Il Vallone di Crosiasse

2014-10-25 052 (1024x576)Nelle Valli di Lanzo, precisamente in bassa Val d’Ala, “Crosiasse” è il nome di un rio che nasce dalle pendici nord-orientali del Monte Plù (2196 m), nell’alto Vallone omonimo. Per quasi quindici anni questo Vallone è rimasto praticamente interdetto agli escursionisti che provavano a percorrerlo con il sentiero n. 241, che parte dalla frazione Bracchiello (843 m) del Comune di Ceres, sebbene sulle vecchie carte escursionistiche fosse tracciato con il solito colore rosso, mentre su quelle attuali il tratteggio si interrompe improvvisamente. Incuria del territorio, indifferenza e alluvioni varie avevano letteralmente spedito nel dimenticatoio un’area alpina di indiscutibile bellezza e ricca di manufatti in pietra che ci informano dell’intenso sfruttamento dei montanari che hanno tratto sostentamento da queste montagne, abitandole.

mulattiera crosiasse

La mulattiera nella parte iniziale del Vallone di Crosiasse, qui ripresa al ritorno

Durante gli ultimi anni, più di una volta abbiamo provato a reperire la giusta traccia per guadare il Rio Crosiasse, per poi così toccare i vari alpeggi che sono disseminati nella parte mediana ed alta del Vallone (Pian Peccio, Prato Piano e Crosiasse) con la presenza di innumerevoli e pregevoli esemplari di baite in pietra, alcune ancora in ottimo stato, fino a raggiungere il Colle Crosiasse (1809 m), posto sullo spartiacque Val d’Ala-Val Grande, da dove affacciarsi per ammirare le bellissime montagne, dalla Levanna Orientale (a Ovest) fino al Monte Bellavarda (verso Est).

Si era ormai capito, anche parlando con chi si occupa periodicamente di sentieristica nelle Valli di Lanzo, che questo sentiero era ormai perso per sempre, senza alcuna speranza di ritrovarlo, prima o poi, in vita.

Inaspettatamente la bella notizia arriva la settimana scorsa: il sentiero è nuovamente percorribile e il Rio guadabile senza problemi grazie agli ottimi lavori fatti dalle squadre forestali della Regione Piemonte.

Abbiamo così finalmente compiuto quest’escursione, fino al Colle Crosiasse, scoprendo un Vallone stupendo che avevamo potuto osservare solo nella primissima parte – già di per sé molto spettacolare – fino a quota 1000 circa, rimanendo sempre estremamente meravigliati nell’accorgerci della straordinaria abilità delle genti alpine nel maneggiare la fatica, addomesticando in tal modo questa magnifica porzione delle Alpi Graie meridionali che risulta insolitamente severa e molto selvaggia nei suoi aspetti orografici stante la quota relativamente bassa.

Colle Crosiasse (1809 m) – Val d’Ala

Accesso: imboccata da Torino la Provinciale 1, la direttissima della Mandria, raggiungere Lanzo. Da qui si prosegue fin oltre Pessinetto: al semaforo si prosegue in direzione del Comune di Ceres che non si attraversa ma bisogna invece svoltare a sinistra, entrando così in Val d’Ala, seguendo le indicazioni per il Pian della Mussa. Si supera la frazione di Voragno e poi, proseguendo sempre sulla Strada Provinciale 1, si guadagna l’abitato di Bracchiello che però bisogna raggiungere nella parte alta svoltando a destra appena si intravede il cartello indicatore. Si percorre la ripida stradina asfaltata fino al suo termine, dove si parcheggia. Il percorso escursionistico comincia dalla pista forestale che si stacca alla destra del lavatoio: si intravede il palo con il cartello indicatore.

Bracchiello

I tetti di “lose” di Bracchiello (843 m) visti dalla sterrata iniziale

Località di partenza: Bracchiello (843 m – fraz. di Ceres)

Dislivello:  966 m

Difficoltà: E

Tempo di salita: 2h e 30 minuti circa

Periodo consigliato: da maggio a ottobre (anche in altri periodi in funzione dell’innevamento)

Cartografia: Valli di Lanzo carta n. 8 , scala 1:25.000 edita dalla FRATERNALI editore; attenzione che in questa carta (aggiornata con rilievi sul territorio effettuati nel periodo 2010/2011) viene riportata solo la parte iniziale del sentiero n. 241 la cui traccia rossa e tratteggiata si interrompe poco dopo il bivio per i casolari Fugias, a circa 1150 metri. La carta n. 8 con gli ultimi aggiornamenti verrà pubblicata nel 2015.

