Le meraviglie di Vonzo

VonzoFrequento il villaggio alpino di Vonzo (frazione del Comune di Chialamberto, in Val Grande di Lanzo) da molti anni ormai.

E’ una magnifica base di partenza delle mie escursioni ma anche una tappa molto gradevole per incontrare gli amici che proprio lì hanno casa.

Con lo zaino in spalla ho percepito il senso dell’immenso e dell’infinito al Santuario del Ciavanis, ho posato, in vetta, il mio sguardo su orizzonti sconfinati, disceso scalinate in pietra fabbricate dalla stupefacente abilità dei montanari, traversato colli e vallate, visto specchiarsi montagne nelle acque cristalline dei laghi…

Mi sono poi lasciata incantare dalla leggenda della Balma delle streghe (o meglio delle “fate”) ma anche scontrata dolorosamente con il progetto idroelettrico nel Vallone di Vassola.

Recentemente ho letto due testi che parlano di questa amena borgata: immaginare i luoghi descritti così bene dalle autrici mi ha commosso e mi ha permesso anche di focalizzare tanto i ricordi piacevoli ed idilliaci quanto i cupi episodi di guerra che, ovviamente, mi rappresento soprattutto grazie ai ricordi trasmessi dei miei cari.

Mi riferisco a due libri collocati in secoli lontani tra loro, scritti con stili personali, ed ambientati in periodi storici differenti, ma con alcuni elementi in comune.

Roc d'le masche

Roc d’le masche

Le autrici raccontano di questo piccolo borgo e del mito della Balma delle fate.

In particolare mi ha incuriosito la presenza di questa leggenda che fa parte del patrimonio culturale di tutti i popoli.

La Balma delle fate (alias “Roc d’le masche“) è un grosso masso avvolto da forze malefiche ed usato come ricovero per il bestiame.

La “balma” (o “barma”) è un rifugio naturale sotto una roccia sporgente, utilizzato da sempre dai pastori. A volte sono stati modificati e protetti da muri esterni, per ricavarne locali più ampi non solo per gli animali. Alcuni pastori vivevano sotto queste sporgenze, praticamente all’aperto, con le loro bestie.

La prima autrice è Stella Bolaffi Benuzzi che ha scritto il  libro “La balma delle streghe – l’eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana” (La Giuntina 2013; prefazione di Paolo Rumiz).

Psicoanalista freudiana (nipote di Alberto Bolaffi, fondatore dell’omonima società filatelica, e figlia di Giulio, il partigiano chiamato Aldo Laghi a capo, in Val Susa, della brigata di Giustizia e Libertà «Stellina», come il nome della figlia) rammenta la sua infanzia, trascorsa con il fratello Alberto e la “signorina zia”, la maestra Gabriella Foà, tra leggi razziali, lotta partigiana, SS e repubblichini a Vonzo.

Nel libro si avvicendano il racconto della sua vita e le sue sedute dall’analista, la mancanza del padre, i fantasmi della madre, le contraddizioni amare e non di una famiglia mista (ebrea e cattolica), i cibi kashèr e i cibi tarèf. Tutto ciò l’accompagnerà nelle sue future stagioni, dall’adolescenza fino agli studi, dal matrimonio fino alla professione.

Grazie all’analista ed alla professione Stellina riuscirà a “spolverare la sua balma” ovvero il suo inconscio: dal buio e dal chiuso della caverna allo splendore dei pascoli aperti e solatii.

[…] Comunque non era più prudente restare troppo a lungo in fondo valle dove c’era un frequente transito di colonne nazifasciste e aumentava il rischio di venire individuati; così zaino in spallla, sul finire di febbraio siamo saliti su per la mulattiera a Vonzo.

Il primo saluto di questo pianoro, situato a 1450 metri fra pascoli e faggeti ce lo dà il sole e il giallo di grandi primule precocemente fiorite nella moia, prati sempre umidi a causa dell’acqua affiorante dal sottosuolo.

Incontriamo dei pastori con un gregge di pecore che la signorina Gabriella saluta facendosi riconoscere: era stata maestra parecchi anni prima in quella frazione: ora ha 41 anni. Tutti sapevano che era ebrea, era apprezzata e amata anche come infermiera, così ha deciso di correre il rischio e di nasconderci a Vonzo.

Zia Gabriella ha trovato in affitto a Vonzo una vecchia baita in pietra viva che ci sembra subito una reggia: il tetto è coperto da lose, lastroni in pietra locale, e la cucina, provvista di una stufa a legna, ha una parete di roccia obliqua che fa anche da tetto alla crota, una cantina naturale cui si accede da una porticina. Se è ricavata sotto grossi massi e completata da pareti i muratura, nelle Valli di Lanzo è chiamata balma. […]

Particolare del soffitto del Roc d'le masche

Particolare del soffitto del Roc d’le masche

[…] L’estate volge alla fine. Con zia usciamo per fare una passeggiata e restiamo sbalorditi dall’enorme moltitudine di uomini che stanno attraversando velocemente la nostra frazione.

Sono armati e quasi tutti con divise militari almeno in parte…

Guardando verso il pendio montuoso che sovrasta Vonzo verso est, notiamo un formicaio umano che sta salendo verso il Colle della Paglia. Tutta quella inusuale massa di uomini in movimento non fa presagire nulla di buono. […]

La balma delle streghe – l’eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana” di Stella Bolaffi Benuzzi.

