La festa è finita

IMG_0835aMi è sempre piaciuto pensare che per gli animali che hanno passato il lungo inverno chiusi nelle stalle, la salita in alpeggio e l’estate trascorsa all’aperto sui monti fossero una festa. E che sicuramente fossero animali più fortunati rispetto ai loro simili, chiusi per tutto l’anno nelle stalle di pianura.

Quest’anno, per molti di loro, la festa è finita all’improvviso con la nevicata di due sabati fa. In tutta fretta, la mattina di domenica, le mandrie hanno dovuto abbandonare l’alpeggio perché non c’era più da mangiare, l’erba ancora verde improvvisamente coperta da una quindicina di centimetri di neve.

L’operazione è anche rischiosa per gli animali non abituati a camminare sul terreno particolarmente scivoloso. Leggi il resto dell’articolo

Incanto autunnale

20131012-026C’è solo un caso in cui si può ascoltare la pioggia quando il cielo è perfettamente sereno: bisogna trovarsi in un bosco subito dopo una nevicata ed avere molta fortuna di entrarci al momento giusto, quando il sole intona il nuovo giorno baciando le chiome degli alberi.

E’ successo sabato scorso, subito dopo quell’impulso di aria fredda che ha fatto cadere fiocchi pesanti sopra i mille metri in Val d’Ala.

Lo scenario da favola è il bosco che si trova sopra Martassina (1187 m, fraz. di Ala di Stura), e l’itinerario escursionistico che mi ha fatto incantare (il sentiero delle masche) è quello che avevo già in parte descritto nel post Dimenticare il mondo ma questa volta con rientro a Martassina passando prima per l’boschialpeggio de la Tea (1539 m), compiendo così un bellissimo giro ad anello.

Questa volta il “mondo”, proprio nel giorno delle Ali della libertà sulla Punta del Rous, è tutto da ricordare e da stivare in un angolo dell’anima.

Voglio credere che i ragazzi caduti in volo sulla Val d’Ala il 12 ottobre 1944 abbiano voluto regalarmi una giornata straordinaria, forse anche facendomi assistere ai giochi con il vento di due giovani aquile che volteggiavano sopra il Laietto con improvvise picchiate: uno spettacolo unico.

Mi fermo qui, invitandovi a prendervi qualche minuto per ammirare qualche foto di questa giornata davvero straordinaria nei boschi incantati della Val d’Ala: cliccate qui per vedere lo slideshow su flickr (il pulsante in basso a destra permette di vederlo a tutto schermo).

Scenari di primavera

La stagione invernale ha fatto registrare valori di precipitazioni superiori alla media nei settori meridionali, dove occorrerà prestare attenzione alle possibili attivazioni di fenomeni valanghivi e di frane. Per il trimestre aprile-maggio-giugno le previsioni meteorologiche stagionali non rilevano segnali significativi di anomalie rispetto alla media climatologica, solo nel mese di aprile è previsto sul Piemonte un segnale più marcato di anomalia positiva di precipitazione.

Precip. nevoseDall’Arpa Piemonte un documento interessante sui probabili scenari meteorologici, idrologici e geomorfologici per il territorio piemontese nella primavera 2013.

Per approfondire l’argomento:

“Valutazione dei possibili scenari meteorologici, idrologici e geomorfologici per il territorio piemontese nella primavera 2013”.

Poggio Tre Croci – Alta Valle di Susa

laricetoPartenza: Bardonecchia – Borgo Vecchio – Piazza del mercato del giovedì – 1315 m

Dislivello: 800 m

Versante: Nord/Est e da 1700 m  Nord

Tempo di percorrenza: 5 h 30’

Cartografia:  Fraternali editore – Alta Val Susa – scala 1:25.000;  IGC n. 104 Bardonecchia, Monte Thabor, Sauze d’Oulx – scala 1:25.000

Raggiunto il Borgo Vecchio e parcheggiato l’auto, prendere il viale alberato che costeggia il torrente Rho,  attraversare a sinistra il ponte e tenendo la destra percorre la strada fino alla cima. In realtà il Poggio Tre Croci è la spalla terminale della dorsale dei Re Magi, che separa il Vallone della Rho dalla Valle Stretta e s’ innalza in posizione dominante sulla conca di Bardonecchia.

