Piste: la posizione di Bätzing e Kleider

CIMG0324 (1024x768)Ringraziamo sentitamente Werner Bätzing (autore tra l’altro dell’opera “Le Alpi. Una regione unica al centro dell’Europa“) e Michael Kleider per averci concesso di pubblicare le loro autorevoli considerazioni in merito alla costruzione delle piste agro-silvo-pastorali. Un grazie di cuore anche a Paolo Maggiora per la traduzione.
Questo post proseguirà con la presentazione e il commento delle slide proiettate sulle piste nelle Valli di Lanzo nelle serate tenutesi al Cai Torino e a Fiano nei mesi di novembre e dicembre del 2016; seguirà l’elenco delle nuove piste in previsione di realizzazione nelle Valli di Lanzo. In conclusione la denuncia del pericolo di una pista in Val di Otro, oggi un mondo senza strade.


Testo di Werner Bätzing e Michael Kleider (*) – Traduzione di Paolo Maggiora

Presa di posizione sulle nuove piste agrosilvopastorali nelle Valli di Lanzo

In un numero sempre maggiore di valli piemontesi, con l’aiuto di fondi europei, da circa 15 anni si realizzano nuove piste agrosilvopastorali. E da un certo tempo questo nuovo sviluppo riguarda anche le Valli di Lanzo.

Da molto tempo ci impegniamo entrambi in Germania per la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle Valli di Lanzo in quanto territorio dotato di grande biodiversità, dalle molteplici possibilità di sviluppo economico e nel quale il rispetto dell’ambiente gioca un ruolo centrale.

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Abruzzo la montagna ignorata

ardito-stefanoRingraziamo la Redazione di Montagna.tv per la gentile concessione a pubblicare parte dell’articolo pubblicato il 24 gennaio 2017 sul loro sito.
Riteniamo che le considerazioni di Stefano Ardito non riguardino solo l’Abruzzo ma anche il resto dell’Italia (Valli di Lanzo comprese).


Testo di Stefano Ardito

Una regione di montagne, governata con i piedi piantati sulla spiaggia, tenendo d’occhio soltanto la politica e le città. Amo e frequento l’Abruzzo da una vita, dedico alle sue montagne e alle loro storie una parte importante del mio lavoro e della mia vita.

Scrivo mentre, da una settimana, centinaia di amici abruzzesi (ma anche marchigiani, e di Amatrice e dintorni) vivono senza luce elettrica e scavano per disseppellire le loro case. Qualcuno, che fa il contadino, vede morire il suo bestiame e non è in grado di far nulla, tranne postare delle foto terribili su Facebook. Continua su Montagna.tv

Trekking dell’Avisio, 45 km lungo il fiume

In Valle di Cembra l’idea di un percorso fluviale per un turismo soft basato sull’escursionismo

Natura selvaggia lungo il corso dell’Avisio

Testo e foto di Alessandro Ghezzer

Il torrente Avisio nasce dalla Marmolada, la Regina delle Dolomiti, sul versante trentino. Nel suo lungo viaggio di 90 km verso il fiume Adige, attraversa tre valli: la Val di Fassa, la Val di Fiemme e la Val di Cembra.
Negli ultimi 40 km l’Avisio, dopo la diga di Stramentizzo, si incassa in spettacolari forre di porfido, ai piedi della Catena del Lagorai, formando anse, lagune, spiagge, piscine naturali, golene di sabbia e pietre, mentre sulle rive una boscaglia quasi “amazzonica” cresce rigogliosa. Un paradiso terrestre dove trovano rifugio molte specie di animali: cervi, caprioli, camosci, volpi, aironi cinerini, cormorani, aquile, poiane, falchi, tassi, rane, rospi, salamandre. Nelle sue acque regna la trota marmorata.
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Noi resistiamo

2016-07-02-535-1024x683Le strade parlano alle macchine. I sentieri all’uomo.

Le ruspe avanzano con la stradizazzione forzata ma noi continuiamo a cercare gli antichi sentieri. E non importa se sono ridotti a brandelli, feriti e malconci da chi vuole soldi facili. Fintantoché potremo camminare, i sentieri non moriranno.
Resistiamo alle finte piste agro-silvo-pastorali che non portano in nessun luogo, che rendono anonima la montagna annientandone storia e cultura.