Qui sotto, evidenziata in rosso, trovate la traccia del sentiero n. 241 fino al Colle Crosiasse. Tale traccia è stata fatta con il GPS dal sottoscritto e sovrapposta alla carta n. 8 senza alcuna validazione da parte dalla Fraternali editore. Segnalo che il sentiero attraversa due volte il Rio Crosiasse: il primo attraversamento avviene a quota 1200 metri circa e ci porta sulla destra idrografica grazie ad una passerella di legno con cavo metallico che funge da mancorrente; il secondo guado lo si effettua a circa 1250 metri ed è stato attrezzato solo con un cavo metallico: esso ci riporta sulla sinistra idrografica del Rio Crosiasse. Suggeriamo di non affrontare questa escursione subito dopo periodi prolungati di forti piogge (o durante il disgelo primaverile, soprattutto dopo inverni molto nevosi) perché l’ingrossamento del Rio potrebbe creare comunque problemi di attraversamento.

Ringraziamo Mario Fraternali per l’estrema gentilezza nell’autorizzare i camosci bianchi all’utilizzo della sua carta escursionistica.

Sentiero 241 Val d'Ala

Estratto della carta n. 8 Valli di Lanzo (qui in scala 1:50.000). Per gentile concessione di Mario Fraternali

Segnavia: n. 241 con bolli bianco-rossi e ometti

Note: escursione splendida che inizia da un villaggio alpino di cui vale davvero la pena conoscerne la storia (qui la pagina del sito internet ufficiale della frazione di Bracchiello) e che percorre nella parte iniziale una pista forestale (dove è stato posizionato il cartello indicatore). Il percorso originario, che permetteva di evitare una parte della sterrata, iniziava attraversando l’abitato ed è segnato con grossi bolli rossi (sul pilastro del lavatoio si intravede una scritta con freccia indicante “Plù”).

Monte Doubia

Monte Doubia (2463 m) versante E

Il Vallone di Crosiasse inizia subito dopo aver attraversato uno stretto intaglio nella roccia: da questo punto in poi è come si entrasse bruscamente in un altro mondo, molto differente dalla fisionomia predominante della bassa Val d’Ala, per farsi risucchiare così da un ambiente roccioso molto severo e selvatico. La parte iniziale del Vallone, fino all’alpeggio di Pian Peccio di sotto (1410 m), è stretta ed incassata con boschi ricchi di esemplari di castagni, roverelle, aceri, sorbi, carpini noccioli, faggi e betulle. Da Pian Peccio di sotto l’ambiente diviene via via più ampio e il Vallone tende gradualmente a piegare verso Ovest. Si spalancano ai nostri occhi estese praterie alpine con radi boschi di larici e qualche esemplare di abete rosso (peccio). Il versante NNE di questa porzione del Vallone è dominato dai pendii del Monte Plù (2196 m) mentre in lontananza, verso Ovest, emerge la mole del Monte Doubia (2463 m), il cui valico d’accesso alla via normale, il Colle d’Attia (2101 m), è anche il punto finale del sentiero n. 241 che fa parte del catasto del patrimonio escursionistico piemontese. Il sentiero proposto in questo post raggiunge l’Alpe Crosiasse (1770 m) e poi in breve l’omonimo Colle (1809 m) con splendido panorama su buona parte dello spartiacque Val Grande di Lanzo-Valle Orco.

La segnaletica del percorso comprende bolli bianco-rossi, bandierine ed ometti. Se la parte iniziale, fino a Pian Peccio di sotto, non comporta alcun problema di orientamento, nemmeno in caso di scarsa visibilità (il sentiero è evidente e ben segnalato), la parte successiva potrebbe richiedere buone capacità di navigazione (perfetto utilizzo di bussola e altimetro o uso di GPS) se ci si imbattesse improvvisamente in nebbia molto fitta in quanto i bolli sono poco frequenti (nelle praterie prospicenti l’Alpe Crosiasse si notano soprattutto in discesa). Attenzione che attualmente non c’è alcun sentiero segnalato per il Colle d’Attia.

Cresta della Scuola

Cresta della Scuola

Infine merita ricordare che la parte iniziale del Vallone di Crosiasse, nei pressi dei casolari Fugias (ora difficilmente raggiungibili), era anche la porta di accesso alla Cresta della Scuola al Monte Plù, storica palestra di arrampicata la cui esplorazione alpinistica fu dovuta soprattutto agli istruttori della Scuola Gervasutti che la scelsero proprio come campo di attività didattica per i propri allievi. Per tale motivo fu chiamata “Cresta della Scuola”. Così ci informa Gian Piero Motti nel n. 7 del Gennaio 1972 della Rivista della Montagna.

