Il vallone del ghiacciaio

Testo e foto di Giovanni Baccolo

La meta di oggi è il vallone del ghiacciaio. È una lingua di detriti incuneata tra alte pareti che nella parte più bassa si perde tra ghiaioni che degradano verso i pascoli, ma in alto è così definito da sembrare un canyon. È un luogo disumano, ma non perché lassù si vivano esperienze insopportabili, bensì perché tra quelle rocce l’uomo è un alieno. Prova di ciò è la solitudine cristallina che vi regna: non ho mai incontrato nessuno nel vallone. Non bisogna però lasciarsi trarre in inganno, quello di cui stiamo parlando non è uno di quei luoghi remoti che richiedono ore e ore di fatica per essere raggiunti, tutt’altro. Per arrivarci basta un’ora di cammino da alcuni dei più affollati prati delle Dolomiti, eppure nel vallone non ci va mai nessuno. Non ci sono tracce che lo percorrono e non esistono modi semplici per attraversarlo, è questo il suo bello: non ci sono scopi preconfezionati che spingano a raggiungerlo.

Grazie alla sua posizione, il vallone permette di passare dalla faccia turistica della montagna, fatta di biciclette elettriche, impianti a fune e malghe/ristorante, alla sua antitesi, la wilderness. Il silenzio, contrapposto al chiasso umano dei pascoli, è una barriera invisibile e insormontabile che separa le due prospettive. Leggi il resto dell’articolo

La verità

Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi sa ascoltarli, conosce la verità. (Hermann Hesse)

Avete appena letto e visto (foto a fianco) un tweet che è stato molto apprezzato, con molte condivisioni. Non tante quanto potrebbe generarle una rovesciata di CR7. Ma qui non parliamo di questi campioni, in fin dei conti inutili per la nostra vita.

Qui parliamo di alberi, le colonne del mondo.

Il 10 novembre 2018 ci troviamo in discesa sul sentiero 322A della Val Grande di Lanzo, per terminare un giro ad anello possibile grazie al suo ripristino, avvenuto nel 2013.

Di quella desolante escursione ve ne abbiamo parlato il giorno seguente con il post “Il cielo sopra di noi“. Se non l’avete letto, vi prego di farlo prima di continuare. Leggi il resto dell’articolo

Il cielo sopra di noi

In discesa sul sentiero n. 332A a 1330 metri cira di quota

Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi.
(Detto dei nativi americani)

Il cielo è caduto sopra la Val Grande di Lanzo durante la tempesta dello scorso 29 ottobre, quella che ha abbattuto centinaia di migliaia di alberi in Trentino.

Il giro escursionistico ad anello Bonzo (975 m) – Alboni (1384 m) – Mea (1526 m) – Bonzo, lungo i sentieri 322 e 322A, non è più percorribile, in particolare sul 322A dove moltissimi alberi, soprattutto larici ed abeti, sono crollati devastando il tragitto.

Già il primo tratto del giro, l’itinerario 322 Bonzo – Alboni – Mea (un percorso bellissimo con le sue mulattiere di pietre immerse nei boschi del versante sud della Val Grande di Lanzo), è interrotto in quattro punti che obbligano l’escursionista a deviare affrontando disagevoli tratti fuori sentiero (le foto che seguono sono state scattate il 10 novembre). Leggi il resto dell’articolo

Come una volta?

Poco importa se un sentiero lo percorri decine di volte. Ogni volta sarà diverso. Pensiamo poi a questo 2018, così insolito, dal punto di vista climatico, rispetto agli ultimi anni. Non ricordo ancora così tanta neve sopra i 2000 metri sebbene ci troviamo in primavera inoltrata. Ma questa montagna, così ricca di verde e bianco (l’azzurro non l’abbiamo visto molto…), com’è? Più vera? Più ricca? Più misteriosa? Più severa? Più silenziosa? Più rassicurante?
Ecco, la cosa che si percepisce immediatamente, anche senza percorrere sentieri, è che la montagna è molto più rumorosa perché i torrenti, con il progressivo aumento delle temperature, stanno rilasciando con gradualità imponenti quantità d’acqua. E’ ormai da qualche settimana che il fragore dei rii, di fondovalle o quelli di versante, ti accompagna costantemente. Questa è la prima inevitabile differenza del paesaggio montano (sì, perché credo che il paesaggio sia fatto anche di fondamentali elementi immateriali e invisibili, come i suoni della natura). Se è il silenzio profondo a contraddistinguere un inverno molto nevoso e con temperature “normali”, allora in primavera è il perpetuo fragore delle acque che restituisce anche un importante elemento paesaggistico delle Alpi. Di certo molto rassicurante, soprattutto quando noti come ogni versante sia solcato da rii e cascate che danno vita alla nuda roccia. E poi, quando si tratta di guadare, ti accorgi che finalmente in questa lunga primavera, la montagna è stracolma di energia. Fa quasi paura pensare di dover zampettare sui sassi ricoperti dalla corrente per proseguire lungo la tua ascesa. Questa meravigliosa sostanza arriva dagli estesi nevai che ancora si incontrano a quote relativamente basse per la stagione in corso. E’ davvero difficile credere di essere già a giugno e il confronto con gli ultimi anni ti lascia spiazzato e con mille domande.

