La via del sacro non è sempre quella giusta

Sacro Monte di Varallo. Foto di Stefano Aietti (da www.cittaecattedrali.it)

Abbiamo ricevuto un contributo dal dott. Bruno Farinelli (Università di Anversa) in merito al post “Una Montagna Sacra per il Gran Paradiso”. Lo ringraziamo sentitamente per averci fornito un autorevole spunto di riflessione sulla proposta di Toni Farina in vista dei 100 anni del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Testo di Bruno Farinelli

La proposta di istituire una montagna sacra all’interno del Parco del Gran Paradiso per celebrare i 100 anni dalla sua nascita ha suscitato notevole interesse in molte persone, compreso in chi ha deciso di scrivere questa breve riflessione. I miei studi mi hanno portato a indagare la materia religiosa e in particolare la sua declinazione in ambito montano. Questa proposta mi spinge a proporre, senza alcuna intenzione polemica, alcune riflessioni sui risvolti che “la via del sacro” può portare con sé. Leggi il resto dell’articolo

Una Montagna Sacra per il Gran Paradiso

Testo di Toni Farina

Il Gran Paradiso, primo parco naturale italiano e fra i primi istituiti sulle Alpi, fra due anni compirà 100 anni di vita. Correva infatti il 1922 quando Vittorio Emanuele III di Savoia decise di donare allo stato italiano il territorio della riserva reale di caccia con lo scopo di tutelare le specie animali e vegetali, in particolar modo lo stambecco (Capra ibex).

Il toponimo “Gran Paradiso” non ha in realtà attinenza con il Paradiso. Ma è fuor di dubbio che tale denominazione abbia sempre contribuito ad arricchire di fascino queste montagne a cavallo fra Piemonte e Valle d’Aosta. E con molta probabilità abbia anche favorito la nascita di un parco naturale la cui vita non è certo stata facile.

Le “100 candeline” saranno occasione di festeggiamenti. Si organizzeranno convegni, si spenderanno molte parole. Il compleanno sarà anche occasione di ragionamenti sul futuro. Sui prossimi 100 anni, e non soltanto del parco. Momenti di riflessione sul rapporto fra Uomo e Natura. Leggi il resto dell’articolo

Brucio anch’io

Per dare voce alla vita del bosco che arde in silenzio

Mostra artistica a Lemie (To) 2 agosto – 30 agosto 2020

Testo e foto di Luca Giunti

Domenica 22 ottobre 2017 un incendio probabilmente doloso è stato appiccato alle spalle di Bussoleno, nella media Val Susa. Complice la prolungata siccità e il forte vento, il materiale vegetale accumulato al suolo in decenni di abbandono ha costituito un facile innesco ed il fuoco si è rapidamente propagato per valli e canaloni. In oltre una settimana di devastazione ha percorso 3500 ettari di prati e boschi, superando quota 2000 e annerendo vaste porzioni della montagna di Bussoleno, Mompantero, Chianocco. Altri focolai negli stessi giorni colpivano Caprie e diversi comuni della collina e della cintura torinese. Centinaia di persone hanno lavorato giorno e notte per contrastare le fiamme e limitare i danni. In gran parte, ci sono riusciti: nessun ferito, o peggio; nessuna abitazione danneggiata. Alcune seconde case, nelle antiche borgate alpine, sono invece state distrutte dal fuoco, direttamente, o dai tetti in legno bruciati e crollati, o ancora dalle bombole del gas esplose per il calore elevatissimo. Leggi il resto dell’articolo

Saggezza della natura e cattivi pensieri

Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte
per paura degli automobilisti, dei linotipisti,
siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri,
e non abbiamo da mangiare.
Lucio Dalla, 1977

Testo di Luca Giunti

Una raccomandazione ripetuta fino al lavaggio del cervello recita: «Non mettere le dita su bocca, naso, occhi e orecchie». Giusto. Non bisogna fare come le tre scimmiette «non vedo non sento non parlo». Anzi. Proprio perché vediamo meglio di prima senza la folla sfuocante, perché udiamo meglio nel silenzio inusuale, perché annusiamo odori puliti, proprio per questo parliamo. E prima pensiamo.

