Energia dall’acqua in montagna: costi e benefici

Il bellissimo paesaggio di montagna che vedete qui a destra è stato fotografato a maggio di quest’anno e potrebbe essere una delle ultime volte che si può contemplare così intatto. Qualcuno sta “progettando” di “rubarlo”, di cancellarlo, di saccheggiarlo per costruirci un impianto idroelettrico dai discutibili benefici economici (post sul Piano di Vassola). O, meglio, da un rapporto costi/benefici sbilanciato enormemente verso i costi in termini di devastazione ambientale. Credo che possa fare molto bene al nostro cervello, in tema di salute mentale, presentargli ogni tanto anche altri punti di vista che non siano sempre e soltanto quelli che derivano dalla malattia mortale della modernità (leggete il post Solstizio d’estate a Monaviel): la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto (e qui si deve misurare la montagna, in termini quantitavi di ricavi e di costi, di profitti e di utili), anche ciò che non è o – meglio – non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”. Leggi il resto dell’articolo

Sguardi sulla Val Grande di Lanzo

Frassi

Ritorno lì, in quei luoghi dove ho lasciato il cuore. Lo faccio grazie allo sguardo di Gian Marco Mondino. Lassù, sopra Chialamberto, c’è qualcuno che vuole portare avanti i suoi progetti di smantellamento del peasaggio e di requisizione delle ultime risorse superstiti. Senza accorgersi che certe ricchezze non hanno prezzo e dovrebbero essere consegnate intatte alle future generazioni. Come le montagne di Chialamberto.

A Chialamberto, montagne da riscoprire

Testo di Gian Marco Mondino – tratto dal n° 56 del bimestrale Panorami

Riscoprendo antichi sentieri, visitando borgate ed alpeggi.

Chiazze di case, il bianco d’una chiesetta, spuntano dalla distesa uniforme dei boschi sopra Chialamberto, là dove un tempo i pendii verdeggiavano d’erba; tetti di lose che luccicano al tramonto, quando il sole radente li lambisce con gli ultimi raggi. Leggi il resto dell’articolo

Sentinelle di casa nostra

Nel post in cui denuncio il rischio di devastazione al Piano di Vassola, ho riportato la lettera di Paolo Rumiz inviata al 98° Congresso Nazionale del CAI di Predazzo in cui il giornalista e scrittore, socio CAI da decenni, esortava il Sodalizo a costituirsi come lobby in difesa delle montagne oramai da decenni sotto il mirino di progetti che rappresentano più che altro la scusa per speculare disinteressandosi completamente delle devastazioni che causano.

L’ultimo numero della Rivista del CAI (marzo-aprile), come ho preannunciato in questo post, ha dedicato ampio spazio alle tematiche concernenti proprio la difesa dell’ambiente naturale. Paolo Rumiz è stato intervistato proprio su questo tema.

Nella lettera inviata al Sodalizio per il Congresso di Predazzo lei sostiene che il ruolo del CAI come “sentinella della montagna” vada ripensato. In che senso? Leggi il resto dell’articolo

Il Vassola e lo sfruttamento delle acque montane

Come anticipato in questo post, la Commissione centrale per la Tutela dell’Ambiente Montano, con la collaborazione del CAI di Milano, ha deciso di orgnanizzare un Convegno sull’importante tema inerente lo sfruttamento delle acque montane. Riporto l’articolo comparso sull’ultimo numero del mensile del CAI  “Lo Scarpone”  affinché anche coloro che non lo ricevono, perché non iscritti al Club Alpino Italiano, possano prenderne visione.

In Val Grande di Lanzo, (leggete i vari post degli ultimi mesi), nel bellissimo ed incontaminato Vallone di Vassola, è in fase avanzata un progetto per la costruzione di una centralina idroelettrica che andrebbe inesorabilmente a devastare uno dei più bei luoghi di tutte le Valli di Lanzo. Entro il prossimo giugno la provincia di Torino (ufficio Area sviluppo sostenibile e pianificazione ambientale) dovrà ricevere dal proponente (la ditta Clear Energy srl) le integrazioni richieste al progetto. Vi invito a leggere l’interessantissimo articolo dello Scarpone e magari a partecipare al Convegno. E’ in gioco il nostro mondo, la nostra Terra. E, soprattutto, è in atto la requisizione delle ultime risorse superstiti. E’ questa desolazione che intendiamo lasciare in erdità ai nostri figli?