Una per tutte: ma questa è la montagna di una volta? Leggi il resto dell’articolo

Neve! Neve!

Riserva d’acqua, riserva di bellezza, riserva di futuro nell’attesa della primavera, riserva di skipass per l’economia montana. Pensate a quanto è importante la neve, non soltanto per i nostri occhi e per i nostri polmoni che così possono respirare aria più pulita.
Finalmente sulle montagne piemontesi è arrivata e adesso possiamo davvero sentire, soprattutto con i piedi, cosa ci stiamo giocando se continueremo imperterriti a devastare il Pianeta, se continueremo a vivere anni sempre più caldi, tenendo conto che le Alpi sono particolarmente sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici.

Suggerisco vivamente di visualizzare queste foto con Flickr (presentate in ordine cronologico):

  • galleria
  • slideshow (pulsante in basso a destra per visualizzare a tutto schermo; pulsante “esc” della tastiera per uscire)

Un’estate sottotono?

Che sia stata una stagione invernale piuttosto nevosa sulle Alpi piemontesi non ci sono dubbi, gli articoli pubblicati sul sito della Società Meteorologica Italiana (SMI) spiegano infatti come l’inverno trascorso abbia apportato, soprattutto dal Monte Rosa verso Est, notevoli quantità di neve. Per confermare queste informazioni, e per sottolineare come la stagione estiva in corso sia iniziata in sordina, vorrei postare due immagini che ritraggono la Ciamarella ripresa dalla collina di Torino. Leggi il resto dell’articolo

Nubi nere all’orizzonte…

nubi grigie

Tratto dal bollettino meteo di Nimbus di venerdì 17 maggio:

Precipitazioni: fino al primo pomeriggio rovesci a tratti tra valli di torinesi, Lanzo, del Canavese, Valle d’Aosta, Biellese, Sesia e Verbano; nel pomeriggio si riattivano i temporali anche su restanti zone montane in estensione in pianura tra Cuneese e Torinese con locali nubifragi e grandinate, specie sull’area torinese, in spostamento verso Canavese, Valle d’Aosta sud-est e nord Piemonte.

Qui il link tratto dal quotidiano “La Stampa” dove si  possono osservare gli effetti dei violenti nubifragi (le prime foto riguardano Torino e il Po, dalla foto n.5 in avanti si riconoscono alcune zone delle Valli di Lanzo-Pessinetto, Funghera, Ceres-). Leggi il resto dell’articolo

Che ci riserva la primavera?

La natura, dormiente fino a qualche giorno fa, è esplosa di colori, fiori, profumi, insetti, sole..

Temperatura primaverile, oserei dire quasi estiva, che raggiunge e supera i 25 °C.

Tutto è in fermento: via dal grigiore invernale e dalle temperature basse.

E’ finalmente primavera!

Le foto sono state scattate nei meravigliosi boschi di Pugnetto (Valli di Lanzo) durante un aggiornamento  di orientamento e cartografia.

narcisi

narcisi

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Il clima del Piemonte nel Medioevo

Prendendo spunto dal post “Davvero il Medioevo fu così caldo?” scritto da Beppeley, segnalo che, in base a ciò che ho sentito nella conferenza sulla ricostruzione del clima medioevale nel Piemonte, e in base a quello che ho letto nel numero 65-66 di Nimbus (la rivista della Società Meteorologica Italiana – SMI) relativo all’argomento in questione, il lavoro della SMI suggerisce che il clima del Medioevo sia stato appunto ben più freddo di quello che si è pensato fino ad oggi. È vero che si tratterebbe di un periodo più caldo rispetto a quello successivo ovvero rispetto alla cosiddetta Piccola Età Glaciale ma pare che potrebbe essere stato comunque ben più freddo dell’attuale. Nell’analisi vengono messe in dubbio anche alcune “ricostruzioni del clima caldo medievale” dedotte da un lavoro di Umberto Montérin, celebre naturalista originario di Gressoney, nelle quali il clima più caldo potrebbe essere riferito ad un periodo antecedente al Medioevo come la parte dell’Olocene in cui troviamo l’Optimum caldo olocenico dove la temperatura più alta del pianeta dovrebbe, per quello che ne so io, essere imputabile a fenomeni astronomici. In effetti il box a pagina 8 della rivista Nimbus indica che le frasi di Montérin potrebbero essere state fraintese. Così viene riportato nel testo: Leggi il resto dell’articolo

Scenari di primavera

La stagione invernale ha fatto registrare valori di precipitazioni superiori alla media nei settori meridionali, dove occorrerà prestare attenzione alle possibili attivazioni di fenomeni valanghivi e di frane. Per il trimestre aprile-maggio-giugno le previsioni meteorologiche stagionali non rilevano segnali significativi di anomalie rispetto alla media climatologica, solo nel mese di aprile è previsto sul Piemonte un segnale più marcato di anomalia positiva di precipitazione.

Precip. nevoseDall’Arpa Piemonte un documento interessante sui probabili scenari meteorologici, idrologici e geomorfologici per il territorio piemontese nella primavera 2013.

