Temporale

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Elisa Cortelazzo

Era da diversi anni che ci pensavo e il 23 maggio 2021 sono finalmente partita da Finale Ligure per iniziare la traversata delle Alpi, che volevo esplorare e conoscere. L’ho fatta da sola, in una volta sola, tutte a piedi, allenandomi alcuni mesi, con uno zaino che conteneva un sacco da 15 kg di pellet. Ho concluso il mio viaggio il 9 settembre a Monfalcone e ora vi racconto una giornata tra tutte quelle che ho trascorso attraversando flora e fauna dell’arco alpino.

Allenamento psico-fisico prima della partenza e test attrezzatura
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Il “mio” Sentiero Italia CAI

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo di Sara Bonfanti. Foto e video di Sara Bonfanti e Adriano Di Giovanni

Il 17 maggio 2022 ho deciso di prendere del tempo per me e partire per un lungo cammino percorrendo il Sentiero Italia CAI: “oltre 7000 chilometri di grande bellezza” che attraversano tutta l’Italia sulle catene montuose. L’ideatore del Sentiero Italia CAI fu, negli anni Ottanta, Riccardo Carnovalini che maturò questo progetto mentre attraversava gli Appennini.

Partita da Muggia in provincia di Trieste arriverò in Sardegna a Santa Teresa di Gallura prima di Natale.

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Orestes Hütte, “Tempo del cuore”

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Emanuela Provera

Satá: ti ne sawén: na kanien ‘keha
skwenienhst tsi nitisé: non tsi
sonkwehón: we

Parla la tua lingua
sii orgoglioso della tua ancestralità

Risotto con porri e alghe [wakame e dulce] è un menù inconsueto per un Rifugio di montagna dove ci si aspetta di mangiare polenta e cervo, fontina, oppure di bere in compagnia di amici con una grolla.
Qui all’Orestes Hütte tutto è vegano, libro, legno e rocce. Tutto è marmotta e dimenticanza. Meditazione e miscuglio di etnie. È un luogo adatto a disarticolare le ossessioni, a ritrovare il centro.

Rifugio Orestes Hütte
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Finitudine

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Stefania Rasetti

Adoro l’alta montagna dove la roccia quando diventa terra si copre di un tappetto d’erba verdissima alta pochi centimetri e macchie di minuscoli fiori azzurri e viola. A queste quote non ci sono più alberi: è un ambiente estremo dove la natura ha adottato strategie per sopravvivere al gelo, al vento e per sfruttare i pochi mesi senza neve.

Lyskamm dalla Capanna Quintino Sella
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L’anello del Colle della Fea

Ultima fermata: Alpi Graie

Gli escursionisti che raggiungono Gias Nuovo Fontane, balcone straordinario sulla testata della Val Grande (la più settentrionale delle Valli di Lanzo), si trovano al cospetto di paesaggi grandiosi che lasciano senza fiato.

27 settembre 2020. Gruppo delle Levanne (versante sud-est), sulla cresta di confine con la Francia (Alta Moriana): dalla Punta Clavarino (3260 m), a sinistra, alla Levanna Orientale (3555 m), a destra. Foto scattata poco prima di toccare Gias Nuovo Fontane (1996 m)
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Homo sapiens über alles

Sedersi con le spalle all’ingresso del bivacco Molino (2283 m; Val d’Ala – Valli di Lanzo) ed osservare un branco di stambecchi che pascolano a pochi metri di distanza, è al contempo un evento inconsueto ed un’emozione straordinaria.

Dopo aver pascolato, il branco ha sfilato davanti a noi andando avanti e indietro in fila indiana, le femmine in testa e i piccoli al seguito, mentre alcuni esemplari sono rimasti appostati come sentinelle sulle prominenze rocciose, che si erigono alle spalle al bivacco.

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Il mio regno, la mia prigione

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Emanuela Sanna

Tutto iniziava con dei bauli. Due grandi bauli di cuoio, uno bordeaux e l’altro verde scuro, con le cerniere dorate: mia madre cominciava a riempirli venti giorni prima della partenza con la roba “pesante”. A Roma era giugno e faceva già caldo, ma lei impilava con ordine golf tirolesi, pantaloncini di pelle, pedule, camicette a quadretti con i colli rotondi, ma anche giacche di lana cotta, cappelli e fazzoletti… non si sa mai. Poi il baule veniva chiuso e ci si applicava sopra un pezzo di carta con l’indirizzo, fissato con il nastro adesivo. Avevo appena tre anni, non sapevo leggere, ma il nome lo ricordo ancora: presso Signora Aloisi, Moena.

Gruppo Velino-Sirente. Verso Cima dei Monti di Bagni (2073 m)
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Il sentiero effimero

Il primo ottobre dello scorso anno, con grande impegno ed entusiasmo, pubblico il post L’anello di Rocca Tovo ma se sapeste il tempo che ci ho dedicato, probabilmente mi dareste dello scemo.

