Punti di contatto

Leggere la Natura con cuore aperto, ascoltare la Natura con la mente pronta: questo è il nutrimento per una sana crescita dell’intelligenza naturalistica.

Trovo molto suggestivo il pensiero del biologo Giuseppe Barbiero quando ipotizza punti di contatto con Gaia e la nostra psiche. Anzi, abolisco le ipotesi – con tutti i suoi “se” – e le do immediatamente verificate. Perdonatemi questa presunzione che è più che comprensibile dopo una magnifica escursione negli affascinanti ambienti naturali delle Alpi Graie.

“[…] Stiamo scoprendo che Gaia può influenzarci ad un livello psichico profondo. Proprio come una vera madre, Gaia è capace di attivare la nostra attenzione involontaria, affascinando i nostri sensi e favorendo la nostra capacità di attenzione. Se questo è vero siamo di fronte ad una questione cruciale che va colta nella sua interezza: qui Gaia è il soggetto attivo, mentre l’umanità riceve nutrimento psichico. Per chi, come l’uomo moderno, è abituato a considerare se stesso al centro dell’universo, agente unico nel bene e nel male del proprio destino, si tratta di un ribaltamento di prospettiva che lo pone in una prospettiva nuova e più umile: dipendiamo dall’integrità di Gaia non solo fisicamente, ma anche su un piano psichico […]. Leggi il resto dell’articolo

Parchi naturali, sono davvero utili?

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Parco del Monviso

Testo e foto di Toni Farina

Provate a immaginare un neo-ministro della difesa che all’atto del suo insediamento esordisca con queste parole: “L’Arma dei Carabinieri non si deve limitare a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini ma, pattugliando le strade, deve anche tappare le buche (sempre più numerose). Nel volgere di qualche ora il neo-ministro sarebbe sommerso da critiche e richieste di dimissioni provenienti dall’intero arco politico/parlamentare. Il compito primario della Benemerita non è infatti in discussione, e nessuno accampa dubbi in merito. Nel caso dei parchi naturali questo però non avviene, anzi il loro ruolo primario, ovvero la tutela dell’ambiente naturale (si badi bene, ruolo stabilito dalla LEGGE) è continuamente in discussione e deve essere sempre ribadito. Tant’è che ogni neo-ministro (o neo-assessore regionale) all’atto del suo insediamento ripete come un mantra: “i parchi non si devono limitare alla tutela (dell’ambiente naturale) ma devono al contempo promuovere lo sviluppo economico”. Leggi il resto dell’articolo

L’ordine disordinato

2015-01-18 613 (1024x768)Crediamo che la natura sia ordinata e pulita. Da lontano tutto sembra netto, preciso, goniometrico. Non è così. Avvicinandoci agli anelli di Saturno la sonda Cassini ha fotografato la situazione. Anelli spessi in media soltanto dieci metri e composti da materiale raccolto in giro per lo spazio, rocce e sedimenti quasi invisibili. Distano seimilaseicento chilometri dalla superficie gassosa del pianeta e si estendono per centoventimila chilometri. Gli anelli di Saturno sono divisi in sette fasce. Le forze gravitazionali che consentono a questo enorme marchingegno cosmico di funzionare dipendono dal pianeta e dalle sue “lune pastore”: lune che orbitano intorno al pianeta e concomitano alla creazione degli anelli. Tutti i pianeti gassosi ne hanno: per questa ragione Giove, Urano e Nettuno hanno anelli ma sono scarsamente visibili. Da distante anche il bosco sembrerebbe perfetto, ordinato. Nella stagione invernale la neve rafforza la percezione dell’inganno. La coltre lattiginosa ricopre e nasconde, mette in pari e appiattisce le chiome rimaste verdi. Le compatta. In estate la vita si moltiplica, la predazione e la dipendenza reciproca, e il senso materiale del disordine cresce a dismisura, il grado di entropia estetico aumenta. Bisogna metterci le zampe dentro per constatare la sovranità del disordine, un disordine splendido, ruggente, avvolgente, chimicamente fermentante. Leggi il resto dell’articolo

Mondi altri

finis terraeNato in città, ho scoperto il mondo dalle strade, credendo, come tanti altri bambini, che il mondo erano le strade. Strade senza fine che fanno il giro del mondo. Strade che creano i luoghi.

E’ stato così fino a quando un giorno mio papà mi portò in montagna a bordo della bellissima Lancia Appia nera, sempre lucidissima e che mi piaceva tanto, già appartenuta ad Enza Sampò.

Durante le uscite in auto da Torino io amavo seguire con lo sguardo il nastro di asfalto e le sue strisce bianche. Una curva, poi un’altra, poi un rettilineo, poi un tornante e una curva ancora… le righe non finivano mai così come la strada. Ogni volta che salivo a bordo speravo sempre, prima o poi, di scendere dalla macchina esattamente dove la strada, finalmente, sarebbe terminata. Ma non succedeva mai.

