La festa della montagna

festa della montagnaRicevo questa mail da Andrea Sappino (Segretario della Commissione Interregionale CAI Tutela Ambiente Montano e Socio della sezione CAI di Châtillon) e pubblico interamente la sua relazione sulla “Festa della Montagna” a Bardonecchia.

A voi le riflessioni su quale visione emerge della “montagna” da iniziative di questo genere.

Con quad ed eliski lo stand del Club Alpino Italiano in fondo a destra.

Insieme a pecorini, limoncelli, stufe e stracci da cucina.

Domenica 28 luglio mi sono recato a Bardonecchia per visitare la “Festa della Montagna” patrocinata, tra gli altri, dal Club Alpino Italiano.

Come socio, incuriosito dal volantino che collega il CAI a quad e iniziative di voli turistici in elicottero, ho intrapreso quello che si sarebbe dimostrato un percorso catartico ed istruttivo.

La “festa” si svolgeva in un parcheggio a servizio degli impianti sciistici di Bardonecchia; tale parcheggio, affacciato su un rivo dalle sponde completamente cementate, si rivelava essere un luogo assai poco ameno che mal richiamava gli ambienti montani. Poco male, mi ripeto, gli organizzatori hanno sacrificato la poesia per la pratica: i visitatori comodamente possono scendere dai loro veicoli e tuffarsi con nessuna fatica ai piaceri della montagna! Viva la montagna senza fatica, viva! Leggi il resto dell’articolo

Ambiente alpino a rischio in Valle d’Aosta (2)

I lavori di costruzione della centrale idroelettrica nel Plan de Breuil al cospetto del Mont Gelé

Grazie all’aiuto di Ruggero Franceschini (CAI di Bollate), a cui ho chiesto i dettagli del sentiero che attraversa il Plan du Breuil (siamo in Valle d’Aosta in un vallone laterale della bellissima Valpelline: leggete questo post), e di Andrea Sappino (membro della Commissione Tutela Ambiente Montano Piemonte e Valle d’Aosta del CAI e di Legambiente; sue le foto che vedete in questo post fatte la scorsa estate: grazie della sua gentilezza), possiamo sapere qualcosa di più della stupenda zona alpina che è oggetto dell’appello di Alberto Conserva (pubblicato da Mountain Wilderness), socio cinquantennale del CAI.

Tanto per cominciare proviamo a “zommare” sull’area in questione per capire dove si sta costruendo la centrale idroelettrica con relative strade camionabili che stanno cancellando parte del sentiero escursionistico (il n.6, come mi ha informato Ruggero). Leggi il resto dell’articolo

Ambiente alpino a rischio in Valle d’Aosta

Foto di Ruggero Franceschini

Eaux Blanches – Foto di Ruggero Franceschini
http://www.flickr.com/photos/tfrarug/8141140879

Costruzione di una centrale elettrica e di una nuova strada sull’Alpe di By

“Sul lato orientale dell’Alpe di By, al centro delle Alpi Pennine in Valle d’Aosta, alla testata della valle di Ollomont, esisteva un’area non ancora attraversata da strade percorribili da mezzi meccanici, quindi un territorio particolarmente amato da escursionisti e frequentatori della montagna. E’ l’area detta delle Acque Bianche (Eaux Blanches) per il colore che in estate hanno i torrenti che scendono dal Mont Gelè, trasportando il limo glaciale. I suoi alpeggi esposti a vedute spettacolari sulla catena del Mont Velan e Grand Combin contengono ancora gioielli di architettura rurale, ricchi di testimonianza, di silenzio e di pace. L’area è circondata da un bosco di larici che giunge fino ai massimi livelli della vegetazione arborea ed è visitata oltre che dagli escursionisti anche da altri ospiti molto discreti. Le acque che scendono dal ghiacciaio del Mont Gelè, sono uno spettacolo nello spettacolo, formando pozze cascatelle, scorrendo sul fondo di un vallone che incide l’Alpe. L’incontaminata bellezza del luogo continuerà a vivere solo nel ricordo di quei fortunati che l’hanno conosciuta e non sarà mai più disponibile a chi visiterà in futuro questi luoghi, perché è in fase di avanzata realizzazione un progetto di sfruttamento delle acque e di una rete stradale per il transito di mezzi pesanti. La costruzione di una centrale elettrica sta erodendo il bosco di larici con sbancamenti che compromettono la stabilità del terreno in un’area già colpita in passato da alluvioni e frane, preludendo a successivi interventi invasivi. Prioritario è ora il transito di autocarri, mezzi pesanti e l’intubamento delle acque, mentre i vecchi alpeggi sono adibiti a rotatorie per il traffico degli autocarri. Fra trent’anni, quando la concessione di sfruttamento sarà scaduta ed il ghiacciaio del Mont Gelè scomparso, questi ammassi di cemento e acciaio resteranno completamente inutilizzati ed in rovina ad imperitura testimonianza della imprevidenza degli amministratori del bene pubblico della nostra epoca.” Leggi il resto dell’articolo

