Foto.

Piccoli ghiacciai alpini

Ghiacciaio del Travignòlo (Pale di San Martino) nel 1922.

Quando il giardino della memoria inizia a inaridire, si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste con un affetto ancora maggiore. Per non farle avvizzire, le bagno e le accarezzo dalla mattina alla sera: ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare.
(Orhan Pamuk)

Sono rari i libri di montagna che mi hanno lasciato un segno profondo, immergendomi in lunghe riflessioni e al contempo facendomi provare emozioni intense.

Giovanni Baccolo, giovane alpinista e ricercatore dell’Università di Milano-Bicocca, ha trascorso diversi anni tra le Pale di San Martino, il più grande gruppo dolomitico, facendosi accompagnare da un personaggio d’eccezione: Bruno Castiglioni (1898-1945), fratello del più citato Ettore, grande appassionato di montagna e considerato il più importante glaciologo dolomitico degli Anni ’30 e ’40.

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La montagna e il sacro

Pubblichiamo la lettera della filologa e saggista Silvia Ronchey sulla Montagna Sacra, che Toni Farina propone di istituire tra due anni nel Parco Nazionale del Gran Paradiso (qui il suo articolo), in occasione dei festeggiamenti per il suo primo secolo di vita. Su Una Montagna Sacra per il Gran Paradiso, Bruno Farinelli aveva scritto interessanti riflessioni che potete leggere qui.


Caro Dott. Farina,
ho letto il suo progetto e lo trovo magnifico, oltre che assai ben argomentato e assolutamente condivisibile.

Ci sarà pure una ragione se ci imbattiamo, in tutta la letteratura antica, oltre che nella mitologia e nel folklore, in boschi sacri. Il concetto di sacer — analizzato da molti storici della religione antica — è ben più complesso di quanto la nostra idea moderna di sacro possa lasciar credere. Ed è da questa parola che viene il latino sacellum — quel “recinto” che segna, appunto come lei dice, anzitutto la necessità di un limite all’umano. Continuando con le etimologie, non le dico certo nulla di nuovo se sottolineo come il nome stesso del parco richiami il greco paradeisos, che designa il giardino, ma in particolare quel giardino (distinto dall’altrettanto greca denominazione kepos) di cui non è l’uomo, ma la natura stessa artefice e abitatrice. Nel mito giudaico, l’uomo ne viene infatti cacciato, nel momento in cui ha tradito, per avidità, la comunanza con il resto della natura vivente.

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By fair means

Reinhold Messner – Foto di rottonara da Pixabay

Sei un folle se nel mezzo della vita
non temi l’approssimarsi della morte;
perché tutto ciò che fai e ritieni grandioso
non vale nulla ai suoi occhi.

Da Bardo Thodol. Il libro tibetano dei morti

Già negli anni Sessanta amavo George H. Leigh Mallory, nel periodo in cui realizzavo le grandi salite della mia carriera alpina. Lo amavo come amavo anche il pioniere inglese del Nanga Parbat, Albert Frederick Mummery, per le sue appassionate discussioni sull’uso dell’ossigeno.

In un tempo in cui l’industrializzazione era appena cominciata e l’impiego di ausili tecnici veniva considerato un progresso, questi due personaggi sentivano già il problema del by fair means, dei mezzi leali; già allora avevano riconosciuto che con l’utilizzo della tecnica viene a mancare qualcosa di essenziale, cioè il desiderio, la gioia, la sensazione di felicità nel raggiungere qualcosa di apparentemente impossibile attraverso le proprie forze, attreverso l’impegno totale delle proprie possibilità fisiche e psichiche. Mallory e Mummery erano per me degli esempi, come lo fu più tardi Paul Preuss, che per gli stessi motivi e con la stessa fermezza aveva condannato l’uso dei chiodi nell’arrampicata su roccia. Continua a leggere “By fair means”