Mi ero ormai arreso all’idea che le strade non avessero mai fine: potevo viaggiare all’infinito senza vederle terminare. Così mi immaginavo il mondo. Un mondo dove l’asfalto ti portava dappertutto: bastava non abbandonarlo mai affinché la tua mente fosse guidata in ogni dove con precisione assoluta. E dove c’era una strada c’era la realtà: il resto apparteneva all’ignoto e all’insondabile. Il resto semplicemente non era realtà e non riguardava gli esseri umani.

Quel giorno successe una cosa incredibile ed inaspettata: mio padre guidò l’Appia fino ad un villaggio di alta montagna dove il nastro d’asfalto giunse al capolinea, interrotto di colpo da una barriera invalicabile. Alzai lo sguardo e attraverso il parabrezza osservai una possente barriera di roccia che dominava la strada e la sua pervasiva realtà.

In quell’istante provai la stessa grande meraviglia che mi colse quando vidi la prima volta cadere la neve. Il luogo reale di colpo si era dissolto esattamente dove l’auto si era dovuta arrestare.

In un attimo percepii la mia mente posarsi su di una soglia: il mondo non era solo asfalto. Al di là di esso c’era qualcos’altro. Un altrove che un giorno, poi, avrei avuto la fortuna di esplorare. Oltre quella strada, nettamente tranciata dalle montagne, c’era la via di fuga dal déjà vu.

Agli occhi di quel fanciullo quella soglia era Forno Alpi Graie.

Buone Feste dai camosci bianchi.

Le montagne uniscono

Poggio Tre Croci

Sajjad ricorda il suo caro amico Mohammad Mokhtari, martire per la libertà, il giorno del suo anniversario sul Poggio Tre Croci (Val di Susa)

Sebbene percepite dalla cultura urbanocentrica come barriere naturali, le montagne in verità hanno spesso favorito l’unione tra gli abitanti delle Terre Alte.

Sono stati gli esseri umani ad erigere le montagne come frontiere (per motivi politici), tracciando a tavolino dei confini.

In compagnia di Sajjad ed Ahmad si sono trascorse due intense giornate a camminare in montagna con il Cai Uget Torino all’insegna della conoscenza e del rispetto reciproco.

Ahmad (iraniano) nella sua breve vacanza di otto giorni a Torino (mai vista prima) non si è fatto sfuggire l’occasione per realizzare un suo sogno: fare un’escursione nel cuore della Alpi Graie Meridioniali.

E di sogno ha anche realizzato il mio: ovvero di conoscere finalmente un turista che sapesse coniugare le bellezze di una città italiana con il contorno strepitoso delle sue montagne. Insomma… Torino e le Alpi.

Ahmad è rimasto molto sorpreso nell’accorgersi che noi italiani, quando camminiamo, non cantiamo e non condividiamo insieme la gioia di un’uscita tra i monti. Lui sostiene che con l’unione delle voci si trova la forza per andare avanti ed essere liberi.

Mi ha canticchiato una nostalgica canzone persiana che parla di partigiani e di libertà.

Ed io gli ho intonato la nostra “Bella ciao“. Ha sorriso perché già la conosceva e mi ha accompagnato con la melodia della bocca. Leggi il resto dell’articolo

La montagna in una tazzina di caffè

tazzinaHo partecipato al convegno “Ripensare l’idroelettrico”  che ha avuto un grande riscontro di pubblico.

Ci sono rimasti pochi torrenti alpini in condizioni naturali. La situazione è pietosa e attualmente in Piemonte ci sono centinaia di richieste di derivazione dell’acqua alpina per scopi idroelettrici.

Lo stato dei corsi d’acqua valdostani non è stato presentato in quanto nessun responsabile della Regione Valle d’Aosta ha partecipato al convegno, per documentare e informarci sulla situazione, senza comunicare alcuna giustificazione malgrado siano stati invitati amabilmente dagli organizzatori (Pro Natura Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con CIPRA Italia).

Sebbene in Piemonte la potenza che verrebbe installata è davvero ridicola, i profitti che si possono fare con tali impianti sono tanti e quindi c’è un vero e proprio assalto alla diligenza con la scusa dello sfruttamento delle risorse rinnovabili (ovvero quelle che non sono, o non dovrebbero essere, destinate a finire, prima o poi, come invece succederà, ad esempio, al petrolio). Leggi il resto dell’articolo

Un tour nelle Alpi svizzere

Le Alpi” è il mensile del CAS, il Club Alpino Svizzero, che da quest’anno è pubblicato anche in versione in lingua italiana (come il sito web).

Solo raccontarvi le peripezie a cui sono andato incontro per ricevere via posta l’abbonamento a questa rivista meriterebbe un film alla Alberto Sordi.

