La carica dei motoimbecilli

Cartello posizionato dai volontari dell’Associazione Sentieri Alta Val Malone e poi imbrattato dai motoimbecilli

Tutti noi almeno una volta abbiamo incontrato un motoimbecille e a volte anche noi lo siamo.. ecco qui raccontiamo la nostra e vostra storia, naturalmente è un gioco x farsi una risata e non prendersi troppo sul serio (dal Diario del motoimbecille)

C’è una legge della Regione Piemonte che vieta ai motoimbecilli di percorre i sentieri delle montagne. Ma non è solo il Piemonte a credere che tale divieto sia giusto. Anche il Club Alpino Italiano ha oramai fatto sua questa causa, ovvero vietare la circolazione dei motoimbecilli sui sentieri d’Italia tant’è che il Presidente Vincenzo Torti non perde occasione per ribadirlo con forza e determinazione. Così è stato in una recente intervista rilasciata a montagna.tv nella quale l’Avv. Torti spiega perché quella delle moto è una causa che gli sta molto a cuore:

Certamente e le spiego perché con un esempio. Questa mattina ho parlato con R. da Prato, che mi ha contattato per dirmi grazie dopo aver letto un mio articolo sulle moto. R. è invalido su carrozzina da 30 anni. Si trova in questa situazione perché è stato aggredito da un gruppo di motociclisti sul suo terreno di proprietà mentre cercava di impedirne l’accesso.
Una storia grave, di cui non sto qua a raccontare tutta la trafila legale, ma una storia che insegna che ognuno deve avere rispetto per l’altro. Le moto devono stare nel loro spazio. Il codice della strada definisce all’articolo 2 quelli che sono i percorsi per loro e i sentieri non ne fanno parte.

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Sentieri chiusi alle moto: danno da 137 milioni di euro!

Sono il presidente di una Associazione che si occupa, ormai da anni, del recupero, della segnalazione verticale ed orizzontale, dell’inserimento nel catasto regionale dei sentieri della Regione Piemonte e della promozione dei sentieri dell’Alta Val Malone (Valli di Lanzo), in provincia di Torino.
Mi permetto di commentare, alla luce dell’esperienza oramai decennale maturata nell’ambito del recupero e della manutenzione dei sentieri, alcune considerazioni apparse su media e social a riguardo dell’argomento in oggetto.
Sia chiaro sin d’ora che le mie valutazioni sulla situazione in essere si riferiscono esclusivamente ai sentieri dell’Alta val Malone inseriti (o in via di inserimento) nel “catasto regionale sentieri della Regione Piemonte”.

Riporto un estratto da “Motociclismo“:

Torniamo a parlare dell’emendamento al Codice della Strada approvato dalla IX Commissione Trasporti Camera per modificare gli articoli 2, 3 e 194 del Codice della Strada, al fine di riservare la circolazione su strade sterrate di larghezza inferiore a 2,5 metri solamente a pedoni, velocipedi e animali. Di fatto è un divieto di circolazione per le motofuoristrada (ma anche ai 4×4…), un provvedimento che per noi è incostituzionale e che, secondo la FMI, può portare alla morte dell’offroad agonistico e amatoriale, con conseguenze disastrose perfino per l’attività della Protezione Civile. Senza contare la ricaduta negativa dal punto di vista economico: chi comprerebbe una moto offroad (ma anche il casco e l’abbigliamento dedicato) sapendo che di fatto non la può usare? A questo proposito, ecco l’analisi dettagliata fatta da Ancma, che sottolinea i gravi rischi per un settore di mercato che da solo vale l’8% della “torta”.

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25 anni di Percorsi Occitani

