E’ il turno della Val Soana…

…e della sua acqua, del suo territorio, del suo stupendo paesaggio, dei suoi angoli assai suggestivi e benefici.

E’ il momento di questa Valle sacrificarsi per il PIL, ovvero per la felicità del genere umano?

Ecco un altro assalto alla diligenza – per dirla con le parole di Paolo Rumiz – lo stesso di cui è oggetto il Torrente Vassola e il Rio Paglia in Val Grande di Lanzo (oltre a vari progetti sul torrente Stura, nel fondovalle, per costruire centrali idroelettriche) e di cui su questo blog si documenta costantemente (tag: Vallone di Vassola).

Da fonti autorevoli vengo a conoscenza che attualmente in Piemonte ci sono oltre 300 richieste di progetti di derivazione dell’acqua per scopi idroelettrici grazie agli incentivi sorti con i certificati verdi.

Qui sotto una segnalazione – in forma di petizione –  inviatami via mail da Andrea Sappino che riguarda la bellissima Val Soana:

Se a febbraio e marzo verrà la neve…

Leggete cosa ci racconta Paolo Rumiz in un suo articolo pubblicato il 29 gennaio sul quotidiano “La Repubblica” a proposito delle bizzarrie del nostro clima:

L’allarme: da settimane lupi e uccelli hanno iniziato a riprodursi. E gli etologi avvertono: si è già modificata la fisiologia della fauna. Ora le uova dei merli rischiano di schiudersi quando non ci sono ancora insetti in giro.”

Strano parlare di caldo proprio adesso che è arrivato il gelo siberiano. Ma ci ricordiamo ancora delle temperature anomale solo di qualche giorno fa?

Sebbene non sia ancora finito, di sicuro tra qualche tempo archivieremo  questo inverno, nella nostra memoria, come un inverno gelido. Ma se solo torniamo indietro di qualche settimana, e proviamo a  confrontare le temperature misurate con quelle registrate negli ultimi decenni (intese come medie del periodo), troveremo di certo qualcosa di insolito da quando sono cominciate le misurazioni ufficiali.

Ecco l’articolo completo di Paolo Rumiz (lo scrittore del bellissimo libro “La leggenda dei monti naviganti”):

Gli animali pazzi di caldo. “Sono già in amore”.

Diritto all’acqua

Il 22 marzo 2010 è stata celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Qui qualche iniziativa/articolo per continuare a promuovere un’ importante attivita’ di informazione:

la montagna garantisce il diritto all’acqua a tutti i popoli: difendiamola

articolo di Paolo Rumiz pubblicato su Repubblica del 20 marzo 2010

Buona lettura!
Serpillo
DSCN1182

Il sogno di Lia

Che il sogno di una nostra grande amica possa avverarsi prima dei prossimi cinquant’anni?

Leggete cosa ho trovato su “La Repubblica” del 20 settembre 2009: un articolo di Rumiz chiamato….

…La grande ombra verde ALPAGO (Belluno) – Era come una lebbra. In pochi anni la boscaglia s’era mangiata tutto: stalle, alpeggi, pascoli, fienili, praterie, persino le strade e i sentieri. Quando in autunno tirava lo scirocco, aceri e frassini si gonfiavano come vele e, oscillando, scardinavano il terreno con le radici, facendo entrare la pioggia in profondità. L’acqua non aveva più freni, le scarpate diventavano colate di fango, i canali di deflusso saltavano. La montagna intera si scorticava, mostrava la pelle viva, passava continuamente dal rischio incendi al rischio alluvione. Leggi il resto dell’articolo

A,B,C Acqua Bene Comune

Scopro sul sito http://www.cai-tam.it/ che il CAI Veneto (il raggruppamento regionale delle sezioni del Club Alpino Italiano), sta tentando di sensibilizzare le istituzioni sui rischi di veri e propri attentati al bene pubblico “acqua” da parte di imprese che hanno come precipuo obiettivo il profitto ad ogni costo da realizzare con progetti miopi che non fanno  altro che sottrarre un bene così importante, come l’acqua e tutto quello che c’è intorno, alle generazioni future. Ai nostri figli.

Trovate cinque minuti di tempo per leggere cosa ci stiamo giocando a forza di essere distratti e rimbabiti dalle sciocchezze che quotidianamente ci offre il vergognoso panorama mass-mediatico, vera dittatura della nostra epoca. Leggi il resto dell’articolo

Solo Dio può affondarmi

Cosa c’entra il dialogo tra Olmi e Petrini sul ritorno alla terra madre con i Camosci Bianchi? Con la montagna e l’alpinismo?