La seconda è già una nostra conoscenza: Maria Savi-Lopez. Originaria di Napoli arriva in Piemonte in giovane età seguendo il padre in esilio per motivi politici. Dopo un matrimonio durato pochi anni rimane vedova con il figlioletto Paolo. La sua attività letteraria si rivela sia un mezzo per sbarcare il lunario che un rifugio. La sua biografia è composta da una quarantina di titoli

Acuta osservatrice ed abile narratrice che abbraccia nel suo libro, scritto alla fine dell’Ottocento, tutto l’arco alpino con un piglio poetico e lirico. Ci ha permesso di conoscere la nostra storia anche quando è infarcita dal mito con “Le Valli di Lanzo– bozzetti e leggende” edito, come ristampa anastatica (la versione originale è datata 1886), da Arnaldo Forni Editore.

[…] Se dalla strada carrozzabile si guarda la brulla montagna dietro Chialamberto, non par possibile che si debba trovare quassù tra tanta bellezza di pascoli, distesi sul largo piano, uno dei villaggi più pittoreschi fabbricati sui monti che chiudono le Valli […]

[…] Dopo una salita che dura circa un’ora e mezzo si giunge finalmente a Vonzo, a 1228 m di altezza, ed è bello guardar dall’alto, fra le ultime case del villaggio, una strada che segue nella discesa la china della montagna; in un disordine pittoresco di tetti sporgenti, di strani balconi in legno annerito, di scalette fatte con sassi ammucchiati; mentre più in alto la montagna è coltivata fin quasi alla cima, ed i campi di segala ed il verde cupo delle patate, vendonsi non lungi dalle ondeggianti cime della canapa, o dalle macchie di alberi bellissimi.

Prati nella parte alta di Vonzo a lato della cappella di San Bernardo

Prati nella parte alta di Vonzo a lato della cappella di San Bernardo

Allato alla cappella che trovasi nella parte più alta del villaggio, i pascoli grandi e verdissimi si distendono in parte sul vasto altipiano morenico formato da antichi ghiacciai, ed in parte coprono fino a grande altezza le montagne che nulla hanno di triste e di minaccioso.

A poca distanza dal villaggio, in mezzo al verde dell’erba e sulla cima di un monte, vedesi la famosa Balma di Vonzo. […]

Le Valli di Lanzo – bozzetti e leggende” di Maria Savi-Lopez

*** *** *** *** ***

Per chi si è incuriosito sulla leggenda della Balma di Vonzo, e vuole saperne di più, ecco un delizioso estratto da “Le Valli di Lanzo – bozzetti e leggende” di Maria Savi-Lopez.

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

9 Responses to Le meraviglie di Vonzo

  1. vanni1967 says:

    Ho portato di recente al Ciavanis un bel gruppo di amici del pinerolese, abbiamo fatto anche un bel giro per Vonzo, peccato che la Muanda fosse chiusa, comunque sono rimasti tutti molto colpiti positivamente del territorio … ora vogliono frequentare di più le valli di Lanzo. Ciao

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  2. serpillo1 says:

    Bella scelta!
    Novembre coincide quasi sempre con il mese delle ferie dei locali pubblici..

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  3. flaco says:

    Rendi onore ad un fantastico paesino! Avevo letto il libro del padre di Stella. Ehm… l’avevo trovato un documento interessante, ma pesante. Però gli intermezzi scritti da Stella, riguardanti la sua infanzia a Vonzo, ma anche in altri paesi limitrofi, erano davvero molto suggestivi e affascinanti.

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  4. Anonimo says:

    Ho sentito vari racconti sulla guerra partigiana in Vonzo…
    sui nazifascisti nulla da dire di buono, anche se tra loro c’erano uomini degni, che purtroppo si sono trovati a vivere in un periodo sbagliato.
    Purtroppo ci sarebbe molto da dire anche sui partigiani.
    I primi che arrivavano a Vonzo, normalmente erano quelli che scappavano per primi quando c’era attività militare nella vallata, quando arrivavano a Vonzo, sfondavano le porte dei casè dove i margari nascondevano le tome, per prendersele e quando le mangiavano tagliavano la crosta alta 1 cm. buttandola, sprecando gran parte della toma.
    Gli ultimi che arrivavano, erano sporchi, feriti e affamati, questi erano accolti e “nascosti” dai Vonzesi, questi erano i veri patrioti.
    Da ricordare di quel gruppo di partigiani che, inseguiti dai nazifascisti, si sono nascosti nella chiesa del Ciavanis, i tedeschi non sono riusciti ad inseguirli con la neve che si alzava sempre di più. I partigiani sono riusciti a sopravvivere facendo una specie di minestra con i fiori secchi che erano ancora nei vasi dalla festa di luglio. Alcuni giorni dopo sono riusciti a partire in direzione Boiret, protetti dalla nebbia che li nascondeva dalla vista, e discesa in val Locana.
    Sembra che si siano salvati.

    Speriamo di non vedere mai la guerra…

    Rok 64

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    • serpillo1 says:

      Ciao Rok, grazie della tua testimonianza.
      L’odio e l’ignoranza portano a nulla.
      La storia poco insegna ma anche io mi auguro che la nostra generazione e le prossime non la vedano.
      Purtroppo echi di battaglie lontane (?) e malcontenti si fanno sentire e bussano alla nostra porta..

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