Orizzonti distesi a mezzogiorno dalla cima di Rocca La Meja

Testo e foto di Toni Farina

Ancora a scrivere di Val Maira. Ma l’occasione dell’anniversario è troppo ghiotta. D’altronde un quarto di secolo sono davvero un bel traguardo per questo progetto di turismo dolce. Un’esperienza relativamente giovane, ma consolidata, anche grazie alla quale questa splendida valle della Granda è diventata un caso, un esempio.
Bisognerebbe fare come in Val Maira”, è un leit motiv diffuso. Ma dirlo è una cosa, farlo un’altra. Occorrono alcune condizioni non facili a trovarsi. Primo, nella valle in questione non ci deve essere “niente”. Che significa niente grandi e invasive infrastrutture turistiche. Secondo, occorre che si coaguli un drappello di amministratori locali preveggenti, un po’ visionari, dotati della capacità di vedere oltre, nel tempo e nello spazio. Terzo, un po’ di fortuna, o casualità. Forse il caso ha voluto che negli anni ‘80 giungessero da queste parti viaggiatori d’oltralpe, visionari anche loro. Viaggiatori curiosi che, sedotti dal “niente” della valle, con un passa parola capillare l’hanno “portata” nei loro paesi (in Germania soprattutto, molti cittadini tedeschi hanno letteralmente adottato la valle). Quarta condizione, ma non ultima per importanza, l’ambiente, o meglio, la morfologia, l’evoluzione geologica che ha disegnato un solco vallivo un po’ budello, tutto anse. Dove la strada pare fatta apposta per scoraggiare le visite frettolose.
Il niente della Val Maira è stata la premessa per progettare il “tutto”. Il turismo dei passi, del camminare, in ogni stagione. I Percorsi Occitani, un itinerario che in 14 tappe (e molte varianti) compie l’intero periplo della valle, toccando tutti i comuni. In 14 giorni si va da una valle laterale all’altra, tra boschi e altopiani, alpeggi e borgate. Ognuna con il suo posto tappa.
Una rete di locande accomunate da un’accoglienza di qualità: buon cibo, informazioni, gentilezza. E una navetta (lo Sherpabus) per la logistica, i recuperi e le emergenze.

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Mettiamoci in scena

Chiudete gli occhi per cinque secondi e pensate ad un parco. Appena li riaprite, proseguite con la lettura di questo post e leggete alcune visioni delle aree protette del nostro legislatore. E nel resto del mondo della montagna.

Ma forse tu non sei mai stato in un parco. Ok, allora prova ad entrarci contemplando per qualche istante la foto qui sotto:

Nella riforma della legge sui parchi (manca solo più l’approvazione al Senato), tra le varie cose, alcune molto discutibili, si prevede il divieto dell’eliski.

Solo nei parchi? E nelle altre montagne? Sono di serie B?

Il divieto invece non è previsto (?) per tutti gli altri mezzi motorizzati sebbene il Cai l’abbia proposto. Leggi il resto dell’articolo

CIPRA Italia: no ai voli ludici in zone montane

cipra_logoRiportiamo la posizione del Consiglio direttivo della CIPRA Italia (che tra i soci fondatori annovera anche il Club Alpino Italiano) in merito ai sorvoli con velivoli a motore in zone di montagna.
Posizione assolutamente condivisa dai camosci.

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Voli in elicottero in zone montane
CIPRA Italia chiede il divieto generalizzato per i voli a fini ludici

CIPRA Italia da anni denuncia come l’Italia sia l’unico paese alpino sprovvisto di normativa in materia di voli a motore in zone di montagna. CIPRA Italia ricorda i problemi causati dal sorvolo a bassa quota, da quelli ambientali causati dal rumore, al rischio di provocare il distacco di valanghe, al disturbo arrecato ad altre pratiche sportive, in particolare lo scialpinismo, o in generale ad altre forme di fruizione silenziose della montagna, negli ultimi anni in crescita.
Per il trasporto in alta quota di poche persone intere valli sono costrette a subire per ore il rumore di un elicottero. Per la fauna selvatica, specie nel periodo invernale, il rumore dell’elicottero può essere fatale o provocare l’abbandono dei quartieri di svernamento verso aree meno appropriate.

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Sentieri: risorsa o problema?

Salendo al Rifugio PonteseRiportiamo la sintesi dell’incontroI sentieri anima del turismo sostenibile e accessibile. La questione della frequentazione non regolamentata con motoslitte, mezzi motorizzati, trial e dell’eliski” organizzato dal CAI nell’ambito del Festival di cultura di montagna “La magnifica terra” e ne condividiamo il pensiero.

L’Italia – è emerso nel convegno – è il Paese con la più alta biodiversità d’Europa, è caratterizzata da paesaggi culturali e ambientali di rara bellezza e da produzioni enogastronomiche di eccellenza. In questo scenario si inseriscono i sentieri, un valore aggiunto del territorio sul quale puntare per promuovere ulteriormente i punti di forza del Bel Paese.