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Lo Scarpone e la Rivista del CAI di aprile

P.N.G.P.Sul numero dello Scarpone di aprile (il mensile pubblicato dal Club Alpino Italiano) si parlerà di…

Il CAI e lo sfruttamento delle acque montane

I primi effetti delle nuove captazioni delle ultime acque libere, osservati soprattutto in montagna, fanno presagire che il valore dei danni ambientali possa superare i benefici energetici ottenibili. La Commissione centrale per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI con la collaborazione della Sezione di Milano organizza sull’argomento un incontro-convegno a Milano il 13 giugno, in cui si farà il punto sul rapporto costi/benefici di questa “corsa all’oro bianco”.


Ecco invece alcuni dei temi trattati sul bimestrale del CAI “La Rivista di marzo/aprile:

si inaugura un nuova e ampia rubrica, chiamata “Articolo 1”: uno spazio di riflessione attorno al ruolo del CAI in una società in trasformazione. L’articolo 1 dello Statuto del CAI recita: Il Club alpino italiano (C.A.l.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quntino Sella, libera associazione nazionale, ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e Io studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale. “Articolo 1” in futuro prenderà via via in considerazione le diverse tematiche inerenti il nostro Sodalizio, in particolare la difesa e conoscenza delle Terre Alte, come espresso dall’articolo 1 dello Statuto.

In questo numero della rubrica “Articolo 1” giornalista Paolo Rumiz, il sociologo Aldo Bonomi, l’economista Luigi Gaido, l’alpinista Fausto De Stefani e lo scrittore Enrico Camanni, si confrontano e presentano le loro risposte al tema delle alleanze e delle sinergie tra città e montagna.

La newsletter completa è disponibile sul sito del CAI.


Vado alla ricerca di oasi, dove il pensiero e i sogni camminano parallelamente.

Fausto De Stefani

Mi capita spesso di voler bloccare un sogno, di fermare il tempo. La corda di canapa sale lentamente. Alla sua estremità è legato un vecchio montanaro.

Egli conosce la vita, conosce il mondo, conosce me.

Fausto De Stefani

Beppeley

L’impero nascosto

Alpe San Bernè

Tratto dal libro: “L’immaginario popolare nelle leggende alpine” di Piercarlo Jorio.

Sulle carte escursionistiche della Val Grande di Lanzo, San Berné (1969 m) è il nome di una zona cosparsa di alpeggi situati in splendida posizione sul versante sud della valle nel Comune di Chialamberto.

Da leggere con lentezza, come quella che caratterizza il cammino dei nomadi…

Il versante insolato, oltre il bosco e fin sotto la cresta spartiacque con la media Valle dell’Orco, si apre in una vasta fascia pascolativa, estesa dall’Uja di Bellavarda (dove intrecciano danze le fate trasvolate da Locana) alla Levanna Orientale, a tratti spianandosi in conche lacustri e in ampi terrazzamenti come quelli che ospitano, sui margini, il santuario della Madonna del Ciavanis e la cappella della Madonna delle Grazie alla Frassa, o ingolfandosi in splendidi valloni, come quello di Vassola con dislivello di 600 metri (ora minacciato dalla ennesima sconsiderata strada, che ne ha già irreversibilmente sfregiato l’imbocco da Chiappili). Leggi il resto dell’articolo

Vassola Bianco

mi sto sempre più rendendo conto, quando termino un’escursione, che tutto ciò che mi lascio alle spalle, prima di rientrare in auto, non è detto che sarà sempre lì ad attendermi …

Verso il Piano di Vassola

 …che a compiere certe scelte siano i privati ha una sua logica, anche se inaccettabile, ma che tra i responsabili figurino anche le istituzioni pubbliche a cui compete vegliare sulla montagna, diventa particolarmente odioso. In Val Grande di Lanzo il discorso rischia di essere lungo, poiché alle vecchie ferite se ne aggiungono di nuove. Un vero e proprio attentato è in vista contro una delle zone più belle ed intatte del Comune di Chialamberto: il vallone di Vassola…

Piano di Vassola

…nella stupenda conca glaciale del Pian di Vassola è in fase avanzata il progetto di costruzione di una diga sul torrente per realizzare un invaso artificiale, che verrebbe a deturpare un posto incantevole. Leggi il resto dell’articolo

Conoscere per tutelare

La stupenda borgata di Vonzo sul versante solatio della Val Grande di Lanzo

Non voglio dire molto su quanto sia importante la conoscenza e lo studio delle montagne affinché tutto ciò ci possa permettere di tutelare l’ambiente alpino e tutto il suo immenso patrimonio di culture che per secoli hanno permesso ai montanari di tirare avanti di fronte a mille difficoltà per noi oggi davvero inimmaginabili.

