Punta del Lago

Dalla cima di Punta del Lago SudA fine settembre l’aria fresca ed il cielo terso ci hanno sospinto in Val Sangone, alle falde delle Alpi Cozie, per percorrere un delizioso giro ad anello, reso ancora più piacevole dalle chiome mutevoli degli alberi che si preparano all’autunno, da un valzer di cielo blu genziana – per dirla alla Robetto – , da pascoli arsi dal sole estivo e da mosaici di mondi di pietra disseminati su ampi valloni. La mano e il lavorio d’erosione delle glaciazioni del Periodo Quaternario è evidente.

Ho trovato alcuni paralleli con le nostre amate Valli di Lanzo.

Le popolazione celto-liguri la scelsero per la tranquillità e la sicurezza. Rispetto alle adiacenti Val Chisone e Val di Susa, questa non è una valle di transito. Anche le Valli di Lanzo sono “valli chiuse” perché i suoi valichi confinanti con la Savoia (tutti sopra i 3000 metri) non hanno facilitato i passaggi di commercianti, pellegrini, eserciti, ecc. Certo, contrabbandieri, cacciatori e pastori che valicavano i passi ad alta quota ci sono sempre stati ma questi attraversamenti avvenivano a piedi ed in condizioni ambientali estremamente disagevoli e pericolose, sicuramente non di massa. Leggi il resto dell’articolo

Panorami tra Val Sangone e Valle di Susa

Come già evidenziato in un precedente post, la Val Sangone mi ha da sempre affascinato per via del suo carattere spiccatamente alpino nonostante si trovi solamente ad una manciata di chilometri da Torino. È vero che i suoi valloni non ospitano ghiacciai, come è vero che non vi sono montagne estremamente elevate, tuttavia passare in breve spazio dai 300 metri circa della Pianura Padana ai comunque rispettabili 2778 metri del Rocciavrè non è cosa da poco. Nel mio vecchio post sulla Val Sangone, già pubblicato, sottolineavo proprio questa particolarità di tale piccola valle che in sé racchiude, in piccolo, un surrogato degli ambienti e del paesaggio alpino.

Qualche settimana fa pertanto, con un gruppo di amici fidati, ci promettiamo di raggiungere il Pian dell’Orso, una prateria relativamente estesa e presente sulla cresta tra la Val Sangone (Vallone del Sangonetto, per la precisione) e la Valle di Susa ad una quota di 1850 metri. Si tratta di una meta molto conosciuta ai camminatori di queste aree.

Sempre infarcito della mia lentezza escursionistica percorro questo sentiero con curiosità, sempre la stessa che caratterizza le mie escursioni ma che ogni volta viene stimolata da aspetti diversi. Leggi il resto dell’articolo

A volo d’aquila

In cimaTesto e foto di Rox (Souleiado)

Stamane il cielo è un telo turchese teso ai quattro cardini dell’orizzonte…

La scelta di questa escursione si rivela pertanto ideale ed animata da forti ricordi personali.

L’Aquila è una bella località a meno di 50 km da Torino che offre un fantastico colpo d’occhio sull’intero arco alpino e sulla pianura, a volo d’uccello nel vero senso della parola.

Qui potremmo quasi parlare di “archeologia” alpina e di una progettualità ahimè abortita: L’Aquila è infatti stata una ridente stazione sciistica negli anni ’60/’80 del secolo scorso, ben più importante di ciò che è stato ed è tuttora Pian Neiretto (situato poco sopra Coazze).

Ricordo ancora belle piste molto frequentate, un vivace Sci Club Val Sangone, ed un hotel ristorante tuttora esistente dallo stile vagamente autarchico/bauhaus (ma al limite dell’ecomostro), dove la sera ci si ristorava con cibi e beveraggi vari. Leggi il resto dell’articolo

Alpe Balma

Rifugio Balma (1986 m)

In qualsiasi guida sulle escursioni in provincia di Torino viene indicato giustamente il Musinè come la cima più vicina a Torino e, complici le leggende che hanno contribuito ad accrescerne la fama, forse è un po’ la mascotte della serie dei primi rilievi che si incontrano partendo dalla pianura. Mi è sempre piaciuto molto il Musinè tuttavia l’ho sempre considerato come una “collina un po’ più alta del solito”, dal momento che la quota modesta e le estese boscaglie sulle sue pendici soprattutto orientali e settentrionali ne addolciscono forse un po’ le sue caratteristiche rendendolo di fatto più simile ad un rilievo collinare che non ad uno alpino.

La montagna “vera” più vicina a Torino, a mio giudizio, inizia in Val Sangone, una valle che proprio per questo motivo mi ha sempre affascinato. Ricordo infatti che in una passeggiata di fine aprile di una dozzina di anni fa al Colle La Roussa, rimasi colpito dal vedere camosci, marmotte, aquile e gracchi alpini a due passi (veramente due passi) dalla pianura. Di solito si pensa infatti a questi animali come abitanti di mondi remoti e irraggiungibili mentre invece li puoi trovare facendo 30 km di auto da Torino e con una breve passeggiata. Mica male! Inoltre come diceva Massimo Mila in Scritti di Montagna: “…la Val Sangone è un singolare microcosmo alpino. Salvo i ghiacci, ha tutto quello che ci vuole per costruire un ambiente di montagna autonomo e completo…”. Leggi il resto dell’articolo