Gran Serin

Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose.

Pier Paolo Pasolini.

panorama03L’ultima settimana di ora legale, le giornate che si vanno accorciando e le prime nevicate in quota fanno venire voglia di un’ultima escursione in configurazione estiva (niente ghette, ciaspole, ecc.) sopra i 2500 metri.

La giornata infrasettimanale e la stagione quasi invernale suggeriscono la possibilità di fare un giro sulle strade militari dell’Assietta senza incontrare auto o moto.

Parto, da solo, dal Frais di Chiomonte (To), purtroppo uno dei tanti scempi perpetrati sulle nostre montagne in nome dello sci di discesa, in una zona tra l’altro al confine con il parco del Gran Bosco di Salbertrand e quello Orsiera-Rocciavrè. A parte gli orrrori edilizi, il Frais, a quota 1500m, si trova in una zona paesaggisticamente stupenda, immerso in foreste di larici, abeti e pini cembri, sulla strada che da Meana di Susa e Chiomonte sale verso il Colle dell’Assietta. Leggi il resto dell’articolo

La festa della montagna

festa della montagnaRicevo questa mail da Andrea Sappino (Segretario della Commissione Interregionale CAI Tutela Ambiente Montano e Socio della sezione CAI di Châtillon) e pubblico interamente la sua relazione sulla “Festa della Montagna” a Bardonecchia.

A voi le riflessioni su quale visione emerge della “montagna” da iniziative di questo genere.

Con quad ed eliski lo stand del Club Alpino Italiano in fondo a destra.

Insieme a pecorini, limoncelli, stufe e stracci da cucina.

Domenica 28 luglio mi sono recato a Bardonecchia per visitare la “Festa della Montagna” patrocinata, tra gli altri, dal Club Alpino Italiano.

Come socio, incuriosito dal volantino che collega il CAI a quad e iniziative di voli turistici in elicottero, ho intrapreso quello che si sarebbe dimostrato un percorso catartico ed istruttivo.

La “festa” si svolgeva in un parcheggio a servizio degli impianti sciistici di Bardonecchia; tale parcheggio, affacciato su un rivo dalle sponde completamente cementate, si rivelava essere un luogo assai poco ameno che mal richiamava gli ambienti montani. Poco male, mi ripeto, gli organizzatori hanno sacrificato la poesia per la pratica: i visitatori comodamente possono scendere dai loro veicoli e tuffarsi con nessuna fatica ai piaceri della montagna! Viva la montagna senza fatica, viva! Leggi il resto dell’articolo

La Sacra (a) Pasqua

05Dato che la Pasquetta si preannuncia umida e fredda, decidiamo di dedicare la giornata di Pasqua, alla passeggiata “fuori porta”. La neve, caduta nuovamente nei giorni scorsi, è ancora bassa, niente di meglio allora che rispolverare quelle passeggiate a bassa quota nei dintorni della città, di solito trascurate per privilegiare le classiche mete in mezzo ai monti.

La Sacra di San Michele, arroccata come un nido d’aquila in cima al Monte Pirchiriano, ci affascina e stuzzica la nostra fantasia ogni volta che transitiamo ai suoi piedi per entrare in Val di Susa, immediatamente le immagini de Il Nome della Rosa tornano in mente riportandoci con la fantasia al Medio Evo. Per cogliere meglio il suo significato ed immergersi nell’atmosfera, decidiamo allora di salire a questo straordinario monumento del nostro passato, utilizzando una delle mulattiere che per secoli abitanti della valle e pellegrini hanno usato per raggiungerla, quella che sale da Sant’Ambrogio. Per completare poi in modo degno questo “pellegrinaggio” e per avere una visione più ampia delle caratteristiche di questa singolare montagna, scegliamo di scendere per l’altra mulattiera che porta a Chiusa San Michele. Leggi il resto dell’articolo

Buon 2013 dal punto più a ovest d’Italia

alba alla Rocca Bernauda -gruppo Re Magi

Alba alla Rocca Bernauda (3228 m), gruppo Re Magi – Foto di Laura Verdoia

Questa foto – da vedere assolutamente ingrandita: cliccatici sopra – accompagna gli auguri per il 2013 che mi ha fatto il caro amico Ezio Boschiazzo. Rimango stupito dalla rara bellezza e gli chiedo se posso postarla qui, per augurarvi uno splendido 2013, augurio che giro anche a tutte le splendide montagne d’Italia.

Laura, autrice dello scatto e moglie di Ezio, acconsente. Non mi rimane che rivolgere a lei e a Ezio, grandi conoscitori della Montagna, i miei migliori auguri di Buon Anno (e tanti complimenti a Laura per la bravura e la sensibilità nel fermare attimi di immenso).

Autore: Maria Laura Verdoia.

Premio: prima classificata nella sezione paesaggi d’Italia al concorso internazionale di fotografia e cinematografia al Orobie Film Festival di Bergamo del 2012.

