Sicuri con la neve 2013

valangaGiornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti nella stagione invernale

Segnalo un’importante iniziativa promossa dal  Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, dal Club Alpino Italiano con le Scuole d’Alpinismo e Scialpinismo, le Commissioni e Scuole Centrali di Escursionismo, Alpinismo Giovanile, Fondoescursionismo, dal Servizio Valanghe Italiano, dalla Società Alpinistica F.A.L.C., da Enti ed Amministrazioni che si occupano di montagna, in merito alla prevenzione degli incidenti che possono occorrere durante le uscite in ambiente innevato.

Domenica 20 gennaio 2013, si terrà una giornata nazionale di sensibilizzazione e prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale; valanghe, scivolate su ghiaccio, ipotermia ed altro ancora saranno i temi d’interesse. Leggi il resto dell’articolo

Il rischio valanghe

Grazie al post precedente, “Il silenzio della neve”, che mi ha dato lo spunto per ulteriori ricerche di risorse su internet, ho scoperto un sito interessante per chi ama frequentare la montagna in ambiente innevato.

E’ il servizio SIVA (Sistema Informativo Valanghe) che molto probabilmente gli scialpinisti e i ciaspolatori più arditi, ma anche i più informati ed attenti a prevenire il rischio valanghe, lo conosceranno già. Personalmente invece è stata una piacevole sorpresa poter accedere a tale strumento, così definito dall’Arpa Piemonte:

Il Sistema Informativo Valanghe è uno strumento di analisi e consultazione di dati cartografici, data base alfanumerici associati, fotografie e documenti storici, periodicamente aggiornato alla luce degli eventi valanghivi stagionali e del reperimento di nuovi dati storici”.

Così, pensando alla mia modestissima attività escursionistica in ambiente innvevato, ho provato a curiosare in Val d’Ala (Valli di Lanzo) analizzando la zona di Testa Pajan (1858 m), gradevole meta di un’ escursione con le racchette da neve (media difficoltà), con partenza da Almesio (760 m – fraz. di Ceres) percorrendo una carrozzabile che ben presto diventa una strada sterrata (anche senza neve è una piacevole ed interessante escursione in un ambiente solitario e molto affascinante; ne avevo già parlato nel post “Il mondo dietro casa“). Leggi il resto dell’articolo

Estate indiana a Mondrone

MondroneForse qualcuno di voi si ricorderà del nostro tentativo di raggiungere il Lago Casias in Val d’Ala. Era l’inizio dello scorso luglio e purtroppo dovemmo tornare indietro molto presto perché il sentiero era impraticabile a causa delle valanghe provocate dalle intense e frequenti nevicate dell’ultimo inverno.

Qualche tempo fa siamo venuti a sapere che quel tratto di sentiero è stato oggetto di pulizia e manutenzione grazie all’intervento di alcuni soci della sezione CAI di Ala di Stura.

Perché allora non ritentare di raggiungere la gemma azzurra incastonata nel Vallone del Vallonetto? E poi, con un’estate così, come si fa a stare fermi? Leggi il resto dell’articolo

Il senso delle nuvole per Marzia

L’idea di Marzia, per questo sabato di luglio, è quella di scovare qualche margaro delle Valli di Lanzo intento nel suo lavoro. Noi, convinti  di  trovarne alle pendici del Monte Bellavarda, come successe già in passato, la convinciamo a navigare con noi in Val Grande sopra Cantoira e sotto le nuvole. Raggiungiamo in auto la deliziosa borgata di Lities (1175 m), conosciuta anche tra gli arrampicatori per la sua Rocca, su cui sono state tracciate alcune vie di roccia alquanto interesssanti (a detta di coloro che ci si sono cimentati), indossiamo lo zaino e partiamo alla caccia de lou marguè.

Ci troviamo a pochi minuti dallo scempio provocato dalla valanga che ho documentato nel post: “La neve presenta il conto“.  Leggi il resto dell’articolo

Uomo e montagna

Sabato scorso abbiamo in mente di tornare al Lago Casias (2076 m – Val d’Ala) dove siamo stati la prima ed unica volta nel settembre del 2001. Luogo questo davvero incantevole anche se già allora raggiungere il Lago, con partenza da Mondrone (1257 m – frazione di Ala di Stura), non fu per niente agevole. Il sentiero 212 a quell’epoca era in molti tratti invaso dalla vegetazione che rendeva faticoso il percorso.

Sappiamo che proprio lo scorso anno, a settembre, la TAM del CAI di Torino è venuta qui a fare la manutenzione e la pulizia di questo sentiero per renderlo nuovamente percorribile. Ma dopo le valanghe dell’inverno appena passato, come troveremo il percorso? Leggi il resto dell’articolo

La neve presenta il conto

Le foto che potete vedere nello slideshow qui sotto, le abbiamo scattate sabato scorso nel territorio comunale di Cantoira (To). Le valanghe hanno avuto la forza di sradicare addirittura dei grossi faggi. Questo disastro lo si può osservare a monte dell’ameno paesino di Lities (1143 m – versante sud della Val Grande di Lanzo), a circa mezz’ora di cammino percorrendo il sentiero che conduce al bellissimo alpeggio di Levassè e poi al santuario di San Domenico (1772 m).  Percorso questo, insieme a quello per il santuario del Ciavanis, molto frequentato sia dagli escursionisti, che aspirano all’ascensione del Monte Bellavarda (2345 m), e sia dai margari per utilizzare gli innumerevoli alpeggi della zona (veri esempi di architettura alpina, costruiti in luoghi davvero impervi).

qui lo slideshow

Alcuni nostri amici invece ci hanno inviato queste foto molto eloquenti  (scattate a metà aprile)  sui danni che le abbondanti nevicate di questo inverno hanno provocato al territorio del Comune di  Chialamberto, sempre in Val Grande di Lanzo.

Qui siamo sempre nel versante solatio sul sentiero (ormai scomparso) che da Vonzo (1200 m) porta al santuario della Madonna del Ciavanis (1880 m).  A venti minuti di cammino dal piccolo villaggio, lungo la destra idrografica del Rio della Paglia, ecco lo scempio provocato dalle slavine.

qui lo slideshow

Le foto però in questi casi limitano la percezione del fenomeno. E’ solo dal vivo che si può davvero capire la forza catastrofica della natura. Sono molto dispiaciuto se penso che molto del lavoro portato avanti in questi anni dal CAI, grazie ai volontari soci e non soci, per il ripristino e la manutenzione della rete sentieristica, sia andato in fumo. Spero vivamente che questi siano solo dei casi isolati.

Di fronte a questi eventi naturali, la domanda, inquietante, emerge spontanea. E’ solo il corso della natura oppure c’è anche lo zampino dell’uomo? Le abbondanti precipitazioni, e i vari fenomeni meteorologici sempre più estremi di questi ultimi anni, sono del tutto naturali oppure sono causati dal surriscaldamento del clima provocato dai gas serra che tutti i giorni pompiano nell’atmosfera? E se questi fossero davvero dei segnali che qualcosa sta cambiando? Non dimentichiamci che solo nel 2000 una devastante alluvione segnò pesantemente il territorio delle Valli di Lanzo. Noi siamo qui, in città, a pochi decine di chilometri. Vale la pena ogni tanto volgere lo sguardo lassù, verso quelle vallate che senza la presenza dell’uomo sarebbero soltanto dei mondi a noi molto ostili.

Cantoira-Chialamberto

Beppeley