In una domenica di fine novembre desideriamo immergerci nello stupefacente Vallone di Crosiasse, in Val d’Ala, la mediana delle Valli di Lanzo (To), graffiato dalla caparbietà dei vecchi montanari e odorante della fatica di antichi minatori che con sapere celtico hanno edificato le montagne delle Valli di Lanzo.
Dal vecchio borgo di Bracchiello (843 m) – dove finisce l’asfalto e comincia la montagna – resistiamo ad una pista spaesante, che con tanto di cartello ufficiale Cai-Regione Piemonte ti invita a cominciare un’anonima escursione, per percorrere invece l’antico sentiero che passa tra i viottoli delle baite e tra i rovi dell’indifferenza e della resa culturale. Scelta azzeccata perché avremo la fortuna di incontrare Cristina, splendida montanara che resiste a tutto. Leggi il resto dell’articolo

Parchi naturali, sono davvero utili?

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Parco del Monviso

Testo e foto di Toni Farina

Provate a immaginare un neo-ministro della difesa che all’atto del suo insediamento esordisca con queste parole: “L’Arma dei Carabinieri non si deve limitare a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini ma, pattugliando le strade, deve anche tappare le buche (sempre più numerose). Nel volgere di qualche ora il neo-ministro sarebbe sommerso da critiche e richieste di dimissioni provenienti dall’intero arco politico/parlamentare. Il compito primario della Benemerita non è infatti in discussione, e nessuno accampa dubbi in merito. Nel caso dei parchi naturali questo però non avviene, anzi il loro ruolo primario, ovvero la tutela dell’ambiente naturale (si badi bene, ruolo stabilito dalla LEGGE) è continuamente in discussione e deve essere sempre ribadito. Tant’è che ogni neo-ministro (o neo-assessore regionale) all’atto del suo insediamento ripete come un mantra: “i parchi non si devono limitare alla tutela (dell’ambiente naturale) ma devono al contempo promuovere lo sviluppo economico”. Leggi il resto dell’articolo

Il Michelangelo dell’alpinismo

Copertina PDF su Gervasutti di Carlo Crovella

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Carlo Crovella, socio del CAI Torino e del GISM, ha recentemente elaborato un documento (in formato PDF) intitolato: “L’unico, il vero, il solo fortissimo”, dedicato a Giusto Gervasutti, nell’anniversario dei 70 anni della scomparsa del grande alpinista, avvenuta il 16 settembre 1946.

In tale PDF Crovella ha fatto confluire sia gli articoli già da lui pubblicati nel recente passato, sia i suoi scritti derivanti da ricerche su documentazione inedita dello stesso Gervasutti. Il personaggio Gervasutti viene analizzato anche nei risvolti meno noti, come la quotidianità cittadina con i relativi aspetti materiali e psicologici.

Il PDF (che contiene, oltre ai testi, anche numerose foto e diversi reperti dello stesso Gervasutti, in gran parte inediti) è stato inserito da Crovella nella sua collana “Quaderni di Montagna”, che comprende documenti di cultura alpina a distribuzione gratuita.

Per ottenere il PDF su Gervasutti è sufficiente inviare singole mail di richiesta all’indirizzo crovella.quadernidimontagna@gmail.com, specificando nell’oggetto GERVASUTTI e segnalando nel testo il proprio NOME e COGNOME, seguiti dall’indicazione I CAMOSCI BIANCHI.

L’autore provvederà ad inviare via mail il PDF a fronte di ogni richiesta pervenuta, oltre a rispondere agli eventuali quesiti.


Il Fortissimo

“Nel corso del 2016 ricorre l’anniversario dei 70 anni dalla scomparsa di Giusto Gervasutti, detto Il Fortissimo. Non è l’unico principe del VI Grado, eppure brilla di una luce particolare, nonostante sia circondato da astri alpinistici di primaria grandezza. Gervasutti mi ha sempre affascinato e la ricorrenza cronologica si configura ai miei occhi come un “pretesto” per focalizzare i contorni di questo personaggio, unico nel suo genere. Se poi si realizza che l’intera attività di Gervasutti (non solo in termini di performance di punta, ma anche negli altri risvolti quali quello della didattica e della collaborazione con il CAI Torino) è ristretta ad un arco temporale di soli quindici anni (1931-’46), la personalità di Giusto risulta ancora più eccezionale. […] “