Rocca Davì – In ricordo di Francesco Musso

In ricordo di Francesco Musso, recentemente scomparso, e con il quale abbiamo condiviso un piccolo ma importante cammino in seno alla CRTAM Piemonte, segnaliamo che:

Domenica 7 ottobre vi sarà un’uscita a Frabosa Sottana per ricordare l’amico Francesco Musso e dedicargli un sentiero “simbolico”.

Grazie alla collaborazione del Comune e dell’Albergo Italia, la grande disponibilità del CAI Piemonte e di esponenti della TAM, invogliati dal desiderio della moglie del compianto, insieme alle testate giornalistiche interessate all’evento. Il sentiero sarà completato e allestito definitivamente in seguito.

Grazie alla collaborazione pratica della sottosezione GEB del CAI sezione di Torino e di altri volontari, il sentiero sarà percorribile comunque da tutti in totale sicurezza per la data dell’inaugurazione (informazioni ricevute via mail da Lodovico Marchisio).

Qui  il volantino dell’iniziativa.

Se qualcuno ha piacere di ricordarlo così, “libero vagabondare per i monti“, eccovi il post:

https://camoscibianchi.wordpress.com/2010/05/09/libero-vagabondare-per-i-monti/

Libero vagabondare per i monti

...libero vagabondare...Riporto qui di seguito, con immenso piacere, la lettera di presentazione di Francesco Musso, Presidente della TAM Piemonte e Valle d’Aosta, in merito al Corso per Operatori Regionali Tutela Ambiente Montano che la Commissione, di cui faccio parte, ha preparato nei primi mesi di quest’anno (2010).

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Nel proporre un Corso per la formazione di nuovi Operatori Regionali Tutela Ambiente Montano, ci si interroga sempre sul ruolo e sull’importanza che questi possono assumere, o meglio vengono loro riconosciute nell’ambito delle attività sezionali.

In tale ambito (escursioni e/o Corsi di Alpinismo etc.) i titolati della TAM non sono indispensabili come gli AE, AAG,  ISA etc. però mai come oggi, a fronte dei continui assalti che l’ambiente della alpino subisce, nelle più svariate forme, di fronte alla banalizzazione della frequentazione della Montagna, abbiamo veramente bisogno di persone preparate e motivate, capaci di individuare correttamente quegli interventi che impattano negativamente sull’ambiente e sull’economia alpina. Leggi il resto dell’articolo

Sentieri persi, sentieri ritrovati… sentieri dimenticati?

Dopo le valanghe dell’inverno 2008/2009, sovente mi chiedo se certi sentieri, che hanno lasciato in me un segno di profonda empatia con il territorio circostante, sono ancora percorribili. Ci sono valli, montagne, boschi e borgate che ti entrano nel cuore: mettono le radici e non puoi fare a meno di ritornarci periodicamente, in ogni stagione. Sono una parte di te, che vuoi ritrovare in salute, per goderti ancora una volta una sana frequentazione del proprio tempo libero. No, nella mia testa non è tempo libero. E’ tempo liberato quello che ti regala la montagna.

E allora parto con serpillo, fenneck e ometto83 per ripercorrere lo stupendo sentiero ad anello Mottera-Frassa-Mea-Bussoni (Mottera). Siamo in Val Grande di Lanzo, nei pressi del Comune di Chialamberto quello del progetto Vassola che aspetta oramai solo più il via libera dalla provincia di Torino.

Ecco come lo abbiamo scoperto questo bellissimo luogo della Val Grande. Grazie al bimestrale Panorami e a Roberto Bergamino. Correva l’anno 2001. Leggi il resto dell’articolo

Anima

Se dovessi esprimere la mia opinione in merito alla tutela dell’ambiente montano (la TAM del CAI), non lo farei. Almeno non con le mie parole, perché sposerei in pieno quanto ci racconta James Hillman in un libro di straordinaria bellezza che si intitola “Il codice dell’anima“.