Brucio anch’io

Per dare voce alla vita del bosco che arde in silenzio

Mostra artistica a Lemie (To) 2 agosto – 30 agosto 2020

Testo e foto di Luca Giunti

Domenica 22 ottobre 2017 un incendio probabilmente doloso è stato appiccato alle spalle di Bussoleno, nella media Val Susa. Complice la prolungata siccità e il forte vento, il materiale vegetale accumulato al suolo in decenni di abbandono ha costituito un facile innesco ed il fuoco si è rapidamente propagato per valli e canaloni. In oltre una settimana di devastazione ha percorso 3500 ettari di prati e boschi, superando quota 2000 e annerendo vaste porzioni della montagna di Bussoleno, Mompantero, Chianocco. Altri focolai negli stessi giorni colpivano Caprie e diversi comuni della collina e della cintura torinese. Centinaia di persone hanno lavorato giorno e notte per contrastare le fiamme e limitare i danni. In gran parte, ci sono riusciti: nessun ferito, o peggio; nessuna abitazione danneggiata. Alcune seconde case, nelle antiche borgate alpine, sono invece state distrutte dal fuoco, direttamente, o dai tetti in legno bruciati e crollati, o ancora dalle bombole del gas esplose per il calore elevatissimo. Continua a leggere “Brucio anch’io”

Siete lupi o caprioli?

Vivete nella paura o nella fame?

Sulla pista animale è un libro interessantissimo e molto affascinante che sa rispondere, in modo inedito, a molte domande sul nostro ruolo nel mondo. Uscito quest’anno, è scritto da Baptiste Morizot, filosofo e ricercatore francese all’Università di Aix-Marseille. Non ho resistito a proporvi qui un passaggio del capitolo “I segni del lupo” in cui ho trovato spunti di riflessione proprio sulla paura, quella che oramai da diversi mesi ha invaso la nostra vita. Tutti i giorni, tutte le ore.

Non vi sentite un po’ braccati? Oppure siete liberi da questo timore e avete fame?

La natura è il principio di tutte le cose. A noi esseri umani, che ci siamo posti al di fuori dalla natura, tocca l’arduo compito di trovare sentieri da percorrere grazie alla cultura.

Leggendo questo libro mi sono inforestato, come dice Morizot, esattamente come quando ero libero di penetrare nei boschi delle Alpi. Quando succede, mi connetto con il mondo naturale. Ne faccio parte a pari livello e così mi sento interconnesso. E tutto questo mi aiuta ad interpretare il mondo. Continua a leggere “Siete lupi o caprioli?”

La corda spezzata

Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia.
(Proverbio africano)

Nel 2012 la Società Storica delle Valli di Lanzo pubblicò Le belle età, un volume bellissimo e ricco di splendide fotografie di Enzo Isaia, che documenta i giorni della vecchiaia in alta Valle di Viù, nelle Valli di Lanzo.

Questo libro non contempla la nostalgia. Documenta e analizza il passato e l’odierna quotidianità di donne e uomini che testimoniano non solo la loro storia, ma quella di un paese, di una valle. Lo fanno attraverso l’intervista e lo scatto fotografico (dalla presentazione di Bruno Guglielmotto-Ravet).

Resistere è un imperativo in questa epoca e non soltanto nella parentesi epidemica. Resistere alla deriva umana e culturale soprattutto, perché se nel XXI secolo stiamo facendo spirare venti di morte, la responsabilità è solo nostra. E’ inaccettabile aver permesso ad un virus di sfogare tutta la sua letalità sui più deboli ed indifesi, sebbene circondati da scoperte scientifiche eccezionali e mirabili tecnologie che non dovrebbero solo servire per giocare e fare business, ma soprattutto per vivere umanamente e dignitosamente. Continua a leggere “La corda spezzata”