Il popolo degli imbecilli

cai cosenza

Il manifesto del Cai Cosenza trasmesso via Twitter

19 luglio 2016 – CN24Tv

[…] L’iniziativa del Parco (della Sila, N.d.A.) nasce dalla consapevolezza che i sentieri subiscono quotidianamente atti di vandalismo che mettono a repentaglio la sicurezza di chi fruisce della preziosa risorsa della Sila legata al trekking (con l’eliminazione, ad esempio, di frecce, tabelle di località ed addirittura a volte anche dei tabelloni di inizio sentiero) e si propone di favorire la fruizione, la valorizzazione, la promozione e la tutela dei sentieri realizzati dal Parco attraverso la partecipazione e il coinvolgimento attivo degli stakeholders territoriali. […]

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16 luglio 2016 – Corriere delle Alpi

BELLUNO. Un albero sradicato. Cartelli lungo i sentieri divelti. Bivacchi impraticabili e distrutti. È ripresa l’ondata di vandalismi in montagna, specie nella zona della Schiara, ma non solo. Era già successo, qualche anno fa, e allora le denunce sui giornali erano state sufficienti a far desistere gli autori. Stavolta il Cai ha deciso di fare un passo in più: sono già state presentate denunce contro ignoti e si sta valutando un sistema per controllare i sentieri. […]

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Alla scoperta delle Valli di Lanzo

vallidilanzoLe Valli di Lanzo attraversano il cuore della catena alpina, dove affiorano oggi le rocce che si trovavano sul fondo del mare che tra 150 e 50 milioni di anni fa separava l’Europa dall’Africa, prima che i movimenti della crosta terrestre portassero alla chiusura dell’oceano, alla collisione dei due continenti e alla formazione delle Alpi.

Gli itinerari lungo le valli consentono di osservare i relitti preservati degli antichi fondali dell’Oceano Ligure-Piemontese, come viene indicato in geologia questo antico mare, oltre ad alcune porzioni dei margini che lo orlavano sul lato africano e sul lato europeo.

Il paesaggio attuale delle Valli di Lanzo è anche il prodotto degli agenti di modellamento recente: gli effetti dei processi morfo-genetici connessi a ghiacciai, corsi d’acqua, movimenti franosi e eventi alluvionali possono essere riconosciuti nelle forme e nei depositi che si osservano lungo le valli”. (Le Valli di Lanzo – vol. 1 – Aspetti geologici – Arpa Piemonte).

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Tracce dell’uomo

20131026-068A chi non è capitato, percorrendo strade e sentieri delle valli di Lanzo, di trovarsi di fronte a manufatti dei più svariati generi (decorazioni, dipinti, meridiane, piloni votivi, terrazzamenti, ponti, forni, mulattiere, canali irrigui, iscrizioni, millesimi, edifici, ecc.) che destano stupore e ammirazione per la loro qualità, oltre che per l’abilità e l’ingegno di chi li ha costruiti. Molti di essi però corrono seri pericoli: l’inesorabile scorrere del tempo, le intemperie, l’incuria, quando non addirittura la pala di una ruspa o lo stupido vandalismo, possono decretarne da un momento all’altro il danneggiamento o la distruzione.

Per segnalarli e salvaguardarli, sulla falsariga dell’iniziativa avviata tempo fa in alcune zone montane dal Club Alpino Italiano, la Società Storica delle Valli di Lanzo propone il progetto “Tracce dell’uomo”. Una volta identificato un manufatto interessante, si tratta di compilare una semplice scheda (in formato pdf di soli 93,5 KB), scaricabile anche dal sito della Società Storica, scattare una o più foto e trasmettere il tutto all’indirizzo mail info@societastorica-dellevallidilanzo.it.

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Ora Piercarlo cammina nuvole lontane

Piercarlo Jorio se n’è andato al solstizio d’estate.
Uomo eclettico, di intelligenza non comune, ha esplorato l’arte della scrittura, della poesia, della pittura e della scultura, oltre l’architettura che fu la sua professione.
Ma qui lo voglio ricordare come “sapiente della montagna”.
La montagna era il suo mondo, la fonte della sua ispirazione, “alle montagne di uomini e di cose”, com’egli stesso amava dire, ha dedicato i suoi studi, le ricerche, le indagini sul campo, sempre con occhio attento, proiettato là dove gli altri non riuscivano a scorgere nulla.
Delle sue scoperte ha lasciato numerosi, interessantissimi testi, composti con quella sua scrittura non sempre facile, a volte addirittura ostica, cui talora è necessario approcciarsi in compagnia di un dizionario. Ma Piercarlo era fatto così: la convenzionalità, la mediocrità lo annoiavano, doveva sempre guardare oltre, cercare ancora, non si accontentava mai e, anche nello scrivere, esperimentava inusitate forme, nuovi termini, un virtuosismo della penna che plasmava un linguaggio solamente suo, immediatamente riconoscibile come suo, così come accade ai grandi.
Fu spesso un pioniere, un precursore nell’indirizzare i propri interessi; così, ad esempio, fu un anticipatore nell’individuare nelle incisioni rupestri un importante documento per la conoscenza della storia delle valli alpine; non per nulla il suo primo volume, edito nel 1980, reca significativamente il titolo “In principio era la pietra”. Leggi il resto dell’articolo