Il percorso si svolge camminando per lo più in una zona boscosa e su una strada militare per poi aprirsi, una volta arrivati alle tre croci metalliche, ad un ampio panorama sulle cime che contornano la conca di Bardonecchia: dalla Valle Stretta -l’Aiguille Rouge- alla valle della Rhô, al comprensorio sciistico di Bardonecchia, il Colomion e lo Jafferau, e, alle spalle del Colomion il gruppo della Punta Charrà,  parte del vallone di Rochemolles, il vallone del Frejus. Leggi il resto dell’articolo

Neve oltre i 1200 metri…

Li Fre“Neve oltre i 1200 metri, in calo in serata sui 1000 metri” ci dice il bollettino meteo di Nimbus per la giornata di sabato. La quota del limite delle nevicate è  perfetta per posare l’auto vicino a qualche villaggio delle Valli di Lanzo, imboccare il primo sentiero e mettersi in cammino sotto i fiocchi di neve.

Si torna in Val Servin per immergersi nei silenzi di quest’inizo di  primavera.

Cerco la neve, mi attrezzo a dovere e mi lascio trasportare dalle mie gambe. Il Sentiero Natura della Val Servin è uno di quei luoghi in cui incontrare se stessi in un dialogo benefico con l’ambiente montano antropizzato.

Qui non ci sono palazzoni, mega comprensori sciistici, paesoni e neve firmata.

In questo microcosmo alpino si sta bene in compagnia dei boschi e di quelle donne e uomini che hanno modellato queste strepitose vallate. Leggi il resto dell’articolo

L’economia del gallo forcello

logo-rdg-frLes animaux sauvages ne peuvent résister aux rigueurs de l’hiver en montagne qu’en économisant leurs réserves d’énergie. Par une meilleure connaissance de la vie sauvage, vous pouvez éviter tout dérangement inutile et saisir les secrets de la nature – par exemple, en étudiant les traces d’animaux laissées dans la neige.

Gli animali selvatici non possono resistere ai rigori dell’inverno in montagna senza economizzare le loro riserve di energia. Per una migliore conoscenza della fauna selvatica, potete evitare inutili disagi e cogliere i segreti della natura – ad esempio, studiando le tracce di animali lasciate nella neve.

Tratto da www.respecter-cest-proteger.ch/wildtiere/

Lezione di economia (reale) dagli animali selvatici che vivono in montagna. Questo è l’importante messaggio che esce sfogliando il sito internet www.respecter-cest-proteger.ch. Anzi, dovrei dire che esce proprio dalle tane nella neve della fauna selvatica. Leggi il resto dell’articolo

Al cospetto del Rosa

verso il Colle VascotchazIl Colle di Vascoccia (2559 m) in alta Val d’Ayas (siamo in Valle d’Aosta) è tra la Becca di Nana (3010  m) ed il Monte Facciabella (2628  m).

Il vento Matteo non ha permesso a me ed agli amici del Cai Uget di raggiungere la cima del Facciabella (il cui toponimo probabilmente deriva dal vocabolo celtico Bel,  “alto”, e da face, “terreno molto ripido adibito a pascolo”) ma il superbo panorama del massiccio del Monte Rosa, una volta giunti al Colle, ci ha ampiamente ripagato.

Siamo in terra Walser e proprio nella frazione di Mandriou ho notato alcune case con la loro inconfondibile architettura. Dei Walser, estremamente moderni, mi piacciono alcune loro scaltrezze per poter sopravvivere in alta quota:

  • il ritardo del matrimonio e un’autoregolamentazione delle nascite (per non depredare, in periodi di magri raccolti,  le risorse dell’ambiente);
  • una grande stufa al centro della casa che irradia calore dal centro alle zone circostanti (tornata di moda con la bioarchitettura) e la stalla sita al piano inferiore della casa. Leggi il resto dell’articolo

Approccio alla montagna

2006Dopo ben trent’anni di storia la rivista Piemonte Parchi non verrà più stampata ma sarà solo più consultabile in versione on-line (c’è però l’archivio con tutti i numeri pubblicati negli anni scorsi in formato pdf).

E così, dopo il notiziario mensile del Cai “Lo Scarpone“, un’altra voce della montagna finisce smaterializzata sul Web. A me sinceramente dispiace molto perché amo ancora leggere toccando la carta e non guardando uno schermo di un pc, di un tablet o di altro apparecchio elettronico, sebbene sia un blogger. Intanto diciamo subito una cosa: su tali aggeggi elettronici ormai passa di tutto (mail, telefonate, chat, foto, video, musica, ecc.) ed è quindi molto facile distrarsi e farsi tentare da altre cose. Anche il tempo che dedichiamo ad una sana lettura finisce per essere processato dalla tecnologia. E’ un tempo “rubato”, fatto a pezzettini, frantumato e banalizzato. Ci riflettevo proprio ieri mattina mentre sfogliavo la rivista Alp che nell’ultimo numero (il 287) propone articoli davvero molto interessanti, tra cui un pezzo bellissimo di Enrico Camanni Cento fantasmi di neve (del quale vi parlerò più avanti). Leggi il resto dell’articolo