Per approfondire l’argomento:

“Valutazione dei possibili scenari meteorologici, idrologici e geomorfologici per il territorio piemontese nella primavera 2013”.

Quando i pastori parlavano ai mesi

greggeOltre a studi approfonditi sul clima non dimentichiamoci dei detti popolari e l’acuta osservazione della natura da parte dei montanari unita ad uno spirito di sopravvivenza…

Articolo a cura di Giorgio InaudiBarmes news n.15

A Balme avviene spesso che il mese di aprile, invece di portare la primavera, come avviene alle quote più basse, porti invece furiose tempeste di neve. Qualche volta accade addirittura che siano le nevicate più intense dell’anno, magari dopo un inverno avaro di precipitazioni, trascorso a sperare l’arrivo della sospirata neve tra una perturbazione annunciata e un’altra che si risolve soltanto in un po’ di tormenta e di vento marino. Leggi il resto dell’articolo

Davvero il Medioevo fu così caldo?

soleDiffondo volentieri questa notizia letta su di un quotidiano in merito alla presentazione del…

Progetto “Archlim”. Ricostruzione del clima medievale da fonti documentarie in area alpino-padana.

28 marzo 2013 – Ore 16,30-18,00

Archivio di Stato, Sala Conferenze

Piazzetta Mollino, 1 – Torino

Iniziativa nell’ambito della Giornata Mondiale della Meteorologia (www.wmo.int), 23 marzo 2013.

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Neve oltre i 1200 metri…

Li Fre“Neve oltre i 1200 metri, in calo in serata sui 1000 metri” ci dice il bollettino meteo di Nimbus per la giornata di sabato. La quota del limite delle nevicate è  perfetta per posare l’auto vicino a qualche villaggio delle Valli di Lanzo, imboccare il primo sentiero e mettersi in cammino sotto i fiocchi di neve.

Si torna in Val Servin per immergersi nei silenzi di quest’inizo di  primavera.

Cerco la neve, mi attrezzo a dovere e mi lascio trasportare dalle mie gambe. Il Sentiero Natura della Val Servin è uno di quei luoghi in cui incontrare se stessi in un dialogo benefico con l’ambiente montano antropizzato.

Qui non ci sono palazzoni, mega comprensori sciistici, paesoni e neve firmata.

In questo microcosmo alpino si sta bene in compagnia dei boschi e di quelle donne e uomini che hanno modellato queste strepitose vallate. Leggi il resto dell’articolo

Meteo Vetta

Rete Patrimonio Escursionistico Regione PiemonteBen felice di cogliere, grazie ad una mail del gentilissmo dott. Paolo Caligaris (Direzione OO.PP. Difesa del Suolo Economia Montana e Foreste della Regione Piemonte), un’interessante segnalazione che ci permette di scoprire  il servizio di informazione nivometeorologico METEO VETTA, collegato al sito della Rete del Patrimonio Escursionistico  (www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms), che da oggi offre nuovi strumenti informativi dedicati a chi frequenta la montagna:

    • Dati e previsioni in tempo reale: previsioni meteorologiche dettagliate per 13 settori alpini e 3 collinari, aggiornate quotidianamente e valide per le seguenti 48 ore.
    • Mappe Meteo Osservate e Previste: mappe meteorologiche osservate e previste di precipitazione, temperatura massima e minima, quota di zero termico, vento e instabilità sul Piemonte, vengono aggiornate quotidianamente.
    • Video Meteo: previsioni per il weekend in modo dettagliato, pubblicato il giovedì.
  • Aggiornamenti meteo per il fine settimana: tempo previsto nel weekend, pubblicato il venerdì.

Rimane il fatto, purtroppo, che per poter accedere a tali informazioni dobbiamo avere a disposizione una connessione Internet: “No Web? No meteo”.

Il dott. Caligaris mi ha comunque confermato che condivide l’idea di mantenere alcuni servizi come quello dell’informazione telefonica per la popolazione che risiede nelle zone di montagna.

Le opportunità della montagna per una decrescita razionale

Panorama“…la cultura della montagna non è condensato di conoscenza, con un pacchetto di benemerenza, non è un motivo di orgoglio localistico, è un modo di stare al mondo, semplice ma gratificante, soprattutto quando intorno crollano i modelli”.

Alfonso Alessandrini

Per capire qualcosa di più del mondo attuale, segnalo l’incontro con Luca Mercalli  (Società Meteorologica Italiana/ Rai3 Che tempo che fa /Rai2 TG Montagne) che si terrà a Lanzo Torinese venerdì 25 gennaio in Piazza Rolle alle ore 21:00

“Le opportunità della montagna per
una decrescita razionale”

Come prepararsi ad un mondo in contrazione

Qui  il volantino.

E qui l’appello di oltre duecento docenti e ricercatori Italiani: la scienza del Global Change chiede ascolto alla politica e all’informazione.

La Terra non si governa con l’economia. Le leggi di natura prevalgono sulle leggi dell’uomo“.

Vi siete accorti, per caso, se negli attuali dibattiti politici si parla di queste tematiche urgenti per il nostro avvenire?