Sui sentieri dei pellegrini

Bacheca Sui sentieri dei pellegriniPellegrino, nel tuo viaggio | potresti andare lontano, | perché, pellegrino, è un lungo cammino | quello per scoprire chi sei… (Enya)

La prima definizione di pellegrino che ho trovato nel dizionario è “errante”, “errabondo”. Altra definizione è “straniero”, “forestiero”. Ma pellegrino  è anche “peregrino”, ovvero “usanze pellegrine”.

Dal CAI di Lanzo veniamo a conoscenza del nuovo itinerario escursionistico “Sui sentieri dei Pellegrini (SP)” e così, un sabato di inizio primavera, siamo andati a curiosare. Leggi il resto dell’articolo

Presentazione del sito internet della SSVL

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Sabato 11 giugno 2016, alle ore ore 17.00 si terrà la presentazione del sito internet della Società Storica delle Valli di Lanzo ed in particolare della nuova sezione “Luoghi” con la proposta di 18 itinerari escursionistico-culturali in tutti i comuni del territorio (a cura di Ezio Sesia).

Luogo dell’evento: sala comunale presso l’ex Atl, via Umberto I n. 9, Lanzo Torinese.

Il sito internet della Società Storica delle Valli di Lanzo è assai visitato da appassionati e ricercatori, che vi trovano tutte le informazioni sull’attività culturale svolta, con varie sezioni, presentando fra l’altro l’elenco completo, ampiamente illustrato e commentato, delle 131 pubblicazioni prodotte dal sodalizio dal 1955 ad oggi.

Il sito, nella sezione “Luoghi” intende anche proporsi come utile strumento per chi desidera accrescere la conoscenza del territorio delle Valli di Lanzo attraverso una serie di itinerari che guidano alla scoperta di significativi aspetti ambientali, storici, artistici e culturali in genere, perlopiù poco conosciuti. Sono itinerari che possono interessare sia il turista occasionale sia chi già frequenta le Valli e vuole conoscerle un po’ meglio. Viene presentato almeno un itinerario per ciascun comune del territorio, con una scheda dettagliata e illustrata.

La sezione “Archivi” vuole incentivare lo studio del territorio e sollecitarne la tutela. Nell’ambito del progetto “Tracce dell’uomo” viene proposta una scheda di rilevazione, che chiunque potrà utilizzare durante le proprie passeggiate ed escursioni, descrivendo e fotografando i svariati manufatti che incontra (dai piloni votivi alle fontane, dai forni alle abitazioni, dalle meridiane agli affreschi, dai ponti alle mulattiere, e così via), specie quelli che corrono maggiori rischi di scomparsa o di distruzione per il tempo e l’incuria.Le schede compilate dovranno essere inviate via e-mail alla Società Storica, che ne formerà una raccolta documentaria al servizio dei ricercatori.

Così pure la sezione “Valli ritrovate”, finalizzata al recupero delle immagini d’epoca. Molto utili infine per studiosi e studenti il “Repertorio bibliografico delle Valli di Lanzo” e il “Repertorio delle Tesi di Laurea sulle Valli di Lanzo”.

Per la Società Storica delle Valli di Lanzo

Ezio Sesia

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Qui la locandina redatta dalla Società Storica delle Valli di Lanzo.

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Escursionismo

Lettera al Sindaco di Germagnano (To)

Pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto da Ezio Sesia e che è stata inoltrata alle sezioni Cai delle Valli di Lanzo (To), al Cai Uget Torino e alla Società Storica delle Valli di Lanzo.
E’ l’ennesimo scempio che si sta perpretando sulla straordinaria rete sentieristica delle Valli di Lanzo (provincia di Torino), patrimonio inestimabile di cultura, storia e natura.