È tempo di impegnarsi con decisione per vincere le resistenze di chi vede il turismo a passo d’uomo come marginale e minore per farlo riconoscere una fonte di uno sviluppo che coniuga tutela dell’ambiente e arricchimento culturale. Leggi il resto dell’articolo

Il silenzio della montagna e il senso del sacro

2015-06-21 294 (1024x683)Incrocio casualmente Enrica Raviola mentre vago tra la carta della Libreria La Montagna di Torino. Solo qualche giorno prima, sull’account Twitter di @alpidoc, scopro l’ultimo numero della loro rivista, incentrato sulla montagnaterapia, che però si vende solo nelle edicole delle provincia di Cuneo.
Acquisto per curiosità il n. 89 di Alpidoc e subito mi imbatto nell’editoriale: si parla di silenzio violato, quel silenzio che tutti gli amanti della montagna – che la vivono come uno spazio del sacro – apprezzano profondamente e di cui non potrebbero fare a meno.
Noi condividiamo in pieno.
Grazie ad Enrica e alla redazione di Alpidoc per la gentile concessione e vivissimi complimenti per la bella pubblicazione.


Negli ultimi tempi, visto il dibattito che si è scatenato sui media, ho letto e ruminato parecchie dichiarazioni sulla questione eliski. Ma soltanto stamattina mi si è accesa una lampadina nel cervello.
Che non emanerà una luce particolarmente originale, però…
In sostanza ho fatto uno più uno ed è scattato l’interruttore.
Uno numero uno. Giorgio Bavastrello, snowboarder ripidista, su questo numero di Alpidoc a pagina 59 dice: «So solo che quando comincio a camminare con lo zaino e la tavola inizio a sentirmi bene. Più sto in quell’ambiente e più questa sensazione di benessere si diffonde dentro di me. Mi piace guardare i colori tenui dell’inverno, ascoltare il suono del silenzio, assaporare la solitudine che solo certi spazi possono darti».

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Strade, moto, quad sui sentieri del Piemonte (e nel resto d’Italia)

A piedi in Piemonte vol.3Come suggerisce il titolo di questa bella pubblicazione, la natura del Piemonte può riservarci fantastiche sorprese se le andiamo incontro a piedi. E ai nostri piedi, che amano portarci lontano, basta davvero poco per muoversi e sentirsi liberi.
Appena sfoglio le prime pagine di “A piedi in Piemonte“, scritto da Filippo Ceragioli, Aldo Molino e Mariano Salvatore, e stampato da Iter Edizioni nel 2008, mi imbatto sulle indicazioni pratiche dove, guarda caso, ci sono anche quelle relative alle strade, alle moto e ai quad: qui gli autori denunciano il rischio di devastazione della rete sentieristica piemontese.
Chi segue questo blog sa bene che nulla è cambiato negli ultimi anni, anzi, le cose peggiorano e l’escursionismo è sempre più minacciato e sotto attacco dalle politiche di sviluppo (?) per la montagna e dalle lobby dei motori (accoppiata perfetta). Nel 2013 l’Emilia Romagna ha legiferato dando la possibilità di percorrere i sentieri di montagna anche con mezzi motorizzati. Lo scorso anno invece è stata la Lombardia ad approvare una legge che consente ai Comuni di autorizzare lo svolgimento di manifestazioni che prevedono l’utilizzo di mezzi a motore su sentieri, mulattiere e boschi.


Strade, moto, quad

Testo di Filippo Ceragioli, Aldo Molino e Mariano Salvatore.

ruspaPer l’escursionista le strade sterrate sono meno piacevoli che i sentieri, ma camminare su sterrato è pur sempre meglio che non sgambare sul duro asfalto. Nella prima edizione di questa guida ci auguravamo che qualche amministratore si accorgesse prima che fosse troppo tardi di come i sentieri e le mulattiere siano un bene prezioso da salvare dalla distruzione. In qualche caso l’augurio è stato messo in pratica, ma a inficiare il lavoro di non pochi amministratori illuminati il partito dello sviluppo ad ogni costo ha proseguito insensibile nella sua strada. Ci si lamentava allora di “ruspa selvaggia”. Quelle considerazioni valgono tuttora. Strade agro-pastorali si insinuano nei boschi, sulle colline e nelle valli e decretano l’abbandono o la distruzione – a colpi di ruspa – delle vecchie mulattiere. E alle prime piogge, essendo ques’ultime fatte quasi sempre senza il minimo criterio che non sia quello del minore costo possibile, ecco frane, smottamenti e fango. Leggi il resto dell’articolo

Due passi con l’elicottero

Grazie ad un tweet dell’alpinista Alessandro Gogna, veniamo a conoscenza dell’avanzata dell’eliski in Piemonte.