1. A febbraio ho pensato gli stessi brutti pensieri dell’ottobre 2017 per gli incendi o del giugno 2018 per l’alluvione. Una certa fatalistica disillusione, una cinica soddisfazione per tutti i disastri ambientali e sanitari ampiamente preveduti e descritti che ci colgono sempre impreparati e soprattutto sempre ciecamente decisi a non cambiare nulla per evitarli definitivamente («Mi vengono in mente pensieri che non condivido» scrisse il meraviglioso Altan). Leggi il resto dell’articolo

Incanto tra le Alpi

Avrei voluto scrivere mille parole su di un’escursione memorabile prima di scoprire che Marco aveva fatto questa foto. Che vale proprio quelle mille parole. Cliccateci sopra e osservartela attentamente, prima di proseguire nella lettura. Leggi il resto dell’articolo

Non dateci del “Voi”

È tempo di contagi, di restrizioni, di sofferenza, di lontananza. Lontananza dalle persone e dai luoghi cari. Ad ognuno sta mancando qualcosa di davvero importante, ma chi ha espresso la propria nostalgia ed il proprio Amore verso la montagna, come me, è stato spesso catalogato con un inappropriato “Voi”. Come se fossimo una categoria di incoscienti capricciosi nel voler desiderare la consueta corsa o camminata tra i nostri monti.
Voglio raccontarti cosa racchiude questo “Voi” del mio mondo vitale (che è anche tuo), chiamato montagna.

La montagna ha un suono tutto suo che regala uniche emozioni per le quali a volte ho ferito affetti, ho lasciato andare via sentimenti per poterla camminare, correre e camminare ancora. Non sono di un popolo a parte; “noi” siamo persone che trovano nella loro solitaria solitudine la loro energia. Perché è così che fa la montagna, ti nutre di energia. Nel cammino ho imparato a vedere, ascoltare il tempo e come tutto può cambiare anche in una giornata di sole. Nella nebbia, quella fitta, che ti obbliga a fermarti in mezzo ad un sentiero e non in una piazzola di sosta dentro un veicolo, ho imparato a prendere decisioni vere ed importanti e non quelle dettate da un falso indottrinamento mentale. E poi la pioggia che mescola l’odore naturale della mia pelle al profumo della terra bagnata. Ed ancora la forza che emanano le gambe quando sento la voce del ghiaccio sotto i ramponi; la vitalità della neve, la commovente maestosità dell’alba dopo aver camminato per tutta la notte. Leggi il resto dell’articolo

Siete lupi o caprioli?

Vivete nella paura o nella fame?

Sulla pista animale è un libro interessantissimo e molto affascinante che sa rispondere, in modo inedito, a molte domande sul nostro ruolo nel mondo. Uscito quest’anno, è scritto da Baptiste Morizot, filosofo e ricercatore francese all’Università di Aix-Marseille. Non ho resistito a proporvi qui un passaggio del capitolo “I segni del lupo” in cui ho trovato spunti di riflessione proprio sulla paura, quella che oramai da diversi mesi ha invaso la nostra vita. Tutti i giorni, tutte le ore.

Non vi sentite un po’ braccati? Oppure siete liberi da questo timore e avete fame?

La natura è il principio di tutte le cose. A noi esseri umani, che ci siamo posti al di fuori dalla natura, tocca l’arduo compito di trovare sentieri da percorrere grazie alla cultura.

Leggendo questo libro mi sono inforestato, come dice Morizot, esattamente come quando ero libero di penetrare nei boschi delle Alpi. Quando succede, mi connetto con il mondo naturale. Ne faccio parte a pari livello e così mi sento interconnesso. E tutto questo mi aiuta ad interpretare il mondo. Leggi il resto dell’articolo

Il Sentier Balcon du Carro

Prettamente glaciale, il piccolo gruppo si erge al di là della cresta spartiacque, interamente in territorio francese. Unica vetta interamente rocciosa il Pic Régaud. Soprattutto nel bacino des Evettes, visto dai pressi del rifugio omonimo, il Glacier des Evettes, con la sua fiumana centrale, le numerose piccole seraccate e le pareti ghiacciate dell’Albaron e della Piccola Ciamarella, conferiscono all’ambiente un aspetto decisamente glaciale, degno di gruppi più elevati e comunque insospettabile a chi non conosce la zona”. Così scrivevano Giulio Berutto e Lino Fornelli nel 1980 nella celebre Guida dei Monti d’Italia dedicata dalle Alpi Graie Meridionali. In realtà nel mio post non volevo presentare esclusivamente il gruppo dell’Albaron e cime limitrofe ma volevo estendere il mio campo di osservazione alla cerchia di vette che circondano una sezione più estesa dell’Haute Maurienne. Volevo presentare la visione davvero spettacolare che si rivela davanti agli occhi dell’escursionista che percorre il Sentier Balcon du Carro. Come dice il nome, è davvero un balcone! Leggi il resto dell’articolo