Titolo: il punto più a ovest d’Italia. Scatto effettuato dal balcone di casa! La cima, oltre che essere il punto di confine più a ovest dell’Italia, è anche la più elevata della catena montuosa dei ReMagi con i suoi 3228 m il gruppo montuoso dei Re Magi si eleva tra la valle Stretta (Francese) e la valle della Rho (Italiana), il loro periplo è una affascinante e facile escursione che si può fare in giornata partendo dal paese (un mio vecchio amico arrivava con il primo treno del mattino e ritornava per la cena a Torino!!) e attraversando ambienti diversi, ricchi di storia e di particolarità geomorfologiche in compagnia della fauna locale e della rigogliosa flora; per giungere in cima le difficoltà sono minime (roccette verso la cima ed il salto di una fenditura sulla cresta), per il resto escursionistica (EE).

La cordata umana che ha unito Torino con Susa

Con estrema gentilezza, l’amico Lodovico Marchisio mi ha trasmesso la relazione in merito Sentiero Umano che ha unito Torino con Susa venerdì scorso, il “giorno della fine del mondo (21-12-2012)”, e che volentieri pubblico qui, visto che ne avevo accennato (qui il post).

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La cordata umana che ha unito per tre minuti dalle 12,21 alle 12,24 Torino con Susa venerdì 21 dicembre è partita (idealmente perché la gente non si è mossa dal punto in cui era stata dislocata) da piazza Castello a Torino, percorrendo via Po, via Cernaia, incanalandosi poi su corso Francia sino a raggiungere tutte le località della bassa val di Susa ed arrivare nel cuore di Susa transitando per tutti i paesini della valle. Sono stati uniti circa 53 km di catena umana ideata da Michelangelo Pistoletto, artista, pittore e scultore italiano, animatore e protagonista della corrente dell’arte povera, che ha espresso la sua idea con queste significative parole:

L’umanità ha vissuto due paradisi, il primo in cui era totalmente compresa nella natura, il secondo in cui si è espansa in un proprio mondo artificiale cresciuto fino a confliggere con il pianeta naturale. È venuto il momento di dare inizio al Terzo Paradiso nel quale l’umanità riuscirà a conciliare e coniugare l’artificio con la natura, creando un nuovo equilibrio esteso a ogni livello e ambito della società. Un passaggio evolutivo nel quale l’intelligenza umana trovi i modi per convivere con l’intelligenza della natura”. Leggi il resto dell’articolo

Un sentiero umano da Torino a Susa

bannerino-susaValle di Susa
50.000 persone si terranno per mano da Piazza Castello a Torino fino a Susa, collegando la città alla valle

«Per vie ad alta velocità stiamo portando il mondo alla rovina ambientale, climatica, energetica e sociale. Un sentiero più umano ci può far cambiare direzione, evitando l’abisso e scoprendo nuovi territori della conoscenza, per un avvenire più sostenibile e più gratificante».

Questo il messaggio del climatologo Luca Mercalli che parteciperà al Sentiero Umano di Solidarietà Artistica e Ambientale, una catena di mani lunga 50 km per unire Torino a Susa. Il 21 dicembre 2012 alle ore 12, nella giornata del Re Birth Day, 50.000 persone si terranno per mano da Piazza Castello a Torino fino a Susa, collegando la città alla valle. Per unire Torino, prima Capitale d’Italia, alla Valle di Susa, luogo di incontro di paesi, popoli, culture, e per sostenere l’impegno a favore della Terra e del Paesaggio valorizzando una terra ricca di tradizione, di storia, di arte, di bellezze naturali, di cui l’Italia è l’emblema nel mondo. […]

…continua qui: Un sentiero umano lungo 50 km

www.sentieroumano.it

“Siamo donne, uomini, bambini, convinti che l’Arte salverà la Natura e il Mondo per le generazioni che verranno. Siamo alunni e studenti delle scuole, siamo insegnanti e genitori, siamo operatori della salute e dell’ambiente, siamo artisti, siamo volontari, siamo associazioni, siamo cittadini indipendenti, legati ai valori della solidarietà, della salvaguardia dell’ambiente, della custodia e del rispetto per la Terra e per tutti gli esseri viventi che la popolano. Siamo le istituzioni, gli amministratori locali, fieri del loro territorio che intendono fare conoscere ed amare, preservandone la naturale bellezza e integrità”.

www.sentieroumano.it/MANIFESTO.html

L’inquinamento fa PIL. Anche tra le Alpi.

Per un decennio ci hanno voluto far credere che la seconda canna del Frejus servisse a mettere in sicurezza il tunnel autostradale – afferma Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta -, ora gettano la maschera e svelano che si tratta di un vero e proprio raddoppio. Una mossa vergognosa che conferma ancora una volta come la politica dei trasporti alpini italiana mira ad incentivare unicamente il trasporto inquinante su gomma anziché quello su rotaia”.

Qui il seguito dell’articolo pubblicato ieri su “La Stampa” (Blitz di Legambiente a Bardonecchia contro la seconda canna del Frejus).