Chi ha avuto modo di seguire i vari post di questo blog capirà facilmente che i nessi non sono pochi. Noi crediamo profondamente che conquistare una cima, raggiungere un alpeggio o attraversare un passo, non possono essere considerati gesti fini a se stessi. Non ci piace una montagna vista come una palestra, come un luna park. Il luogo montagna nasconde tesori immensi per chi ha voglia di scoprirli. In questo dialogo ritrovo perfettamente quel pensiero, rivolto alla terra e ai suoi uomini, che sovente mi accompagna quando sono in viaggio tra i monti. Leggi il resto dell’articolo

Sentinelle di casa nostra

Nel post in cui denuncio il rischio di devastazione al Piano di Vassola, ho riportato la lettera di Paolo Rumiz inviata al 98° Congresso Nazionale del CAI di Predazzo in cui il giornalista e scrittore, socio CAI da decenni, esortava il Sodalizo a costituirsi come lobby in difesa delle montagne oramai da decenni sotto il mirino di progetti che rappresentano più che altro la scusa per speculare disinteressandosi completamente delle devastazioni che causano.

L’ultimo numero della Rivista del CAI (marzo-aprile), come ho preannunciato in questo post, ha dedicato ampio spazio alle tematiche concernenti proprio la difesa dell’ambiente naturale. Paolo Rumiz è stato intervistato proprio su questo tema.

Nella lettera inviata al Sodalizio per il Congresso di Predazzo lei sostiene che il ruolo del CAI come “sentinella della montagna” vada ripensato. In che senso? Leggi il resto dell’articolo

Lo Scarpone e la Rivista del CAI di aprile

P.N.G.P.Sul numero dello Scarpone di aprile (il mensile pubblicato dal Club Alpino Italiano) si parlerà di…

Il CAI e lo sfruttamento delle acque montane

I primi effetti delle nuove captazioni delle ultime acque libere, osservati soprattutto in montagna, fanno presagire che il valore dei danni ambientali possa superare i benefici energetici ottenibili. La Commissione centrale per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI con la collaborazione della Sezione di Milano organizza sull’argomento un incontro-convegno a Milano il 13 giugno, in cui si farà il punto sul rapporto costi/benefici di questa “corsa all’oro bianco”.


Ecco invece alcuni dei temi trattati sul bimestrale del CAI “La Rivista di marzo/aprile:

si inaugura un nuova e ampia rubrica, chiamata “Articolo 1”: uno spazio di riflessione attorno al ruolo del CAI in una società in trasformazione. L’articolo 1 dello Statuto del CAI recita: Il Club alpino italiano (C.A.l.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quntino Sella, libera associazione nazionale, ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e Io studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale. “Articolo 1” in futuro prenderà via via in considerazione le diverse tematiche inerenti il nostro Sodalizio, in particolare la difesa e conoscenza delle Terre Alte, come espresso dall’articolo 1 dello Statuto.

In questo numero della rubrica “Articolo 1” giornalista Paolo Rumiz, il sociologo Aldo Bonomi, l’economista Luigi Gaido, l’alpinista Fausto De Stefani e lo scrittore Enrico Camanni, si confrontano e presentano le loro risposte al tema delle alleanze e delle sinergie tra città e montagna.

La newsletter completa è disponibile sul sito del CAI.


Vado alla ricerca di oasi, dove il pensiero e i sogni camminano parallelamente.

Fausto De Stefani

Mi capita spesso di voler bloccare un sogno, di fermare il tempo. La corda di canapa sale lentamente. Alla sua estremità è legato un vecchio montanaro.

Egli conosce la vita, conosce il mondo, conosce me.

Fausto De Stefani

Beppeley

Vassola Bianco

mi sto sempre più rendendo conto, quando termino un’escursione, che tutto ciò che mi lascio alle spalle, prima di rientrare in auto, non è detto che sarà sempre lì ad attendermi …

Verso il Piano di Vassola

 …che a compiere certe scelte siano i privati ha una sua logica, anche se inaccettabile, ma che tra i responsabili figurino anche le istituzioni pubbliche a cui compete vegliare sulla montagna, diventa particolarmente odioso. In Val Grande di Lanzo il discorso rischia di essere lungo, poiché alle vecchie ferite se ne aggiungono di nuove. Un vero e proprio attentato è in vista contro una delle zone più belle ed intatte del Comune di Chialamberto: il vallone di Vassola…

Piano di Vassola

…nella stupenda conca glaciale del Pian di Vassola è in fase avanzata il progetto di costruzione di una diga sul torrente per realizzare un invaso artificiale, che verrebbe a deturpare un posto incantevole. Leggi il resto dell’articolo

Seggiovie e alberghi fantasma…

Alpe Bianca-Val di Viù (Valli di Lanzo - TO)Centottanta impianti falliti al Nord: colpa della speculazione.
Colate di cemento, terreni sbancati, piloni arrugginiti: la mappa dello scempio…

Leggete uno degli ultimi articoli di Paolo Rumiz scritto per il quotidiano La Repubblica dove trovate anche un accenno all’Alpe Bianca (video qui sotto). Nel post Alberghi come in Libano avevo proprio messo la foto del mostro. Nell’articolo si parla anche di questo: …”Alpe Bianca, nelle Valli di Lanzo: condomini vuoti, stazione della funivia con i cessi rotti e le piastrelle smantellate.”…

Ecco il link di YouTube per leggere anche i commenti al video.