Tutto in una fotografia

Come fuggir tra i monti in tempi di quarantena

Testo e foto di Giovanni Baccolo

All’improvviso abbiamo molto tempo. Strano; fuori ci sono persone che si impegnano per affrontare l’emergenza e altre che vivono momenti di angoscia, noi siamo invece chiamati a un anomalo dovere: stare a casa e fare il meno possibile. L’antitesi di ciò cui siamo normalmente abituati -produrre e sfruttare tempo e risorse fino all’ultima goccia- si è improvvisamente palesata. Cerco di cogliere anche nelle cose dolorose un’opportunità e in questi giorni mi chiedo se quanto stia accadendo lascerà una traccia o se invece la moderna frenesia impiegherà pochi giorni per riconquistare i suoi ingombranti spazi e magari tracimare ulteriormente. Chissà. Intanto le giornate scorrono e i modi del pensiero si adattano alla nuova quotidianità, suggestionati forse dalla solitudine. Leggi il resto dell’articolo

Olio di noci

Testo di Lia Poma

L’olio di noci oggi è considerato per diversi effetti benefici sulla salute ma una volta…

L’utilizzo dell’olio di noci è noto fin dai tempi dei Romani.

Era usato in sostituzione all’olio di oliva nelle case contadine e come combustibile per lampade; ai giorni nostri lo troviamo nella cosmetica come idratante per i capelli e la pelle, nella pittura ad olio ed ancora in cucina ma, a causa del suo prezzo elevato, ha poca diffusione.

Un tempo le nostre valli erano isolate, inesistenti i mezzi di comunicazione. Erano le campane, con i loro rintocchi, l’unico mezzo per diffondere le notizie, anche le calamità; le popolazioni, contando il numero dei rintocchi, sapevano vita e morte di tutta la valle. Leggi il resto dell’articolo

Una culla tutta piemontese per il Gipeto

Foto di Francesca Serafino. Cliccare e osservare al centro

Il 26 ho fatto una passeggiata dai Rivotti all’alpe Gias dei Signori e abbiamo visto un rapace che volteggiava nella vallata avvicinandosi molto a noi. Davvero emozionante! Pensi possa essere un gipeto?“.

Nel messaggio su WhatsApp di Francesca, il 26 è un giorno di dicembre dell’anno scorso. Giro subito le sue foto a Maurizio Chiereghin che ci confermerà che il maestoso avvoltoio che domina lo spazio alpino dell’alta Val Grande, regalando emozioni indescrivibili, è proprio un Gypaetus barbutus!

Le foto di Francesca sono un ottimo spunto per fare quattro chiacchiere con Maurizio su WhatsApp che mi informerà che trattasi di un giovane di due-tre anni di età (non riesce bene a vedere il piumaggio). L’osservazione è stata fatta alle 12:26: un dato che servirà per fare la scheda degli avvistamenti di questo meraviglioso avvoltoio che ama nutrirsi esclusivamente di carcasse di animali, soprattutto delle loro ossa.

Nel 2019 Maurizio ha fatto ben 108 osservazioni di gipeto nelle Valli di Lanzo, praticamente una ogni tre giorni! Leggi il resto dell’articolo

L’inverno che non c’è

Vi mostro due foto scattate sul Piano della Mussa (1800 m circa) in alta Val d’Ala, nelle Valli di Lanzo. Quella di sinistra riporta la data del 9 novembre 2019 mentre la seconda quella del 18 gennaio 2020.

Due mesi in cui su questo affascinante pianoro di origine glaciale si è depositata tanta neve, per la gioia di tutti. Neve è divertimento e denaro ma anche una carta in più in mano ai negazionisti della crisi climatica.