Nevi eterne

nevaioRicordo nitidamente lo straordinario stupore che mi colse quando vidi per la prima volta la neve in estate: fu come una magia. Ero piccolino, e mentre camminavo, sentivo fischiare le marmotte in mezzo alla nebbia. Seguendo un sentiero, decollato da un bosco di conifere, ci eravamo lasciati alle spalle quel briciolo di civiltà stipata dentro il rifugio per andare dove la neve non muore mai. Mio padre, con amici di famiglia, mi aveva spinto lassù, fino a grattare il cielo della Val di Susa.

Era davvero neve d’estate. Era agosto e non mi sembrava vero!

Le nevi eterne si studiavano a scuola, durante le lezioni di scienza e geografia. Magari le vedevi in qualche foto e poi ti chiedevi come poteva succedere che, sebbene facesse caldo, la neve non riusciva a sciogliersi completamente. Presto sarebbero arrivati i primi fiocchi a rifornire nuovamente il manto nevoso. Così da sempre, anno dopo anno.

E poi i “ghiacciai perenni”.

Quando penso a questa parola, perenne, che ultimamente la vedo sbiadire come una foto antica, mi sembra di fare un grosso balzo all’indietro, per tornare alla fine degli Anni Settanta. Leggi il resto dell’articolo

Sicuri con la neve 2013

valangaGiornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti nella stagione invernale

Segnalo un’importante iniziativa promossa dal  Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, dal Club Alpino Italiano con le Scuole d’Alpinismo e Scialpinismo, le Commissioni e Scuole Centrali di Escursionismo, Alpinismo Giovanile, Fondoescursionismo, dal Servizio Valanghe Italiano, dalla Società Alpinistica F.A.L.C., da Enti ed Amministrazioni che si occupano di montagna, in merito alla prevenzione degli incidenti che possono occorrere durante le uscite in ambiente innevato.

Domenica 20 gennaio 2013, si terrà una giornata nazionale di sensibilizzazione e prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale; valanghe, scivolate su ghiaccio, ipotermia ed altro ancora saranno i temi d’interesse. Leggi il resto dell’articolo

Anticipo d’autunno in Val d’Ala

Solo qualche giorno fa la temperatura in casa, a circa 900 metri di quota in Val di Lanzo, era di 25 gradi. Stamattina il termometro (foto a sinistra) segna 18°. Fuori la minima ha raggiunto i 9° rispetto ai 20° toccati nei giorni di massimo calore.

Fino a quasi metà mattinata è piovuto insistentemente. Dalla finestra si nota la prima neve intorno ai 2500 metri. La curiosità di vedere come è cambiata repentinamente la montagna, spingendomi verso l’alta Val d’Ala, fino sul Pian della Mussa (1800 metri circa), è forte. E così parto, facendomi guidare dall’asfalto della provinciale.

La pioggia di questi ultimi giorni ha rinvigorito la vegetazione che d’improvviso si è accesa di tinte più scintillanti ed intense come questo versante, esposto a nord, dove la foresta sembra gioire per aver finalmente goduto della tanta sospirata innaffiata. Leggi il resto dell’articolo

Il rischio valanghe

Grazie al post precedente, “Il silenzio della neve”, che mi ha dato lo spunto per ulteriori ricerche di risorse su internet, ho scoperto un sito interessante per chi ama frequentare la montagna in ambiente innevato.

E’ il servizio SIVA (Sistema Informativo Valanghe) che molto probabilmente gli scialpinisti e i ciaspolatori più arditi, ma anche i più informati ed attenti a prevenire il rischio valanghe, lo conosceranno già. Personalmente invece è stata una piacevole sorpresa poter accedere a tale strumento, così definito dall’Arpa Piemonte:

Il Sistema Informativo Valanghe è uno strumento di analisi e consultazione di dati cartografici, data base alfanumerici associati, fotografie e documenti storici, periodicamente aggiornato alla luce degli eventi valanghivi stagionali e del reperimento di nuovi dati storici”.

