Parchi naturali, sono davvero utili?

parco-del-monviso

Parco del Monviso

Testo e foto di Toni Farina

Provate a immaginare un neo-ministro della difesa che all’atto del suo insediamento esordisca con queste parole: “L’Arma dei Carabinieri non si deve limitare a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini ma, pattugliando le strade, deve anche tappare le buche (sempre più numerose). Nel volgere di qualche ora il neo-ministro sarebbe sommerso da critiche e richieste di dimissioni provenienti dall’intero arco politico/parlamentare. Il compito primario della Benemerita non è infatti in discussione, e nessuno accampa dubbi in merito. Nel caso dei parchi naturali questo però non avviene, anzi il loro ruolo primario, ovvero la tutela dell’ambiente naturale (si badi bene, ruolo stabilito dalla LEGGE) è continuamente in discussione e deve essere sempre ribadito. Tant’è che ogni neo-ministro (o neo-assessore regionale) all’atto del suo insediamento ripete come un mantra: “i parchi non si devono limitare alla tutela (dell’ambiente naturale) ma devono al contempo promuovere lo sviluppo economico”. Leggi il resto dell’articolo

Buone Feste

Happiness is a direction, not a place
Sydney J. Harris
cartello indicatore
La felicità è una direzione, non un luogo

Un balcone sulla Tribolazione

Sarà che sono affettivamente legato al Gran Paradiso, gruppo montuoso le cui valli piemontesi erano meta di gite domenicali con la famiglia durante la mia infanzia, però, a parte questo, tale massiccio ha da sempre colpito la mia fantasia ed è da sempre, per me, l’emblema della montagna. È decisamente alto, è coperto da ghiacciai che, pur non raggiungendo quasi mai dimensioni notevoli, caratterizzano estesamente il territorio montuoso e, soprattutto, ospita alcuni luoghi che presentano una bellezza paesaggistica e naturalistica di immenso valore.

Per comodità il turista domenicale torinese frequenta forse più spesso la Valle Orco anche perché, a parte le recenti limitazioni al traffico delle ormai celebri “A piedi in Paradiso”, la sua strada raggiunge la notevole quota di 2612 m del Colle del Nivolet con panorami davvero incantevoli. Tra l’altro segnalo che il solo Nivolet meriterebbe un post a parte. Leggi il resto dell’articolo

Un nuovo camoscio con noi

2014-06-23 910 (1280x909)E’ con grande gioia che vi comunichiamo che nella nostra famiglia si è aggiunto un altro camoscio e con il prossimo post scoprirete questo nuovo “membro” che ha sicuramente qualcosa da raccontarci.

I suoi occhi sono come stelle che brillano nell’oscurità dell’indifferenza verso le montagne dove non nevica firmato.

Qui, quegli occhi, ci parleranno di progetti.

Ne abbiamo bisogno.

Benvenuta Verglas!

Dall’Adriatico alle Alpi

Il 10 dicembre 2009 sette capodogli si arenano sulla spiaggia di Foce Varano, nel Gargano, in Puglia. Quando arriva la squadra di pronto intervento della facoltà di veterinaria dell’Università di Padova, tre sono ancora vivi, ma appare evidente che non sarà possibile salvarli.

Dalle analisi si scopre che quei giovani cetacei, frequentatori di acque profonde, stranamente finiti nei bassi fondali dell’Adriatico, avevano nei tessuti alti livelli di mercurio metallico, metilmercurio e di due inquinanti organici, quali Ddt e policlorobifenili o Pcb. Quarant’anni dopo il bando del Ddt, un pesticida, e 20 anni dopo lo stop ai Pcb, il loro fegato conteneva abbastanza inquinanti da indurre sintomi neurotossici nei piccoli pesci a cui venne somministrato dai ricercatori.

Lo racconta Maria Cristina Saccuman nel saggio «Biberon al piombo» (Sironi editore), in cui ricostruisce, da neuroscienziata, la storia delle sostanze neurotossiche con cui la società moderna ha convissuto (e convive). Sostanze a cui si è esposti ancora prima di nascere e che mettono a rischio la salute dei bambini. […]

Da Tutto Scienze e teconologia del quotidiano La Stampa (21.11.2012)

Quello che avete appena letto è un estratto dell’articolo intitolato “L’inquinamento che ci fa stupidi” scritto da Gianna Milano.

Un estratto che ritengo si addica perfettamente ad introdurre il prossimo post che tratterà un tema che ci riguarda tutti.

Dai fondali dell’Adriatico torneremo tra le nostre montagne per tentare di capire 45 anni di storia di un progetto ciclopico mai realizzato.

Un progetto di cui si è nuovamente parlato alla fine della scorsa estate.

Memorie d’altri tempi

Quest’anno, a differenza degli altri, la corsa al nuovo calendario non è scattata. Finora né immagini di montagna né di gatti avevano ornato la piglia in cucina…. e la mia amica mi aveva consigliato di “acquistarne uno a partire da qualcosa di bello”.

Il mio edicolante di fiducia ha invece pensato di tenermi una copia di un calendario Piemontese “La Memòria dël Temp” edito da Editrice il Punto – Piemonte in bancarella  http://www.piemonteinbancarella.it/ e sfogliandolo ho trovato piacevoli sorprese che mi hanno riportato con la mente alle mie amate Valli di Lanzo:

Serpillo1

Sentinelle di pietra

Una mostra per raccontare il patrimonio visibile ed invisibile rappresentato dagli erratici dell’anfiteatro morenico, terreno di arrampicata e di gioco per il bouldering, punto di riferimento dei percorsi di orienteering e mountain bike, opportunità per scoprire ciascuno a modo suo una risorsa verde a due passi da Torino.

Se desiderate approfondire gli aspetti legati alla valorizzazione e alla tutela dei massi erratici, vi suggerisco di cliccare qui di seguito: tutelare e valorizzare i massi erratici (pagina n. 1 del notiziario di Pro Natura). Leggi il resto dell’articolo

Ranocchia – Presentazione

ranocchia

Allego una presentazione (che non contiene virus) giratami da Ometto83 un po’ di mesi fa.
Non giustifica il comportamento umano ma fa riflettere.
Buona visione!

Serpillo

wikipedia

N'omèt che a marca ël senté...

Il piemontese e’ il dialetto della nostra terra.
Sono stata ben meravigliata quando ho letto wikipedia in….piemontese!
Questo e’ il link: http://pms.wikipedia.org/wiki/Intrada
buona lettura!

Serpillo