E grazie a Hillman qui, proprio in questo angolo virtuale, vi voglio raccontare di una giornata trascorsa in alta Val d’Ala, in quell’indescrivibie ambiente che amo. Soprattutto quando si tratta di condividerlo con delle persone davvero speciali.

Le foto sono mie. Le parole, benefiche, sono di James Hillman.

Non perdetevi nulla.

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[…] La via opposta alla riduzione della natura al semplicismo cerebrale consiste nell’espandere la nozione di cultura fino a un’idea di ambiente molto più comprensiva. Se ambiente significa, letteralmente, ciò che c’è intorno, allora si deve intendere tutto, ma proprio tutto, ciò che c’è intorno. Infatti la psiche inconscia sceglie in modo arbitrario tra le cose incontrate quotidianamente nell’ambiente. Informazioni minuscole e banali possono avere effetti psichici subliminali giganteschi, come mostrano i residui diurni nei nostri sogni. Perché diamine siamo andati a sognare proprio quella cosa lì? Gran parte della nostra giornata passa inosservata e non sarà mai più ricordata, ma ecco che la psiche pesca i rottami che galleggiano nell’ambiente e li consegna al sogno. Il sogno, l’impianto di riciclaggio dell’ambiente, trova nella spazzatura i valori dell’anima. Il sogno: un artista che si appropria di immagini presenti nell’ambiente per richiamarle alla memoria più tardi, in pace. Leggi il resto dell’articolo

Orridi, orrori e meraviglie

Sentiero degli OrridiA metà novembre abbiamo partecipato all’aggiornamento per gli Operatori della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI della Regione Piemonte. Gli argomenti sono stati tutti molto interessanti e trattati davvero con grande compentenza dai vari relatori che ci hanno raccontato aspetti e temi inerenti l’ambiente alpino. Sabato 14, al mattino, nella foresteria della Certosa di Montebenedetto, situata nel Parco Naturale Orsiera Rocciavré, abbiamo ascoltato la lezione molto illuminante di Marco Manzone sul bosco e la sua gestione mentre nel pomeriggio abbiamo effettuato la bellissima uscita alla scoperta delle valenze naturalistiche del Parco Naturale Orsiera Rocciavré con la bravissima guida Mario Cavallo. Dopo la presentazione dell’escursione di domenica, a cura di Lodovico Marchisio, abbiamo avuto l’occasione, più unica che rara, di fare un’escursione notturna in assenza di illuminazione per scoprire quali percezioni si innescano quando i nostri sensi non sono più coaudiuvati dalla vista. Anche senza l’uso delle pile frontali, abbiamo compreso che è ancora possibile procedere lungo il sentiero senza particolari difficoltà.

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Forti della Cultura

Sono convinto che il primo passo da compiere per cercare di fare qualcosa per il nostro ambiente sia quello di frequentarlo con gli occhi aperti e di immedesimarsi in esso per farlo un po’ nostro. Certo, non è come andare in un’agenzia di viaggi per acquistare il pacchetto all inclusive e fuggire via verso luoghi esotici. Appropriarsi del nostro territorio,quello di prossimità, è il primo imperativo a cui dobbiamo sottostare se desideriamo difenderlo, tutelarlo e curarlo. Camminare in una splendida vallata, con il cervello acceso, guardarsi intorno mentre il nostro cuore pulsa e il sudore scende dalla nostra fronte, sentire il ritmo del respiro che ci informa che siamo nel mondo, che facciamo parte anche noi della vita che ci circonda, con il nostro corpo e con la nostra mente, significa soprattutto che stiamo entrando in relazione con un angolo del nostro pianeta. Se poi con noi abbiamo una buona mappa della zona e magari anche dei buoni compagni di escursione ecco che la condivisione del tempo e dello spazio è davvero un’esperienza unica.