Così, pensando alla mia modestissima attività escursionistica in ambiente innvevato, ho provato a curiosare in Val d’Ala (Valli di Lanzo) analizzando la zona di Testa Pajan (1858 m), gradevole meta di un’ escursione con le racchette da neve (media difficoltà), con partenza da Almesio (760 m – fraz. di Ceres) percorrendo una carrozzabile che ben presto diventa una strada sterrata (anche senza neve è una piacevole ed interessante escursione in un ambiente solitario e molto affascinante; ne avevo già parlato nel post “Il mondo dietro casa“). Leggi il resto dell’articolo

Il silenzio della neve

Solo fino a qualche giorno fa, i giornali e le televisioni ci hanno inondato di notizie riguardanti le nevicate, più o meno “imponenti”, che si sono abbattute sulla nostra Penisola, al nord come al sud, creando gravi problemi nei confronti di cittadini ed istituzioni completamente impreparati ad affrontare eventi simili.

Anche in una città come Torino, sebbene la neve non abbia insistito come in altre zone del nostro Paese, ci sono state polemiche e lamentele per qualche disagio che la neve ha creato scombussolando il “normale” svolgimento della vita cittadina.

Durante quei giorni, catturato come tanti dal  flusso, anch’esso imponente,  di notizie, foto, servizi televisivi, interviste, attacchi vari ai sindaci delle città, polemiche e così via, ho pensato spesso ad un silenzio particolare, insolito, ma anche molto elegante ed eloquente. E’ il silenzio che proviene da certe valli alpine distanti solo un’ora di auto dalla metropoli in cui vivo.  Frugando nei ricordi dei racconti dei vecchi e tra le letture che ho potuto fare, ho pensato che grandi nevicate ce ne sono sempre state, anche quando non c’era tutta questa tecnologia che ci circonda e che ci fa sentire illusoriamente così potenti ma in verità così fragili da ritorvarci in un batter d’occhio profondamente smarriti e disarmati sotto un’insistente ed “inattesa” nevicata  da inverno di “una volta”.

Di questo silenzio, ammantato di bianco, vorrei rendervi partecipi riportando qui uno scritto del mio amico Giorgio Inaudi, autore di libri di cultura alpina, grande conoscitore e straordinario narratore di quell’area francoprovenzale che si rinviene nei dintorni di Balme, piccolo villaggio alpino delle Valli di Lanzo. Leggi il resto dell’articolo

Se a febbraio e marzo verrà la neve…

Leggete cosa ci racconta Paolo Rumiz in un suo articolo pubblicato il 29 gennaio sul quotidiano “La Repubblica” a proposito delle bizzarrie del nostro clima:

L’allarme: da settimane lupi e uccelli hanno iniziato a riprodursi. E gli etologi avvertono: si è già modificata la fisiologia della fauna. Ora le uova dei merli rischiano di schiudersi quando non ci sono ancora insetti in giro.”

Strano parlare di caldo proprio adesso che è arrivato il gelo siberiano. Ma ci ricordiamo ancora delle temperature anomale solo di qualche giorno fa?

Sebbene non sia ancora finito, di sicuro tra qualche tempo archivieremo  questo inverno, nella nostra memoria, come un inverno gelido. Ma se solo torniamo indietro di qualche settimana, e proviamo a  confrontare le temperature misurate con quelle registrate negli ultimi decenni (intese come medie del periodo), troveremo di certo qualcosa di insolito da quando sono cominciate le misurazioni ufficiali.

Ecco l’articolo completo di Paolo Rumiz (lo scrittore del bellissimo libro “La leggenda dei monti naviganti”):

Gli animali pazzi di caldo. “Sono già in amore”.

Al chiar di Luna

Pian della Mussa è riconosciuto come uno dei pianori più belli dell’intero arco alpino. Se ci aggiungiamo anche una Luna piena fantastica, la più luminosa di tutto l’anno 2010, per la sua particolare posizione rispetto alla Terra, il villaggio di Balme, una buona compagnia e l’ospitalità dell’Antico Albergo Camussot, ecco che un sabato qualunque, si può trasformare in un sabato davvero eccezionale.

Era da molto tempo che desideravo fare un’escursione con la Luna piena. Abbiamo colto l’occasione grazie al programma di uscite che lichene1 (http://andreamantelli.blogspot.com/) propone con le racchette da neve nelle Valli di Lanzo. Neanche le poco invitanti previsioni meteo di Nimbus sono riuscite a scoraggiarci. Eccole nel bollettino emesso venerdì scorso:

“Da sabato prevarranno venti settentrionali più asciutti favorevoli a belle schiarite, ma daranno il via a una nuova intensa irruzione di aria polare che manterrà temperature gelide in montagna nel fine settimana con punte di -20 gradi dai 2000 m e da domenica si riaccentueranno le gelate notturne anche in pianura”.  Leggi il resto dell’articolo