Già Natale?

Voglio raccontarvi una bella storia che unisce le montagne di Balme al centro della Germania esattamente la regione dell’Assia.

Il giorno che abbiamo festeggiato e salutato Andrea in partenza per il Canada, l’abbiamo seguito volentieri dagli amici Guido ed Antonella imbarcatisi nella nuova avventura di “Les Montagnards

Tra una chiacchiera e l’altra al tepore della stufa (era un giorno di inizio ottobre umido e piovoso) ci è capitato d’incrociare un libro scritto in tedesco (non sappiamo la lingua, ahinoi…) ma vedendo foto ed impaginazione ci è parso subito ben fatto, soprattutto ci ha dato l’impressione di non rispecchiare minimamente la nostra tipica abitudine di assemblare le guide escursionistiche (ma non solo) con tanti colori, caratteri cubitali, grafica esagerata, insomma tante “chiacchiere e distintivo” ma poca sostanza. E poi, forse perché trattasi di un libro scritto non da un italiano su di un argomento che nel nostro Paese, a nostro modesto parere, è troppo politicizzato, come succede tristemente per tanti altri temi importanti della nostra vita, e quindi rischia di essere degradato al livello della nostra pseudopolitica.

Il titolo è: ”Partisanenpfade im Piemont: Wege und Orte des Widerstands zwischen Gran Paradiso und Monviso. Ein Wanderlesebuch” a cura di Jürgen Weber e come autori Sabine Bade e Wolfram Mikuteit  (Brossura Maggio 2012) e raccoglie le escursioni sui luoghi della Resistenza partigiana in Piemonte.

La traduzione proposta da “Google traduttore” è la seguente: “Sentieri partigiani in Piemonte percorsi e siti di resistenza tra il Gran Paradiso e il Monviso. Un libro per vagabondi“.

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In die berg

Anette è di Francoforte. E’ una di quei 13 milioni di escursionisti tedeschi che amano le montagne. Davvero tanti. Pensate se solo l’1% decidesse di frequentare quelle zone alpine, come le Valli di Lanzo, che tanto hanno da offrire e che invece sono totalmente sconosciute all’estero.

Mi ricordo di un accadimento, capitato qualche anno fa in Val d’Ala, che mi ha fatto riflettere e che puntualmente tiro in ballo quando si parla di turismo escursionistico e di carte escursionistiche, il primo oggetto fondamentale per far nascere la curiosità esplorativa nei confronti di un territorio.

Una famiglia olandese decide di percorre il sentiero balcone della Val d’Ala (la mediana delle Valli di Lanzo). Questo sentiero è indicato sulle carte dell’IGC (n. 103 e n. 110 in scala 1 : 25000) ma da tempo non esiste alcun segnavia e la traccia in molti punti è praticamente scomparsa. Gli olandesi si sono persi ed hanno trascorso una notte all’addiaccio con il soccorso alpino mobilitato per le ricerche.
Non è successo nulla di grave ma di certo la famiglia olandese, rientrata in patria, non avrà parlato molto bene dei sentieri delle Valli di Lanzo.

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Sentieri persi, sentieri ritrovati… sentieri dimenticati?

Dopo le valanghe dell’inverno 2008/2009, sovente mi chiedo se certi sentieri, che hanno lasciato in me un segno di profonda empatia con il territorio circostante, sono ancora percorribili. Ci sono valli, montagne, boschi e borgate che ti entrano nel cuore: mettono le radici e non puoi fare a meno di ritornarci periodicamente, in ogni stagione. Sono una parte di te, che vuoi ritrovare in salute, per goderti ancora una volta una sana frequentazione del proprio tempo libero. No, nella mia testa non è tempo libero. E’ tempo liberato quello che ti regala la montagna.

E allora parto con serpillo, fenneck e ometto83 per ripercorrere lo stupendo sentiero ad anello Mottera-Frassa-Mea-Bussoni (Mottera). Siamo in Val Grande di Lanzo, nei pressi del Comune di Chialamberto quello del progetto Vassola che aspetta oramai solo più il via libera dalla provincia di Torino.

Ecco come lo abbiamo scoperto questo bellissimo luogo della Val Grande. Grazie al bimestrale Panorami e a Roberto Bergamino. Correva l’anno 2001. Leggi il resto dell’articolo

Autunno bianco in Val Servin

La domenica appena passata è stata una ghiotta occasione per condividere con gpcastellano, blacksheep77, serpilloCristina, Paolo e Gaia (tutti e tre del CAI di Pinasca, Val Chisone) la Val Servin tra le montagne di Balme.

Al termine di questa deliziosa e remunerativa escursione, in un angolo solitario e selvaggio dell’alta Val di Ala, ci siamo incontrati con Lichene1 e Gianni Castagneri che, con grande disponibilità, ci ha aperto le porte dell’Ecomuseo delle Guide Alpine “Antonio Castagneri”.

Abbiamo poi festeggiato il primo  anno di vita di  questo blog insieme a ometto83 e fenneck nei bellissimi locali dell’Antico Albergo Camussot dove Antonella e Guido ci hanno coccolato con una superba merenda sinoira.

Con tutta franchezza, possiamo dire che non ci siamo fatti mancare proprio niente per onorare un incontro tra blogger e simpatizzanti appassionati e innamorati di montagna.

Peccato davvero per tutti coloro che non ci hanno potuto raggiungere tra le splendide montagne dall’alta Val di Lanzo. Leggi il resto dell’articolo

Orridi, orrori e meraviglie

Sentiero degli OrridiA metà novembre abbiamo partecipato all’aggiornamento per gli Operatori della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI della Regione Piemonte. Gli argomenti sono stati tutti molto interessanti e trattati davvero con grande compentenza dai vari relatori che ci hanno raccontato aspetti e temi inerenti l’ambiente alpino. Sabato 14, al mattino, nella foresteria della Certosa di Montebenedetto, situata nel Parco Naturale Orsiera Rocciavré, abbiamo ascoltato la lezione molto illuminante di Marco Manzone sul bosco e la sua gestione mentre nel pomeriggio abbiamo effettuato la bellissima uscita alla scoperta delle valenze naturalistiche del Parco Naturale Orsiera Rocciavré con la bravissima guida Mario Cavallo. Dopo la presentazione dell’escursione di domenica, a cura di Lodovico Marchisio, abbiamo avuto l’occasione, più unica che rara, di fare un’escursione notturna in assenza di illuminazione per scoprire quali percezioni si innescano quando i nostri sensi non sono più coaudiuvati dalla vista. Anche senza l’uso delle pile frontali, abbiamo compreso che è ancora possibile procedere lungo il sentiero senza particolari difficoltà.

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Estate indiana a Mondrone

MondroneForse qualcuno di voi si ricorderà del nostro tentativo di raggiungere il Lago Casias in Val d’Ala. Era l’inizio dello scorso luglio e purtroppo dovemmo tornare indietro molto presto perché il sentiero era impraticabile a causa delle valanghe provocate dalle intense e frequenti nevicate dell’ultimo inverno.

Qualche tempo fa siamo venuti a sapere che quel tratto di sentiero è stato oggetto di pulizia e manutenzione grazie all’intervento di alcuni soci della sezione CAI di Ala di Stura.

Perché allora non ritentare di raggiungere la gemma azzurra incastonata nel Vallone del Vallonetto? E poi, con un’estate così, come si fa a stare fermi? Leggi il resto dell’articolo