Il sentiero delle apparizioni Mariane

Pilone di roc dou Pat (1290 m)

[…] sacralizzano il territorio, mitigano l’ancestrale lotta fra la natura inerte e la natura vivente. In terra o quasi in cielo, costruiti per necessità concrete o per liberare il senso d’infinito, parlano di una vita colma di soprannaturale.

Il pilonèt come il cioché del capoluogo evocano il bisogno di un aiuto che venga dall’alto, più in alto ancora che dalle vette irraggiungibili.

Una fede fatta di simboli, slanci, sacrificio e segreti, vuole farsi segno, dare vita alle pietre, ai boschi, ai pascoli.  Correndo verso l’alto di Marco Fassero

Le Valli di Lanzo, delizioso “parco naturale” del Piemonte, si trovano a Nord-Ovest di Torino e appartengono alle Alpi Graie meridionali. Confinano a Nord con la Valle dell’Orco, ad Est – praticamente ai loro piedi – si adagia la pianura, a Sud con la Valle di Susa mentre ad Ovest confinano con la Val Moriana, in territorio francese.

I confini geografici, soprattutto con la Francia, anziché limitare l’isolamento hanno favorito frequenti spostamenti a piedi attraverso i colli, sia per scambi commerciali e sia per quelli culturali. Ciò che lega ed unisce ancora oggi, gli uni agli altri, è la lingua francoprovenzale e simili usi e costumi.

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Sistina – Marsaglia – Salvin

Innanzi tutto un ringraziamento a Beppeley e Serpillo che mi hanno portato in questi luoghi un paio di anni fa; ieri ho ripetuto la gita come sopralluogo per un’escursione naturalistica in programma domenica 11 aprile.
La partenza è qualche curva dopo la fontana Sistina, per immettersi sul sentiero 3 Rifugi (3 R) lasciandolo poi per visitare la borgata di Marsaglia e raggiungendo il rifugio Salvin. La pista è sempre ben tracciata, senza difficoltà e in gran parte può definirsi una strada forestale.

Questi luoghi, oggi deserti e selvatici, offrono al camminatore attento diversi spunti di riflessione sulle attività e sull’uso che in passato si faceva del territorio, quando erano popolati almeno da aprile ad ottobre. Si attraversano diverse borgate, più o meno abbandonate, circondate da terrazzamenti che, attenuando la pendenza, consentivano la coltivazione. A volte però si incontrano ricoveri ottenuti sotto le rocce (barme) oppure edifici che utilizzano i roccioni come pareti (è il caso della cà dou magu). Tra i boschi si alternano invece betuleti, che probabilmente hanno occupato gli spazi di vecchi pascoli, e faggete in cui si possono osservare esemplari ultracentenari con diametri di grandi dimensioni. Sicuramente la faggeta è il mio bosco preferito, per l’eleganza dei tronchi lisci e grigi, ma anche per la pulizia del sottobosco soffocato dalla fitta copertura fogliare.

“Inoltrarsi in una foresta di faggi è come penetrare in una gigantesca moschea dai tronchi simili a colonne…” Alfredo Cattabiani, Florario, Mondadori

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5 amici sulla Forchetta

fenneck, serpillo, Silvio, ometto83, BeppeleySarà il destino ma questo è stato il nostro modo di salutarci ed augurarci un fantastico 2010. Il Colle della Forchetta (1666 m) si trova in Valle Tesso, raggiungibile dal Passo della Croce, situato poco sopra Chiaves, bellissima e panoramicissima borgata delle basse Valli di Lanzo da dove si ha una vista favolosa sulla piana del torinese.

Insomma, visto il gran movimento di forchette nel corso di queste feste, cosa poteva esserci di meglio che ritrovarci su un Colle con tale nome? Sarà di buon auspicio per il 2010?

Buon Anno!

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Beppeley