Buona escursione.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

11 Responses to Il Vallone di Crosiasse

  1. Rebecca Antolini says:

    bellissime foto… li si vede proprio l’autunno…

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  2. ariela r. says:

    Finalmente una bella notizia! Il vallone di Crosiasse è veramente splendido, ricco di storia e di manufatti.
    Lo conoscemmo tanti anni fa grazie alle foto e alle parole di Marco Fassero al quale tutti noi dobbiamo qualcosa.
    Sarà interessante poter ritornare al colle per cercare per l’ennesima volta il masso inciso detto la”scrivania del diavolo” di cui parla Ricca Barberis nel suo volume degli anni Cinquanta. E’ un parente stretto del masso di Colle Rivalsa che non ha voluto disvelarsi ai nostri occhi.
    Grazie Beppe per le belle foto e per la puntuale descrizione dell’escursione.
    Ariela e Giancarlo

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  3. marco says:

    Il Vallone delle Crosiasse è una gita che ho sempre fatto molto volentieri nel periodo autunnale, quando risultava anche più semplice reperire la traccia di sentiero (e a dire la verità non ho mai avuto problemi particolari).
    Anche io ho conosciuto il vallone dalle affascinanti foto di Marco Fassero.
    E’ una valle meravigliosa dove si riesce a percepire la fatica del lavoro di quelle persone che nei secoli hanno costruito e mantenuto manufatti arditi che dovrebbero essere un vanto per le Valli di Lanzo e menzionate su ogni guida turistica.
    Mi sono sempre chiesto invece per quale motivo la valle risultava del tutto dimenticata, senza neppure una minima segnatura del sentiero. .
    Andateci, questa è la stagione giusta, il Vallone di Crosiasse vi entusiasmerà !

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    • marco says:

      PS: che il sentiero delle Crosiasse fosse oramai perso non è comunque vero: nel periodo autunnale/invernale la traccia era visibile, oltre a qualche ometto disseminato qua e là . Qualcuno negli anni l’ha percorso e anche ottimamente descritto su http://www.gulliver.it/itinerario/53210/

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      • serpillo1 says:

        Questo vallone non meritava di essere abbandonato a se stesso per cosi’ tanto tempo.
        Troppe le opere d’arte in pietra fatte dall’uomo: dai muretti a secco che ti permettono di camminare comodamente su impervie rive, dalle roie per il trasporto dell’acqua, dalle numerose malghe che incontri lungo il cammino.
        Sono da vedere almeno una volta nella vita prima che tutto crolli e la natura si riprenda le pietre.
        Mi sono sempre chiesta come hanno fatto i montanari a costruire tutto cio’ con i mezzi che avevano e con quanta fatica.
        Il mio sogno e’ di vedere percorribile tutto il Sentiero Balcone che parte da Bracchiello e termina al Piano della Mussa. Una vecchia carta IGC lo riporta ancora.
        Magari con qualche punto di apppoggio (baite ristrutturate) e sarebbe ideale da proporre come trekking per piu’ giorni.
        Grazie Marco per il link su gulliver.
        Ah dimenticavo: tu o Ariela vi ricordate dove Marco Fassero aveva raccontato del Crosiasse?

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        • ego duplo says:

          ciao noi si è partiti da cantoira pernottamento colle crosiasse da li colle d’attia e sentiero balcone fino a balme ravanando ravanando su e giu !!

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  4. ariela r. says:

    Ho letto e visto le foto (anzi è la foto di copertina) sul libro uscito postumo in memoria di Marco Fassero “Correndo verso l’alto”.
    Ho compiuto a lungo ricerche intorno all’antica via che partendo dal Pian di Ceres percorreva in altura tutto il versante all’adret della Valle di Ala. Erano anzi due percorsi: la via della gente e quella delle mandrie. L’ho percorsa quasi tutta (mi manca il tratto che aggira l’Uja di Mondrone, troppo difficile per me). E’ stato un viaggio bellissimo. Ricordo un tratto completamente scalinato nella roccia fra i Monti di Voragno e Bracchiello; una vera opera d’arte e di fatica. Sarebbe lodevole ripristinarla!
    E’ comunque segnata sulle vecchie mappe catastali (un signore di Bracchiello me le fece vedere) e sulla carta napoleonica ancora in possesso dei vari comuni: potei visionare quella in dotazione al comune di Ceres.
    Coraggio: all’opera!!!
    Ariela

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  5. martellot says:

    Non ci sono mai stato ma le fotografie che hai postato, Beppe, descrivono un posto davvero affascinante. Anche le ripide pareti rocciose allo sbocco del vallone contribuiscono a rendere ancora più selvaggio il luogo. Quanti posti ormai dimenticati ma da riscoprire ci sono nelle nostre valli!

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  6. toldo says:

    I membri della squadra forestale della Regione Piemonte, che hanno eseguito i lavori per il recupero di questo sentiero, ringraziano Beppe per la valorizzazione di questo stupendo itinerario .E’ stato inoltre ripulito anche il sentiero che scende verso Chialamberto. Ci auguriamo che per il prossimo anno si possa avere ripulito e bollinato il sentiero verso il colle d’Attia. Purtroppo non dipende da noi.

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