Le dimore del vento

Nivolastro (1423 m) in Val Soana

C’è sempre un errore di previsione dietro le grandi emozioni della montagna. Il gioco del “tutto sicuro al 100%” non porta a nulla. Sa di artificio, di ambiente asettico. Privo di tutto. Sa di mefistofelica retorica.
Nella ricerca della perfezione assoluta non si impara niente, se non a morire senza aver vissuto.

Siamo in Val Soana e il nostro sentiero comincia dalle pagine di un libro che ci parla di cammini imperfetti tra borgate abbandonate nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Comincia a Ronco Canavese senza fare i conti con le tempeste che anche qui hanno abbattuto centinaia di alberi, come ci dirà il guardaparco, con il suo cane Argo, che provvidenzialmente ci intercetta con il suo Defender mentre indossiamo gli scarponi, pronti a decollare.

Non potete partire da qui. Ci sono centinaia di alberi crollati lungo il sentiero.Leggi il resto dell’articolo

La sentinella di Pont

SAMSUNG DIGITAL CAMERAGli uomini sono animali, e come tutti gli animali anche noi quando ci spostiamo lasciamo impronte: segni di passaggio impressi nella neve, nella sabbia, nel fango, nell’erba, nella rugiada, nella terra, nel muschio. E’ facile tuttavia dimenticare questa nostra predisposizione naturale, dal momento che oggi i nostri viaggi si svolgono per lo più sull’asfalto e sul cemento, sostanze su cui è difficile imprimere una traccia.

Robert Macfarlane (Le antiche vie – Un elogio del camminare)

La Punta Arbella (1879 m) è in prevalenza erbosa, con qualche roccia che emerge. Separa la Valle Soana da quella di Ribordone.

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Niente di nuovo sul fronte occidentale

La Stampa del 2 nov. 2013
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Chi legge questo blog sa quanta passione ed impegno mettiamo nel cercare di comunicare una Montagna sana, non arroccata al passato, una Montagna che possa essere “migliorata” e portatrice di tradizioni.

Ci piacerebbe assistere ad un sempre maggior interesse verso le aree montane, ma non certo perché vengano saccheggiate delle loro risorse come, ad esempio, l’acqua e le foreste, oppure viste esclusivamente come occasione per riversare somme ingenti di denaro allo scopo di realizzare opere gigantesche ed inutili.

Ci piacerebbe fosse dotata di una rete sentieristica a norma, funzionale e curata, attuando progetti lungimiranti affinché si attiri il turismo lento tutto l’anno, un turismo escursionistico di qualità e rispettoso dell’ambiente naturale e culturale, soprattutto volgendo lo sguardo all’estero perché noi italiani camminiamo poco e pensiamo che la montagna sia solo sci.

Ci piacerebbe che i servizi ed i mezzi di trasporto non fossero penalizzati, come pure le famiglie che lì risiedono, magari cercando di favorire chi vorrebbe abitare nelle vallate alpine. Leggi il resto dell’articolo