Il Colle Croset

Il Colle Croset (2405 m) sullo spartiacque Val d’Ala – Val Grande (Valli di Lanzo)

Seduti a cavallo del Colle Croset, mentre ci nutriamo con qualche pezzo di pane, siamo stretti come in una morsa: alla nostra sinistra, da est, le nebbie risalgono lentamente dal fondovalle, da dove siamo partiti qualche ora prima, accarezzando delicatamente le praterie, le rocce, le pareti e anche i nostri corpi, sfiniti ma protetti dalla giacca a vento. Alla nostra destra invece una scena bucolica allieta il nostro pranzo frugale: una mandria di vacche pascola beatamente e incurante di tutto, su di un altipiano sorretto da una grossa e tetra parete verticale che sprofonda nel Vallone Croset. Il Sole penetra tra le nubi e illumina vigorosamente il pianoro ove un minuscolo laghetto offre da bere alle manze solitarie. Intorno a noi solo silenzio. Siamo sospesi nel nulla. La civiltà chiassosa e fracassona ferragostana è sparita in un abisso, molte centinaia di metri sotto di noi.

Alle nostre spalle, in lontananza sul contrafforte della Punta Croset, una piccola ombra giace impassibile su di un pulpito di roccia, al di sopra delle nubi incombenti. E’ come un fantasma appeso tra le immense giogaie della Val d’Ala. Lo zoom della fotocamera cattura un giovane stambecco che osserva il fondovalle, anche lui incurante di tutto.

Queste sono le vibrazioni che amiamo. E questi sono i doni stupendi ricevuti per aver voluto, ardentemente e cocciutamente, ricucire uno strappo. Che cosa abbiamo fatto, in fin dei conti, ritrovando la esile traccia – un fantasma pure lei – che risale il Vallone di Croset e sfocia nell’omonimo Colle, a 2405 metri di altitudine? I sentieri sono come dei fili per cucire. Ritrovarli significa unire territori montani lacerati dall’indifferenza, dall’incuria e da tutte quelle malsane abitudini consolidate in decenni di urbanocentrismo che ha infettato anche le vallate alpine.

La linea gialla è la traccia GPS fatta durante l’escursione del 3 agosto scorso. Quella rossa (assolutamente errata), che sale serpeggiante al Colle Croset, da 2240 metri di altezza circa, è quella riportata sulla carta Fraternali n. 8 (Valli di Lanzo) mentre la blu è quella che consente effettivamente di raggiungere il Colle e l’abbiamo ritrovata il 15 agosto

La sottile linea blu che vedete nella mappa sopra riportata (estratto dalla carta digitale n. 8 della Fraternali) è il percorso che abbiamo rintracciato scendendo dal Colle Croset, quest’ultimo raggiunto partendo da Cesaletti (1275 m, frazione di Ala di Stura) in Val d’Ala, con una memorabile escursione su sentieri che attraversano innumerevoli e bellissimi alpeggi, alcuni dei quali ancora attivi. Quella linea rappresenta l’unica via realmente percorribile perché evita i salti di roccia che invece si incontrerebbero se si seguisse la spessa linea rossa che serpeggia tra il Colle e quota 2240 metri, dove si incontra il sentiero 306, ovvero la linea gialla che rappresenta la precedente escursione descritta dettagliatamente in questo post.

Scendendo dal Colle Croset su esili tracce evanescenti (osservate dall’angolo in basso a destra). Questo è il tratto iniziale che va in direzione est, prima di piegare decisamente verso nord-nord-ovest

Lo stesso errore di percorso l’abbiamo riscontrato nella traccia GPS che ci ha trasmesso il Cai di Lanzo perché ricalca esattamente la linea rossa.

Con questa nostra ennesima fatica, sono quattro gli errori che abbiamo incontrato percorrendo il Vallone di Croset con il 306 (Migliere – Colle Croset) e che certamente non favoriscono l’escursionismo:

  1. errato posizionamento della segnaletica orizzontale (bolli bianco-rossi) dalla quota 2300 metri in quanto non conducono l’escursionista al Colle Croset;
  2. errata indicazione sulla carta Fraternali n. 8 (la linea rossa, tra quota 2240 e quota 2405, dove c’è il Colle, non rappresenta il corretto percorso);
  3. errata traccia GPS in possesso dal Cai di Lanzo (ricalca la linea rossa);
  4. mancanza di basilari e fondamentali indicazioni escursionistiche in partenza da Migliere (cartellonistica sbagliata ed insufficiente, come già riportato nel post “Nel Vallone Croset“) e lungo il percorso.

