Storie di povertà

I sentieri interessati dall’ennesima pista (Val d’Ala – Valli di Lanzo)

Riceviamo e pubblichiamo con grande sconforto la lettera di Maria Piera Solero montanara resistente e contraria alla costruzione dell’ennesima pista silvo-agro-pastorale che andrebbe a devastare un’area alpina meravigliosa del versante sud della Val d’Ala (Valli di Lanzo), ora interessata solo da un bellissimo sentiero voluto dal CAI di Ala di Stura, ideando così uno stupendo sentiero balcone.

L’ennesima pista, l’ennesima storia di povertà e miseria, come quella che è emersa negli ultimi mesi dalle parti del Comune di Groscavallo (Vallone di Sea e dintorni), dove le ultime notizie dei giornali (con gli asinelli di Sea allevati dalla ditta dell’ex sindaco e marito della Dafarra, sindaco di Groscavallo) lasciano profondamente smarriti ed attoniti su come vengono sfruttate le ricchezze ambientali, prese di mira eslcusivamente per interessi personali e particolaristici. Il tutto a discapito del bene comune così ricercato da chi ama l’escursionismo e il turismo ambientale e culturale, vere fonti di reddito per chi ha voglia di lavorarci.

Se da quanto emerge dalla stampa la Val di Sea (e dintorni) dovrebbe essere salva (per il momento), proviamo ora a spostare lo sguardo un po’ più in là, nella valle a fianco. Leggi il resto dell’articolo

Piste: la posizione di Bätzing e Kleider

CIMG0324 (1024x768)Ringraziamo sentitamente Werner Bätzing (autore tra l’altro dell’opera “Le Alpi. Una regione unica al centro dell’Europa“) e Michael Kleider per averci concesso di pubblicare le loro autorevoli considerazioni in merito alla costruzione delle piste agro-silvo-pastorali. Un grazie di cuore anche a Paolo Maggiora per la traduzione.
Questo post proseguirà con la presentazione e il commento delle slide proiettate sulle piste nelle Valli di Lanzo nelle serate tenutesi al Cai Torino e a Fiano nei mesi di novembre e dicembre del 2016; seguirà l’elenco delle nuove piste in previsione di realizzazione nelle Valli di Lanzo. In conclusione la denuncia del pericolo di una pista in Val di Otro, oggi un mondo senza strade.


Testo di Werner Bätzing e Michael Kleider (*) – Traduzione di Paolo Maggiora

Presa di posizione sulle nuove piste agrosilvopastorali nelle Valli di Lanzo

In un numero sempre maggiore di valli piemontesi, con l’aiuto di fondi europei, da circa 15 anni si realizzano nuove piste agrosilvopastorali. E da un certo tempo questo nuovo sviluppo riguarda anche le Valli di Lanzo.

Da molto tempo ci impegniamo entrambi in Germania per la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle Valli di Lanzo in quanto territorio dotato di grande biodiversità, dalle molteplici possibilità di sviluppo economico e nel quale il rispetto dell’ambiente gioca un ruolo centrale.

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Noi resistiamo

2016-07-02-535-1024x683Le strade parlano alle macchine. I sentieri all’uomo.

Le ruspe avanzano con la stradizazzione forzata ma noi continuiamo a cercare gli antichi sentieri. E non importa se sono ridotti a brandelli, feriti e malconci da chi vuole soldi facili. Fintantoché potremo camminare, i sentieri non moriranno.
Resistiamo alle finte piste agro-silvo-pastorali che non portano in nessun luogo, che rendono anonima la montagna annientandone storia e cultura.

In una domenica di fine novembre desideriamo immergerci nello stupefacente Vallone di Crosiasse, in Val d’Ala, la mediana delle Valli di Lanzo (To), graffiato dalla caparbietà dei vecchi montanari e odorante della fatica di antichi minatori che con sapere celtico hanno edificato le montagne delle Valli di Lanzo.
Dal vecchio borgo di Bracchiello (843 m) – dove finisce l’asfalto e comincia la montagna – resistiamo ad una pista spaesante, che con tanto di cartello ufficiale Cai-Regione Piemonte ti invita a cominciare un’anonima escursione, per percorrere invece l’antico sentiero che passa tra i viottoli delle baite e tra i rovi dell’indifferenza e della resa culturale. Scelta azzeccata perché avremo la fortuna di incontrare Cristina, splendida montanara che resiste a tutto. Leggi il resto dell’articolo

A cosa servono?