Presso la cappella si San Giovanni a Creusmurai (768x1024)Egregio Sig. Sindaco Francesco Airola,

siamo venuti a conoscenza che nel territorio del suo comune sta per essere realizzato il collegamento stradale fra la frazione di Colbeltramo e la cappella di San Giovanni a Creusmurai. Tale intervento, a quanto ci risulta (e naturalmente ci auguriamo che le informazioni avute siano errate!), comporterebbe la distruzione della mulattiera che attualmente unisce le due località, uno degli ultimi tratti originali rimasti dell’antica strada usata fino al 1842 per risalire la Val di Viù e arrivare in Savoia attraverso il colle dell’Autaret.

Tale percorso, di rilevante interesse storico oltre che paesaggistico, è inserito nel catasto regionale dei sentieri con il n. 101, e allestito come sentiero natura, con segnaletica e tabelle illustrative apposite.

Confidiamo che Lei, tra i primi nelle Valli di Lanzo a mostrare lodevolmente fin dagli anni 80 sensibilità e attenzione alla sentieristica nella nostra zona e in particolare nel suo comune, insieme all’Amministrazione comunale poniate la massima cura ad evitare che Tratto della mulattiera a rischio presso Colbeltramo (768x1024)il danno paventato possa verificarsi, se necessario negando l’autorizzazione all’effettuazione dei lavori; del resto la cappella di San Giovanni già adesso è raggiungibile in pochi minuti dalla carrozzabile sul versante di Pian Bausano, e riesce davvero arduo comprendere la necessità di un collegamento stradale sull’altro versante, svilendo una zona oggi assai piacevole e frequentata dagli escursionisti in tutte le stagioni.

Saremmo lieti di avere da lei delle rassicurazioni in merito, onde poter continuare a praticare, insieme a tanti turisti ed escursionisti, sentieri e mulattiere che costituiscono una delle più apprezzate attrattive delle nostre valli, e che numerosi volontari e soci del CAI, con la collaborazione delle amministrazioni comunali più sensibili, hanno contribuito con fatiche e ore gratuite di lavoro a rendere percorribili con piacere e sicurezza.

Ezio Sesia (Società Storica Valli di Lanzo)


“Sapevamo, o credevamo di essere «un popolo di poeti, artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori, trasmigratori», com’è scritto (da un discorso di Benito Mussolini del 1935) sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà del Lavoro, a Roma-Eur. Invece siamo «un popolo di scimmie», dedito allo «smantellamento brutale e alla distruzione metodica della bellezza, alla trasformazione di luoghi bellissimi in luoghi senz’anima», scrive, dispiaciuto e adirato come Achille, Raffaele La Capria in Ultimi viaggi nell’Italia perduta (Bompiani).”
Articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera.

Le rogazioni

Pascolo-Borgata Missirola (1440 m)

Pascolo della borgata Missirola (1440 m) in Val Grande di Lanzo

…A fulgure et tempestate… Libera nos Domine!…
…A flagello terraemotus… Libera nos Domine!…
…A peste, fame et bello… Libera nos Domine!…
…Ut fructus terrae dare et conservare digneris… Te rogamus, audi nos!
…Ut pacem nobis dones. Te rogamus audi nos!…

La primavera è giunta dopo un inverno anomalo e caldo che solo in zona cesarini ha portato qualche perturbazione benefica per la montagna.

Il periodo delle rogazioni si avvicina. Questa antichissima tradizione di benedire i campi, che risale addirittura all’epoca delle celebrazioni pagane, poi cristianizzate dalla Chiesa, sta scomparendo e rimane viva solo nella memoria degli anziani montanari. Leggi il resto dell’articolo

Il maestro dei fiori

Fioritura primaverile nel pascolo alpino

Fioritura primaverile nel pascolo alpino

I fiori mi hanno parlato più di quanto posso dire scrivendo. Sono i geroglifici degli angeli, amati da tutti gli uomini per la bellezza del loro carattere, perché pochi possono decifrare anche frammenti del loro significato.
Lydia M. Child

Incontriamo Cesare Lasen, montanaro e studioso di flora e vegetazione alpina, in un cortometraggio di 10 minuti intitolato “Cesare, figlio del San Mauro”.

Dieci vitali minuti dove le immagini, dense di poesia e silenzio, ci raccontano il suo cammino dentro la natura e le montagne, mentre esprime il suo immenso amore, passo dopo passo. Leggi il resto dell’articolo