E adesso? Aspettiamo il mostro al Piano di Vassola per poi ritrovarci qui a postare foto e video della demenza umana?

Beppeley

Lo smantellamento del paesaggio – Piano di Vassola (3)

Oggi un utente anonimo ha lasciato un commento al post Piano di Vassola (2):

sono stata pochi giorni fa in zona e le notizie ufficiose anche se credo attendibili sono di un progetto di “vasca di accumulo acqua” della portatata di circa 10-12.000 metri cubi cioè larga m.40x80profonda 4, da collocare nel piano della Vassola.
Tale vasca di accumulo per permettere che si riempia di notte e venga scaricata di giorno quando l’energia ha un valore maggiore.
Chi conosce il luogo può immaginare quale devastazione ciò rappresenti.
Sono necessari interventi competenti e autorevoli per evitare uno scempio, ed eventuali proposte altenative affinchè, se c’è una risorsa possa andare a beneficio e non al discapito del territorio, usandola con giudizio e rispetto di ciò che c’è, di ciò che c’è stato e per chi ci sarà.

Piano di Vassola

Il grassetto del commento è opera mia. Leggi il resto dell’articolo

Alberghi come in Libano

Il mostro dell'Alpe Bianca in Valle di Viu' (Valli di Lanzo - TO)

Non ho fatto in tempo a postare sul Vallone di Vassola, che ho trovato con mia grande gioia e sopresa la mail di risposta di Paolo Rumiz:

Bisogna fare rete. Stare all’erta. Mettere su una rete partigiana. Internet serve a questo. Ho letto, sì, ma non posso stare dietro a tutto. Posso solo ricevere segnalazioni e smistarle. Vedremo, intanto auguri.

Grazie sig. Paolo Rumiz e tanti auguri a Lei.

Leggi il resto dell’articolo

Piano di Vassola (2)

Il Piano di Vassola in Val Grande di Lanzo (Comune di Chialamberto)

Eccomi qui a tentare di riassumere le risposte che mi sono giunte in merito al progetto di costruzione dellaPiano di Vassola diga al Piano di Vassola. Manca comunque la risposta che tanto attendevo: “A che punto è il progetto?“. “Il Comune di Chialamberto ha preso una decisione?“. L’aspetto davvero drammatico è che non siamo riusciti ad ottenere nulla. Non sappiamo se la diga si farà, se il progetto è stato abbandonato o se è ancora in fase di valutazione. Ho solo paura che dietro a tutto questo silenzio, molto italiano, ci sia qualche affare poco pulito. Ci sarebbe da stupirsi? Ci sarebbe da meravigliarsi se scoprissimo che a “sporcare” la montagna non c’è solo l’inquinamento, che noi tutti produciamo quotidianamente, ma anche quell’inquinamento che deriva dal malcostume e della illegalità diffusa? Noi, almeno noi del CAI, cerchiamo di essere come delle sentinelle, come dice Paolo Rumiz. Tolti gli spazi immensi di libertà, che la montagna sa offrire, cosa rimane del nostro mondo? Tolta quella relazione con la montagna con cui si realizza la pienezza del rapporto a tre livelli fra natura, relazioni sociali e interiorità soggettiva… Cosa rimane? Leggi il resto dell’articolo

Il Vallone di Vassola, il CAI e la Montagna Morta

Piano di Vassola

E’ troppo paradisiaco pensare di poter dormire sonni tranquilli per noi che amiamo profondamente la montagna. Mi sto sempre più rendendo conto, quando termino un’escursione, che tutto ciò che mi lascio alle spalle, prima di rientrare in auto, non è detto che sarà sempre lì ad attendermi affinché possa ritrovare una sana relazione con me stesso e con l’ambiente. E’ venuto il momento, triste e al contempo molto preoccupante, di aprire gli occhi e di non credere più che la montagna sarà sempre la stessa come in quelle bellissime fotografie che mi porto a casa e poi rivedo sul pc.

Oggi per puro caso rispolvero il numero di Gennaio – Febbraio 2008 del bimestrale Panorami che si occupa di Vallate Alpine. Lo sfoglio e un brivido mi percorre la schiena. E’ come se stessi rientrando da una di quelle tante escursioni bellissime, che faccio nelle Valli di Lanzo, con quella terribile sensazione di non ritrovare la montagna che amo così come l’ho lasciata, intatta e libera dalle mani diaboliche della sconfinata imbecillità umana. Un incubo. Torno così mentalmente al 98° Congresso Nazionale del CAI (18-19 ottobre 2008) quando il giornalista Paolo Rumiz, socio Cai, ha inviato una lettera dura ma assolutamente condivisibile per noi che della montagna ne facciamo quasi uno stile di vita (la lettera di Rumiz la trovate più sotto).