Gpcastellano ha fatto un post che, a mio modesto parere, ritengo davvero molto interessante. Si parla di conoscenza e della sua paura. Come non collegare il suo intervento su tutto ciò che noi cerchiamo di difendere e tutelare? Difendere un luogo, come quello della zona intorno al Piano di Vassola, non è soltanto tutelare un bel panorama. Non si tratta esclusivamente di un fatto estetico (ma già questo sarebbe un valido motivo per impegnarsi a fermare la cementificazione che minaccia il vallone) ma è anche e soprattutto un fatto culturale Poter frequentare la montagna così come è stata “creata” dai montanari e dalle civiltà alpine, senza che l’attuale “cultura” consumistica decadente la devasti con tutte le sue stupidaggini, è come tutelare un immenso patrimonio di conoscenze di cui, oggi, abbiamo assolutamente bisogno di interpretare alla luce degli sconvolgimenti creati dall’uomo e dalla sua incapacità di rapportarsi con equilibrio nei confronti della Terra.

Una bella pubblicità diceva che in una certa regione dell’Italia ci sono molti km di piste da sci… venite a vedere cosa si nasconde sotto in estate! Se non volete aspettare la bella stagione, vi invito a leggere il post di blacksheep77 che vi porta a fare un giretto fra gli alpeggi sotto la neve per comprendere e capire un po’ della montagna che io amo.

by Beppeley

A che punto è il progetto Vassola?

Il torrente Vassola sull’omonimo Piano ad oltre 1700 metri di quota in Val Grande di Lanzo

Abbiamo finalmente una notizia importante  (del 12 gennaio 2009) che cifornisce una prima risposta alla domanda “A che punto è il progetto?“:

La procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) relativa al progetto di interesse è attualmente sospesa in attesa di ricevere le integrazioni progettuali richieste dal ns. servizio (entro giugno 2009). Il proponente in assenza di diversa comunicazione rimane per noi la ditta Clear Energy srl di Mondovì (CN).Per quanto concerne l’utilizzo dei terreni non di proprietà gli impianti da fonti rinnovabili vengono considerati dalla normativa, una volta autorizzati (d.lgs 387/2003), di pubblica utilità, indifferibili e urgenti pertanto possono avvalersi dell’esproprio. L’utlizzo dell’acqua è normato dal regolamento della Regione Piemonte 10/R del 2003, la relativa concessione a derivare (durata 30 anni) è rilasciata dal Servizio Gestione risorse idriche della Provincia nell’ambito della procedura di VIA. Nel corso della medesima procedura… sono raccolte anche le ulteriori autorizzazioni ambientali necessarie. Il comune deve rilasciare successivamente alla fase di VIA il permesso di costruire per le opere in progetto.

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Nel Vallone di Vassola

“…la Vassola non è un “non luogo”, ma che molti la conoscono e che può essere una ricchezza proteggerla. Così com’è, intatta, a testimoniare il lavoro, la fatica di chi non c’è più e essere di godimento a chiunque abbia la voglia di fare un po’ di fatica, di assaporare il silenzio, l’incontro con la vipera ancora intorpidita che si scalda al sole, il capriolo che scappa a pochi passi davanti a te, le marmotte che fischiano, il falco che volteggia, il repentino mutare del tempo, l’addensarsi delle nebbie, e la voglia di andare sempre un po’ più su. Oppure anche solo fermarsi lungo il torrente, dove a giugno l’acqua è color smeraldo, sedersi su una roccia levigata nei secoli da neve, ghiaccio e gelo, fermarsi a pensare, a godere il calore del sole e di esserci.”

