Buone Feste

2016-12-18-331-1024x724  “Viaggiamo lentissimamente ma sicuramente

Quintino Sella

In una diafana mattina dicembrina delle basse Valli di Lanzo, la Luna algida e silenziosa cede il palcoscenico alpino al tiepido e rincuorante Sole mentre sopra di noi estese faggete custodiscono vecchi cammini in pietra scolpiti dai montanari. Ne scegliamo uno che va verso est, dove brillano le prime luci del nuovo giorno.

Immersi in silenzi profondissimi, calpestiamo l’autunno mentre raggi di ombre e luci arredano i nostri passi. L’azzurro fulgido dell’universo s’infila tra il mutismo rivendicando la sua presenza nel disordine delle popolazioni arboree.

Le mulattiere serpeggiano tra mondi in rovina che hanno scelto, come stambecchi, di morire in dignitosa e silenziosa solitudine, abbandonando gli uomini al loro incerto destino. Accolgono i nostri lievi passi che esprimono gratitudine per poter essere testimoni di mondi altri che edificarono le montagne.

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Un luogo come dono

Le MoieQuando oggi parliamo dell’udito e di ciò che esso recepisce, pensiamo subito al rumore, alla mancanza di silenzio e non a caso l’inquinamento sonoro è ormai percepito come un problema ecologico. Del resto, l’udito è un senso sempre in funzione perché le nostre orecchie sono sempre aperte: a differenza degli occhi e della bocca, non possiamo chiuderle e quindi questo doppio orifizio, nonostante la sua apparente passvità – non si muove, né morde, né penetra, né cattura… – è in realtà l’unico a essere sempre in funzione, giorno e notte. Sempre aperte sul mondo, le orecchie non sanno opporre nessuna chiusura: possiamo solo tendere l’orecchio oppure fare i sordi, ma non possiamo impedire al suono di raggiungerci.” […].

Tratto dal libro “Il Pane di ieri” di Enzo Bianchi

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I bambini sono cosmici

Il 10 ottobre di quest’anno siamo stati invitati da Olimpia e Andrea a trascorrere un fantastico week end a Piedicavallo, deliziosa borgata delle Prealpi Biellesi, nella bellissima Valle del Cervo. Oltre alla loro straordinaria ospitalità, dipinta di immensa allegria dai loro deliziosi bambini, abbiamo avuto modo di apprezzare un altro angolo di Alpi piemontesi lambite di cultura e tradizioni Walser.

Olimpia, con la sua amica Elena, l’abbiamo conosciuta ad agosto durante un trekking indimenticabile (quello della Bessanese, tra Valli di Lanzo e Savoia) che abbiamo percorso insieme a Germano.

I loro auguri di Buon Natale ci sono arrivati con un video direttamente dai loro bimbi con la partecipazione straordinaria di un loro amichetto.

Germano, durante il Tour della Bessanese, ha definito i bambini “cosmici“. Come non dargli ragione? Buona visione!

 

Beppeley

Alpinisti

Di Chiara e Sergio ne avevo già parlato in questo post. Ieri mi hanno inviato questa bellissima mail di auguri che, con il loro permesso, desidero riportare qui, in questo blog.

Mi sono commosso, soprattutto perché dalle tante chiacchiere che si fanno intorno al mondo dell’alpinismo sovente sfuggono le cose più semplici ma al contempo potenti come queste riflessioni che dispiegano un amore sconfinato. Non voglio aggiungere “per l’alpinismo” perché rischierei di banalizzare la parola “amore”. Sergio, prima che l’amore specifico per le montagne, per le vette, mi ha trasmesso una passione cristallina e potente come l’energia del cosmo. Che forse è anche capace di spostare le montagne.

Questo augurio stupendo, che ho trovato nella mia casella di posta elettronica, forse può farci pensare a tutte quelle persone che amano. Senza paura, con profonda convinzione e con una passione che è difficilmente interpretabile ma che può essere serenamente annoverata nei misteri della vita. Leggi il resto dell’articolo

Angeli e demoni

soleNatale si sta avvicinando e ho pensato di lasciare in questo blog un augurio speciale a tutti voi riportando un breve brano del libro Il segno dei giorni, di Ariela Robetto. Farete, nel giro di pochissimi minuti, un viaggio tra Oriente e Occidente, tra bene e male, tra angeli e demoni.

Tra storia e cultura delle Valli di Lanzo.


[…] Il Natale ha preso, verso la metà del secolo IV, nella Chiesa d’Occidente, il posto della festa di Mitra, Natalis solis invicti, cadente secondo il calendario romano il 25 dicembre, ritenuto erroneamente solstizio d’inverno al posto del 21.

Mitra era una divinità iranica, il cui culto fu diffuso nel II-III secolo d.C. dai soldati delle legioni romane che lo avevano conosciuto nelle campagne d’Oriente. Era identificato con il Sole e veniva adorato nei mitrei, santuari che in Roma erano circa in numero di duemila: si trattava di sale sotterranee in cui gli adepti consumavano il pasto comune, uno degli atti solenni del culto che richiama il banchetto eucaristico della tradizione cristiana. Nei mitrei si svolgeva un servizio quotidiano rivolto alla statua, un altro settimanale per santificare la domenica, infine la grande festa annuale del 25 dicembre, anniversario della nascita del dio solare, immaginato uscente da una rupe. A sostegno di tutto vi era una dottrina centrata sui benefici scaturiti dalla vittoria divina sul male (identificato con il toro), ricca di contrapposizioni dualistiche tra angeli e demoni, tra bene e male. Il banchetto mitraico ripeteva quello celebrato da Mitra vittorioso con i suoi alleati all’ origine del tempo e anticipava quello finale quando, secondo le credenze, Mitra avrebbe suscitato i morti dal sonno e separato i giusti dai malvagi. Leggi il resto dell’articolo