A cosa servono le piste agro-silvo-pastorali alla cui realizzazione la Regione Piemonte sta desitinando i fondi PSR 2014-2020  dell’Unione Europea?
E’ la domanda a cui non abbiamo ancora avuto risposta.
Gradiremmo poter ricevere, anche grazie a questo blog, delle considerazioni in merito, magari corroborate da dati che dimostrino quanti posti di lavoro sono stati creati negli ultimi anni (le vallate alpine sono cosparse di piste), quali attività sono sorte per lo sviluppo della montagna e le varie “ricadute” economiche. Nessuno al momento è riuscito a spiegarci queste cose, né da parte di esperti in materia e né da parte del mondo politico.

Se da una parte non abbiamo risposte verso questi “investimenti” pubblici sulle Alpi legati alla realizzazione di piste, invece dal punto di vista della fruizione dolce della montagna (ovvero godere di natura, paesaggi e cultura senza motori) le risposte sono assolutamente sicure e convincenti mentre i costi sono di gran lunga inferiori rispetto alle scorribande di ruspa selvaggia (ad esempio questa pista è costata circa 80mila euro al km (!), pista attualmente sotto inchiesta da parte della magistratura).
Sui rapporti costi-benefici dell’escursionismo ne avevamo già parlato nel 2013 con questo post ampiamente documentato (siamo in Svizzera). Qualche giorno fa invece la versione internet della rivista Trekking.it ha pubblicato un articolo interessantissimo (soprattutto dal punto di vista economico) dal titolo Quando camminare e andare in bici migliora l’economia (oltre che la salute) riprendendo uno studio del Colorado Office of Economic Development and International Trade pubblicato dal The Denver Post.  Leggi il resto dell’articolo

Piste agro-silvo-pastorali: confronto

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Cliccare per ingrandire

Postiamo l’articolo del settimanale “Il Risveglio” uscito giovedì  17 novembre 2016 che sintetizza ottimamente la serata di mercoledì 9 novembre organizzata dal CAI Torino avente titolo: “Le piste agro-silvo-pastorali nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro. Un caso attuale: il Vallone di Sea”.

Riporto di seguito qualche mia personalissima considerazione in merito.

Incontro ricco di relatori e di temi interessanti. Peccato, nonostante gli interventi stringati, sia saltato il dibattito causa tarda ora. Mi sarebbe piaciuto sentire le opinioni dei presenti.

Dal pubblico, qualcuno ha fatto notare che la serata dovrebbe essere riproposta nelle Valli di Lanzo per agevolare la partecipazione dei valligiani.

Spero che la voglia di condividere le notizie delle Valli di Lanzo continui e non capiti che, di ritorno da un’escursione, chiedendo all’avventore del bar cosa sono quei segni arancio fosforescenti sul sentiero, picchetti piantati e nastri bianchi-rossi sui rami degli alberi non conosca la risposta (nuove piste in arrivo? Colle di Crosiasse, Urtirè, Piano di Vassola, ecc.?) Leggi il resto dell’articolo

Le piste nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro

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Soci e simpatizzanti sono invitati a partecipare all’incontro – dibattito che si svolgerà mercoledì 9 novembre, alle ore 21, presso la Sala degli Stemmi del Centro Incontri “Monte dei Cappuccini” del CAI Torino – Salita al CAI Torino, 12 sul tema:

Le piste agro-silvo-pastorali nelle Valli di Lanzo tra passato, presente e futuro. Un caso attuale: il Vallone di Sea

Interventi:

Presentazione della serata e dei relatori da parte di Roberto FERRERO (Presidente CAI Torino)

La posizione del GR Piemonte da parte di Osvaldo MARENGO (CAI Piemonte)

Inquadramento del problema e presentazione degli interventi da parte di Matteo ENRICO (CAAI);

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Petizione contro le piste nelle Valli di Lanzo

Dobbiamo accettare che nel nostro mondo ci siano individui il cui orizzonte di senso non vada oltre a quanto vedete qui sopra.

Questa è la loro idea di montagna: distruttiva.

Ma dobbiamo anche essere consapevoli che i “progetti” ispirati da tali orizzonti possono essere fermati perché sono profondamente sbagliati ed ingiusti.

Noi ci crediamo.

E tu?

www.change.org/p/comune-di-groscavallo-da-sea-a-dove

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/daseaadove/?fref=ts


Se hai bisogno di ulteriori informazioni sulla petizione, leggi gli ultimi post che trattano di questo tema:

Attenzione! La raccolta firme cartacea può essere effettuata: Leggi il resto dell’articolo

Basta schiaffi!

