Le larghe vedute del geografo Werner Bätzing…

…e quelle molto ristrette di noi italiani espresse magnificamente dai nostri politicanti al potere.

Nel post “In Italia non cammina nessuno“, cito l’articolo di Enrico Camanni il quale tira in ballo il geografo di “larghe vedute” come Werner Bätzing uno di quei personaggi d’oltralpe che ha apprezzato e divulgato in terra straniera la Grande Traversata delle Alpi (GTA).

Qui il link a wikipedia per conoscere questo geografo tedesco.

Geografo è anche il docente di Cipressa (provincia di Imperia) che ha scritto un articolo per il quotidiano La Stampa (pubblicato stamattina nell’editoriale dei lettori) lamentando l’eliminazione dell’insegnamento della geografia dai programmi degli istituti tecnici grazie alla riforma Gelmini.

Giusto per fare qualche esempio, e per rimanere esclusivamente in tema con questo blog, che importanza ha sapere dove sono le Alpi e il ruolo che hanno avuto nella storia dell’Europa? E poi, quanto è importante sapere che attualmente è in fase avanzata la creazione di una Macroregione alpina che coinvolgerebbe 70 milioni di abitanti?

Leggete, tanto per cambiare, in che mani è il territorio del nostro povero Paese. Leggi il resto dell’articolo

L’ultimo secondo

L’altro giorno mi imbatto casualmente nel sito di Duccio Canestrini (grazie per avermi concesso di riportare qui il tuo pensiero) ritrovandomi così immerso in un suo articolo intenso e ricco di attualissime ed urgenti riflessioni: “Nel limite va trovata la misura del futuro“.

Qualche tempo fa avevo scritto in merito alla cultura del limite, quella conosciuta da chi non disdegna di tirarsi giù dal letto alle 5 di mattina  per inerpicarsi lungo i sentieri della nostre montagne. Perché il limite ti si appiccica sulla pelle, lo senti arrivare quando stai camminando da ore, quando la calura prodotta dal tuo corpo ti avvolge come una piovra e quando la tua meta è ancora allo stadio di miraggio. E così, forse, ti tocca tornare indietro perché intorno a noi c’è qualcosa di più grande della nostra presunzione. Oppure, come è capitato recentemente al mio amico paologiac (bellissimo il suo post “Incontri a Sea“), quando ti capita di riconoscere il tuo limite nell’impossibilità di attraversare un torrente in piena. O quando, per esempio, per chi ama arrampicare,  ti accorgi che quel 6a non riuscirai mai a superarlo se non dopo aver “sofferto” molto,  lungo percorsi rocciosi che ti tolgono il fiato e ti consumano le energie in un batter d’occhio. Leggi il resto dell’articolo

Una famiglia sul Rocciamelone

La foto che vedete qui accanto l’ho scattata il 31 luglio 2005 in cima al Rocciamelone. Il riepilogo delle informazioni del file immagine JPEG mi svela l’ora dello scatto: sono le 6.02 del mattino. Due ore prima, dal fondovalle della Val di Susa, sale una giovane famiglia, mamma e papà con il loro ragazzino, aprono la porta del rifugio Santa Maria e, seduti di fronte ad un tavolo,  si rannicchiano per riposarsi un po’. Il rifugio è strapieno, non c’è più un buco per sdraiarsi sul tavolato. Siamo tutti quanti stretti gli uni accanto agli altri ad attendere il nuovo giorno. Sono le 4 del mattino. Apro gli occhi e vedo quella giovane coppia e il loro figlio. Non capisco. Perché sono arrivati fin quassù, ad un’ora così insolità, per guadagnare un bivacco a più di 3500 metri di altezza col rischio di trovarlo pieno? Sarà per la Festa che ogni anno ricorre qui, in vetta a questa montagna simbolo per la Val di Susa?

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Genius Loci

Santuario di Santa Cristina - Valli di LanzoMi imbatto nel Genius Loci per puro caso. Non ne so nulla e allora mi immergo nella Rete. Due clic, uno su Wikipedia e un altro su Peacelink, e così mi ritrovo ad “ascoltare” Eduardo Zarelli – Il rito e l’identità nelle forme culturali dell’abitare.

