La fata del fuoco

salamandra3Inaspettati incontri si sono verificati per tre settimane di fila.

Ho anche effettuato un salvataggio dietro casa: l’ho presa e lasciata libera nei prati, in prossimità di castagni e di un rivo d’acqua e lontano dal traffico delle auto perché temevo venisse schiacciata ed investita.

Sto parlando di salamandre pezzate trovate sul mio cammino.

Sono quelle dipinte di nero con sgargianti pois gialli, pelle lucida, liscia e lunga coda ed hanno una buffa camminata. Per difendersi dai predatori e per proteggere la pelle dalle infezioni, secernono una sostanza leggermente tossica. Leggi il resto dell’articolo

Sfregiamoci

Ecco lo sfregio al paesaggio del versante sud della Val Grande di Lanzo provocato dalla costruzione della pista Pera Berghina-Pian delle Riane, attraverso il bosco del “Pasé”, nel Comune di Groscavallo (qui il post con le foto fatte nel bosco). Scatti effettuati ieri sullo spartiacque Val d’Ala-Val Grande di Lanzo nei pressi di Punta del Rous (2556 m).

Chi fa queste cose non ama la montagna.

Qui la galleria foto (con la possibilità di ingrandirle nel formato originale).

Qui i post correlati (dal meno recente):

Una storia poco conosciuta sulle montagne di Gian Piero Motti

Il Pasé. E una strada, o due…

MAN è arrivato nelle Valli di Lanzo

30 km di piste forestali nelle Valli di Lanzo

Andar per piste nelle Valli di Lanzo

Montagna: piste forestali, lo sviluppo (in)sostenibile nelle alpi occidentali (articolo di Fabio Balocco sul Fatto Quotidiano)

Si chiama Sviluppo Rurale 2014-2020

Punta del Rous 70 anni fa

Equipaggio KG999 -12.10.1944

L’equipaggio del KG 999 (foto: Gavs Torino)

Tra le 16:00 e le 16:40 del 12 ottobre del 1944 venti aerei B-24 Liberator del 31° Squadron appartenenti al 2° Wing S.A.A.F. decollarono dall’aeroporto di Celone (Foggia) per raggiungere il Nord Ovest dell’Italia e lanciare sulle montagne gli aiuti ai partigiani.

All’equipaggio del KG 999, alzatosi in volo alle 16:15, viene assegnato l’obiettivo “Chrysler”, corrispondente alla zona della bassa Val Toce, a nord del lago d’Orta. Il tempo è peggiore di quanto inizialmente previsto, sia lungo la rotta che sugli obiettivi, con cielo coperto variabile da 7 a 10/10 e nuvolosità estesa tra i 1500 e i 3000 metri di quota.

La loro missione si conclude tragicamente alle 20:30 sullo spartiacque Val d’Ala-Val Grande di Lanzo nelle Alpi Graie meridionali: il velivolo, avvolto dalla fitta nebbia ed immerso nella totale oscurità, si schianta pochi metri sotto la Punta del Rous, a circa 2500 metri di altezza.
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Andar per laghi alpini…

Il Piemonte è zona ricca di laghi e non ne difettano le meravigliose Alpi Graie meridionali…

Tra rocce montonate o rododendri, in mezzo ad altopiani, incastonati tra i monti, vicini ad alpeggi o in ambienti severi e selvaggi, circondati da boschi di faggi, solitari, grandi, minuscoli, artificiali, con acque cristalline o scure, di facile accesso o più appartati, pescosi, con piccoli girini e ranocchie, ricchi di leggende e fate dell’acqua, i laghi alpini costellano le nostre Valli.

Per lo più sono di origine glaciale, generati dal lavorio millenario e lento dei ghiacciai che ha creato delle depressioni riempitesi d’acqua una volta ritiratosi. Il Lago di Malciaussia è artificiale, il Lago Dietro la Torre ed il Lago della Rossa sono semi-artificiali.

Nell’arco dei millenni questi specchi d’acqua solitamente sono destinati a scomparire ed interrarsi. I torrenti immissari spostano e versano detriti, sabbia, terra e ciottoli fino a colmare la loro superficie, trasformandosi così in torbiere.