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Inaugurazione sentiero “Carlo Mattio” (30 nov. 2013)

Il Club Alpino Italiano, forte dei suoi 310 mila soci, è il primo portatore di interessi verso l’escursionismo e l’alpinismo tant’è che le istituzioni statali si affidano ad esso quando c’è bisogno di manodopera gratuita e qualificata per intervenire sul territorio montano. Ad esempio, la Regione Piemonte nel 2009 ha cercato le oltre 80 sezioni Cai piemontesi per assoldare volontari affinché si tracciassero con il GPS i sentieri delle montagne piemontesi, allo scopo di realizzare il catasto regionale del patrimonio escursionistico. Il 13-14 giugno di quell’anno anche il sottoscritto partecipò al corso dopo essersi munito di dispositivo GPS a proprie spese (e non è stata l’unica sostenuta). Pensate che c’è chi si è talmente adoperato per tale missione – dimostrando encomiabile spirito volontaristico e di sacrificio per una giusta causa – da mappare ben 500 Km di sentieri negli ultimi anni. Questo signore, socio del Cai di Lanzo (ma potrebbe essere un qualsiasi altro volontario di una qualsiasi altra sezione Cai), ama l’escursionismo e i sentieri che consentono di praticarlo, soprattutto quelli storici, modellati dalla sapiente opera dei vecchi montanari che non avevano petrolio da estrarre ma gambe alimentate da niente. Bel messaggio ecologista-salvifico contiene un sentiero, vero? Soprattutto in questi tempi antropocenici.

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Nuova ondata di piste nelle Valli Lanzo

2014-12-13 287 (1024x683)L’Unione Europea, in evidente grosso affanno  – sotto molteplici aspetti, non ultimo quello economico – , qualche anno fa ha dato il via alla nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 che si inserisce nel contesto della “Strategia Europa 2020“, finalizzata a rilanciare l’economia dell’UE nel prossimo decennio.

Ne avevo parlato il 3 settembre del 2014 con questo post.

Da due anni a questa parte, nelle Valli di Lanzo, con la realizzazione di ben 30 km di piste forestali (grazie alle “strategie” europee), abbiamo assistito alla proliferazione di infrastrutture inutili, odiose e sovente sproporzionate, a discapito del paesaggio, dei sentieri storici e dell’escursionismo e per l’esclusivo tornaconto personale di pochissimi soggetti interessati a consulenze, progettazioni e sguinzagliamento di ruspe selvagge. Ad oggi nessuna fantomatica filiera del legno è sorta grazie ai soldi a pioggia caduti dalle deliranti politiche UE e non si osserva all’orizzonte alcun slancio economico. Leggi il resto dell’articolo

Lettera al Sindaco di Germagnano (To)

Pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto da Ezio Sesia e che è stata inoltrata alle sezioni Cai delle Valli di Lanzo (To), al Cai Uget Torino e alla Società Storica delle Valli di Lanzo.
E’ l’ennesimo scempio che si sta perpretando sulla straordinaria rete sentieristica delle Valli di Lanzo (provincia di Torino), patrimonio inestimabile di cultura, storia e natura.


Presso la cappella si San Giovanni a Creusmurai (768x1024)Egregio Sig. Sindaco Francesco Airola,

siamo venuti a conoscenza che nel territorio del suo comune sta per essere realizzato il collegamento stradale fra la frazione di Colbeltramo e la cappella di San Giovanni a Creusmurai. Tale intervento, a quanto ci risulta (e naturalmente ci auguriamo che le informazioni avute siano errate!), comporterebbe la distruzione della mulattiera che attualmente unisce le due località, uno degli ultimi tratti originali rimasti dell’antica strada usata fino al 1842 per risalire la Val di Viù e arrivare in Savoia attraverso il colle dell’Autaret.

Tale percorso, di rilevante interesse storico oltre che paesaggistico, è inserito nel catasto regionale dei sentieri con il n. 101, e allestito come sentiero natura, con segnaletica e tabelle illustrative apposite.

Confidiamo che Lei, tra i primi nelle Valli di Lanzo a mostrare lodevolmente fin dagli anni 80 sensibilità e attenzione alla sentieristica nella nostra zona e in particolare nel suo comune, insieme all’Amministrazione comunale poniate la massima cura ad evitare che Tratto della mulattiera a rischio presso Colbeltramo (768x1024)il danno paventato possa verificarsi, se necessario negando l’autorizzazione all’effettuazione dei lavori; del resto la cappella di San Giovanni già adesso è raggiungibile in pochi minuti dalla carrozzabile sul versante di Pian Bausano, e riesce davvero arduo comprendere la necessità di un collegamento stradale sull’altro versante, svilendo una zona oggi assai piacevole e frequentata dagli escursionisti in tutte le stagioni.