Eliminando la traccia gialla (bolli bianco-rossi sul sentiero), che porta a quota 2429 metri su di una dorsale erbosa (v. questo post), si può notare il vero percorso utile per guadagnare il Colle Croset che evita i salti di roccia

Ci teniamo a sottolineare che se si segue la traccia rossa scendendo dal Colle Croset (come abbiamo fatto noi inzialmente), ci si ritrova su dei pericolosi salti di roccia. Quindi la traccia rossa, che sulla carta compie cinque tornanti, non è praticabile.

Il percorso che si può seguire attualmente (15 agosto 2019), per raggiungere il Colle Croset, si sviluppa su terreno completamente privo di segnaletica (nemmeno ometti di pietra), delicato, ripido e con esilissime tracce che tendono sovente a scomparire nella bassa vegetazione. Questo percorso è classificabile EE ed è sconsigliato in caso di terreno umido.

Scendendo dal Colle Croset, sul sentiero 306

Speravamo di avere qualche notizia, direttamente su questo blog, dagli autori dei bolli bianco-rossi sul  306, che portano sulla dorsale erbosa a quota 2429 metri.

Non avendo ricevuto alcun commento in merito, abbiamo fatto qualche ricerca con Google e abbiamo trovato alcune segnalazioni su Gulliver (qui il link):

Croset (Punta) da Migliere e il Colle del Croset

[…]

ultima revisione: 23/08/15

note tecniche:
Bella gita in uno dei meno frequentati valloni tributari della destra idrografica della Val Grande di Lanzo.
Il sentiero d’accesso al panoramico Colle Croset nord è stato recentemente segnalato parzialmente con bollini di vernice bianco – rossa da Beppe Martino, Marco Blatto, Meo Rapelli, Cecilia Genisio e Ugo Gabrielli. Vista ottima sulle montagne canavesane, sul Gruppo del Gran Paradiso, su quello della Ciamarella, sul Gura Martellot e Levanna.

Attenzione: Ci sono almeno 2 Colli Croset (uno a Est 2390 appena sotto la punta Croset ) e uno piu a Ovest 2450 ca raggiunto dal lato Migliere dal sentiero di cui si parla qui.
per raggiunger il colle 2390 bisogna quindi abbandonare il sentirero segnalato ad una quota di circa 2300 dove si stacca una lieve traccia + o – sotto il colle.
il sentiero con segnavia e’ molto ben tracciato sulla carta Fraternali – attenzione che ogni tanto i segnavia latitano.

descrizione itinerario:
Dalla frazione Migliere di Groscavallo si scende a oltrepassare lo Stura di Val Grande e, a un primo bivio, si va a sinistra seguendo le indicazioni per il Colle del Croset. Si percorre la bella traccia segnalata fino al Gias Vecchio 1869 m, suituato in un ampio pianoro ai piedi del M.Doubia (ore 2). Si sale poi lungo il sentiero che si inoltra tra gli ontani, uscendo sul bel terrazzo di origine glaciale dove è ubicata l’Alpe del Crot 2141 m (0re 1).
Da qui 2 possibilita’ :
1)Si continua a seguire il sentiero segnato fino a quota 2300 circa quando, giunti in direzione del colle Croset orientale si indovina la traccia che porta a suddetto colle.
Dal colle si arriva in punta seguendo la Cresta ed utilizzando ogni tanto le mani come semplice appoggio (passaggi semplici di II).
Possibile variante alquanto oscura e’ la seguente della precedente relazione:
2)Addentrarsi quindi nel valloncello che si apre a destra della conca, raggiungendo lo spalto detritico che ospita due piccoli laghetti. Costeggiare la parete nord della Punta Croset e arrivare al colletto che divide il vallone fin’ora percorso dal bacino del Carro (ore 0,40). Salire in direzione sud lungo una debole traccia che, brevemente, raggiunge il Colle del Croset 2390 m. Piegare allora a sinistra e salire una placca di rocce abbatture, poi una crestina di blocchi accatastati (passaggi di I°) fino ad arrivare al torrioncino finale. Questo si può superare direttamente dal suo versante ovest per facile fessura III +, oppure aggirare sul suo lato sud II° (ore 0,10; ore 3,50 in tutto).