Sogno

  Uno stambecco mi guardava in modo insolito, come se volesse parlarmi. Non era per nulla spaventato e seguiva da vicino ogni mio movimento. Se leggevo il testo di filosofia che avevo con me, lui scuoteva la testa in segno di disapprovazione; se camminavo meditabondo lungo il sentiero, mi si aggirava attorno come il cane di Faust e mi faceva intendere che ero sulla via sbagliata. Aveva l’aria beffarda e di tanto in tanto faceva dei versi che somigliavano a una strana risata. Alla fine mi si è parato davanti e, per miracolo, ha detto: «E inutile che tu ti sprema il cervello leggendo o meditando lungo i sentieri, perché la verità non la troverai mai. Ti condurrò io, se vuoi, alla fonte dei misteri: là potrai avere la risposta che cerchi».
– Chi sei, tu che mi tenti con voce cosí portentosa? Non sapevo che gli stambecchi parlassero. Sei il diavolo, come dice la tradizione popolare? L’aspetto ce l’hai: le corna, la barbetta sotto il mento e perfino l’unghia fessa.
– Non essere superstizioso e considera che fra tutte le creature il vero diavolo è l’uomo. Io sono lo spirito del mondo e ho preso questa forma proprio per non somigliare all’uomo.
– E come fai a conoscere la fonte dei misteri?
– La conosco perché vivo in alto, dove si percepiscono bene le voci che piovono dal cielo. Quelle degli uomini, che vivono in basso, non le ascolto neppure, perché stordiscono e non servono a niente. Tutt’al piú confondono le idee. Allora, sei disposto a seguirmi?
– Dove mi vuoi condurre?
– In alto, sulla punta del Gran Paradiso.
– Ci sono già stato e, a parte la bellezza del panorama, non vi ho trovato nessuna risposta.
– Ma ora, lassú, c’è un convegno del tutto particolare, come potrai vedere tu stesso, se mi segui.
– Ti seguo. Continua a leggere “Sogno”

Grandi scoperte a piccoli passi

20 itinerari in Piemonte e Val d’Aosta dedicati ai bambini
MonteRosa edizioni

Esistono itinerari in montagna per bambini? La risposta è semplice: no. Come ben sanno gli accompagnatori, se ci si riferisce a un’età compresa fra sei e dodici anni tutte le camminate su sentiero con difficoltà E (escursionisti) sono adatte ai bambini di tale età, pur con specifiche distinzioni basate sul dislivello, lunghezza e presenza di tratti esposti.

Il problema non sono la fatica e le eventuali difficoltà ma la noia. Trascinati in esperienze delle quali non avvertono la necessità, i pargoli oppongono spesso decisi rifiuti. A volte neppure la presenza di coetanei costituisce un incentivo sufficiente. Ma, una volta partiti, una storiella può salvare la giornata.

È da questo semplice e collaudato assunto che è nata l’idea di “Grandi scoperte a piccoli passi”. Una guida “contro-corrente”.

Nel tempo della virtualità, dove i racconti non vanno al di là dei canonici 140 caratteri, ipotizzare storie scritte pare quasi una sfida. La sfida della conoscenza, in questo caso la conoscenza non filtrata del meraviglioso mondo della montagna. Continua a leggere “Grandi scoperte a piccoli passi”

Il Re è nudo

Re delle Alpi: cosí è stato definito lo stambecco. Nonostante il nome, di origine chiaramente tedesca (Steinbock), si tratta di un re tutto nostro. Gli stranieri ce lo invidiano: forse questo fiero cornuto ci rappresenta meglio di tanti papaveri della politica e della vita ufficiale. In un paese di lacché e di pappataci come il nostro, lo stambecco è l’unica figura veramente nobile e fiera. Lo dimostra già il fatto che non si è mai lasciato addomesticare, come se avesse a disdegno gli uomini e il basso mondo. Chissà che la natura non lo abbia posto in Italia per legge di compensazione. Morirebbe di fame, piuttosto che scendere a valle e limosinare il cibo dalla mano dell’uomo, per il quale è difficile dire se abbia più disprezzo o diffidenza.

Così scrisse nel 1950 dello stambecco (leggete il post Re delle Alpi) Anacleto Verrecchia nel suo Diario del Gran Paradiso. Guardaparco come il suo capo (il grande Renzo Videsott), ha consegnato fino a noi un magnifico cornuto che Homo sapiens stava per disintegrare definitivamente. Uomini che hanno lottato per un futuro vivibile e possibile, come oggi non riusciamo a capire, nemmeno leggendo i loro scritti. Continua a leggere “Il Re è nudo”

Neve e cielo, nient’altro

Continua a tirar vento, di qua e di là dal colle e i cani se ne accorgono e abbaiano

L’anno che uccisero Rosetta, leggo nella terza di copertina, è il romanzo d’esordio di Alessandro Perissinotto, un Torinese semiologo e folclorista e conduce ricerche su fiabe e tradizioni delle Alpi.