I laghi d’alta quota vivono in ambienti estremi (estati brevi ed inverni lunghi e severi). Sono dei piccoli ecosistemi lontani dagli insediamenti umani ma soggetti ai cambiamenti climatici ed agli impatti antropici che minacciano il loro delicato equilibrio.

Questa carrellata di foto racconta della loro avvenenza, delle loro acque – a tratti trasparenti, a tratti tenebrose -, della neve e del ghiaccio, delle cime che fan capolino dentro di esse, delle nebbie che li avvolgono, dei prati fioriti e del vento.

Qui per lo slideshow

Vi invito a raggiungerli per godervi questa magia.

Per chi poi desidera approfondire la conoscenza dei laghi piemontesi: “Tutti i laghi senza lacune. Ecosistemi, risorse, patrimonio da preservare“, pubblicazione a cura dall’Arpa Piemonte (scaricabile gratuitamente).

Il Campionato del Mondo di Mungitura a Mano di Vacche… In Valle Brembana

Domenica 28 settembre, dalle ore 9.00, prenderà avvio il primo Campionato Mondiale di Mungitura a Mano di Vacche, ospitato dall’Agriturismo Ferdy di Lenna (Bergamo)

La Baita dei Saperi e Sapori Brembani

Schermata 09-2456910 alle 11.47.58La Valle Brembana sulla vetta del mondo, con un posto d’onore nel mondo delle grandi sfide internazionali, e comunque andrà sarà sempre una vittoria. Domenica 28 settembre, dalle ore 9.00, prenderà avvio il primo Campionato Mondiale di Mungitura a Mano di Vacche, ospitato dall’Agriturismo Ferdy di Lenna (Bergamo). L’organizzazione dell’evento è affidata all’Associazione Fiera San Matteo di Branzi, con la collaborazione del Comune di Lenna, di Associazioni  di allevatori e sponsor. Premi e Partecipanti: In palio verrà messo un montepremi di 6.000,000 euro, che saranno ripartiti fra i primi tre podi nei rispettivi valori di 3.500,00 euro al primo classificato, 1.500,00 al secondo e 1.000,00 al terzo. A contendersi il primato saranno i mungitori che abitualmente frequentano gli alpeggi, che gareggeranno per la simbolica vittoria del Secchio d’Oro. Il Regolamento stilato prevede che gli sfidanti in gara debbano mungere quanto più latte possibile in un tempo limite di due minuti…

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Noi italiani

boscoFine agosto 1952

“Gli italiani sono un popolo di sedentari, per non dire di pigraccioni e di mollaccioni. Non camminano e non amano la natura. A una bella camminata nel bosco preferiscono il ristorante, dove s’ingozzano di cibo fino all’inverosimile. Molti di quelli che incontro chiedono per prima cosa dove ci sia un buon ristorante, possibilmente «tipico». Gli stranieri, invece, chiedono quasi sempre dove conduca questo o quel sentiero, oppure quante ore ci vogliano per attraversare questo o quel colle. La letteratura tedesca è per buona parte ambientata nei boschi. Nei boschi italiani, viceversa, ci sono tutt’al più le volpi (se non le ammazzano), ma non le Muse. Il fatto che il romanticismo sia nato in Germania e non in Italia significa pure qualche cosa. Forse anche qui c’entra la religione: il protestantesimo ha nei riguardi della natura e degli animali un atteggiamento molto diverso da quello del cattolicesimo. Ma la cosa che più che muove a sdegno è vedere che gli italiani lasciano i loro rifiuti dappertutto, anche su un bel prato. E’ l’inciviltà che va a braccetto con l’insensibilità.”