Di mezzi motorizzati vari e del nuovo approccio per godere della montagna – in perfetto stile apocalittico – se ne era anche parlato nel post Apocalypse Alps.

Eccovi la novità dalla Regione Piemonte che ci lascia completamenti attoniti.

Dopo la valutazione di incidenza positiva per l’eliski per l’Alta Valsesia arriva quella per la valle Anzasca (Macugnaga) e limitrofe e arriverà a breve anche quella per la val Formazza.

di Marco Tosi

Vi invito, se ne avete la voglia ed il tempo, a leggere il contenuto della Valutazione di Incidenza per capire quanta pochezza di cultura civica ed ambientale, quanta arretratezza culturale, quante stridenti contraddizioni, quanto asservimento alla politica c’è nelle nostre istituzioni perché la Regione Piemonte, il cui dirigente ha determinato giudizio positivo di valutazione d’Incidenza, è un’istituzione.  continua a leggere sul Gogna Blog.

Eco-opportunismo?

moto

Le moto sono una risorsa per la montagna?

E’ nato tutto per caso da un tweet del 28 giugno scorso fatto dal C.A.I. sezione Ligure con il quale ha condiviso in rete il seguente articolo comparso sul quotidiano La Stampa e che riporto qui di seguito.

I sentieri delle Cinque Terre salvati dagli enduristi

Gli enduristi sono una risorsa preziosa. È il caso delle Cinque Terre, dove si offrono di pulire sentieri lasciati nel degrado.

I quotidiani locali e nazionali hanno negli scorsi giorni denunciato lo stato di abbandono e incuria in cui versano diversi sentieri che fanno parte dell’Alta Via. Parliamo delle Cinque Terre, nello specifico dei percorsi sopra Levanto. Il CAI e il Parco delle Cinque Terre hanno promesso interventi rapidi di bonifica dei sentieri. Ancora più rapida e apprezzabile è stata la risposta degli enduristi locali, che hanno offerto il loro aiuto su base volontaria per ripulire i sentieri. Leggi il resto dell’articolo

Noi o loro?

20130425-159Art. 11 della Legge regionale 2 novembre 1982, n. 32:

Su tutto il territorio regionale è vietato compiere, con mezzi motorizzati, percorsi fuoristrada.
Tale divieto è esteso anche ai sentieri di montagna e alle mulattiere, nonché alle piste e strade forestali che sono segnalate ai sensi della legge regionale 12 agosto 1981, n. 27.

Poteva succedere durante l’escursione a Paraloup (almeno durante la Festa della Liberazione del 25 aprile scorso), lungo i sentieri della Memoria delle Alpi, di non ritrovarsi tra i piedi le moto da cross?

Il 17 dicembre dello scorso anno il sig. Enzo (coordinatore dell’intervento di controllo e repressione dei comportamenti scorretti dei guidatori di motoslitta a Pian Munè) aveva commentato il post “Una sanzione che fa notizia” chiedendo informazioni su quanto assistito il 24 novembre 2012 proprio a Paraloup. Qui ci troviamo 5 mesi dopo, precisamente nella festività del 25 aprile scorso, durante l’uscita programmata dal CAI Uget Torino a Paraloup e Monte Tamone. Leggi il resto dell’articolo

Ritorno a Paraloup

ritorno a paraloupVi ricordate i post su borgata Paraloup (qui e qui)? Il 5 dicembre scorso uno di essi era anche stato preso in considerazione da Torino e le Alpi, per evidenziare il problema delle moto che scorazzano impunemente sui percorsi fuoristrada (attività vietata in Piemonte).