Mi incuriosisco e capisco perché l’amico Giancarlo, tempo fa, mi ha prestato questo libro senza spiegarmi nulla…

Un riflessivo commissario di polizia, in un nevoso inverno degli anni ’60, si trova catapultato in uno sperduto paesino di montagna delle Alpi piemontesi ai confini con la Francia.

Scelto dai suoi superiori perché “la sua famiglia è di lassù”, deve indagare sull’oscura e misteriosa uccisione di Rosetta, giovane donna del luogo trovata morta davanti ad un antico castello disabitato.

Il fatto risale a vent’anni prima – nel 1944 – e l’indagine è stata chiusa in tre giorni: “Uccisa da ignoti appartenenti alla resistenza a causa di presunte collaborazioni con il comando tedesco”. A quei tempi, di tanti e di troppi morti, non si andava per il sottile e l’assassinio era stato archiviato a discapito della ricerca della verità.

Costretto ad usare massima discrezione perché “è questione molto delicata” ha l’obbligo di conferire solo con l’anziano sindaco evitando di far domande agli altri abitanti. Continua a leggere “Neve e cielo, nient’altro”

3 miliardi di anni di evoluzione. 1 secolo di follia

Luca Mercalli

Una lettera dal pianeta Terra

Cari umani, non l’ho mai fatto prima, ma quest’anno ho deciso di scrivervi.
Di capodanni ne ho visti quattro miliardi e mezzo. Duecentomila anni fa siete comparsi voi, autonominati Homo sapiens, ora siete diventati tantissimi, formicolate in sette miliardi e mezzo sulla mia pelle, mi pungete con trivelle per succhiarmi olio che io avevo sigillato in innocue vesciche, scavate gallerie per estrarmi preziosi elementi che poi buttate come rifiuti disperdendoli per sempre e avvelenandovi da soli, abbattete le foreste che mi coprono di una verde peluria, esaurite i pesci degli oceani e sterminate le creature della mia biosfera che ci ha messo tre miliardi di anni per evolversi; asfaltate, cementate, bruciate, fumate, inquinate qualsiasi cosa passi per le vostre mani, e da un secolo a questa parte sembra non abbiate più alcun rispetto per me, mi succhiate ogni forza e mi intossicate con i vostri gas, cambiate il clima, mi fate venir la febbre che fonde i ghiacci e aumenta il livello dei mari, mi riempite di plastica, una roba che avete inventato voi, senza curarvi di riciclarla come ogni cosa che faccio io. Mai nessuna specie aveva osato tanto e danneggiato cosí gravemente i miei processi vitali. Continua a leggere “3 miliardi di anni di evoluzione. 1 secolo di follia”

On Trails (Sui Sentieri) – Robert Moor

Per molti indigeni, i sentieri non erano solo un modo per viaggiare; erano le vene e le arterie della vita culturale. Per le culture orali, il territorio era una biblioteca che raccoglieva le conoscenze di botanica, zoologia, geografia, etimologia, etica, genealogia, spiritualità, cosmologia ed esoterismo. Guidando le persone attraverso questo meraviglioso archivio, i sentieri divennero una ricca creazione culturale e una fonte di conoscenza. Malgrado quel sistema di saperi sia stato ampiamente inglobato nell’imperialismo e sepolto nell’asfalto, è ancora possibile individuare le tracce perlustrando le foreste. Basta sapere dove guardare.

La citazione è una delle innumerevoli che ho annotato nel bellissimo libro “Percorsi – Chi cammina non si perde” di Robert Moor. Il titolo originale in inglese però è molto più diretto e significativo: “On tralis – An Exploration” (Sui sentieri – Un’Esplorazione).

