Una Valle di orchi e draghi

Il “basilisco” o “dragone volante”, serpente mitico rintracciabile in diverse aree alpine

Rebecca (Pif per gli amici) nel post precedente (quello sulla Valle dell’Orco) commenta chiedendomi se ci sono dei miti proprio sulla Valle dell’Orco, chiamata anche Valle di Locana. Per fare qualche ricerca in proposito parto dalla Rete e mi imbatto sul sito del Comune di Locana (sezione “Storia”) dove scopro una leggenda che parla proprio di orchi e draghi che abitavano la Valle dell’Orco. Ma allora chi avrà ragione? Verrecchia (che nelle pagine del suo libro ci spiega nel dialetto valligiano il nome del fiume Orco è Eva (= acqua) d’or), oppure la leggenda che potete leggere qui sotto?

***

C’era una volta nella valle dove si trova Locana un orco e sua moglie. Vivevano felici nella valle in buoni rapporti con gli uomini perché erano bravi e onesti.

Vissero felici e contenti per un lungo periodo finché un giorno venne ad abitare nella vallata un drago volante con la sua famiglia. Di lì iniziarono i guai dell’orco e sua moglie, perché i draghi volanti erano cattivi e disonesti: vivevano nelle grotte della montagna ma andavano spesso a saccheggiare e bruciare i paesi della vallata che per questo diventava sempre più povera.

Allora un giorno l’orco, stanco dei saccheggi che danneggiavano la valle, decise di uccidere i draghi. Si armò come si deve e andò alle caverne, ma quando uscì il drago, con uno sputo di fuoco lo bruciò vivo. In paese dopo aver saputo la notizia si misero tutti in lutto. Continua a leggere “Una Valle di orchi e draghi”

Valle dell’Orco

Chi ama frequentare la Valle dell’Orco sicuramente si sarà chiesto come mai ha un nome così curioso. E chissà quante volte il fiume Orco, soprattutto durante le alluvioni distruttive, sarà stato additato come un mostro.

Anacleto Verrecchia, nelle pagine del bellissimo libro “Diario del Gran Paradiso” (collana “La Torre d’Avorio – Fògola Editore), di cui ho già parlato in altre occasioni, riesce anche a spiegarci il perché di quel toponimo.

***

Valle dell’Orco: questo nome non è assolutamente connesso, come si potrebbe pensare a prima vista, con quello del Dio degli Inferi. No, l’Erebo non c’entra per niente, anche perché qui c’è semmai il regno della luce e non quello della tenebra piú profonda. Si chiama Valle dell’Orco perché il suo fiume trasportava sabbie aurifere. Nel dialetto del posto il nome del fiume Orco è Eva (= acqua) d’or. Cosi il luccicante oro si è trasformato, per la strana corruzione cui vanno incontro le parole nella bocca della gente, nel piú tenebroso degli Dei. Continua a leggere “Valle dell’Orco”

Tra Valle Orco e Val Grande

Il “mio” primo rifugio alpino dove ho bivaccato è stato il Guglielmo Jervis che verrà festeggiato nel prossimo week end nella sua nuova veste (cliccate qui per scaricare la locandina dell’evento).

Il rifugio invece che mi ha convinto a far parte della grande famiglia del Club Alpino Italiano, è stato il Paolo Daviso.

Questi due rifugi stanno per diventare due punti tappa di un interessante  percorso escursionistico (classificato EE – escursionisti esperti), battezzato “Duca degli Abruzzi” (cliccando sul link potete anche vedere un video) che li collegherà attraverso il Colle della Piccola (2705 m), passo che mette in comunicazione l’alta Valle Orco con l’alta Val Grande di Lanzo (qui la mappa del percorso). Continua a leggere “Tra Valle Orco e Val Grande”