A dire il vero desideravo scrivere  in merito ai sentieri dimenticati, alla trascuratezza e all’abbandono del territorio montano come purtroppo sovente riscontro nelle Valli di Lanzo. Poi il fato ha voluto che le mie riflessioni si rispecchiassero in questo scritto che ho voluto riportare qui inframezzandolo con alcune foto delle nostre escursioni. Le ho scelte con cura, pensando così di facilitare le riflessioni, importanti e potenti, che Zarelli proietta nella nostra anima di viandanti. Riflessioni che dovrebbero aiutarci a vivere tutti insieme meglio e con più rispetto. Perché l’ambiente, di cui oggi tanto si parla, non è altro che una parte di noi stessi, forse solo un po’ più fragile e bisognosa di cura e attenzioni. Leggi il resto dell’articolo

Terra aliena

terraLa terra ci serve. Per vivere. Per sostenere noi Italiani, con il nostro stile di vita, le nostre abitudini, le nostre passioni e i nostri vizi, ci servirebbero almeno altre tre Italie. Questo è il dato che emerge dal Living Planet Report del 2008 del WWF. Ciò significa che stiamo come stiamo e viviamo come viviamo, perché qualcuno, mette a nostra disposizione (volente o nolente) ciò che da noi comincia a scarseggiare: la terra. Senza troppi giri di parole, noi italiani viviamo godendo di terra non italiana. E noi lombardi, viviamo di terra non padana.

Per coloro che si inchinano al totem del liberismo o che pregano sull’altare della competitività, non è eticamente riprovevole godere di benefici ed utilità ai danni di altri: è il mercato. Chi è più forte, più bravo, più innovativo o magari soltanto più fortunato o più furbo (e disonesto) vince […].  Leggi il resto dell’articolo

Il senso delle nuvole per Marzia

L’idea di Marzia, per questo sabato di luglio, è quella di scovare qualche margaro delle Valli di Lanzo intento nel suo lavoro. Noi, convinti  di  trovarne alle pendici del Monte Bellavarda, come successe già in passato, la convinciamo a navigare con noi in Val Grande sopra Cantoira e sotto le nuvole. Raggiungiamo in auto la deliziosa borgata di Lities (1175 m), conosciuta anche tra gli arrampicatori per la sua Rocca, su cui sono state tracciate alcune vie di roccia alquanto interesssanti (a detta di coloro che ci si sono cimentati), indossiamo lo zaino e partiamo alla caccia de lou marguè.

Ci troviamo a pochi minuti dallo scempio provocato dalla valanga che ho documentato nel post: “La neve presenta il conto“.  Leggi il resto dell’articolo

Appuntamenti oltre i confini

Tre splendide occasioni per “lanciare” i nostri sguardi oltre. Tutti domani sera.

Fausto De StefaniFausto De Stefani sarà a Lanzo Torinese dove il Comune organizza la Mostra Fotografica “Sguardi dall’Alto” La conferenza si terrà venerdì 15 maggio 2009 alle ore 21,00 presso l’ATL (Azienda Turistica Locale) di Lanzo T.se in Via Umberto I n.9. L’invito è rivolto a tutti.

Oltre che dal punto di vista tecnico, le sue spedizioni si mettono in evidenza soprattutto per l’essenzialità dell’attrezzatura e per l’attenzione che rivolgono ai temi ambientali. Nel 1983 sale il K2, la sua prima vetta sopra gli 8000 metri. In seguito rende assidua la sua frequentazione in Himalaya e nel Karakorum, dove, tra i pochi al mondo, sale senza ossigeno le 14 montagne più alte della terra. Alpinista di chiara fama, è conosciuto soprattutto per l’infaticabile impegno in campo naturalistico. Sempre in prima linea, anche nelle manifestazioni di denuncia del disprezzo ambientale, è tra i fondatori dell’associazione internazionale “Mountain Wilderness”, di cui è garante internazionale, ed attualmente presidente della sezione Italia. Da anni svolge attività divulgative a favore della conoscenza delle tematiche naturalistiche e dei problemi ad esse connessi, con conferenze e mostre didattiche in scuole ed università. Partecipa a numerosi lungometraggi e documentari che narrano del rapporto tra uomo e territorio. Ampio rilievo ha assunto l’attività di fotografo, per la quale è conosciuto come un raffinato e poetico documentarista di natura e persone. Le sue immagini sono state esposte in numerose città europee e pubblicate su riviste specializzate internazionali. Negli ultimi anni, il suo impegno è rivolto alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, costruendo scuole e promuovendo sviluppo culturale. Leggi il resto dell’articolo

Solo Dio può affondarmi

Cosa c’entra il dialogo tra Olmi e Petrini sul ritorno alla terra madre con i Camosci Bianchi? Con la montagna e l’alpinismo?