Siamo in alta Val d’Ala, nelle Valli di Lanzo, e un sentiero storico è finalmente tornato in vita, consentendo di percorrere a piedi il versante Nord di Pian della Mussa, parcheggiando l’auto proprio sul confine con il Sito di Interesse Comunitario.

Tabella segnavia Cai – Regione Piemonte all’Agriturismo La Masinà, presente da diversi anni.

Wow! Finalmente si può fare escursionismo sul Piano senza percorrerlo con l’automobile per raggiungere qualche sentiero o qualche abbuffata in piole o pseudo rifugi? Ma davvero possiamo vivere quest’esperienza liberatrice? Finalmente non siamo condannati dai padroni del vapore (ops… del petrolio e affini, scusate) a pompare gas climalteranti in atmosfera proprio in habitat particolarmente pregiati e fragili? Finalmente possiamo indossare gli abiti di esseri umani non distruttori, ricercando una qualche forma (parziale, certo) di turismo sostenibile? Dopo anni di discussioni sulla necessità o meno di chiudere il S.I.C. Pian della Mussa al transito del traffico privato?

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Appunti dal versante est

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Ilaria Teofani

Passo Valparola – Capanna Alpina – Col de Locia – Grande Fanes – Piccolo Fanes. Nord-Est, Dolomiti, cuore delle Conturines e Regno dei Fanes. Tra le viscere di quel cuore di pietra sognai di salire dall’età di 6 anni, ci riuscii a 28, da sola.

Parete nord-ovest del Sasso di Santa Croce (3026 m).
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Il mio primo bivacco nella neve

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Rosanna Bandieri

Amo camminare da sola.
Amo il silenzio della natura, degli spazi aperti. Amo il suono del bosco, il rumore del vento, gli alberi, i versi lontani degli animali, quando giungono fino a me.
Mi piace arrivare dove si può, soltanto con fatica, camminando. Evito i luoghi che si possono raggiungere con le auto o altri mezzi a motore.

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In ricordo di Carlo e Marina

Testo di Agostino Testa. Foto “I camosci bianchi”.

Domenica 22 maggio, la sezione CAI “Monviso” di Saluzzo ha organizzato una gita sociale al Rifugio Alpetto in Valle Po. Questa escursione è stata dedicata in modo particolare al ricordo dei nostri cari amici Carlo Mattio e Marina Zambelli, che ci hanno lasciato dieci anni fa.

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Radici

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo di Barbara Tutino. Foto di Glorianda Cipolla, Gaetano Lo Presti ed Oliviero Toscani

Quando mia madre è morta, ho deciso di “tornare a casa”, nel paese di montagna della mia infanzia e che rappresenta per me le radici da cui la sua partenza mi aveva strappata via. Siamo a 1682 metri in Valnontey, valle secondaria della Val di Cogne, Comune situato nella Valle del Gran Paradiso in Valle d’Aosta.

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L’alpe Corniele: un nido d’aquila nelle Valli di Lanzo

Un brandello di memoria lo si può tramutare in un’escursione al limite dell’impossibile?
Ho recuperato un numero del 2015 della rivista “Panorami-Vallate Alpine”, che purtroppo ha chiuso i battenti, in un angolo buio e polveroso di uno scantinato. In quel cantuccio, uno scritto della cara amica Ariela attende di dimostrarti che il concetto di tempo (cronologico) è una pura invenzione umana. Aspetta di confermarti che semplicemente non esiste. È la coscienza l’ingranaggio del “tempo”. Sfuma in noi, lentamente ed inesorabilmente, mentre andiamo incontro alla vecchiaia. Abbiamo solo un’arma per tenerla vigile: la memoria, l’unica ed insostituibile “bomba nucleare” che possa annientare le ombre tenebrose che eclissano la coscienza.

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Quando la corda si spezza

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo di Chiara Ravera. Foto di C. Ravera, V. Lauthier, D. Antonucci

Avevo circa 30 anni quando al semplice camminare si sono affiancate attività alpinistiche via via più impegnative: l’arrampicata, lo scialpinismo, le cascate di ghiaccio, le grandi salite alpinistiche in quota, le lunghe vie di roccia sulle Alpi e nelle Dolomiti, a picco sul mare e nel deserto.

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Aspetto l’alba, parlo alle rondini, bacio gli alberi

IL MOVIMENTO DELLE DONNE SOLITARIE.

Testo e foto di Manuela Casalino

Mi raccomando Manu stai attenta, ricordati che sei madre.
Mamma torna come sempre, ancora più bella.

Genuini contrasti.
Perché lei è unica nella sua fanciullezza e lo sa quanto mi fanno essere bella le montagne.
Lassù sano le ferite, annullo le violenze.

Dal Colle della Baiarda 700 mslm.
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