Anacleto Verrecchia
“Diario del Gran Paradiso” (Fògola Editore – 2ª Edizione maggio 2012)


Vacanze in montagna. Una domenica sui sentieri della Grande traversata che gli italiani disertano

Post del 21 luglio 2014 pubblicato su MountCityGta

All’albergo Montagnard di Balme, vecchio stile ma confortevole, si stupiscono. Da quando in qua un italiano è in cerca di alloggio? La clientela è perlopiù tedesca e il motivo lo si comprende facilmente. L’albergo è anche posto tappa della Grande Traversata delle Alpi e su questo itinerario escursionistico che unisce tutto l’arco alpino occidentale nella Regione Piemonte la lingua ufficiale è il tedesco (e, in sottordine, il francese e l’olandese). […]

Continua su MountCity

Come può…

2014-08-31 585 (1024x768)Come può la natura
rimanere bella
quando ogni giorno
le si sottrae qualcosa?
Come può rimanere
bella una foresta
se ogni giorno
il tagliaboschi
abbatte un albero?

Menci

(da Agenda CAI 2013 a cura del CSC)

Si chiama Sviluppo Rurale 2014-2020…

BoschinValle

Circolare dello Sportello Forestale – Comunità Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone

… e lo potete vedere sui maxischermi delle Valli di Lanzo, non prossimamente, ma già adesso. Se amate l’escursionismo, queste Valli vi invitano a cambiare al più presto settore alpino, come da tempo ha già capito l’amico GP (qui il suo commento al post “30 km di piste forestali nelle Valli di Lanzo“), perché hanno deciso di sacrificarsi sull’altare dello “sviluppo” economico (in)sostenibile targato Unione Europea (qui articolo in merito su IlFattoQuotidiano.it) ignorando completamente gli indirizzi della Legge sul Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte:

Turisti, escursionisti, amanti della natura: le valli di Lanzo vi consigliano di andare altrove, qui non troverete nulla di ciò che cercate. L’acqua, i boschi, le montagne sono nostre e ce le gestiamo come ci pare, non abbiamo bisogno di voi”.

Abbiamo ricevuto via mail, da parte di un lettore del blog, la circolare della Comunità Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone (forestale.vallidilanzo@ruparpiemonte.it) di settembre 2014 (n. 24) che ci fa comprendere appieno su quale settore le Valli di Lanzo hanno deciso di puntare per il rilancio economico, disinteressandosi così delle potenzialità del turismo escursionistico (la dimostrazione la trovate negli ultimi post). Ecco la circolare:

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Andar per piste nelle Valli di Lanzo

Piste

Pista del Pasé (Val Grande di Lanzo)

“Costruire per distruggere, nascere per morire, salire per poi ridiscendere ed ancora risalire per poi nuovamente ridiscendere. Una vera e propria ossessione che collega in un unico filone Natura, Uomo e agire dell’Uomo.”

Gian Piero Motti

Nell’anno 2000 Roberto Bergamino, grande estimatore e conoscitore delle bellezze delle Valli di Lanzo, pubblicò un bel libro che mi permise di scoprire i meravigliosi specchi d’acqua alpini delle Valli di Lanzo – Andar per laghi nelle Valli di Lanzo -, compreso il bellissimo Gran Lago d’Unghiasse (2500 m) il cui omonimo Vallone d’accesso è ora stravolto dalla pista del Pasé, la sterrata che Pro Natura aveva fermato nel 1998. Adesso, viste le compromissioni importanti che sta subendo il territorio delle Valli, attendiamo il suo nuovo libro “Andar per piste nelle Valli di Lanzo” tenendo anche conto che la millenaria rete sentieristica di queste Valli sta precocemente scomparendo, sia perché non ne viene fatta manutenzione, sia perché in parte è già stata smantellata dalle sterrate che sono state costruite negli anni passati e sia perché con i prossimi 30 chilometri di piste forestali verrà praticamente spazzata via, anche prendendo atto che le amministrazioni locali non sono state in grado di attrarre un solo euro di finanziamento recentemente erogato dalla Regione Piemonte per fare la manutenzione dei sentieri, con tanti saluti alla Legge regionale n. 12 del 18 febbraio 2010 sul “Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte.
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Nei segnavia il rispetto delle genti dell’Ossola per le loro terre alte. Con una sola eccezione…

“…i sentieri… sono monumenti a una civiltà”.
Beato chi arriva a comprenderlo.