Orestes Hütte, “Tempo del cuore”

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Emanuela Provera

Satá: ti ne sawén: na kanien ‘keha
skwenienhst tsi nitisé: non tsi
sonkwehón: we

Parla la tua lingua
sii orgoglioso della tua ancestralità

Risotto con porri e alghe [wakame e dulce] è un menù inconsueto per un Rifugio di montagna dove ci si aspetta di mangiare polenta e cervo, fontina, oppure di bere in compagnia di amici con una grolla.
Qui all’Orestes Hütte tutto è vegano, libro, legno e rocce. Tutto è marmotta e dimenticanza. Meditazione e miscuglio di etnie. È un luogo adatto a disarticolare le ossessioni, a ritrovare il centro.

Rifugio Orestes Hütte
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Finitudine

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Stefania Rasetti

Adoro l’alta montagna dove la roccia quando diventa terra si copre di un tappetto d’erba verdissima alta pochi centimetri e macchie di minuscoli fiori azzurri e viola. A queste quote non ci sono più alberi: è un ambiente estremo dove la natura ha adottato strategie per sopravvivere al gelo, al vento e per sfruttare i pochi mesi senza neve.

Lyskamm dalla Capanna Quintino Sella
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Il mio regno, la mia prigione

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Emanuela Sanna

Tutto iniziava con dei bauli. Due grandi bauli di cuoio, uno bordeaux e l’altro verde scuro, con le cerniere dorate: mia madre cominciava a riempirli venti giorni prima della partenza con la roba “pesante”. A Roma era giugno e faceva già caldo, ma lei impilava con ordine golf tirolesi, pantaloncini di pelle, pedule, camicette a quadretti con i colli rotondi, ma anche giacche di lana cotta, cappelli e fazzoletti… non si sa mai. Poi il baule veniva chiuso e ci si applicava sopra un pezzo di carta con l’indirizzo, fissato con il nastro adesivo. Avevo appena tre anni, non sapevo leggere, ma il nome lo ricordo ancora: presso Signora Aloisi, Moena.

Gruppo Velino-Sirente. Verso Cima dei Monti di Bagni (2073 m)
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Appunti dal versante est

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Ilaria Teofani

Passo Valparola – Capanna Alpina – Col de Locia – Grande Fanes – Piccolo Fanes. Nord-Est, Dolomiti, cuore delle Conturines e Regno dei Fanes. Tra le viscere di quel cuore di pietra sognai di salire dall’età di 6 anni, ci riuscii a 28, da sola.

Parete nord-ovest del Sasso di Santa Croce (3026 m).
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Il mio primo bivacco nella neve

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Rosanna Bandieri

Amo camminare da sola.
Amo il silenzio della natura, degli spazi aperti. Amo il suono del bosco, il rumore del vento, gli alberi, i versi lontani degli animali, quando giungono fino a me.
Mi piace arrivare dove si può, soltanto con fatica, camminando. Evito i luoghi che si possono raggiungere con le auto o altri mezzi a motore.

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Radici

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo di Barbara Tutino. Foto di Glorianda Cipolla, Gaetano Lo Presti ed Oliviero Toscani

Quando mia madre è morta, ho deciso di “tornare a casa”, nel paese di montagna della mia infanzia e che rappresenta per me le radici da cui la sua partenza mi aveva strappata via. Siamo a 1682 metri in Valnontey, valle secondaria della Val di Cogne, Comune situato nella Valle del Gran Paradiso in Valle d’Aosta.

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Quando la corda si spezza

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo di Chiara Ravera. Foto di C. Ravera, V. Lauthier, D. Antonucci

Avevo circa 30 anni quando al semplice camminare si sono affiancate attività alpinistiche via via più impegnative: l’arrampicata, lo scialpinismo, le cascate di ghiaccio, le grandi salite alpinistiche in quota, le lunghe vie di roccia sulle Alpi e nelle Dolomiti, a picco sul mare e nel deserto.

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Aspetto l’alba, parlo alle rondini, bacio gli alberi

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Manuela Casalino

Mi raccomando Manu stai attenta, ricordati che sei madre.
Mamma torna come sempre, ancora più bella.

Genuini contrasti.
Perché lei è unica nella sua fanciullezza e lo sa quanto mi fanno essere bella le montagne.
Lassù sano le ferite, annullo le violenze.