Tratto da Gulliver: www.gulliver.it/itinerario/47102/

Sembrerebbe, quindi, secondo quando riportato da chi ha scritto la relazione sopra riportata (che troviamo alquanto confusionaria), che ci siano due Colle Croset. Se anche così fosse, non è stata completata la segnaletica al cosiddetto Colle Croset Ovest. Inoltre non è stata posizionata alcuna indicazione in partenza da Migliere e nemmeno lungo il percorso (quantomeno all’alpeggio Crot, l’ultimo prima del Colle Croset) sulla reale intenzione di quei bolli. Questo può essere pericoloso per gli escursionisti.

La linea rossa è indicativamente il percorso finale, scendendo dal Colle Croset, prima di innestarsi con il sentiero bollinato. Il circoletto rosso indica il bollo bianco-rosso sul sentiero proveniente da Migliere (cliccare per ingrandire)

Il percorso escursionistico indicato con il numero 306 è un sentiero che ha come punto di partenza la frazione Migliere (frazione di Groscavallo) e come meta di itinerario l’unico Colle Croset riportato dalle carte più aggiornate in commercio, a quota 2405 metri. Consente di mettere in comunicazione l’escursionista con la Val d’Ala, seguendo in discesa il sentiero 236.

Salendo dalla Val d’Ala abbiamo incontrato una buona segnaletica sul sentiero 236A (arrivando da Pian Sarpeis) e sul sentiero 236 fino all’Alpe Pian Comune (2058 m). Da questo alpeggio in poi, si seguono tracce di sentieri con ometti fino al bivio a quota 2265 metri dove noi, per abbreviare l’ascensione, abbiamo scelto il percorso di destra (su tracce di sentiero), più diretto ma anche più ripido e con totale assenza di segnaletica.

Il versante est dell’Uja di Mondrone (2964 m) visto dal sentiero 236A. A sinistra la Croce Rossa (3546 m) e la Punta d’Arnas (3560 m), sul confine con la Savoia

Partendo dalla Val d’Ala, è suggerito raggiungere Martassina e seguire i segnavia del sentiero 236 (freccia visibile dalla provinciale che sale a Balme). Noi abbiamo scelto di partire da Cesaletti (1275 m) ma fino all’Alpe Sarpeis (1603 m) non c’è alcuna segnaletica (rarissime tacche rosse sbiadite). La traccia però è in buone condizioni. Un vero peccato perché questo percorso è davvero molto bello, toccando due incantevoli pianori (Pianfè e Sarpeis, con panorami indimenticabili) che meriterebbero un sentiero perfettamente segnalato.

La linea verde è il percorso che abbiamo seguito per raggiungere il Colle Croset dalla Val d’Ala. Dal Colle siamo scesi nel Vallone Croset per ritrovare un percorso escursionistico che si innestasse sul sentiero bollinato che arriva da Migliere, in Val Grande di Lanzo (cliccare sulla mappa per ingrandirla)

Dall’Alpe Sarpeis fino all’Alpe Pian Comune (2058 m) si percorre un ottimo sentiero, con buona segnaletica (bolli bianco-rossi e cartelli), che offre panorami stupendi, attraversando numerosi alpeggi, alcuni commoventi. Questa via fa anche parte del percorso di lunga percorrenza “Tour dell’Uja” (bandierine rosse-bianche-rosse con scritta “TU”).

Dall’Alpe Sarpeis (1603 m, sentiero 236A) fino all’Alpe Pian Comune (2058 m, sentiero 236 che proviene da Martassina) si percorre un ottimo sentiero con buona segnaletica (bolli bianco-rossi e cartelli)

Nel periodo estivo fare attenzione ai cani dei pastori che difendono con molta aggressività il loro territorio (trovati all’Alpe Ciavanis e all’Alpe i Crot, qui con branco numeroso). Fondamentale non intimorirsi (se sentono la paura diventano ancora più aggressivi) mentre ci si affretta ad abbandonare il territorio di pascolo.