E’ la solita “Italia” che si mette in mostra anche tra le Alpi, proprio dove si dovrebbe capire, spalancando gli occhi, cosa c’è di importante e serio da tutelare per la nostra vita, per il nostro futuro. Leggi il resto dell’articolo

Una famiglia sul Rocciamelone

La foto che vedete qui accanto l’ho scattata il 31 luglio 2005 in cima al Rocciamelone. Il riepilogo delle informazioni del file immagine JPEG mi svela l’ora dello scatto: sono le 6.02 del mattino. Due ore prima, dal fondovalle della Val di Susa, sale una giovane famiglia, mamma e papà con il loro ragazzino, aprono la porta del rifugio Santa Maria e, seduti di fronte ad un tavolo,  si rannicchiano per riposarsi un po’. Il rifugio è strapieno, non c’è più un buco per sdraiarsi sul tavolato. Siamo tutti quanti stretti gli uni accanto agli altri ad attendere il nuovo giorno. Sono le 4 del mattino. Apro gli occhi e vedo quella giovane coppia e il loro figlio. Non capisco. Perché sono arrivati fin quassù, ad un’ora così insolità, per guadagnare un bivacco a più di 3500 metri di altezza col rischio di trovarlo pieno? Sarà per la Festa che ogni anno ricorre qui, in vetta a questa montagna simbolo per la Val di Susa?

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Orridi, orrori e meraviglie

Sentiero degli OrridiA metà novembre abbiamo partecipato all’aggiornamento per gli Operatori della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI della Regione Piemonte. Gli argomenti sono stati tutti molto interessanti e trattati davvero con grande compentenza dai vari relatori che ci hanno raccontato aspetti e temi inerenti l’ambiente alpino. Sabato 14, al mattino, nella foresteria della Certosa di Montebenedetto, situata nel Parco Naturale Orsiera Rocciavré, abbiamo ascoltato la lezione molto illuminante di Marco Manzone sul bosco e la sua gestione mentre nel pomeriggio abbiamo effettuato la bellissima uscita alla scoperta delle valenze naturalistiche del Parco Naturale Orsiera Rocciavré con la bravissima guida Mario Cavallo. Dopo la presentazione dell’escursione di domenica, a cura di Lodovico Marchisio, abbiamo avuto l’occasione, più unica che rara, di fare un’escursione notturna in assenza di illuminazione per scoprire quali percezioni si innescano quando i nostri sensi non sono più coaudiuvati dalla vista. Anche senza l’uso delle pile frontali, abbiamo compreso che è ancora possibile procedere lungo il sentiero senza particolari difficoltà.

orridi, orrori e meraviglie slideshow

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Ai confini del cielo

Una bellissima escursione in compagnia di blacksheep77 (Storie di pascolo vagante) e serpillo giusto per fare un salto dal virtuale al reale. Giusto per non dimenticarci che la tecnologia è utile solo quando riusciamo a trattarla per quello che è: un mezzo. E oggi il fine è stata la montagna grazie a splinder.

Siamo in Val di Susa sulle pendici sud-ovest del Rocciamelone. La cresta nord-ovest che divide la Valle della Cenischia dalla Vallèe du Ribon incombe su di noi. Come questo cielo possente.

Blacksheep77 fa sussurrare la montagna. Qualcuno sostiene che il territorio non parla più all’uomo. Oggi non è stato così. Trasportati dai suoi racconti, navighiamo tra i monti e i suoi abitanti. Tra gli uomini che amano ancora viverla e addomesticarla come hanno fatto per secoli i montanari.

Ai confini del cielo slideshow

Grazie blacksheep77.

A presto lassù. Ai confini del cielo.

Beppeley

Il duro inverno dei caprioli

Ieri sono andato a ciaspolare nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand (TO) lungo la GTA che parte dal fondovalle e risale il versante e sono rimasto impressionato dalla quantità di segni lasciati dai caprioli sulla neve e sugli alberi. Oltre alla miriade di orme e fatte, si possono osservare centinaia di alberi scortecciati.  Non riuscendo a trovare nulla con cui cibarsi a causa dell’imponente spessore della coltre nevosa, questi ungulati hanno rosicchiato le cortecce degli alberi che saranno quindi più facilmente attaccabili da patogeni quali funghi e insetti. La diffusione di questo fenomeno mi fa pensare ad una forte pressione demografica della loro popolazione, forse eccessiva per questo ambiente che evidentemente ne risulta danneggiato.

Dalle foto si può anche percepire la quantità di neve presente nei mesi scorsi dall’altezza dello scortecciamento che a volte arriva a circa due metri.DSC_5684POST

Uscendo dal sentiero mi è capitato di incontrare un esemplare di capriolo morto, infilazato su un ceppo di larice spezzato, probabilmente di sfinimento.DSC_5687POST

Per quanto riguada il lato escursionistico consiglio a tutti il percorso che permette di osservare diverse formazioni forestali di conifere, antiche baite ormai in decadenza nonchè una ricca fauna selvatica.

by Andrea

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