Così come lo meriterebbe accorgersi delle indicazioni che potete vedere qui a lato, pubblicate insieme alle informazioni utili (tappe, accesso, carte e bibliografia), relative ad uno stupendo trekking che viene raccontato dall’escursionista Fanny Dupont la quale, insieme alle sue due compagne di viaggio (più Fido), ha compiuto un giro di tre giorni intorno al Mont Fort (3328 m), nelle zona delle 4 Vallées.

Cosa mai vorranno dire quelle cifre?

E perché sulla rivista del Club Alpino Svizzero vengono indicate al termine della descrizione di un’escursione?

Vorranno mica invitarci a riflettere sulla nostra impronta che lasciamo nell’ambiente quando ci spostiamo per raggiungere le montagne? Leggi il resto dell’articolo

No Ads

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Con questo post vorremmo rimanere fedeli a quanto ha scritto qualche anno fa Franco Michieli sulla oramai estinta Rivista della Montagna (articolo pubblicato nel 2001 dall’allora casa editrice Edizioni CDA: se vi interessa leggerlo integralmente qui il post, più attuale che mai). Leggi il resto dell’articolo

Le Camminate Spirituali

Si può “incontrare” la propria anima, il proprio spirito, anche senza dover salire a tutti i costi con il SUV  fino all’Alpe d’Ovarda.

Ma per maneggiare questa “materia” così eterea e sfuggevole, ma anche così desiderosa di esprimersi nella natura che le ha dato la vita, abbiamo bisogno di lasciare in pianura le tensioni di chi ci “comanda” quotidianamente di superare i nostri limiti, di fare sempre di più, di correre come dei pazzi per andare non si sa dove.

Allora perché per una volta non “mollare gli ormeggi” e lasciarci trasportare nel nostro mondo guidati dalla nostra anima? Per andare dove lei desidera?

Dalla newsletter del Circolo dei Lettori apprendo di questa interessante iniziativa che si terrà a settembre in occasione di Torino Spiritualità:

Le Camminate Spirituali

Otto percorsi condotti da guide d’eccezione tra le valli piemontesi, per incrociare strade e sentieri, intrecciare parole e voci, riallacciare memorie e sguardi. Progetto speciale dell’edizione 2012 di Torino Spiritualità, le Camminate Spirituali, in programma sabato 22 e domenica 23 settembre, riprendono l’antica idea di pellegrinaggio in chiave laica e aconfessionale, mettendo in viaggio corpi e menti alla scoperta di straordinari paesaggi naturali e delle storie che sanno raccontare.

Ad accompagnare il cammino dei pellegrini sono Enrico Brizzi, Pino Petruzzelli, Giuseppe Cederna, Enrico Camanni, Carlo Grande, Marco Pozzi, Davide Longo, Giacomo Agazzini, Roberto Fresia, Helga Niederwald, Gabriella Brun, Valentina Porcellana: scrittori, antropologi, alpinisti, musicisti che costruiranno una strada tutta da percorrere fatta di reading, performance, racconti e musiche sui luoghi e l’arte del camminare.

Le Camminate Spirituali sono realizzate in collaborazione con Torino e le Alpi, un progetto a cura di Dislivelli con la collaborazione del Museo Nazionale della Montagna e della Compagnia di San Paolo.

Tutte le info le trovate qui: www.circololettori.it/index.php?evt[event-viewEvent]&id=716

La regina Tasso e le radici degli alberi

Alcune domeniche fa,  parlando con amici di alberi e di libri, me ne e’ venuto in mente uno di Guido Mina di Sospiro che si intitola “L’albero”.

La “regina” Tasso cavalca, nella sua isola, 2000 anni di storia sia come protagonista che testimone di cambiamenti. Libro mai noioso, nato dopo lunghi anni di ricerche e di studio, grazie all’aiuto di botanici e naturalisti dei nostri tempi.

In Val d’Ala (Valli di Lanzo), sul versante solatio, appare, in mezzo al bosco un esemplare di tasso che ha circa 250 anni:  chissa’ come  e’ arrivato sin qui e che storie ha da raccontare….

Sfogliando l’inserto de La Stampa  TuttoScienze del 25-4-2012  apprendo che gli alberi hanno comportamenti simili a quelli delle formiche, che tra le radici c’è comunicazione  e riescono a sfruttare le vibrazioni del terreno proprio come gli animali a contatto con il suolo (ad esempio serpenti e vermi).