Dal Colle della Baiarda 700 mslm.
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Il mio elemento è la neve

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Giulia Varetto e Alex Peraudo

Ho coronato il mio sogno, ho trovato la mia strada e il mio “posto nel mondo” attuando una scelta di vita radicale: lasciare la città e gli affetti per vivere tra i monti. Ho preso questa decisione poiché amo le montagne e voglio trascorrere qui la maggior parte del mio tempo libero dai turni in ospedale. Pratico trekking, scialpinismo, alpinismo e arrampicata. Sovente vado in montagna da sola perché i miei giorni liberi sono in settimana, mentre la gente di norma lavora.

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La montagna è un’esperienza che non mi consuma

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Foto di Luigina Droetto ed Emanuela Provera

L’Uja di Mondrone è la mia amata montagna; situata in Piemonte nelle valli di Lanzo, e precisamente tra Ala di Stura e Balme, non arriva a 3000 metri, per l’esattezza 2964. Viene chiamata il Cervino delle Valli di Lanzo per la sua linea e per la sua inconfondibile forma piramidale.

La Nord dell’Uja di Mondrone. Foto scattata da Emanuela Provera il 2 gennaio 2022.
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Tra Bari e Francoforte passando per le Dolomiti

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Saverio Nardulli

Isabella, mia moglie, amava la montagna ma aveva insegnato due soli anni nel bellunese tra le dolomiti. Un male con esito infausto, l’ha portata via. Così ho deciso di lasciare l’Aeronautica Militare in cui ho lavorato, e ne sono fiero, per 37 anni. Quest’estate, tornando nei luoghi dove ero stato felice insieme a lei, ho scoperto che ogni momento vissuto in montagna è lento e, anche solo per questo, entusiasmante. La montagna mi ha insegnato ad accettare il mio limite, il mio passato, e ho smesso di dipendere dal giudizio degli altri.  Con i miei due figli vivo in una società dove tutti corrono, anche per andare in vacanza.

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Ho sempre preferito la ricerca

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Mirka Bonetto*

Tutta quell’energia comunica! Quale energia? Quella di noi donne solitarie! Ed è proprio così che, in una domenica qualunque, mi sento con Emanuela Provera tramite WhatsApp e mentre mi ritrovo in un bosco a passeggiare sola e ad annotare pensieri, decido di scrivere il mio racconto per la sua rubrica.

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Di questa intimità oggi ho bisogno

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Rita Perri*

“Comunque da noi non ci sono tutte queste donne che camminano da sole”.

Da noi” sono le montagne dell’Appennino Centrale raggiungibili in giornata da Roma. Qui invece ero in Spagna, durante un viaggio attraverso Pirenei, Cantabrici e le Sierras centrali. È vero, ci sono moltissime donne sole sui sentieri, da queste parti.

Resisto però all’idea che da noi le donne solitarie siano un’eccezione.

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Mi amo, così come sono

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE
Rubrica di Emanuela Provera
Il 15 agosto 2021 il sito “I camosci bianchi” ha pubblicato l’articolo di Emanuela intitolato Il movimento delle donne solitarie. Sin da subito altre donne hanno voluto condividere un breve pensiero o un lungo racconto della loro solitaria, pubblichiamo qui il primo.


Mi amo, così come sono

Testo e foto di Elena Lolli*

“Devo trovare qualcuno con cui fare cose. Da sole è da “sfigate”.

Mi fermai all’improvviso, si stava passeggiando, con una amica. Quell’affermazione mi stupì. Io abituata un po’ dalla vita e un po’ da come la vita mi aveva formata a “fare cose” in solitudine, trovai terribilmente fuori luogo quell’affermazione, quella richiesta esasperata di compagnia.

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Il movimento delle donne solitarie

Le solitarie sono tutt’altro che solitudini.

Mi sono chiesta che cosa spinge alcune donne a viaggiare sole, ad affrontare lunghi o brevi tragitti da sole, per raggiungere un ostello collocato nel vallone dell’alta Valpelline e che oramai per me è diventato un luogo vitale, questo qui sotto (foto) di cui per ora non faccio il nome perché ne sono gelosa.

È qui che pernotto quando raggiungo da sola la #valpelline, ed è solo qui che ho sempre incontrato donne [single, sposate, fidanzate, vedove, giovani o adulte] solitarie ma – come me e al contrario di quanto si possa credere – aperte ad esperienze di umanità, incontri, condivisioni, segreti. È sbagliato pensare che una donna viaggia sola perché asociale o in cerca di isolamento.

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