Giovedì 25 aprile il Cai Uget Torino organizza l’escursione proprio in questo luogo potente ma non perché ci troviamo i mezzi motorizzati a profanare il silenzio della memoria. Potente perché qui, tra questi monti, a cavallo tra la Val Grana e la Valle Stura, ritroviamo la forza, il coraggio, lo slancio immortale di chi ha speso la propria vita per la libertà.

Ritroveremo appiccicati sui versanti di queste vallate quei valori, macchiati col sangue di chi ha lottato per consegnarci un mondo senza tiranni (trovando rifugio proprio nelle montagne), grazie ai quali possiamo ritenerci felici ed orgogliosi di appartenere al genere umano. Leggi il resto dell’articolo

Il CAI per la salvaguardia dell’ambiente alpino

paraloupA settembre dello scorso anno avevo scritto un post (Apocalypse Alps) riportando un articolo scritto da un camminatore per l’editoriale dei lettori de La Stampa. In quell’articolo, che mi aveva molto colpito, Davide Sapienza lamentava giustamente l’invadenza del traffico motorizzato sia per aria che per terra, durante un’escursione al Monte Alto (Alpi Orobie) segnalando anche che da lì a poco il Consiglio Direttivo del Cai Bergamo avrebbe discusso le linee di indirizzo e autoregolamentazione in materia di ambiente e tutela del paesaggio.

L’altro giorno, navigando sul notiziario on-line del Cai (Lo Scarpone), rintraccio la notizia che tratta proprio delle linee di indirizzo in merito al divieto di circolazione dei mezzi motorizzati sui sentieri di montagna, elaborate dall’Unione Bergamasca delle Sezioni e Sottosezioni – Conferenza Stabile delle Sezioni e Sottosezioni Vallecamonica e Sebino (documento prodotto il 8.10.12). Leggi il resto dell’articolo

Una sanzione che fa notizia

Tra i mezzi motorizzati che appestano la montagna ci sono anche le moto. Qui scorazzano nei dintorni di borgata Paraloup (CN)

Segnalo una notizia pubblicata dal “Quotidiano on-line” (il notiziario della Provincia di Cuneo) di cui mi ha informato l’amico Francesco Pastorelli, Direttore di CIPRA Italia.

Sanzioni per motoslitte fuoristrada in mezzo agli escursionisti a Pian Munè“, leggete l’articolo: http://notizie.provincia.cuneo.it/?p=22997

Nell’articolo si legge anche che:

Ancora una volta ringraziamo le nostre guardie per l’intervento tempestivo – hanno detto la presidente Gianna Gancia e l’assessore alla Tutela della Fauna e Flora, Stefano Isaia – che ha permesso di individuare sul fatto i responsabili. La pratica della motoslitta fuoristrada è vietata non soltanto per ragioni di sicurezza perchè può favorire la formazione di valanghe,  ma anche perchè crea grave disturbo e danno alla fauna alpina, in particolare alle pernici bianche e ai galli forcelli, due specie che per ripararsi del freddo creano gallerie sotto la neve e possono venire travolti ed uccisi dal passaggio delle motoslitte. Anche questo intervento è una conferma dell’attenzione che la Provincia riserva al territorio e ad un suo equilibrato utilizzo”.

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Senza limiti

«Viviamo in mezzo alla finzione e al frastuono e il recupero di una dimensione acustica della vita passa attraverso il silenzio. E la montagna è il grande serbatoio del nostro silenzio». Paolo Rumiz

Paraloup, “difesa dai lupi” ma non dai mezzi motorizzati. Del post su questa zona alpina ricca di valenze storiche attinenti alla nostra libertà, fondamentale ed imprescindibile bene comune della democrazia, non ho parlato di un aspetto vergognoso, ovvero di chi utilizza i sentieri e le sterrate di montagna, che ci consentono di conoscere e respirare i luoghi della Resistenza, come appunto lo sono Paraloup e il Monte Tamonealla stregua di piste da motocross.

A quello che potete vedere di seguito (foto scattate il 24 novembre scorso) è la prima volta che mi capita di assistere da quando compio escursioni sulle Alpi: mi provoca molto amarezza pensare che certi comportamenti odiosi si manifestino proprio in ambienti che non meritano questa stolta indifferenza. Comportamenti che, oltre a deturpare e a disturbare, banalizzano e degradano la montagna. Leggi il resto dell’articolo