Saremmo lieti di avere da lei delle rassicurazioni in merito, onde poter continuare a praticare, insieme a tanti turisti ed escursionisti, sentieri e mulattiere che costituiscono una delle più apprezzate attrattive delle nostre valli, e che numerosi volontari e soci del CAI, con la collaborazione delle amministrazioni comunali più sensibili, hanno contribuito con fatiche e ore gratuite di lavoro a rendere percorribili con piacere e sicurezza.

Ezio Sesia (Società Storica Valli di Lanzo)


“Sapevamo, o credevamo di essere «un popolo di poeti, artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori, trasmigratori», com’è scritto (da un discorso di Benito Mussolini del 1935) sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà del Lavoro, a Roma-Eur. Invece siamo «un popolo di scimmie», dedito allo «smantellamento brutale e alla distruzione metodica della bellezza, alla trasformazione di luoghi bellissimi in luoghi senz’anima», scrive, dispiaciuto e adirato come Achille, Raffaele La Capria in Ultimi viaggi nell’Italia perduta (Bompiani).”
Articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera.

La libertà delle scimmie

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Vi propongo due percorsi che conducono fra montagne bellissime e ovviamente – visto che siamo nati in un Paese che ama la libertà – voi sarete liberi di scegliere quale preferite: uno è stato creato dall’uomo che cammina, l’altro dall’uomo gommato. Visioni differenti ma, per fortuna, non viviamo come quelli dell’Isis e quindi possiamo scegliere dove posare i nostri piedi, soprattutto se cerchiamo la bellezza camminando.

Torniamo con i piedi per terra (quello di prima era un mondo fantastico): vi propongo due percorsi che vi conducono fra montagne bellissme: uno era stato creato dall’uomo che cammina – e ora non esiste più – l’altro è diventato una frazione, tutto sommato molto piccola, dei 30 km di piste forestali del PSR create nelle Valli di Lanzo che hanno spianato antichi sentieri, come quello che vedete in questa prima tornata di foto (subito qui sotto). L’altra carrellata vi mostrerà cosa è rimasto dopo la massima espressione di amore per la libertà dei comuni delle Valli di Lanzo, sponsorizzati, a suon di milioni, dall’Unione Europea (se non sapete di cosa parlo, leggete prima questo post). Leggi il resto dell’articolo

Sentieri perduti

2015-10-18 092 (1024x683)Sapevamo, o credevamo di essere «un popolo di poeti, artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori, trasmigratori», com’è scritto (da un discorso di Benito Mussolini del 1935) sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà del Lavoro, a Roma-Eur. Invece siamo «un popolo di scimmie», dedito allo «smantellamento brutale e alla distruzione metodica della bellezza, alla trasformazione di luoghi bellissimi in luoghi senz’anima», scrive, dispiaciuto e adirato come Achille, Raffaele La Capria in Ultimi viaggi nell’Italia perduta (Bompiani).
Articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera.

Mercoledì ho voluto farmi del male e abbiamo percorso la nuova strada da Pera Berghina a Pian delle Riane. Ho pianto”.
L. C.

I luoghi senz’anima, nelle Valli di Lanzo del XXI secolo, sono quelli che stanno sorgendo grazie alla proliferazione delle piste forestali a scapito dei sentieri storici, quest’ultimi custodi di paesaggi incantevoli.

Nel 1985 (trent’anni fa) l’Assemblea federale della Confederazione Svizzera ha emanato la Legge federale sui percorsi pedonali ed i sentieri (LPS) attuando così l’Art. 88 della Costituzione federale.

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C’era una volta un sentiero

Comincio con una precisazione doverosa: quanto segue esprime pensieri ed opinioni personali e non il punto di vista ufficiale del CAI.
IMG_1261rLa primavera scorsa, nell’ambito delle attività della Commissione Sentieri del CAI di Lanzo, volte al recupero ed alla valorizzazione di vecchi sentieri abbandonati, è stato ripulito e segnalato il sentiero sulle pendici del Monte Rosso, che collega Cantoira con le borgate abbandonate di Senale e Pian Uccello (Val Grande di Lanzo), passando a fianco del dolmen del Rio Combin per poi ridiscendere verso la Stura all’altezza della frazione Bergognesco e tornare così al punto di partenza, realizzando un bellissimo percorso ad anello.

