Come Torino dimentica le sue montagne

Testo di Fabrizio Goria

Torino ha dimenticato chi è, ma potrebbe ripartire dalle Valli di Lanzo

Immaginate di essere in una città che è completamente circondata da montagne che possono arrivare ad oltre 3000 metri. Immaginate che, tecnicamente, queste montagne possono essere raggiunte in meno di un’ora. E immaginate che queste montagne contengano una tal biodiversità quasi unica al mondo. In pratica, un sogno per tutti gli appassionati di natura, ma anche per tutti coloro i quali vivono per l’alpinismo. E non è un caso che questa attività si chiami così. Perché è “nata”, nel senso contemporaneo del termine, sulle Alpi. Ora, immaginate che questa città abbia perduto completamente di vista le sue origini, le sue tradizioni, le sue montagne. Stiamo parlando di Torino. E stiamo parlando del rapporto che Torino ha con le Valli di Lanzo. Valli selvagge, paradiso per molti, ignorate da troppi. Leggi il resto dell’articolo

Le Alpi e Torino

Un clic per ingrandire la foto

E’ a dir poco impressionante notare come sia così vicina la pianura quando la si guarda dall’alto, da punti di osservazione tra le montagne particolarmente privilegiati.

Allo stesso modo è a dir poco impressionante notare come dalla pianura, con le città da lei ospitate, siano così distanti le montagne.

La distanza che separa la pianura, da questo angolo di roccia e pascolo, da questo verde-grigio totemico, è la stessa che separa le visioni urbane dalle vette aguzze?

In questo “mondo altro”, su cui ci siamo posati in una magnifica giornata estiva, ci proiettiamo, per qualche ora, in altre civiltà, mentre laggiù, nella pianura modellata dalle esigenze e dagli imperativi della modernità, inquietanti interrogativi emergono, giorno dopo giorno, proprio su dove stiamo andando.

L’acqua, simbolo da sempre della vita, i pascoli, le rocce, le valli e la visione urbanocentrica: da quassù Torino sembra assediata da alture, soffocata in un recinto di questioni che non trovano soluzioni.

Una via di fuga temporanea ma oltremodo benefica per rimodellare le nostre domande e tornare laggiù: forse con qualche risposta. Questioni di prospettive e di angoli di osservazione.

Torino e le Alpi.

Le Alpi e Torino.

Anche così, se abbiamo voglia di faticare, possiamo trovare qualche sentiero da percorrere. Non solo fisicamente ma anche e soprattutto mentalmente.

Grazie a ventefioca, Paolo e flaco, meravigliosi “compagni di cordata” con i quali ho finalmente realizzato quel sogno di raggiungere mondi al di fuori di tutto, anche delle carte escursionistiche, seguendo le tracce di Gian Marco Mondino, escursionista d’eccezione nelle Valli di Lanzo.

Per saperne di più, ecco il link al bellissimo post di ventefioca: Vagabondi sul Samberné.

Un gregge a Torino

Dal quotidiano “La Stampa” di oggi un “regalo” per blacksheep77:

Ci pensano le pecore a tagliare l’erba al parco della Colletta. Ieri la grande mandria che si aggirava tra i prati che da via Varano corrono verso la piscina di via Ragazzoni, ha fatto una pausa refrigerante al toret del parco, sotto gli occhi di molti torinesi divertiti. L’uso delle pecore per curare il verde pubblico è un’iniziativa già sperimentata in città. Negli anni scorsi le pecore hanno «sfalciato» l’erba del Parco del Meisino, della Maddalena e del Parco Piemonte a Mirafiori.

Paolo Coccorese

Bellissime le foto dell’occupazione dei Taurini Saltus da parte delle pecore (la prima è stata pubblicata nella versione su carta):

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/130632/

Dal sito del Comune di Torino sul verde pubblico:

La Città di Torino, prima in Italia, coraggiosamente introduce in un contesto urbanizzato gli animali al pascolo, sperimentando in questo modo una nuova modalità di mantenimento delle superfici a prato che, nel rispetto delle caratteristiche naturalistiche, darà a costi decisamente contenuti un valido supporto per lo sfalcio dell’erba, il contenimento delle malerbe e, nel contempo, per la concimazione del terreno (le deiezioni di mucche e pecore, infatti, per loro natura sono rinvigorenti per i prati, a differenza di quelle canine). Leggi il resto dell’articolo

Libro storico ferrovia Torino – Ceres

copertina del libro

Oggi ho visto che il 16 dicembre GTT farà uscire un nuovo libro storico sulla ferrovia Torino – Ceres. Non ho avuto modo di vederlo, ma se è come gli altri dev’essere un bel documento, ricco di fotografie. L’unica pecca sarà probabilmente il prezzo. Non sono riuscito a recuperare il link, ma appena riesco lo mando.
Buona neve!

by Andrea