Un’esplorazione nel tempo e nello spazio germogliata dopo che l’autore ha percorso il sentiero degli Appalachi, dalla Georgia al Maine, 3500 chilometri in un colpo solo. Poi non si è fermato più, andando alla ricerca del significato profondo dei percorsi creati dagli uomini, dagli animali, dagli insetti e anche dalle primissime forme di vita che ci hanno lasciato sentieri fossili, 565 milioni di anni fa.

Ma questo libro è anche soprattutto una raccolta di domande che tutti coloro che inseguono tracce molto probabilmente si sono poste. A molte di esse Moor fornisce risposte profonde e autorevoli, così come lo sono le persone che incontra lungo il suo intenso peregrinare. Con un finale inaspettato e stupefacente, dove la libertà viene eretta a monumento per coloro che la cercano in cammino. Continua a leggere “On Trails (Sui Sentieri) – Robert Moor”

Librerie Antiquarie di Montagna

I librai di Verres (cliccare sopra la foto per ingrandire)

In un momento in cui l’editoria è in crisi, soprattutto quella di settore ed in particolare quella che si occupa di “montagna”, siamo lieti di introdurre questa manifestazione, oramai evento internazionale, che si consacra a libri, stampe e manifesti di montagna, rari e antichi.

Lasciamoci condurre in questo felice micro-cosmo dall’organizzatrice Luisella Sitzia, che ci racconta la storia della mostra di Verres arrivata alla 21esima edizione.

In passato, con mio marito Raffaele Sitzia ogni anno partecipavamo con altri colleghi alla mostra delle librerie antiquarie di montagna nell’ambito del Film Festival di Trento.
I primi anni eravamo in molti e a mio marito venne l’idea di organizzare una mostra simile, nella nostra zona.
Il primo anno facemmo una prova di un solo giorno con alcuni amici. Fummo ospitati in una saletta del civico Museo P.A. Garda ad Ivrea. Continua a leggere “Librerie Antiquarie di Montagna”

Francesetti e la letteratura del pre-alpinismo

La recente pubblicazione delle Lettres sur le vallées de Lanzo (1820 – 1822) di Luigi Francesetti di Mezzenile (1776 – 1850), tradotte in italiano a cura di Piero Gribaudi per la Società Storica delle Valli di Lanzo, ha riportato alla ribalta la figura del conte, singolare personaggio vissuto fra le Valli di Lanzo e la città di Torino e significativo esponente della letteratura di montagna nel periodo precedente la nascita del Club Alpino Italiano, tuttavia oggi quasi sconosciuto al grande pubblico.

La Società Storica delle Valli di Lanzo è il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi di Torino” intendono valorizzarne la vita e l’opera, nell’ambito del relativo periodo storico, con l’organizzazione dell’incontro sul tema “Luigi Francesetti di Mezzenile e la letteratura del pre-alpinismo“.
In attesa di un ulteriore appuntamento sull’argomento che i due sodalizi si propongono di realizzare prossimamente, esso si svolgerà nella sala del castello Francesetti (dimora estiva del conte), a Mezzenile (To), sabato 2 settembre 2017 con inizio alle ore 16, in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Mezzenile.

Con il direttore del Museo Nazionale della Montagna Aldo Audisio in veste di moderatore, Ezio Sesia, presidente della Società Storica delle Valli di Lanzo, tratteggerà la figura del conte Francesetti, ad un tempo illuminista e conservatore, ma soprattutto appassionato conoscitore delle “sue” montagne, come traspare dalla sue precise relazioni su cime e valichi delle Valli di Lanzo; Roberto Mantovani, giornalista e scrittore, tratterà delle montagne prima dell’alpinismo, ancora avvolte da un’aura di mistero; Bruno Guglielmotto-Ravet, vicepresidente della Società Storica delle Valli di Lanzo, mostrerà come Luigi Francesetti, attraverso le litografia presente nelle Lettres, inauguri la rappresentazione pittoresca delle Valli di Lanzo, individuandone gli aspetti “graziosi” più significativi, poi frequentemente riproposti nel tempo.

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