Verso il Colle Croset sul sentiero 236, appena sopra l’Alpe Pian Comune (2058 m). Alle nostre spalle si dischiude il suggestivo ed imponente versante sud della Val d’Ala dominato dalla mole del Monte Rosso d’Ala (la punta che emerge dalle nubi) alto 2764 metri

Dall’Alpe Pian Comune, i bolli proseguono per il Lago Vasuero. Per il Colle Croset invece dovremo fare affidamento soltanto su di una traccia abbastanza evidente (attenzione alle nebbie che sovente risalgono i pendii) con ometti di pietra. Poi la traccia tende un po’ a perdersi sui tratti pianeggianti sopra l’Alpe i Crot (2124 m; occhio ai cani). Dal bivio a 2265 metri noi abbiamo seguito la traccia a destra (il 306 va inizialmente verso sinistra), che diventa sempre più esile prendendo quota, senza ometti. Infilandosi però in un ripido e stretto valloncello, che piega poi a sinistra sotto la Punta Croset, nel tratto finale, non è difficile seguire la rotta per il Colle che dista solo una ventina di minuti di marcia dal bivio.

Le due frecce nere indicano il tratto del sentiero 236 (Val d’ala) e 306 (Val Grande) privo di adeguata segnaletica orizzontale (bolli) e verticale (cartelli). Ne fa le spese il Colle Croset che unisce due valloni stupendi

Il versante sud della Val d’Ala è un mondo escursionistico molto ricco, soprattutto la zona compresa tra l’Uja di Mondrone e il Comune di Ceres. Dispiace molto accorgersi che alcuni punti di partenza per andare in quota, come il villaggio di Cesaletti, non forniscano adeguate informazioni per invogliare i viandanti. Notate, ad esempio, le condizioni del pannello in legno (foto qui sotto) situato proprio in partenza del sentiero che porta a Pianfè e poi all’Alpe Sarpeis.

A Cesaletti troviamo un mondo escursionistico che fa sognare. Peccato che tutte quelle destinazioni sono a malapena leggibili e oltrettutto, aspetto ancora più desolante, i sentieri non sono dotati della segnaletica Cai-Regione Piemonte

Uno dei rarissimi segnavia (segnaletica non ufficiale) incontrati sul sentiero che parte da Cesaletti e va all’Alpe Sarpeis

Una straordinaria emozione ce l’ha regalata il pastore solitario che ha condotto le vacche sui pascoli ad ovest dell’Alpe Ciavanis (1890 m), nei pressi del quale passa il sentiero 236. Con le sua voce vigorosa ed imponente, che echeggiava sulle pareti intorno a noi, e i suoi cani, ha convinto anche le mucche più riottose a seguirlo lungo una traccia che si arrampicava su erti pendii. Mentre a passo lento guadagnava il filo di una dorsale erbosa, spronava le vacche a seguirlo, senza usare la canna. Magari anche imprecando, ogni tanto. Ma è stato incredibile accorgersi della grande abilità di questo signore, che poi, abbiamo saputo chiamarsi Giorgio Aimo Boot. Un pastore di altri tempi. Un raro incontro di una montagna sempre più rara.

Giorgio Aimo Boot

Il versante ovest della Croce Rossa (3546 m) con il ghiacciaio pensile

Per chi ama la solitudine aspra, pervasiva e selvaggia delle montagne, il Colle Croset ne è certamente un simbolo straordinario. Adesso percepiamo un profondo senso di pace per aver ricucito uno strappo, grazie anche alla tecnologia satellitare.

Gli ultimi metri di salita prima di toccare il Colle Croset dal versante della Val Grande

Un ringraziamento in particolare va al Presidente del Cai di Lanzo Ivo Reano che ci ha fornito le giuste ipotesi per riacciuffare un mondo escursionistico che merita di essere conosciuto.

Ora speriamo che le forze in campo (ad ogni livello), e le disponibilità economiche, possano al più presto fare la corretta manutenzione ai sentieri 306 e 236.

Non lasciare tracce che il vento non possa cancellare, non adagiarti sui passi compiuti, non lasciarti trattenere, divaga per altri sentieri, rimettiti in cammino per cercare ancora.
(Bruce Chatwin)

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

2 Responses to Il Colle Croset

  1. Tina says:

    È stato difficile per me, totalmente profana, seguire l’escursione più con la fantasia che con le parole. Ce l’ho fatta grazie al tuo modo di raccontare che mi sprona a proseguire. Questa frase poi “Alle nostre spalle, in lontananza sul contrafforte della Punta Croset, una piccola ombra giace impassibile su di un pulpito di roccia, al di sopra delle nubi incombenti” sarebbe stata sufficiente per continuare😍 Ancora grazie Beppe…solo grazie 😊🎶🎻🐞🍀

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