Da Senale un altro sentiero, attraverso un meraviglioso traverso pianeggiante in faggeta, permette di raggiungere il sentiero storico 301 che da Cantoira sale a Santa Cristina.
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Strade, moto, quad sui sentieri del Piemonte (e nel resto d’Italia)

A piedi in Piemonte vol.3Come suggerisce il titolo di questa bella pubblicazione, la natura del Piemonte può riservarci fantastiche sorprese se le andiamo incontro a piedi. E ai nostri piedi, che amano portarci lontano, basta davvero poco per muoversi e sentirsi liberi.
Appena sfoglio le prime pagine di “A piedi in Piemonte“, scritto da Filippo Ceragioli, Aldo Molino e Mariano Salvatore, e stampato da Iter Edizioni nel 2008, mi imbatto sulle indicazioni pratiche dove, guarda caso, ci sono anche quelle relative alle strade, alle moto e ai quad: qui gli autori denunciano il rischio di devastazione della rete sentieristica piemontese.
Chi segue questo blog sa bene che nulla è cambiato negli ultimi anni, anzi, le cose peggiorano e l’escursionismo è sempre più minacciato e sotto attacco dalle politiche di sviluppo (?) per la montagna e dalle lobby dei motori (accoppiata perfetta). Nel 2013 l’Emilia Romagna ha legiferato dando la possibilità di percorrere i sentieri di montagna anche con mezzi motorizzati. Lo scorso anno invece è stata la Lombardia ad approvare una legge che consente ai Comuni di autorizzare lo svolgimento di manifestazioni che prevedono l’utilizzo di mezzi a motore su sentieri, mulattiere e boschi.


Strade, moto, quad

Testo di Filippo Ceragioli, Aldo Molino e Mariano Salvatore.

ruspaPer l’escursionista le strade sterrate sono meno piacevoli che i sentieri, ma camminare su sterrato è pur sempre meglio che non sgambare sul duro asfalto. Nella prima edizione di questa guida ci auguravamo che qualche amministratore si accorgesse prima che fosse troppo tardi di come i sentieri e le mulattiere siano un bene prezioso da salvare dalla distruzione. In qualche caso l’augurio è stato messo in pratica, ma a inficiare il lavoro di non pochi amministratori illuminati il partito dello sviluppo ad ogni costo ha proseguito insensibile nella sua strada. Ci si lamentava allora di “ruspa selvaggia”. Quelle considerazioni valgono tuttora. Strade agro-pastorali si insinuano nei boschi, sulle colline e nelle valli e decretano l’abbandono o la distruzione – a colpi di ruspa – delle vecchie mulattiere. E alle prime piogge, essendo ques’ultime fatte quasi sempre senza il minimo criterio che non sia quello del minore costo possibile, ecco frane, smottamenti e fango. Leggi il resto dell’articolo

Una masticata di Valli di Lanzo

verso Pian di CeresSabato scorso nelle Valli di Lanzo la mattina era nuvolosa e freddina e poco adatta per portarsi in alta quota. Decidiamo allora di fare una passeggiata a Santa Cristina (1340 m) ma preferiamo partire da Ceres (Val d’Ala), seguendo il sentiero n. 242, perché non abbiamo alcuna voglia di rattristarci attraversando le odiose piste autostradali che stanno spuntando come funghi nelle Valli di Lanzo, sconvolgendo così irrimediabilmente paesaggi e sentieri storici (per carpire l’euforia da piste forestali del GAL & C. leggete il post “30 km di piste forestali nelle Valli di Lanzo”; per leggere tutti i post sull’argomento, dal più recente in poi, c’è il tag “piste-agro-silvo-pastorali“).

Ci piace pensare che il versante ceresino del percorso al Santuario possa essere ancora intatto, così come l’abbiamo camminato ed apprezzato decine di volte negli ultimi anni e in tutte le condizioni meteorologiche e su cui abbiamo dedicato molti scritti su questo blog dal punto di vista storico-culturale, con passione e desiderio di scoperta. E invece la barzelletta, così di moda ultimamente nelle Valli di Lanzo, è in agguato al Pian di Ceres (830 metri circa), nei pressi della cappella della peste del XVI secolo.

Dalla rupe di Santa Cristina decidiamo poi di rientrare via Cantoira lungo il sentiero n. 301 (che poi diventa 301 A) quello già sfregiato dalla pista forestale di cui ci ha parlato e documentato l’amico Marco la scorsa estate (post “Andar per piste nelle Valli di Lanzo“). Inizialmente, proprio per evitare la mestizia (in questa giornata di per sé già molto grigia), avremmo voluto ritornare a Ceres passando per i Monti di Voragno ma ormai il danno l’abbiamo subito. Tolto il dente non ci resta che piangere.

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