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Sabato e domenica, quelli appena passati, sono stati due giorni ricchi di stimoli culturali  trascorsi con la TAM Piemonte (aggiornamento per operatori  intitolato: “L’impronta dell’uomo sull’ambiente“), con la brava  Accompagnatirce Naturalistica Ylenia e con Enrico, brillante e competente guardiaparco del Parco Naturale della Val Troncea.  Con tutti loro abbiamo camminato insieme per conoscere con occchi nuovi un angolo della Val Chisone nei dintorni di Fenestrelle. Valle bellissima, mai vista così luccicante. Tirata a lucido grazie allo sguardo profondo e intelligente di persone eccezionali. Ed io, grazie a loro, ho visto emergere nel luogo montagna ciò che troppo spesso la nostra quotidianità relega ad un ruolo di secondo piano: la cultura. Quella che ci rende “forti” di fronte alle mille sciocchezze a cui tutti giorni dobbiamo assistere nel nostro Paese. La conoscenza ci permette di vivere con più coscienza la nostra vita, riappropiandoci così del nostro mondo in qualità di cittadini consapevoli.

Grazie alla TAM Piemonte e in particolar modo a Ylenia e Enrico per averci guidati in quel bellissimo angolo del nostro Piemonte: due giorni vissuti stupendamente per capire un po’ di più che un ambiente “visto” e frequentato in mondo intelligente, e con amore, è davvero il primo passo per difenderlo dalle pericolose visioni urbanocentriche che contraddistinguono la nostra epoca.

Beppeley

Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

V20090814 013enerdì 14 agosto siamo stati gentilmente convocati, su nostra richiesta, dal Sindaco del Comune di  Chialamberto, geom. Giuseppe Drò, che ha accettato con molta disponibilità e cortesia di prendere in consegna gli atti dell’importante convegno intitolato “ENERGIA DALL’ACQUA IN MONTAGNA: COSTI E BENEFICI” che si è tenuto a Solaro, vicino a Milano, il 13 giugno 2009 organizzato dalla TAM (Commissione per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI).

Ricordo che in Val Grande di Lanzo è in fase avanzata un progetto di captazione dell’acqua del Rio Vassola e del Rio Paglia per produrre energia elettrica. Il territorio  in cui si dovrebbe costruire l’impianto idoroelettrico è sicuramente uno dei più belli di tutte le Valli di Lanzo. Chi ama la montagna e i suoi abitanti, non può esimersi dal tutelarla partendo soprattutto dalla conoscenza e dalla cultura. In questo caso è l’acqua nel mirino di vari interessi privati e pubblici. Noi cittadini abbiamo il dovere, aiutati dalle istituzioni, di prendere atto dell’imporatante e pericolosa corsa all’oro bianco delle nostre Alpi (leggete gli atti del Convegno indicati in questo post). L’unica via per decidere in merito a qualcosa di così importante come il nostro territorio, di cui, non dimentichiamoci, ne siamo responsabili nei confronti delle future generazioni, è quello di affidarci alla conoscenza,cibo per la nostra mente. Conoscere è anche e soprattutto un atto di amore.

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Energia dall’acqua in montagna: costi e benefici

Il bellissimo paesaggio di montagna che vedete qui a destra è stato fotografato a maggio di quest’anno e potrebbe essere una delle ultime volte che si può contemplare così intatto. Qualcuno sta “progettando” di “rubarlo”, di cancellarlo, di saccheggiarlo per costruirci un impianto idroelettrico dai discutibili benefici economici (post sul Piano di Vassola). O, meglio, da un rapporto costi/benefici sbilanciato enormemente verso i costi in termini di devastazione ambientale. Credo che possa fare molto bene al nostro cervello, in tema di salute mentale, presentargli ogni tanto anche altri punti di vista che non siano sempre e soltanto quelli che derivano dalla malattia mortale della modernità (leggete il post Solstizio d’estate a Monaviel): la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto (e qui si deve misurare la montagna, in termini quantitavi di ricavi e di costi, di profitti e di utili), anche ciò che non è o – meglio – non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”. Leggi il resto dell’articolo

Uomo e montagna

Sabato scorso abbiamo in mente di tornare al Lago Casias (2076 m – Val d’Ala) dove siamo stati la prima ed unica volta nel settembre del 2001. Luogo questo davvero incantevole anche se già allora raggiungere il Lago, con partenza da Mondrone (1257 m – frazione di Ala di Stura), non fu per niente agevole. Il sentiero 212 a quell’epoca era in molti tratti invaso dalla vegetazione che rendeva faticoso il percorso.