Anonima…innamorata del Vassola


Un ambiente selvaggio ed inaspettato in Val Grande di Lanzo 

di Gian Marco Mondino

Nella zona di Chialamberto la Val Grande di Lanzo si restringe notevolmente, dominata da ripidi pendii boscosi, e non lascia certo pensare che più in alto, sulla sinistra orografica, si aprano vaste conche prative come quella della chiesetta del Ciavanis, o profondi valloni come quello di Vassola.

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Lo smantellamento del paesaggio – Piano di Vassola (3)

Oggi un utente anonimo ha lasciato un commento al post Piano di Vassola (2):

sono stata pochi giorni fa in zona e le notizie ufficiose anche se credo attendibili sono di un progetto di “vasca di accumulo acqua” della portatata di circa 10-12.000 metri cubi cioè larga m.40x80profonda 4, da collocare nel piano della Vassola.
Tale vasca di accumulo per permettere che si riempia di notte e venga scaricata di giorno quando l’energia ha un valore maggiore.
Chi conosce il luogo può immaginare quale devastazione ciò rappresenti.
Sono necessari interventi competenti e autorevoli per evitare uno scempio, ed eventuali proposte altenative affinchè, se c’è una risorsa possa andare a beneficio e non al discapito del territorio, usandola con giudizio e rispetto di ciò che c’è, di ciò che c’è stato e per chi ci sarà.

Piano di Vassola

Il grassetto del commento è opera mia. Leggi il resto dell’articolo

Piano di Vassola (2)

Il Piano di Vassola in Val Grande di Lanzo (Comune di Chialamberto)

Eccomi qui a tentare di riassumere le risposte che mi sono giunte in merito al progetto di costruzione dellaPiano di Vassola diga al Piano di Vassola. Manca comunque la risposta che tanto attendevo: “A che punto è il progetto?“. “Il Comune di Chialamberto ha preso una decisione?“. L’aspetto davvero drammatico è che non siamo riusciti ad ottenere nulla. Non sappiamo se la diga si farà, se il progetto è stato abbandonato o se è ancora in fase di valutazione. Ho solo paura che dietro a tutto questo silenzio, molto italiano, ci sia qualche affare poco pulito. Ci sarebbe da stupirsi? Ci sarebbe da meravigliarsi se scoprissimo che a “sporcare” la montagna non c’è solo l’inquinamento, che noi tutti produciamo quotidianamente, ma anche quell’inquinamento che deriva dal malcostume e della illegalità diffusa? Noi, almeno noi del CAI, cerchiamo di essere come delle sentinelle, come dice Paolo Rumiz. Tolti gli spazi immensi di libertà, che la montagna sa offrire, cosa rimane del nostro mondo? Tolta quella relazione con la montagna con cui si realizza la pienezza del rapporto a tre livelli fra natura, relazioni sociali e interiorità soggettiva… Cosa rimane? Leggi il resto dell’articolo

Il Vallone di Vassola, il CAI e la Montagna Morta

Piano di Vassola

E’ troppo paradisiaco pensare di poter dormire sonni tranquilli per noi che amiamo profondamente la montagna. Mi sto sempre più rendendo conto, quando termino un’escursione, che tutto ciò che mi lascio alle spalle, prima di rientrare in auto, non è detto che sarà sempre lì ad attendermi affinché possa ritrovare una sana relazione con me stesso e con l’ambiente. E’ venuto il momento, triste e al contempo molto preoccupante, di aprire gli occhi e di non credere più che la montagna sarà sempre la stessa come in quelle bellissime fotografie che mi porto a casa e poi rivedo sul pc.

Oggi per puro caso rispolvero il numero di Gennaio – Febbraio 2008 del bimestrale Panorami che si occupa di Vallate Alpine. Lo sfoglio e un brivido mi percorre la schiena. E’ come se stessi rientrando da una di quelle tante escursioni bellissime, che faccio nelle Valli di Lanzo, con quella terribile sensazione di non ritrovare la montagna che amo così come l’ho lasciata, intatta e libera dalle mani diaboliche della sconfinata imbecillità umana. Un incubo. Torno così mentalmente al 98° Congresso Nazionale del CAI (18-19 ottobre 2008) quando il giornalista Paolo Rumiz, socio Cai, ha inviato una lettera dura ma assolutamente condivisibile per noi che della montagna ne facciamo quasi uno stile di vita (la lettera di Rumiz la trovate più sotto).