Meravigliata? A dire il vero già mia nonna mi diceva che parlando con le piante queste crescono meglio quindi non li ho mai considerate come esseri inanimati……

Un appello per la montagna

[…] Le montagne dispongono di quello di cui gli esseri umani avrebbero realmente bisogno: acqua, silenzio, serenità e bellezza, condizione per continuare a pensare, immaginare e sognare. […]

“Qu’on y vive, qu’on en vive, qu’on s’y ressource, la montagne nous offre l’expérience de la beauté des paysages, de la nature et du partage. Cette expérience n’est possible que grâce à un équilibre entre l’homme et la montagne. Conscients de la fragilité de cet équilibre nous nous sentons le devoir de lancer un appel pour nos montagnes.”

La CIPRA Francia è alla ricerca di visioni per un futuro sostenibile dell’uomo e della montagna.

Tutte le informazioni di questa campagna le trovate qui:

http://www.cipra.org/it/alpmedia/notizie-it/4541

http://www.appelpournosmontagnes.org/

“497…”

RoxAmo la montagna da sempre.
Da quando ero piccola, quando se mia madre decideva che non potevo andare a fare una passeggiata con gli amici più grandi che mi venivano a cercare, lei arrivava a nascondermi gli scarponcini: io rimediavo mettendomi i suoi che erano di 3 o 4 numeri più grandi, e scappavo via per qualche ora. Boschi, greggi, cespugli di mirtilli, animali, montagne, aria pura. I ragazzi più grandi che offrivano a me, mascotte di 4 o 5 anni, un pezzo di pane con due fette di salame. Poi, a casa le prendevo di santa ragione. Ma ne valeva la pena, perché avevo visto cose meravigliose per me, che non perdevo tempo a disegnare e colorare nei miei quaderni. Sapevo già scrivere, e sotto ogni disegno, davo il nome all’animale o alla pianta o alla montagna visti, sovente affidandomi ai suoni che non avevo ben decifrato dai ragazzi più grandi, spesso paesani, che parlavano in patuà. Le sberle che mi aspettavano a casa, valevano la pena e le punizioni a tempo, pure, grazie a tutto ciò che i miei occhi avevano visto quel giorno. Leggi il resto dell’articolo

Genius Loci

Santuario di Santa Cristina - Valli di LanzoMi imbatto nel Genius Loci per puro caso. Non ne so nulla e allora mi immergo nella Rete. Due clic, uno su Wikipedia e un altro su Peacelink, e così mi ritrovo ad “ascoltare” Eduardo Zarelli – Il rito e l’identità nelle forme culturali dell’abitare.

A dire il vero desideravo scrivere  in merito ai sentieri dimenticati, alla trascuratezza e all’abbandono del territorio montano come purtroppo sovente riscontro nelle Valli di Lanzo. Poi il fato ha voluto che le mie riflessioni si rispecchiassero in questo scritto che ho voluto riportare qui inframezzandolo con alcune foto delle nostre escursioni. Le ho scelte con cura, pensando così di facilitare le riflessioni, importanti e potenti, che Zarelli proietta nella nostra anima di viandanti. Riflessioni che dovrebbero aiutarci a vivere tutti insieme meglio e con più rispetto. Perché l’ambiente, di cui oggi tanto si parla, non è altro che una parte di noi stessi, forse solo un po’ più fragile e bisognosa di cura e attenzioni. Leggi il resto dell’articolo

Arp sensa counfìn – escursionismo in alpeggio

Alpi 365 - Alpeggi senza confiniDomenica 25 Ottobre 2009 presso lo Spazio Incontri ad Alpi 365 si è svolta una tavola rotonda dal titolo Alpeggi senza confini: escursionismo in alpeggio. Una sintesi ed un commento relativi all’evento la potete trovare sul sito della Rete Sentieristica della Regione Piemonte. Se invece volete approfondire alcune tematiche trattate durante l’evento, allora proseguite nella lettura di quest post dove ho cercato di riportare quegli interventi che maggiormente hanno catturato la mia attenzione. Purtroppo la registrazione audio si è rilevata in più punti molto disturbata cosa che non mi ha permesso  di trascrivere alcuni passaggi importanti. Al termine lascerò alcune mie personalissime osservazioni inerenti soprattutto al ruolo che il Club Alpino Italiano può avere, anche in questo ambito, nel portare avanti la sua missione di conoscenza del luogo montagna a tutti i livelli.

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Fame d’erba, desiderio di sé

… sapevo che un pensiero così (impropriamente “regalo”) fosse adesso più adatto a te che a me, Beppe…

Pastore

Chi può credere a persone come noi che reputano un libro “così” importante, in un mondo dove ogni giorno si santifica il superfluo, il non senso, amplificando all’inverosimile la dimensione del vuoto che rilascia il suo disarmonico pulsare?

Credevo che “Fame d’erba”, cercato per anni come un diamante raro, mi fosse necessario: necessario a quel che penso, a quel che la montagna mi concede di provare e di farmi vivere nonostante me stessa, a quel che ritengo essere il senso che la vita deve recare con sé. Valori che odorano-parlano-riflettono di umano.

E del suo patrimonio personale più immenso.

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