Sappiamo che proprio lo scorso anno, a settembre, la TAM del CAI di Torino è venuta qui a fare la manutenzione e la pulizia di questo sentiero per renderlo nuovamente percorribile. Ma dopo le valanghe dell’inverno appena passato, come troveremo il percorso? Leggi il resto dell’articolo

A,B,C Acqua Bene Comune

Scopro sul sito http://www.cai-tam.it/ che il CAI Veneto (il raggruppamento regionale delle sezioni del Club Alpino Italiano), sta tentando di sensibilizzare le istituzioni sui rischi di veri e propri attentati al bene pubblico “acqua” da parte di imprese che hanno come precipuo obiettivo il profitto ad ogni costo da realizzare con progetti miopi che non fanno  altro che sottrarre un bene così importante, come l’acqua e tutto quello che c’è intorno, alle generazioni future. Ai nostri figli.

Trovate cinque minuti di tempo per leggere cosa ci stiamo giocando a forza di essere distratti e rimbabiti dalle sciocchezze che quotidianamente ci offre il vergognoso panorama mass-mediatico, vera dittatura della nostra epoca. Leggi il resto dell’articolo

Tracce

Sono quelle che ti lasciano un segno, una speranza… Quelle che ti entrano nell’anima e albergano in te per sempre. Sono quelle della montagna, dei suoi spazi, dei suoi colori, dei suoi odori. Sono quelle delle ombre degli alberi, dei larici e dei faggi. E poi ci sono quelle dei camosci, degli stambecchi. Quelle dei lupi. Tracce di acqua e di resina. E le ombre delle rocce. Delle vette.

Quelle delle donne e degli uomini che hanno abitato la montagna. Le più intense.

Ma quelle  sublimi e indimenticabili sono le tracce lasciate dagli amici che hanno camminato con te. Sognare un mondo diverso, nuovo, migliore, con più speranze… Un mondo più pulito, anche in senso lato. Si può.

Lo possiamo fare. Con una piccola grande rivoluzione: camminare. Non c’è bisogno di spargere sangue. Proviamo a camminare insieme: lasciamo le auto ferme lì, dove inizia un sentiero di montagna o di pianura. E lasciamo che le nostre gambe, i nostri piedi, ci portino “lontano”. Permettiamo a loro di farci uscire dai confini: c’è un mondo nuovo che ci attende. Il viaggio comincia lì, dentro di noi.

Ciao gpcastellano. A presto, per camminare insieme.

Uja di Calcante 17 maggio 2009 insieme al CAI UET e alla TAM di Torino

Beppeley

Appuntamenti oltre i confini

Tre splendide occasioni per “lanciare” i nostri sguardi oltre. Tutti domani sera.

Fausto De StefaniFausto De Stefani sarà a Lanzo Torinese dove il Comune organizza la Mostra Fotografica “Sguardi dall’Alto” La conferenza si terrà venerdì 15 maggio 2009 alle ore 21,00 presso l’ATL (Azienda Turistica Locale) di Lanzo T.se in Via Umberto I n.9. L’invito è rivolto a tutti.

Oltre che dal punto di vista tecnico, le sue spedizioni si mettono in evidenza soprattutto per l’essenzialità dell’attrezzatura e per l’attenzione che rivolgono ai temi ambientali. Nel 1983 sale il K2, la sua prima vetta sopra gli 8000 metri. In seguito rende assidua la sua frequentazione in Himalaya e nel Karakorum, dove, tra i pochi al mondo, sale senza ossigeno le 14 montagne più alte della terra. Alpinista di chiara fama, è conosciuto soprattutto per l’infaticabile impegno in campo naturalistico. Sempre in prima linea, anche nelle manifestazioni di denuncia del disprezzo ambientale, è tra i fondatori dell’associazione internazionale “Mountain Wilderness”, di cui è garante internazionale, ed attualmente presidente della sezione Italia. Da anni svolge attività divulgative a favore della conoscenza delle tematiche naturalistiche e dei problemi ad esse connessi, con conferenze e mostre didattiche in scuole ed università. Partecipa a numerosi lungometraggi e documentari che narrano del rapporto tra uomo e territorio. Ampio rilievo ha assunto l’attività di fotografo, per la quale è conosciuto come un raffinato e poetico documentarista di natura e persone. Le sue immagini sono state esposte in numerose città europee e pubblicate su riviste specializzate internazionali. Negli ultimi anni, il suo impegno è rivolto alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, costruendo scuole e promuovendo sviluppo culturale. Leggi il resto dell’articolo