Chi ha avuto modo di seguire i vari post di questo blog capirà facilmente che i nessi non sono pochi. Noi crediamo profondamente che conquistare una cima, raggiungere un alpeggio o attraversare un passo, non possono essere considerati gesti fini a se stessi. Non ci piace una montagna vista come una palestra, come un luna park. Il luogo montagna nasconde tesori immensi per chi ha voglia di scoprirli. In questo dialogo ritrovo perfettamente quel pensiero, rivolto alla terra e ai suoi uomini, che sovente mi accompagna quando sono in viaggio tra i monti. Leggi il resto dell’articolo

Giornata della Terra

Il 22 aprile 1970, rispondendo ad un appello lanciato dal senatore democratico Gaylord Nelson, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una spettacolare dimostrazione a favore della salvaguardia dell’ambiente. Da quel giorno il 22 aprile è diventato la Giornata mondiale della Terra (Earth Day), un evento internazionale, oggi celebrato in 174 paesi del mondo, che ha per scopo la sensibilizzazione del pubblico sui temi della conservazione dell’ambiente in cui viviamo.

Beppeley

Gente di montagna

L’articolo che riporto qui sotto, tratto dall’archivo del quotidiano La Stampa, mi ha fatto pensare ai saperi e alle conoscenze dei montanari. Qui siamo in Abruzzo, la terra appena martoriata non dal terremoto, come ci vogliono far credere, ma dall’incapacità dell’uomo di sapere fare le cose bene, a regola d’arte. Oggi contano solo più i soldi al di là di tutto. Anche della vita umana.

L’uomo che ha vinto la rabbia della terra. L’abitazione ha resistito per 50 anni

Una faccia fiera e gentile, da marsicano, gente di montagna “che non ha paura di lavorare”, spiega lui, Luigi Rotilio, classe 1940, mani da muratore, due figli, una casa accanto alla caserma dei vigili del Fuoco che dalle 900 scosse di terremoto registrate non ha avuto nemmeno una crepa. “L’unica cosa crepata è la mia moglie, tanto Impaurita”, risponde lui sorridendo (“grazie a Dio siamo tutti salvi”). Ad ammirare questa reliquia stretta tra decina di case lesionate sono arrivati anche i giornalisti israeliani – “sono andati pazzi per il mio nocino e mi hanno portato una colomba” – ma anche quelli giapponesi. Tutti a casa Rotilio per capire come sia possibile che una palazzina tirata su più di 50 anni fa abbia resistito e il cemento armato moderno si sia sgretolato come gesso. “Quando mio padre, classe 1915, nel 1959 l’ha iniziata a costruire io e mia madre abbiamo confezionato 3250 blocchetti di cemento, tutti a mano, uno per uno, per poi poter elevare la costruzione. Quindici al giorno, ci abbiamo messo tre anni”. Niente cemento armato? “Ma quale cemento armato mi faccia il piacere…”. Modi bruschi e gentili da marsicano, Luigi inizia a essere infastidito da tanta popolarità internazionale. “Anche lei vuole sapere qual è il segreto? La verità è che non ce ne sono, mio padre era un maestro muratore con le palle, mentre oggi….”. Già, mentre oggi… le case si aprono come scatolette di latta quando la terra inizia a tossire forte, come quelle villette tirate su da costruttori, vicino alla casa della figlia di Luigi, e ancora non vendute. “Mentre anche la casa di mia figlia fatta da un muratore amico di mio padre e’ perfetta. I soldi per ricostruire le case li devono dare a noi aquilani che conosciamo artigiani competenti”. Leggi il resto dell’articolo

Cantico delle creature

E chi meglio di San Francesco puo’ magnificare, in maniera profonda e semplice, il Creato attraverso le lodi al Creatore?

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate..

Serpillo

Terra

Nei dintorni del Rifugio Levi-Molinari – Alta Val Susa –

La terra che si possiede o si coltiva, come la natura con la quale conviviamo ogni giorno, non ci appartiene. L’abbiamo presa in prestito dai nostri padri, e dovremo restituirla  ai nostri figli: intatta, migliorata, arricchita.

Antico proverbio ripreso da Antoine de Saint Exupéry

terra

A rok64

Beppeley