Eppure le persone serie e perbene, che cercano di convincerci – da decenni – dell’approssimarsi del disastro planetario, devono costantemente attirare l’attenzione su eventi imponenti, come la scomparsa della calotta polare o i rapidi arretramenti dei ghiacciai sulle Alpi, come sulle estinzioni di massa o sull’innalzamento degli oceani. E poi incendi, tempeste inaudite… Tutte cose mostruose che facciamo fatica ad afferrare. E a capire. Leggi il resto dell’articolo

Balme si candida all’alpinismo

Il piccolo villaggio di Balme (1432 m) dominato dal versante est dell’Uja di Bessanese (3620 m)

Balme si candida a diventare il primo Villaggio degli alpinisti del Nord-Ovest

Balme, il più piccolo ed elevato comune delle Valli di Lanzo, ha presentato la propria candidatura a far parte del prestigioso circuito dei Villaggi degli alpinisti (Bergsteigerdorfer), sotto l’egida della Convenzione delle Alpi. Il Club alpino italiano, tramite l’Unione delle Sezioni del Canavese e Valli di Lanzo (Intersezionale CVL), ha promosso l’adesione, ritenendo che proprio Balme possegga tutte le caratteristiche per rientrare tra le località prescelte.

I Villaggi degli alpinisti, promossi inizialmente in Austria, sono esemplari nuclei di sviluppo regionali con una rilevante tradizione nel turismo alpino sostenibile. Garantiscono una elevata qualità dell’offerta turistica per gli escursionisti e alpinisti, si caratterizzano per una qualità paesaggistica e ambientale eccellente, impegnandosi per la conservazione dei valori culturali e naturali locali. In qualità di centri di competenza alpina i Villaggi degli alpinisti puntano su serietà, abilità, consapevolezza, nonché sul comportamento responsabile e rispettoso dell’ambiente da parte di chi è ospite. Leggi il resto dell’articolo

Come Torino dimentica le sue montagne

Testo di Fabrizio Goria

Torino ha dimenticato chi è, ma potrebbe ripartire dalle Valli di Lanzo

Immaginate di essere in una città che è completamente circondata da montagne che possono arrivare ad oltre 3000 metri. Immaginate che, tecnicamente, queste montagne possono essere raggiunte in meno di un’ora. E immaginate che queste montagne contengano una tal biodiversità quasi unica al mondo. In pratica, un sogno per tutti gli appassionati di natura, ma anche per tutti coloro i quali vivono per l’alpinismo. E non è un caso che questa attività si chiami così. Perché è “nata”, nel senso contemporaneo del termine, sulle Alpi. Ora, immaginate che questa città abbia perduto completamente di vista le sue origini, le sue tradizioni, le sue montagne. Stiamo parlando di Torino. E stiamo parlando del rapporto che Torino ha con le Valli di Lanzo. Valli selvagge, paradiso per molti, ignorate da troppi. Leggi il resto dell’articolo

I progetti hanno voce, ma non in capitolo

Testo e foto di Manuela Casalino

Ecco il primo vero freddo e la prima neve, che scatta subito il “dove andare a sciare”. Basterà digitare “pullman da Genova per località sciistiche” che vi si aprirà un mondo. È iniziata anche quest’anno la sfida a chi offre di più come comfort di viaggio, wi-fi, TV, skipass, addirittura percorsi spa per il relax della giornata sulla neve! Ed ancora navette gratuite per andare a cena la sera! Il “compreso di…” è quello che ci fa sentire dei grandi ad aver saputo apparentemente risparmiare. Le partenze sono strutturate per fare in modo che la giornata possa svolgersi interamente sulla calca delle piste. Perciò si parte presto ed in poche ore si è già pronti per quella che è la giornata ideale dell’amante della neve, pardon, dello sci. Sì, perché anche io Amo la neve, la montagna, ma quella ben oltre e lontana dalle piste. Amo quella che profuma di sentiero in tutte le stagioni, quella che devi camminare e camminare, fermarti, scoprire, baciare; quella dove i nuovi fiori e le vecchie foglie giocano a nascondino in quel tramando di saggezza che è la Terra. Ma un pullman diretto per le Valli di Lanzo, per i tanti come me, non c’è. Lo dico meglio: NON C’È! Prova a partire con me da Genova. Senza auto. Leggi il resto dell’articolo